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Ministeri, in arrivo il piano per il trasloco (da “Il Messaggero”, 6 Marzo 2000)

Posted by romacogitans su 20 dicembre 2007

Continuo con la pubblicazione di vecchi articoli di giornale dove si sbandieravano le promesse per la trasformazione di quel rudere che è Roma in Rutellia… processo (mediatico e populistico, ma non attuativo) che è proseguito con Veltronia.

Nel Sistema direzionale orientale ( Sdo ) tra Pietralata e il Tiburtino dovrebbero concentrarsi i dicasteri dei Trasporti, Ambiente e Marina Mercantile

Ministeri, in arrivo il piano per il trasloco

Entro l’anno saranno ultimate le scelte della Presidenza del Consiglio, poi partirà la rivoluzione

di FABRIZIO VENTURINI

ROMA — Venderanno migliaia di tramezzini e pizzette in meno i bar che nel centro storico sfamano giornalmente le centinaia di migliaia di ministeriali che lavorano nel cuore di Roma. E forse qualcuno chiuderà. Per liberare la città storica dall’invasione dei tre milioni di persone che vi si recano ogni mattina soprattutto per lavorare in sedi ministeriali, per risparmiare i fantastiliardi spesi dallo Stato in fitti passivi per dar sede ai suoi uffici, per razionalizzarne e accorparne ubicazioni e funzioni, per modernizzarli adeguandone le dotazioni tecnologiche senza subire più i vincoli delle Belle Arti, l’Ufficio nazionale per Roma Capitale presso la Presidenza del Consiglio lavora ad un programma di trasferimenti di sedi ministeriali. Lo scetticismo dei romani – abituati da anni a questi progetti rimasti irrealizzati – pare esagerato questa volta. Ora, si fa sul serio.

«Le scelte fondamentali – dice Giancarlo D’Alessandro, assessore comunale a Roma Capitale, ai Rapporti istituzionali e delegato comunale nell’ufficio della Presidenza del Consiglio che guida il processo – saranno prese quest’anno. Alcune sono già definite e per realizzarle basteranno 5 anni».

Alcuni recenti o prossimi passaggi politici, normativi e amministrativi accreditano le affermazioni dell’assessore. La legge che ridurrà il numero di Ministeri (da 20 ad 11 più alcune agenzie); il Protocollo per la ricollocazione e gli accorpamenti di uffici ministeriali; il sì del Comitato tecnico regionale all’opzione dell’università della Sapienza per svilupparsi a Pietralata; il via libera definitivo alla costruzione dello “Sdo” (700 mila metri cubi del Sistema direzionale orientale tra Pietralata e Tiburtino); la prossima firma dell’Accordo-quadro sul Nodo ferroviario di Roma; l’ufficializzazione della rinuncia delle Finanze alle “Torri dell’Eur” per riconvertirle in sede alberghiera del futuro Centro congressi. Sono questi i “cardini” sui quali gira il programma di traslochi e ricollocazione -dal centro in periferia e viceversa – che stravolgeranno l’aspetto di Roma. Si definiranno nuovi equilibri periferia-centro, riorientando i flussi di traffico, alleviando l’impatto ambientale dei ministeri e riducendo il caos della circolazione e l’inquinamento. «Questo piano, già avviato e da contestualizzare col nuovo Piano regolatore – dice l’assessore – promette ai lavoratori un miglior qualità della vita. Le nuove sedi di lavoro verranno infatti servite da trasporti su ferro e avranno parcheggi di pertinenza… ». Dato l’accenno al Piano regolatore – che Rutelli vuole approvato entro l’anno – su una cartina di Roma è già individuabile (pur a grandi linee) un arcipelago di poli di accorpamento delle pubbliche amministrazioni. Di Ministeri, ma pure del Comune e delle sue aziende, di università, uffici giudiziari, direzionalità pubblica, privata, pubblico-private. Lo Sdo farà la parte del leone: al Tiburtino si sposterà il Ministero dei trasporti (forse con la Marina Mercantile) – nella piattaforma sopraelevata sulla stazione ristrutturata – che lascerà Villa Patrizi. Ma non gli subentrerà la Sapienza (che aveva un’opzione), perchè si amplierà a Pietralata. Qui son previste pure nuove sedi dell’Istat (lascerà via Balbo), di assessorati comunali, del ministero dell’Ambiente che lascerà l’Eur.

Dall’Eur se ne andranno pure le Finanze, per spostarsi nella sede (proprietà demaniale) dei Monopoli in piazza Mastai: ex tabacchifici papalini e sito storico del Movimento operaio romano. Si trasferirà invece in via Carucci (Laurentino) l’Agenzia delle Entrate. «Un altro nucleo di accorpamento dei ministeri – dice D’Alessandro – sarà a Torre Spaccata. Auspicio generale è che vi si spostino il Tesoro e la Difesa. Ma non esiste ancora un impegno del genere». Più avanzato l’orientamento a creare una città giudiziaria in Prati. «Quando la Rai avrà concluso il trasferimento a Saxa Rubra – spiega l’assessore – nel palazzone di viale Mazzini troverebbero spazi adeguati le sedi giudiziarie che “soffrono” per esiguità di superfici».

Sembrava cosa fatta l’insediamento di alcune divisioni della Presidenza del Consiglio nei piani alti della Galleria Colonna. Ma per D’Alessandro, «con i piani di rilancio commerciale della prestigiosa vetrina, o lo spostamento si fa subito o è meglio ripensarci». Forse a giugno, anche l’IRI lascerà la sua sede (a via Veneto). Mesi fa sembrava destinata ad un archivio storico del cinema.

Trattative avanzate riguardano la restituzione al Comune (ne è proprietario) della sede Acea di piazzale Ostiense, per spostarvi uffici ed assessorati, mentre la società di Vento e Cuccia «dovrebbe costruire un nuovo edificio alla stazione Ostiense, dirimpetto alla sede attuale. I dipendenti – sorride l’assessore, da ex sindacalista – ne sarebbero felici. Così, si compirebbe il progetto epocale di riservare Palazzo Senatorio in Campidoglio al Sindaco e ad usi museali». Tra cinque anni [quindi nel 2005!]. Dice.

3 Risposte to “Ministeri, in arrivo il piano per il trasloco (da “Il Messaggero”, 6 Marzo 2000)”

  1. Albert1 said

    Ah, il decentramento!

    “Qual maravigliosa chimera or si palesa, or si nasconde.
    Fa mostra di se’ su stampe e carteggi, par quasi potersi toccare,
    poi di nuovo si cela, lasciando soltanto una vaga promessa”.

    Ma nel frattempo le cubature rimangono, il cemento avanza, gli architetti architettano, i costruttori costruiscono, le betoniere betonano e i magnoni magnano.
    Ma i metri cubi rubati al popolo italiano possono essere usati per qualcosa di veramente utile (tipo servizi, commercio vero, ministeri funzionali e funzionanti)?
    Certo che no.
    Qui ci mettiamo un po’ di grande distribuzione (Coop, Auchan e altri orrori simili), lì ci tiriamo su inutili alveari da rivendere a 5000 euro/mq ed ecco fatto.

    maannasserammorammazzati.

  2. rondoner said

    E pensare che l’EUR serviva poprio a questo. Bastava ficcarli tutti lì.
    Io continuo a credere che ormai l’unica soluzione sia spostare tutta la Capitale. In un bel posto. Montecatini, diceva Prezzolini. Ma va bene anche Fiuggi. No?

  3. […] che continua ad essere un schifo, però è stato un discreto intervento tampone nell’attesa dello spostamento dei ministeri dal centro, cosa che non è mai avvenuta, e delle linee di tram e metropolitane promesse già prima che […]

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