RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

Archive for the ‘“Fuori Porta”’ Category

Hitler ritorna da papà Satana

Posted by romacogitans su 13 giugno 2008

Hitler e Satana

Accadde già il 9 Giugno 2007

Bentornato a kaza ficlio mio… kvando tu pompardare kvei skifosi islamici? Io foclio mantare preti petofili anke in Iran!

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Emergenza Ciclone in Birmania

Posted by romacogitans su 6 maggio 2008

Il ciclone Nargis si è abbattuto tra sabato 3 e domenica 4 maggio sul Myanmar meridionale, lasciando dietro sé 10 mila vittime e centinaia di migliaia di persone senza riparo e senza acqua potabile (dati UN). Il Cesvi, presente dal 2001 nel Paese, si è immediatamente mobilitato per prestare il primo soccorso alle popolazioni colpite.

«La situazione nella ex capitale Yangon è grave: le vie di comunicazione sono interrotte da tronchi e macerie. La città è priva di energia elettrica e di acqua potabile, le linee telefoniche sono interrotte» testimonia Silvia Facchinello, responsabile dei progetti Cesvi in Myanmar.

Cesvi si sta mobilitando nelle province di Delta, Bago e Irawaddy per un intervento di prima emergenza: distribuzione di cibo, acqua potabile, utensili e kit igienico-sanitari e allestimento di rifugi temporanei. Un’altra priorità è il supporto agli ospedali, che attualmente sono senza medicine e senza elettricità.

Aiutaci a soccorrere la popolazione birmana!

Puoi donare sul sito www.donazioni.cesvi.org, al numero verde 800.036.036 o tramite c/c bancario n. 1000 presso UBI Banca Popolare di Bergamo (codice IBAN IT 14 T054 2811 1010 0000 0001 000) intestato a Cesvi Emergenza, causale “Emergenza Birmania”.


Per maggiori informazioni

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Non consegniamo la futura opposizione al sig. Volemosebbene!

Posted by romacogitans su 11 ottobre 2007

Un dubbio mi assale: è meglio toglierselo dalle scatole qui a Roma ma consegnargli il maggior partito della prossima opposizione (lo sanno anche le pietre che alle prossime elezioni vincerà il Centrodestra… e saranno cazzi forse più amari di oggi…), oppure boicottarlo nelle pseudo primarie (non sono primarie, ma sono vere elezioni, anche se non ufficiali) per fare al rampante Walter una bella doccia fredda?

Una domanda: ma se il già incensato leader del PD non stravince alle elezioni del 14 ottobre che fa? Retrocede nel suo intento di farsi incoronare a capo cattocomunista? Figuriamoci!

Allora, cari connazionali romani, diamo una mano a tutti coloro che conoscono Water solo per le sue innumerevoli comparsate TV, ed il prossimo 14 ottobre andiamo tutti a votare alle elezioni del PD – siate di destra o di sinistra, non cambia – e cerchiamo di scegliere il male peggiore nella corsa al Partito Democratico! Non consegniamo al sig. Volemosebbene le chiavi del governo ombra della prossima legislatura! Non facciamolo, per la simpatia che possiamo provare nei confronti degli altri popoli (lombardi, sardi, altoatesini, napoletani, friulani, ecc) che vivono negli italici confini e che non hanno toccato con mano la vuota insensatezza veltroniana.

In particolare il nostro attuale sindaco, dopo aver arato con ipocrita buonismo le menti dei cattolici di sinistra, con la sua ultima campagna elettorale vuole puntare agli ex comunisti. Lo slogan che adotta è infatti “Coloriamo di Rosso il partito Democratico”: ma una persona così non vi fa tristezza? A me un pochino sì… peccato, prima di arrivare allo scranno del Campidoglio mi stava pure simpatico…

Su come votare, indicazioni si leggono su Repubbblica e su un blog appositamente creato

Andiamo TUTTI a votare per il futuro capo del PD: votate chiunque, MA NON VELTRONI! Per il bene di tutti noi…

Maggiori informazioni sui candidati alla presidenza del PD si posso trovare nelle seguenti pagine:

Enrico Letta , Mario Adinolfi , Rosy Bindi , Pier Giorgio Gawronski , Valter Well-Trony

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Suum cuique tribuere

Posted by romacogitans su 29 settembre 2007

La legge Bossi-Fini prevede che quando la polizia trova una persona illegale dia il foglio di via, e lo straniero se non viene rinchiuso in un “centro d’accoglienza” ha 5 giorni di tempo per lasciare il Paese a proprie spese, altrimenti rischia l’arresto. La follia di questa legge è che – con lo squallido presupposto di scaricare sullo straniero i costi del rimpatrio, mentre noi mandiamo Mastella a fare i porci comodi suoi in aereo di Stato – non tiene in conto che chi è arrivato illegalmente a costo di enormi sacrifici (anche economici) non ha alcuna intenzione di andarsene solo per un banale accertamento, senza dimenticare il fatto che è difficile che abbia i soldi per farlo. Quindi da una parte è PER FORZA DI COSE altamente improbabile che lo straniero lasci l’Italia, dall’altra nella remota probabilità che venga fermato nuovamente dalla polizia va a finire in carcere, con il risultato di aggravare – malgrado l’indulto dello scorso anno – il problema del soprannumero della popolazione carceraria.

Una digressione: sappiamo tutti – anche i più idioti tra noi – che l’indulto è servito ESCLUSIVAMENTE a salvare dalla prigione politici e loro consociati (palazzinari, finanzieri, truffatori vari, ecc.), ed a suo tempo – in combutta con le gerarchie vaticane, che chissà cosa avranno ottenuto in cambio! – venne anche abilmente sfruttato quel povero vecchio moribondo, ridotto ad un vegetale ma che formalmente regnava nel Vaticano, per convincere i babbei italiani che la legge (concepita solo per salvare corrotti e sfruttatori) fosse indispensabile, oltre che un atto di pietas. Balle, ovviamente.

Torniamo al nostro problema. Ora le carceri scoppiano, e la popolazione carceraria è composta al 70% da stranieri, mentre la popolazione straniera residente in Italia non arriva ai 3 milioni di individui (il 4,8% della popolazione), senza contare chi è legalmente in Italia ma non vi risiede amministrativamente e chi è illegale… In ogni modo ci vuole poco a rendersi conto che in proporzione la quantità di stranieri che delinquono è paurosamente elevata.

Per ritornare allo spirito primordiale di questo Blog quest’oggi voglio sbilanciarmi in delle proposte: che uno straniero illegale venga immediatamente rispedito a casa (a meno che possa ottenere asilo a causa della situazione del suo Paese), che qualsiasi straniero (comunitario o meno) che commette un reato sia arrestato e custodito in Italia solo per il tempo necessario al suo processo e poi mandato a scontare la pena nel Paese di origine (la pena comminatagli secondo la legge italiana, e non quella del suo Paese), o anche meglio, nel caso si tratti di cittadini europei o esistano accordi bilaterali tra Italia ed il Paese di origine del criminale, che si rimpatri immediatamente il malvivente e venga processato nel suo Paese di origine, secondo le leggi locali, e sconti lì la condanna. A ciascun Paese i propri criminali: penso che in fin dei conti anche i criminali preferiscano stare in un carcere della propria città d’origine, dove parenti ed amici siano più vicini.

E’ ovvio che si tratta solo di una idea, tanto per evitare la guerra civile, che è l’altra idea che si fa avanti nella popolazione…

Altro che indulto: con questa strategia dovremo chiudere la nostre carceri per mancanza di criminali, visto che da Montecitorio non riusciamo a schiodarli…

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Anche io sono un Bonzo!

Posted by romacogitans su 28 settembre 2007

So che la cosa (almeno apparentemente) c’entra poco con Roma ed il filo conduttore che accomuna i miei interventi su questo Blog, ma sono rimasto molto colpito dalle vicende Birmane. A parte l’immediata empatia per i monaci e lo sdegno per la ignobile repressione del regime militare, subito la mia testa è corsa a fantasticare, ad immaginare cosa sarebbe successo qui… o meglio, cosa potrebbe succedere qui se invece che quel tumore vaticano che da secoli infetta le viscere di Roma, dell’Italia e di buona parte del Pianeta avessimo avuto monaci buddisti.

Ve li immaginate da noi i preti, i cardinali, i vescovi ad impegnarsi direttamente in cose serie quali l’accoglienza e la gestione (controllo, formazione, inserimento sociale e professionale) degli stranieri; a combattere la criminalità e la corruzione politica; ad attaccare le banche e le istituzioni finanziarie per la distruzione che stanno seminando nel mondo?!?! No, invece loro si occupano di ANIME (de li mejo mort***i loro!), e affumicano gli sguardi con quelle sterili questioni quali le coppie gay per proteggere con cortine di fumo questioni ben più cogenti, e a loro più care.

Purtroppo quella trista distorsione del cristianesimo che è la confessione cattolica – fatto salvo alcuni santi uomini – annovera soprattutto tanti don Abbondio, qualunquisti profittatori che vanno in giro in Mercedes, truffano ed ingannano i poveri becchi, promettendo il nulla (il paradiso celeste) in cambio di inutili sacrifici.

Profonda lode, rispetto, fraterno amore, solidarietà e appoggio (anche se purtroppo solo spirituale) va alla lotta dei monaci buddisti e della locale popolazione civile, che con il loro esempio di vera (anche se atea) cristianità lottano pacificamente contro la dittatura che li schiaccia, e nel loro piccolo tentano di fare di questo mondo un posto dove valga la pena vivere e (per quanto possibile) di chiamare paradiso.

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CALO PORTO, di Mario Albanesi

Posted by romacogitans su 28 luglio 2007

Ricevo e pubblico da Mario Albanesi, presidente del Conna (Coordinamento nazionale Nuove Antenne):

La grande azienda Luxottica, ha deciso di imporre a tutti i suoi dipendenti l’uso di un marsupio trasparente. Questo per evitare che essi uscendo dalla fabbrica asportino illegalmente occhiali prodotti dall’azienda medesima.

L’infelice trovata – molti odiano letteralmente i marsupi – poteva essere resa meno rozza con l’adozione di una borsa trasparente o altro, ma detto ciò è necessario impostare un discorso che non sarà gradito alle orecchie di una determinata sinistra.

Personalmente non sono un perfezionista, anzi, ritengo che un lavoratore che operi all’interno di una azienda che produca, che so, pasta, non debba essere costretto per il suo fabbisogno personale, della sua famiglia, a comprare gli spaghetti al supermercato: è giusto che nella peggiore delle ipotesi – a parte la gratuità del prodotto per un determinato quantitativo – deve essere previsto un meccanismo di agevolazione di acquisto.

Fa fede il famoso calo porto. Cos’era il calo porto utilizzato per secoli dai “camalli” di Genova ed in genere dagli scaricatori di tutto il mondo?

Il calo porto, consentiva di asportare una piccola parte del prodotto che i lavoratori stavano scaricando. Il “camallo” che svuotava la stiva di banane, di frutta secca o altro, era abilitato (fra virgolette) a portarsene a casa una piccola parte. Addirittura i finanzieri partecipavano spesso a questi piccoli scambi. La cosa era tollerata soprattutto da chi spediva la merce; gli speditori sapevano che il peso dei loro prodotti era soggetto ad un calo dell’uno per cento massimo – a di là di questa percentuale si sarebbe sconfinato nella appropriazione indebita – e tutti erano contenti e felici fino all’adozione dei container.

Il calo porto; il caso della Luxottica era molto differente perché si trattava di vero e proprio furto: oltre cinquantamila paia di occhiali asportati ogni anno, quindi, in qualche modo, senza ricorrere a polizia e carabinieri, un provvedimento era necessario pur trovarlo da parte della direzione.

Personalmente sono sempre stato contrario alle cosiddette spese proletarie. Le ho sempre ritenute un modo molto infantile di rispondere per tutti coloro che effettivamente vogliono costruire una società differente: un metodo equivalente a quello della Luxottica, molto rozzo.
E anche facilmente strumentalizzabile.

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Un chilo di carne inquina peggio di un Suv

Posted by romacogitans su 18 luglio 2007

Una ricerca giapponese mette all’indice l’allevamento. Consuma troppa energia

di CARLA RESCHIA

Dall’ennesimo studio sull’ambiente – questo è giapponese e apparirà sul prossimo numero di New Scientist – arriva un colpo basso ai carnivori, soprattutto se si vantano di essere ecologisti: un chilo di bistecca produce una quantità di gas serra maggiore di quella che richiede un’attività evidentemente e pesantemente inquinante come guidare un Suv per tre ore. Lasciando, nel frattempo, tutte le luci di casa accese.

Il team guidato da Akifumi Ogino del National Institute of Livestock and Grassland Science, a Tsukuba, nella sua ricerca ha calcolato il costo ambientale derivante dall’allevamento di bestiame con metodi tradizionali, dalla successiva macellazione e dalla distribuzione della carne. Dimostrando come mangiarsi una fiorentina sia, in pratica, un oltraggio all’integrità della natura. Produrre un chilo di carne, hanno calcolato gli scienziati, immette nell’atmosfera l’equivalente di 36,4 chili di diossido di carbonio, il famigerato gas C02, principale imputato responsabile dell’effetto serra.

Si tratta, in gran parte, di emissioni di metano, rilasciato dal sistema digestivo del bestiame. Molto naturale, ma, ahimè, molto nocivo. E non solo all’olfatto. Ma c’è di più. L’energia necessaria per produrre e trasportare il mangime necessario a nutrire l’animale è pari a quella che serve a tenere accesa una lampadina da 100-watt per quasi venti giorni.

Non sono propriamente novità: da tempo uno dei cavalli di battaglia dei vegetariani sarebbe il minor impatto ambientale dell’agricoltura rispetto all’allevamento e la possibilità di nutrire molte più persone a parità di consumo.

estrapolato da: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=314&ID_sezione=109&sezione=News

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L’ultimo libro di OLIVIERO BEHA

Posted by romacogitans su 8 luglio 2007

“FORSE OGGI IN ITALIA SIAMO GIUNTI AGLI ESTREMI: FORSE QUESTE INNUMEREVOLI MAFIE STANNO PER SALDARSI TRA LORO COME IN UN GIOCO DI PUZZLE, COSÌ DA NON LASCIARE NEMMENO UNO SPAZIO DOVE VIVERE E RESPIRARE.”
Pietro Citati, la Repubblica

Un paese che affonda sotto i colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori.
Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra destra e sinistra.

Un potere barricato in un Residence privo di cultura, che sostituisce la realtà con la sua rappresentazione televisiva. L’Italia mafiosa di oggi, ben oltre la mafia tradizionale negli interessi e nei comportamenti.
Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in pezzi, e cogliere i segnali di “nuove resistenze” nella stagione peggiore degli ultimi cinquant’anni.

da: http://www.behablog.it/dett.php?id=154

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Il nome della “cosa” del centro-sinistra

Posted by romacogitans su 27 giugno 2007

Ultimissime notizie sulla “cosa” della sinistra moderata italiana sembrano escludere che il momentaneo nome Partito Democratico possa venire confermato.

La proposta di Weltroni d’evitare l’uso della parola “Partito” e fare riferimento a tre modelli che da sempre ispirano il presto ex sindaco della capitale – “Kennediani, Gandhiani, buonisti“, e che darebbero vita alla sigla KGB – è stata accantonata per un nome più tradizionale e sicuramente più direttamente riconducibile alle radici del movimento:

Partito dei Cattolici ed Unione della Sinistra, PCUS.

Il Comitato Interno, detto Comintern, ha accolto e approvato la proposta a maggioranza bulgara… o sovietica… Il nuovo partito vedrà la luce il 7 novembre 2007, a 90 anni esatti da un altro evento molto importante per il PCUS.

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Per il superamento delle attuali carceri

Posted by romacogitans su 21 giugno 2007

Ennesima proposta per superare lo stallo sociale in cui siamo caduti. L’idea, come le precedenti, è un po’ strampalata, ma è impensabile che si possa continuare con gli attuali modelli, che sono non solo inutili, ma spesso dannosi. Quindi meglio suggerimenti arditi, e da affinare, che perpetrare le attuali pratiche.

Per rieducare i malviventi bisognerebbe portarli in delle comunità penitenziali nelle aree più malfamate del terzo mondo, e costringerli a lavorare, se vogliono vivere, per loro e per le popolazioni svantaggiate dell’area, contesti dove dovranno mettere a frutto le professionalità che hanno. Chi non ha una professionalità la dovrà imparare sul posto, con vantaggi immediati e potenziali al momento del reintegro nella società di provenienza. Gli insegnanti potranno essere degli ex delinquenti, oramai assunti come dipendenti.

A parte il vantaggio economico di non essere pesi morti per la società, la esperienza in un contesto del terzo mondo potrebbe rappresentare un importante momento per il recupero dei criminali.

Le comunità penitenziali, inoltre, rappresenterebbero anche fonte di ricchezza per le zone dove verrebbero costruite, perché potranno innescare una micro-economia per piccoli fornitori locali.

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