RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

Archive for the ‘Cultura’ Category

Quark sia con te

Posted by romacogitans su 4 luglio 2008

Dal 1977 la sua voce è entrata nella mia vita, divenendone in parte narratrice, in parte compagna del mio esistere. Claudio Capone dava spessore e senso in italiano ai dialoghi di Luke Skywalker, il personaggio della prima trilogia di Guerre Stellari. Ben presto la sua voce è entrata a far parte della mia famiglia come quella di un maestro, di un tutore, perché dal 1981 (dalla TV) cominciò a passare con me tutti i pomeriggi, spiegandomi le meraviglie dell’universo, le crudeltà della natura, i segreti della storia. Né scienziato, forse neanche giornalista, ma strumento sopraffino che rendeva chiara ed ancora più affascinante la scoperta – per un giovanissimo come me allora – di quei segreti che da secoli la curiosità umana e la scienza tentano di svelare. La sua voce era come un vero strumento musicale, affinata e perfettamente accordata su un italiano che ben pochi parlano. Presto, quindi, affiancai l’apprendimento delle nozioni che venivano dalla voce di Capone tradotte in parole e profuse nei documentari di Quark all’introiettare le corrette sonorità di quella meravigliosa lingua che era l’italiano, tanto sciatta e dozzinale sulla bocca di giornalisti, personaggi TV e anche gente di strada, ma altrettanto sublime quando modulata da un fine dicitore come Claudio Capone.

Scopro solo in questi giorni, che ne è stata annunciata la prematura scomparsa (a 56 anni), che faccia avesse quell’uomo che mi permetto di considerare un maestro. Ma il suo volto non ha molta importanza per me, perché so bene che è il suo spirito che rimarrà sempre nei meandri del mio cervello, eco dei sussurri alle orecchie di quello che – ragazzino – rimaneva estasiato nello scoprire il mondo accompagnato da un così dotto e cristallino linguaggio. Una tristezza infinita mi assale, forse anche per effetto di quel profondo egocentrismo che pervade ogni uomo: con la sua morte se ne va parte della mia vita. Ma allo stesso tempo saluto Claudio Capone con il sorriso sule labbra, perché sono felice che il suo lavoro di eccellente professionista abbia contribuito notevolmente alla mia formazione culturale ed alla mia passione per la dizione e la linguistica, come anche al rispetto per una lingua come l’Italiano, continuamente vituperata ed abusata dai più. Ma Claudio Capone rimarrà un esempio, ed il suo lavoro è immortale, non solo perché la sua voce è registrata (anche per le prossime puntate di Quark) e quindi indelebile, ma soprattutto perché il suo insegnamento è dentro di me, parte di me, e quello scomparirà assieme a me e non prima di me… vivrà ancora, quindi, quel tanto che basta per renderlo eterno alle mie orecchie mortali.

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DOP: dizionario italiano multimediale d’ortografia e di pronunzia

Posted by romacogitans su 10 giugno 2008

Analfabeti d’Italia (ossia almeno 40 milioni di persone), da oggi non avete più scusanti, ed anzi la vostra redenzione è vicina!

Ecco a voi il DOP di Mamma Rai, il dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia che insegna non solo a scrivere ma soprattutto a pronunciare correttamente la (per molti) unica lingua che si pensa di conoscere, quella italiana, mentre spesso il linguaggio parlato nelle varie regioni è nella migliore delle ipotesi un miscuglio tra italiano e dialetto locale.

Per i più ignoranti (ma qui non ne passano): vediamo dove trovate “fà” o “pò”… oddio e mo indove ce li anno infiladi? Berghé ce li anno dordi?!? 🙂 Per i nordici, provate a sentire come si pronuncia (oltre che come si scrive) “perché” o “milione” (o anche “italiano”). Sorpresi di non sentire l’accento grave? Sorpresi dell’assenza della “g”? Per gli altri, provate con “dorso”, “trenta”, “quattordici”… molti rimarranno di sasso 😉

Spero che i primi a giovarsi di questo splendido lavoro siano gli stessi giornalisti Rai, che ne hanno TANTO bisogno, quasi quanto quelli di Mediaset…

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Il governo (im)perfetto (prossimo venturo)

Posted by romacogitans su 6 giugno 2008

Un po’ per gioco, un po’ per ragioni più serie, vi chiedo di aiutarmi a completare questo “scacchiere”, sia alla voce INCUBO, sia per il SOGNO. Come sempre è facile trovare i peggiori (anzi, c’è l’imbarazzo della scelta), ma è difficilissimo individuare persone rispettabili.

Inizio con la lista per il probabile futuro (visto dove stiamo andando…)

L’INCUBO

Presidente del Consiglio Berlusconi (Provenzano?)

* Ministero degli Affari Esteri – Diliberto o Vanna Marchi (?)
* Ministero degli Affari Regionali – Flavio Briatore (?)
* Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Lele Mora
* Ministero della Difesa – Maurizia Paradiso (?)
* Ministero della Sanità – Giuseppe Ciarrapico (Poggiolini?)
* Ministero dell’Ambiente – Chicco Testa
* Ministero delle Attività Produttive – Marco Tronchetti Provera
* Ministero delle Comunicazioni – Fabrizio Corona
* Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – John Elkan (FIAT) , Cimoli

* Ministero delle Politiche Agricole e Forestali – [qualcuno della Monsanto/Syngenta Italia]
* Ministero dell’Economia e delle Finanze – Calisto Tanzi
* Ministero dell’Interno – Salvatore Brusca
* Ministero dell’Istruzione – Camillo Ruini
* Ministero di Grazia e Giustizia – Clemente Mastella
* Ministero per i beni e le attività culturali – Valeria Marini

Sindaco di Roma, ovviamente, Checc@ Rutelli!

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Quella di seguito è la lista impossibile (visto l’andazzo), un necessario sogno da realizzare

IL SOGNO

Presidente del Consiglio (?)

* Ministero degli Affari Esteri –
* Ministero degli Affari Regionali –
* Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Alex Zanotelli
* Ministero della Difesa –
* Ministero della Sanità – Gino Strada
* Ministero dell’Ambiente –
* Ministero delle Attività Produttive –
* Ministero delle Comunicazioni – Mario Albanesi
* Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti –
* Ministero delle Politiche Agricole e Forestali –
* Ministero dell’Economia e delle Finanze –
* Ministero dell’Interno –
* Ministero dell’Istruzione – Giordano Bruno Guerri
* Ministero di Grazia e Giustizia – Morris L. Ghezzi
* Ministero per i beni e le attività culturali – Philippe Daverio

Sindaco di Roma, Paolo Berdini o Roberto Torre

Per favore, lasciate i vostri commenti e consigli nei commenti.

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Imparare dagli onesti

Posted by romacogitans su 23 maggio 2008

Mentre l’Italia è in pieno medioevo, con nani e giullari, damigelle e concubine a deciderne il destino, non rimane che aggrapparci al ricordo…

Per non dimenticare un grande italiano

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Lezione Capitale, ma la volete capitalizzare?

Posted by romacogitans su 21 maggio 2008

E’ passato oramai un mese dal ballottaggio, ed ancora ci sono strascichi. Qui pubblico una lettera giratami da un lettore inviata al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, circa il suo editoriale “Lezione capitale“.

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Gentile direttore,

ho appena letto il suo articolo, e – perdoni la franchezza – devo dire che raramente in vita mia mi sono imbattuto in un tale condensato di assurdità. Tanta è la lontananza dalla realtà di fatti e sensazioni (il “comun sentire”), che mi domando non solo di che città stia parlando, ma anche di che Paese. Le ricordo che proprio il suo giornale parecchi mesi fa pubblicò una lunga ed accorata lettera di un lettore di sinistra che di ideologico (come grossolanamente insiste lei nel suo articolo) non aveva nulla, ma era la chiara disamina della situazione insostenibile che si vive a Roma.

Vada a farsi un giro su internet, legga i blog ed i commenti di cittadini di sinistra (evitando magari di quelli che vanno a dormire con la bandiera rossa) che cosa dicono e sentono… e lasci perdere i cupi discorsi catastrofisti che sembrano suggeriti da Diliberto…

Roma ha scelto, e con quella classe dirigente e quel candidato sindaco la Roma di sinistra non poteva che andare al mare o votare Alemanno. Non siamo noi romani di sinistra il problema, bensì lo è gente come Diliberto, come Veltroni, come Rutelli, come lei che non avete la sensibilità (né l’interesse) per ascoltare i problemi e le necessità di questo Paese e continuate ad osservare le nostre esistenze come si trattasse di una partita a “battaglia navale”.

Eravamo stufi di farci prendere in giro, e la risposta non poteva che essere Alemanno.

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18 buoni motivi per non mangiare la carne

Posted by romacogitans su 2 maggio 2008

da Franco Libero Manco, “Biocentrismo”, edizioni Nuova Impronta

1. PERCHE’ gli animali non sono cose da mangiare ma esseri senzienti con la nostra stessa capacità di soffrire, di amare la vita e di avere terrore della morte. (Se gli animali non fossero in grado di soffrire o non avessero paura della morte non fuggirebbero terrorizzati davanti al predatore).

2. PERCHE’ la carne non è un alimento adatto all’essere umano strutturato anatomicamente per nutrirsi di frutta, semi e vegetali come i primati alla cui specie apparteniamo. (Se l’uomo fosse un animale onnivoro avrebbe gli attributi adatti ad inseguire e dilaniare la preda, oltre che l’apparato digerente tipico degli animali che mangiano la carne).

3. PERCHE’ la carne, alimento cadaverico, contiene putrescina, istamina, ammoniaca, oltre ai molti medicinali somministrati agli animali come sulfamidici, antibiotici, cortisoni, ecc. che entrano nel metabolismo di chi mangia la carne causando un gran numero di malattie anche tumorali. (Se fosse necessario per l’uomo mangiare la carne non si spiegherebbe l’ottima salute e la longevità di tutte le persone vegetariane).

4. PERCHE’ la carne, elemento estraneo per il nostro organismo, abbassa le difese immunitarie lasciandoci inermi di fronte a qualsiasi infezione batterica o virale. Ad ogni pasto a base di carne il nostro organismo ha un dispendio di energia pari a 5 Km di corsa.

5. PERCHE’ un’alimentazione sbagliata abbrevia la vita di un individuo: è come far viaggiare a gasolio un’automobile progettata per essere alimentata a benzina. (Se l’essere umano si alimentasse secondo la sua natura vivrebbe, come le altre specie animali, 7 volte il tempo del suo sviluppo, cioè circa 130 anni, età raggiunta solo dalle popolazioni vegetariane).

6. PERCHE’ gli allevamenti intensivi inquinano il suolo, le falde acquifere, l’aria, oltre ad essere causa principale di disboscamento: un hamburger costa 5 mq di foresta amazzonica. (Un manzo consuma derrate alimentari quanto 12 persone e beve 3200 litri di acqua per ogni Kg di carne).

7. PERCHE’ i campi di concentramento e di sterminio non possono essere condannati e maledetti solo se le vittime sono esseri umani e giustificati e benedetti se invece i condannati sono gli animali. (La lunga sofferenza degli animali negli innaturali allevamenti e l’agonia dei trasporti si concludono negli orrori dei mattatoi da dove esce il cibo maledetto).

8. PERCHE’ la carne scatena nell’uomo l’istinto dell’aggressività e della violenza, della sopraffazione del più debole, oltre l’angoscia, l’inquietudine, l’instabilità psichica. (Finché l’uomo si alimenterà come gli animali feroci non può che avere la natura degli animali predatori).

9. PERCHE’ mangiare carne è un’azione crudele: allo stesso modo di una razza che sentendosi superiore allevasse noi e i nostri figli a scopo alimentare. (Se all’uomo non importa la sofferenza degli animali perché dovrebbe importare agli Angeli la sofferenza degli uomini?)

10. PERCHE’ l’alimentazione carnea incide in modo più pesante e dispendioso sulle finanze individuali, familiari e collettive. (Con il costo di un Kg di carne si può acquistare un quantitativo di sostanze vegetali 10 volte superiore).

11. PERCHE’ solo con l’alimentazione vegetariana è possibile sfamare tutta la popolazione mondiale e scongiurare tensioni internazionali che nascono da gravi crisi alimentari. (I terreni coltivati a prodotti vegetali anziché a pascolo producono un quantitativo alimentare 15-20 volte superiore).

12. PERCHE’ rifiutando la carne ci si dispone a vivere secondo la legge dell’amore universale enunciata dai grandi Iniziati e dai grandi uomini di spirito e di pensiero di ogni tempo e paese che hanno esteso il concetto di “prossimo” e il comando “non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto” dall’uomo ad ogni essere vivente.

13. PERCHE’ gli animali più forti, più resistenti alle fatiche, più longevi, più prolifici, più miti, sono vegetariani: l’elefante, il toro, il rinoceronte, il bufalo, il cavallo, il bue, ecc.. (La loro forza sconfessa la teoria che sono le proteine della carne a dar vigore: da dove le prenderebbero questi animali per formare le loro possenti masse muscolari?)

14. PERCHE’ l’alimentazione vegetariana dispone l’essere umano alla mitezza, alla serenità, alla conciliazione, alla tolleranza, al benessere psicofisico, quindi alla pace. (L’uomo è ciò che mangia. Se si nutre di violenza e di morte non può che subire, secondo la legge della causa-effetto, violenza e morte).

15. PERCHE’ con l’alimentazione vegetariana l’uomo ritorna al piano originale di Dio per l’uomo prima del Peccato, secondo il comando di Genesi 1.29: “Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme ed ogni albero in cui è frutto saranno il vostro cibo…” (Se Dio avesse autorizzato l’uomo a mangiare la carne trascurando la sofferenza delle vittime sarebbe stato un dio ingiusto e crudele, dal momento che l’uomo può benissimo sostentarsi senza spargimento di sangue).

16. PERCHE’ la realizzazione del Regno di Dio passa necessariamente attraverso la pace instaurata tra gli esseri umani e tra questi e tutte le creature. (Se l’uomo arrivasse ad abolire ogni violenza tra i suoi simili ma continuasse a torturare gli animali, a sfruttarli, a massacrarli nei mattatoi, la terra continuerebbe ad essere un inferno per gli animali e l’inferno e il paradiso non possono convivere nello stesso luogo. Finché l’uomo avrà una coscienza in grado di giustificare la mattazione non è pronto a realizzare il Regno di Dio).

17. PERCHE’ l’indifferenza verso il dolore degli animali ed il conseguente disprezzo della loro vita abitua l’uomo a convivere con l’idea della violenza e della sopraffazione del più debole rendendolo insensibile e crudele anche nei confronti del suo stesso simile. (Se fossi tu ad essere torturato o mutilato da qualcuno che non esita anche ad ucciderti per non rinunciare ad un suo piacere, certo non accetteresti di buon grado la legge del più forte).

18. PERCHE’ se si accetta come regola di vita la legge del pesce grosso che mangia quello più piccolo allora occorre anche accettare il sopruso dei prepotenti, le ingiustizie dei disonesti, la violenza dei criminali, l’oppressione degli invasori. (Solo dal rispetto del sacro valore della vita e della capacità di condividere l’altrui sofferenza può nascere una nuova coscienza umana in grado di realizzare un mondo migliore).

Libri e testi in PDF si possono scaricare gratuitamente da: http://www.vegetariani-roma.it/index.asp?pag=link

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Le ceneri del diritto

Posted by romacogitans su 22 aprile 2008

Le ceneri del diritto

Segnalo e raccomando a tutti lo splendido libricino di Morris L. Ghezzi, edito da Mimesis (pubblicato nel 2007, prezzo: € 15,00), facendo però presente che pur essendo di facile lettura ed immediata comprensione non è uno dei soliti bestseller sensazionalistici scritto da giornalisti in cerca di vendite di massa, ma trattasi di pamphlet che tratta di sociologia del diritto, stato democratico ed italia contemporanea. Nelle 153 pagine vengono affrontati con piglio gradevole ma scientifico i fallimenti dall’Unità d’Italia a oggi della costruzione dello Stato democratico di diritto nella nostra penisola.

Appare di giorno in giorno sempre più evidente che la continuità storica che contraddistingue la classe politica dirigente, dall’Unità alla Seconda repubblica, passando per il fascismo e il dopoguerra, tende sempre più a identificarsi con comportamenti autoritari, violenti e illegali. Tali pratiche politiche hanno avuto anche pesanti riflessi nella gestione della giustizia, che non è mai stata super partes, ma espressione dei poteri di volta in volta egemoni nel paese.

Questo volume indaga proprio questo percorso di subordinazione della legge alle classi dirigenti e alla politica e cerca di indicare alcune strade giuridiche e politiche da percorrere per costruire finalmente uno stato di diritto in Italia.

in parte estrapolato da: http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-ghezzi_morris_l_/sku-12789725/le_ceneri_del_diritto_la_dissoluzione_dello_stato_democratico_in_italia_.htm

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Ideologia e religione

Posted by romacogitans su 24 marzo 2008

In occasione delle feste pasquali mi sembra il caso di recuperare un recente commento su religioni ed ideologia per dargli dignità di articolo, con alcune modifiche rispetto all’originale. Devo premettere che avere a che fare con persone che credano ciecamente in qualcosa mi mette a disagio e mi infastidisce perché ritengo che ogni essere vivente abbia il diritto di usare la propria testa per pensare e non ripetere i propri indottrinamenti, che di per sé rappresentano uno dei più chiari esempi di svilimento della persona umana in quanto tale.

Inizio riesumando la celebre frase di Marx sulle religioni, condividendo il giudizio che (almeno le tre religione monoteiste, che tanto si odiano proprio perché così simili tra loro) non siano altro che oppio per la mente umana, non solo per la loro poco nobile capacità di distogliere l’attenzione dall’immanente per procrastinare e traslare aspirazioni e rivendicazioni ad un oltretomba la cui esistenza è scientificamente certa quanto i ciclopi della mitologia o gli asini che volano, ma soprattutto perché usate da alcuni gruppi di potere per soggiogare la folla, come nel caso delle ingerenze dello Stato Vaticano negli affari italiani e spagnoli.

Il povero filosofo ed economista tedesco però si starà rigirando nella tomba perché in realtà egli stesso ha creato una religione perché il comunismo, seppur non basato sulla repressione della propria dignità di persona in questa vita per lanciarla verso le vacue aspirazioni ultraterrene, è stato svilito nella sostanza per far presa soprattutto sulle persone intellettualmente meno dotate, vere mandrie di ottusi che col pugno alzato sbandierano le pretese più inverosimili. E che dire degli estremismi di destra? Anche lì è l’ottusità a tenere uniti una serie di indecenti (s)propositi. Il fascismo, come e più delle altre religioni, è la sublimazione dell’irrazionalità, una poltiglia di concetti inconciliabili ma compressi assieme in maniera magistrale o risibile (dipende dal punto di vista), con risultato un inverosimile polpettone di beceri istinti e pulsioni.

Ad un’analisi superficiale può sembrare naturale che comunismo e religioni siano incompatibili, proprio perché il comunismo professa l’ateismo di Stato, mentre le dittature di destra sono sempre state colluse con il cattolicesimo, decisamente meno con l’islam e soprattutto per nulla hanno sopportato l’ebraismo, mentre purtroppo non so quale sia stato il trattamento del buddismo nel Giappone fascista. Il discorso si fa complicato, rischio di degenerare in chiacchiere da bar. Bisogna infatti stare attenti a non confondere la religione come elemento personale (per me diritto inalienabile della dignità umana) e la religione come strumento coercitivo nelle mani dei potenti, macchina di lavanda cerebrale che plasma, circuisce ed indirizza le azioni dei meno dotati intellettualmente, ovvero il 90% della popolazione, gente i cui poveri neuroni sono bombardati da TV spazzatura e da una società in genere fatta a misura di mediocre.

Quasi mai c’è un contrasto tra religioni ed ideologie come elementi “intellettuali” e personali di ogni singola persona (si può essere intimamente cattolico e comunista, come anche cattolico e fascista), quanto si scontrano invece i poteri di coercizione e controllo che a esse fanno riferimento. Semplicemente perché religione ed ideologia in questo sono la stessa cosa: sovrastrutture di vincoli ed obblighi, indirizzo e controllo, e chi ha le redini dell’una non può accettare che ci sia un altro burattinaio in giro che pretenda di manovrare la gente per i propri fini, specie se questi sono tra loro in contrasto… Salvo nel caso in cui lo Stato teocratico non scenda a patti con i poteri forti dello Stato dove vuole interferire, salvo quindi che la gerarchia religiosa attraverso l’uso della religione non si allei con i politici locali e appoggi la ideologia di Stato, come è accaduto col fascismo in molti Paesi: ed allora lo stupro mentale avviene sistematicamente, senza quelle possibili schizofrenie che creano instabilità sociale ma portano ad una crescita intellettiva della persona, e quindi alla sua pericolosità di “essere cogitante”.

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Vaticano versus Cristianesimo

Posted by romacogitans su 22 marzo 2008

Molto scalpore ha suscitato in questi giorni la rivolta in Tibet, come anche il lungo silenzio dello Stato Vaticano, dove il suo re Joseph Ratzinger ha lungamente atteso prima di condannare la strage perpetrata da Pechino. La cosa non può non far sobbalzare sulla sedia un credente in Dio e negli insegnamenti di Cristo, ma lascia più sereni se ci si sofferma sul fatto che lo Stato Vaticano è uno Stato, teocratico ed ispirato ad una forma degenerata del cristianesimo quanto si vuole, ma rimane uno Stato, con interessi economici, politici e soprattutto estremamente attivo nel radicarsi in altri Stati con locali strutture di proselitismo, per strategie di conversione e quindi – appena il numero dei convertiti lo consenta – anche controllo delle politiche del Paese virtualmente occupato. Perché Re Benedetto XVI avrebbe dovuto lanciarsi contro uno Stato come la Cina, con cui le relazioni sono in netto miglioramento, ancor più per mettersi dalla parte dei buddisti, un concorrente nella corsa alle conversioni e per di più seguaci di una pseudo-religione atea?

Per rimanere al caso italiano la propaganda da tritacarne cerebrale gioca sulla sovrapposizione e confusione tra la religione cattolica e lo Stato Vaticano, che vengono sintetizzati con l’ambigua espressione “la Chiesa”. L’intelligente alchimia permette allo Stato Vaticano di mascherare la propria aggressiva politica estera di lupo famelico con l’aura dell’agnello “che toglie i peccati del mondo”. La precisazione è opportuna perché oggi si attacca (giustamente) la Cina e per motivazioni opposte si accusano i Paesi teocratici quali l’Iran, ma a memoria mia l’unico Stato confessionale che sia intervenuto nelle questioni interne di un altro Stato per appoggiare una dittatura ed accrescersi sotto l’ala protettrice dei Paesi fascisti è il Vaticano, che solo per questo meriterebbe di essere bombardato come e più di Iraq e Afghanistan assieme.

Invertendo la prospettiva sulla voluta confusione tra Stato e religione, vero potere di “distruzione mentale di massa” per fini che di nobile non hanno nulla, una delle cose che più mi fa sorridere (ma anche imbestialire… e mi scoraggia incredibilmente, perché mi fa capire quanto dovremo evolverci per arrivare al livello delle scimmie) è che tutti noi italiani dobbiamo accettare il crisma della infallibilità del Papa… Cioè, semplicemente perché abbiamo sul nostro territorio questo tumore che ci corrode chiamato Vaticano cui poche decine di sciocchi credono ciecamente, allora tutti dobbiamo assumere un atteggiamento simile agli antichi egizi (di “solo” 3000 anni fa), con l’aggravante che il re da venerare come un dio non è neanche il nostro, ma quello di uno Stato confinante… Un detto romanesco (al massimo del XIX secolo) recita “a Roma se fa la fede e fora ce se crede”… ma perché invece ora siamo regrediti in pieno medioevo? Sul gradimento delle esternazione del Vaticano circa la politica italiana io ho a priori una endemica avversione, come quando sono gli americani a dirci ciò che dobbiamo fare… ma se pensassero ai cazzi loro? Io mica vado a vendere preservativi ai preti e la pillola alle suore (anche se diventerei milionario)!

Personalmente faccio molta fatica a rintracciare la benché minima cristianità nei cattolici. Un cattolico a mio giudizio è più un suddito virtuale del Vaticano che un cristiano, semplicemente perché in buona parte dei suoi comportamenti disconosce gli insegnamenti del Vangelo, ma accetta come parola di dio ciò che viene detto dalla gerarchia ecclesiastica e dal Papa… non mi risulta che ci sia nessuna religione al mondo che abbia una così bassa considerazione dei suoi fedeli da reputarli incapaci di intendere le scritture sacre, e che necessiti la mano soggiogante del Vaticano ad imporre i suoi desiderata.

Chiacchiere? Alla fine del Vangelo apocrifo di Tommaso è riportato che i discepoli chiesero a Cristo: “Quando verrà il regno?” ed egli rispose negando l’esistenza del Paradiso: “Non verrà cercandolo. Non si dirà ‘Guarda, è qui!’, oppure ‘Guarda, è lì!’ Piuttosto, il regno del Padre è sulla terra, e nessuno lo vede”. Chissà perché il Vaticano non ha mai accettato questo Vangelo… se gli togliamo la esistenza della vita ultraterrena, che cosa ci venderebbero per tenerci buoni?

È proprio la natura umana che viene calpestata dal Vaticano, la stessa che nel Vangelo e nelle parole di Gesù di Nazareth viene invece colmata della dignità che le compete… onestamente mi domando cosa i cattolici ci trovino di cristiano negli atteggiamenti e comportamenti propri e del loro Re despota, cosa ci trovino di coerente tra gli insegnamenti di Cristo, tra i più nobili che la storia dell’uomo ricordi, e la mafiosa gerarchia di preti mangia-a-tradimento che invece loro venerano.

Sono sicuro che se Cristo riscendesse oggi sulla terra entrerebbe in Vaticano coi carri armati…

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Ubriacateci di chiacchiere!

Posted by romacogitans su 7 marzo 2008

Con simpatia ho letto su un blog l’invito a Francesco Rutelli, braccio armato dei palazzinari romani, a non fare il demagogo con i giri per le periferie romane “ad incontrare la gente ed a salire sugli autobus” ma a visitare anche i quartieri del centro, che sono tanto degradati quanto quelli delle borgate.

Profonda tristezza però nasce in me dal riscontrare che tale goliardata da alcuni sia stata presa alla lettera: leggo su alcuni Blog romani l’intenzione di invitare veramente colui che già una volta ha sfruttato Roma per lanciare la propria scalata alla politica nazionale. Il candidato a sindaco del PD – politico di lungo corso ed ora in cerca di poltrone – a detta di costoro dovrebbe PARLARE delle sue intenzioni circa specifici programmi da attuare nei singoli quartieri o rioni (piuttosto che di strategia per la città, invece). Ma Rutelli, dopo 8 anni al timone della Capitale in cui ha prodotto soprattutto tonnellate di carta spampata di proclami e promesse, che cosa pensate possa fare di diverso?

Già mi immagino le scene:

Domanda: “Onorevole, ma rifarete i marciapiedi a via delle Zucche Vuote?”

Cicciobello: “E’ la nostra priorità per il decoro urbano e rientra nel Piano dei 1000 Marciapiedi

Domanda: “Sindaco, ma me lo venite a cambiare voi lo scaldabagno?”

Cicciobello: “La mia giunta si attiverà con programmi di sicurezza a tutto tondo: ai Piani 1000 pannelli solari va aggiunto 1000 scaldabagni e 1000 parcheggi invalidi

Domanda: “Vostra eccellenza, ma un ascensore che da casa mia scenda fino alla metro me lo mettete?”

Cicciobello: “La cura del Ferro ha come priorità le esigenze dei cittadini, e nel programma partecipato 1000 ascensori c’è anche l’integrazione tra le centinaia di chilometri di trasporto ferroviario – già è in avanzata fase di attuazione – e la costruzione di ascensori che colleghino…” e qui censuro la mia immaginazione per rispetto alla decenza, che ho proprio perché non mi chiamo Cicciobello Rutello.

Ciò che lascia senza parole è che (purtroppo come al solito) non si guarda alla storia dei politici, alla loro coerenza, alla loro serietà, a ciò che hanno veramente realizzato e alla asimmetria tra promesse e vere battaglie intraprese. NO! BISOGNA SENTIRE LE PROMESSE!!!

Qui poi ci vorrebbe un antropologo, sociologo o uno psicologo sociale, perché non si capisce se:

1) il problema dipenda dall’innata masochistica propensione italiana a farsi coglionare non una ma diverse volte, ancor meglio se dalla stessa persona o Partito;

2) oramai siamo tutti figli del tubo catodico e del multitasking e riusciamo solo a gestire intellettualmente piccole porzioni di realtà (e che durino lo spazio di 10 minuti ed ovviamente scurdannuce ‘o passate);

3) l’animo mafioso che alberga in ogni italiano si crogioli nel sentire che “uno” otterrà ciò di cui “uno” ha bisogno, e chi se ne frega degli altri!

Guicciardini, Manzoni ed Orwell avevano evidente ragione, ma forse neanche loro si aspettavano di descrivere così bene nei loro libri la Roma del XXI secolo: altro che Nostradamus!

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