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18 buoni motivi per non mangiare la carne

Posted by romacogitans su 2 maggio 2008

da Franco Libero Manco, “Biocentrismo”, edizioni Nuova Impronta

1. PERCHE’ gli animali non sono cose da mangiare ma esseri senzienti con la nostra stessa capacità di soffrire, di amare la vita e di avere terrore della morte. (Se gli animali non fossero in grado di soffrire o non avessero paura della morte non fuggirebbero terrorizzati davanti al predatore).

2. PERCHE’ la carne non è un alimento adatto all’essere umano strutturato anatomicamente per nutrirsi di frutta, semi e vegetali come i primati alla cui specie apparteniamo. (Se l’uomo fosse un animale onnivoro avrebbe gli attributi adatti ad inseguire e dilaniare la preda, oltre che l’apparato digerente tipico degli animali che mangiano la carne).

3. PERCHE’ la carne, alimento cadaverico, contiene putrescina, istamina, ammoniaca, oltre ai molti medicinali somministrati agli animali come sulfamidici, antibiotici, cortisoni, ecc. che entrano nel metabolismo di chi mangia la carne causando un gran numero di malattie anche tumorali. (Se fosse necessario per l’uomo mangiare la carne non si spiegherebbe l’ottima salute e la longevità di tutte le persone vegetariane).

4. PERCHE’ la carne, elemento estraneo per il nostro organismo, abbassa le difese immunitarie lasciandoci inermi di fronte a qualsiasi infezione batterica o virale. Ad ogni pasto a base di carne il nostro organismo ha un dispendio di energia pari a 5 Km di corsa.

5. PERCHE’ un’alimentazione sbagliata abbrevia la vita di un individuo: è come far viaggiare a gasolio un’automobile progettata per essere alimentata a benzina. (Se l’essere umano si alimentasse secondo la sua natura vivrebbe, come le altre specie animali, 7 volte il tempo del suo sviluppo, cioè circa 130 anni, età raggiunta solo dalle popolazioni vegetariane).

6. PERCHE’ gli allevamenti intensivi inquinano il suolo, le falde acquifere, l’aria, oltre ad essere causa principale di disboscamento: un hamburger costa 5 mq di foresta amazzonica. (Un manzo consuma derrate alimentari quanto 12 persone e beve 3200 litri di acqua per ogni Kg di carne).

7. PERCHE’ i campi di concentramento e di sterminio non possono essere condannati e maledetti solo se le vittime sono esseri umani e giustificati e benedetti se invece i condannati sono gli animali. (La lunga sofferenza degli animali negli innaturali allevamenti e l’agonia dei trasporti si concludono negli orrori dei mattatoi da dove esce il cibo maledetto).

8. PERCHE’ la carne scatena nell’uomo l’istinto dell’aggressività e della violenza, della sopraffazione del più debole, oltre l’angoscia, l’inquietudine, l’instabilità psichica. (Finché l’uomo si alimenterà come gli animali feroci non può che avere la natura degli animali predatori).

9. PERCHE’ mangiare carne è un’azione crudele: allo stesso modo di una razza che sentendosi superiore allevasse noi e i nostri figli a scopo alimentare. (Se all’uomo non importa la sofferenza degli animali perché dovrebbe importare agli Angeli la sofferenza degli uomini?)

10. PERCHE’ l’alimentazione carnea incide in modo più pesante e dispendioso sulle finanze individuali, familiari e collettive. (Con il costo di un Kg di carne si può acquistare un quantitativo di sostanze vegetali 10 volte superiore).

11. PERCHE’ solo con l’alimentazione vegetariana è possibile sfamare tutta la popolazione mondiale e scongiurare tensioni internazionali che nascono da gravi crisi alimentari. (I terreni coltivati a prodotti vegetali anziché a pascolo producono un quantitativo alimentare 15-20 volte superiore).

12. PERCHE’ rifiutando la carne ci si dispone a vivere secondo la legge dell’amore universale enunciata dai grandi Iniziati e dai grandi uomini di spirito e di pensiero di ogni tempo e paese che hanno esteso il concetto di “prossimo” e il comando “non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto” dall’uomo ad ogni essere vivente.

13. PERCHE’ gli animali più forti, più resistenti alle fatiche, più longevi, più prolifici, più miti, sono vegetariani: l’elefante, il toro, il rinoceronte, il bufalo, il cavallo, il bue, ecc.. (La loro forza sconfessa la teoria che sono le proteine della carne a dar vigore: da dove le prenderebbero questi animali per formare le loro possenti masse muscolari?)

14. PERCHE’ l’alimentazione vegetariana dispone l’essere umano alla mitezza, alla serenità, alla conciliazione, alla tolleranza, al benessere psicofisico, quindi alla pace. (L’uomo è ciò che mangia. Se si nutre di violenza e di morte non può che subire, secondo la legge della causa-effetto, violenza e morte).

15. PERCHE’ con l’alimentazione vegetariana l’uomo ritorna al piano originale di Dio per l’uomo prima del Peccato, secondo il comando di Genesi 1.29: “Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme ed ogni albero in cui è frutto saranno il vostro cibo…” (Se Dio avesse autorizzato l’uomo a mangiare la carne trascurando la sofferenza delle vittime sarebbe stato un dio ingiusto e crudele, dal momento che l’uomo può benissimo sostentarsi senza spargimento di sangue).

16. PERCHE’ la realizzazione del Regno di Dio passa necessariamente attraverso la pace instaurata tra gli esseri umani e tra questi e tutte le creature. (Se l’uomo arrivasse ad abolire ogni violenza tra i suoi simili ma continuasse a torturare gli animali, a sfruttarli, a massacrarli nei mattatoi, la terra continuerebbe ad essere un inferno per gli animali e l’inferno e il paradiso non possono convivere nello stesso luogo. Finché l’uomo avrà una coscienza in grado di giustificare la mattazione non è pronto a realizzare il Regno di Dio).

17. PERCHE’ l’indifferenza verso il dolore degli animali ed il conseguente disprezzo della loro vita abitua l’uomo a convivere con l’idea della violenza e della sopraffazione del più debole rendendolo insensibile e crudele anche nei confronti del suo stesso simile. (Se fossi tu ad essere torturato o mutilato da qualcuno che non esita anche ad ucciderti per non rinunciare ad un suo piacere, certo non accetteresti di buon grado la legge del più forte).

18. PERCHE’ se si accetta come regola di vita la legge del pesce grosso che mangia quello più piccolo allora occorre anche accettare il sopruso dei prepotenti, le ingiustizie dei disonesti, la violenza dei criminali, l’oppressione degli invasori. (Solo dal rispetto del sacro valore della vita e della capacità di condividere l’altrui sofferenza può nascere una nuova coscienza umana in grado di realizzare un mondo migliore).

Libri e testi in PDF si possono scaricare gratuitamente da: http://www.vegetariani-roma.it/index.asp?pag=link

35 Risposte to “18 buoni motivi per non mangiare la carne”

  1. barney said

    sì, ….ogni tanto hai la tendenza ad esagerare…..

  2. Esagerare rispetto a cosa? Quale è il secondo termine d paragone?😉

  3. Leo said

    …forse il punto 15…???🙂

  4. RondoneR said

    non ho capito perché però eviti di parlare dell’anima vegetativa delle piante.

    hai letto il Mancuso (l’anima e il suo destino)? molto in voga oggi.

  5. Leo said

    …oltre al fatto, correttamente citato da RondoneR, che anche le piante “soffrono” o “stanno bene” (mi sembra evidente, anche solo osservando una pianta lasciata morire in un atrio senza luce…), anche il fatto di sfruttare gli animali, obbligandoli a “regalarci” i loro prodotti “naturali” (vedi uova e latte), non dovrebbe essere accettato troppo facilmente (è vero che può sicuramente essere considerato meno grave della loro soppressione per mangiarceli, ma sta sullo stesso piano della riduzione in schiavitù per gli esseri umani, se vogliamo rendere i paragoni “aperti” a 360 gradi).
    Attendiamo lumi…

  6. Incomincio col dire che il testo qui presentato non è mio, e personalmente non lo sottoscrivo punto per punto, però l’ho riportato nella sua interezza perché ne condivido lo spirito.

    Per quel che mi riguarda non credo all’esistenza dell’anima nelle persone, quindi non ho motivo di credere a quella delle piante.

    Assolutamente criptici per il mio modesto intelletto sono gli interventi di Leo, che non capisco affatto.

  7. Leo said

    …quando una vacca produce latte lo fa per i vitelli ai quali ha dato la vita, non per farsi attaccare una macchina per diverse ore al giorno…
    Non mi sembra poi così complicato arrivare a riconoscere che anche molti prodotti “derivati” sono ottenuti in condizioni assolutamente contrarie alla dignità e alla vita “naturale” degli animali…

    Quando strappi un frutto dall’albero, o tagli una pianta per mangiartela, gli stai facendo un piacere?

    Se non arrivi a cogliere queste quisquilie, mi sa che non c’è peggior sordo (lettore) di chi non vuole intendere…🙂

  8. Cioè, Leo, mi stai dicendo che l’acqua è umida? Ti ringrazio per la rivelazione, ma a che devo questo volo pindarico? Ossia, dopo aver fatto questa illuminante premessa, a che conclusioni vuoi portarmi? E’ questo che mi sfugge, e così i “lumi” che attendi da me non potranno mai arrivare…

    PS: sul cogliere un frutto sbagli.

  9. Leo said

    …se mi dici che sul frutto sbaglio, che mi dici della pianta che tagli per mangiartela?

    Mi sembra chiaro che hai capito dove si dirige la mia opinione: semplicemente al punto in cui la giustificazione “etica” del vegetarianesimo è parziale, perché non prende in considerazione il male e la sofferenza che sono invece inflitti al regno vegetale, oltre che non considerare minimamente il fatto che se è sbagliato uccidere un essere vivente come un animale, non si capisce perché ridurlo in schiavitù facendogli produrre “derivati” in condizioni mostruose sia eticamente meno importante.

    O sono io che mi sono perso qualcosa?

  10. Ed invece ancora continui a girare attorno alla questione: quale è la tua conclusione? Dì la tua, senza timore…

    Però un paio di considerazioni – anche se la tiri per le lunghe – me le concedo:

    1) come, quanto e perché “il male e la sofferenza che sono invece inflitti al regno vegetale” sono paragonabili a quelli che subiscono gli animali? Intendi che potare una pianta è crudele come amputare una zampa ad un suino?

    2) chi ha mai sostenuto che ridurre in schiavitù un animale, “facendogli produrre “derivati” in condizioni mostruose sia eticamente meno importante” della sua soppressione? Se c’è scritto in quello che ho pubblicato non me ne sono accorto, e ti chiedo la cortesia di segnalarmi dove è.

    Però, ancora una volta ti chiedo: visto che stiamo facendo un discorso da democristiani (non si affrontano i problemi e ci si rifugia in altro), avresti la grazia di spiegarmi dove vuoi andare a parare? Vorrei le tue conclusioni a questo continuo divagare.

    Grazie

  11. Leo said

    …non mi sembra affatto di tergiversare, dal momento che la mia unica osservazione rimane quella che ho già fatto, parlando di “parzialità” della giustificazione etica del vegetarianesimo.

    Se questo è uno spazio per i commenti, ti ho detto semplicemente quello che penso, che rappresenta una (piccola) contrapposizione ai punti esposti nel post.

    Per quanto riguarda invece le 2 questioni, si puo’ dire:

    1. il principio è lo stesso, la differenza di fondo è che la pianta non ti manda a quel paese, mentre l’animale te lo fa capire sicuramente meglio…
    2. la visione “etica” del vegetarianesimo vorrebbe eliminare delle sofferenze (non si uccide, ne’ si mangia l’animale) ma si tappa gli occhi di fronte al fatto che il consumo dei prodotti derivati è ottenuto comunque da sofferenze per l’animale. O non è ammesso mangiare burro, latte, uova e tutto il resto?

    In tutta sincerità non ho altro da aggiungere…

  12. RondoneR said

    io sono invece un noto panteista. E penso che perfino gli oggetti abbiano un anima (o, se ti spaventano le implicazioni religiose, un’energia, questa é scienza).

    mi pare che il problema si riduca più al modo che al contenuto.

    la catena commerciale del consumo fa schifo. sia che produca abeti per natale che poveri polli per i ristoranti cinesi.

    figuriamoci, se non ci fosse un problema biologico dietro, io non troverei nulla di male a mangiare essere umani.

    si risolverebbe il problema dell’ergastolo.

  13. @ Leo: dispiace che colui che qui si firma Leo, in questo contesto dimostri assoluta ignoranza in materia, pochezza di spirito (con frasi di una banalità sconvolgente), e quel tanto di ipocrita perbenismo (che è anche doppiogiochista: tutte le strade sono buone per giustificare un comportamento, specie se non corretto, per oggettivizzare ciò che è pienamente culturale, ossia soggettivo) che mi fanno dubitare che questi siano commenti scritti dal Leo che normalmente lascia qui le sue riflessioni. L’argomento è importante, stimolante e profondo, e non va liquidato con siffatta superficialità. E la chiudo qui, perché non ho voglia di perdere tempo con un cretino che si spaccia per un altro.

    @ RondoneR: dipende cosa intendiamo per “anima”. Se è qualcosa descritto sui vari libri “fantasy” (tipo la Bibbia) no, ma se si intende una serie di forze il cui funzionamento sfugge nella loro pienezza alle scienze, beh, riprendi le tesi del fisico Fritjof Capra, e mi trovi d’accordo. No, il cannibalismo non è una soluzione perché implica di togliere una vita ad un animale.

  14. Albert1 said

    Non so, qui mi toccate su un qualcosa che mi trova impreparato. Vivo con una vegetariana da 15 anni, conosco i problemi, le teorie e le implicazioni, amo e rispetto gli animali, non tollero la caccia e rifuggo da crudeltà e violenze (non ho mai sparato -sinora- su nulla che fosse vivo, se qualcuno stava per sollevare questioni di coerenza con il mio blogghino😉 ).
    Ma la ciccia me la magno.
    Non mi sfondo, per carità, una – due volte a settimana massimo (e per ciccia intendo anche la fetta di prosciutto o il ripieno dei tortellini), però quando va, se c’è, me la magno.
    Non credo che quando mi verrà un cancro sarà per la tagliata di manzo (penso che anche se ho smesso, i 25 anni di Marlboro che mi porto dietro potrebbero avere un ruolo più importante), non penso nemmeno che riuscirei a sopportare la vista di un mattatoio (anche se l’uomo si abitua a tutto), però me la magno.
    Credo (come per ogni cosa) che il vegetarianesimo, nelle sue varie forme, sia una cosa che puoi comprendere ed accettare solo al termine di un percorso complesso: rispetto chi ci è arrivato, guardo con sospetto chi ne fa una bandiera, temo chi ne fa una religione.

    A quando una braciolata ??😀

  15. RondoneR said

    @RC
    ecco perché ti ho offerto anche la visione ‘laica’ (se ci pensi, parlo da anche noto mangia preti, questa storia del laicismo fa ridere, diventa una religione tale quale quella dei pirla del rito, da sempre i filosofi con un po’ di sale in zucca hanno esplorato ovunque, bibbia compresa, lasciando alla Ragione, l’ultima parola).

    Ora. La questione qui è questa. Essere prevede il non-essere qualcos’altro. E lo prevede al punto che diviene guerra, fratricidio perfino. Per esistere, per sopravvivere, per paura dell’altro anche solamente, lo elimini. Questa è la cruda verità della Natura. Indifferente (vedi Leopardi) e assolutamente egoistica.

    Tuttavia la Natura è stata (qui arrivano i fideisti del Disegno, fra i quali capocce stile Einstein) ed è molto equilibrata. Sì insomma, cerca di far equiparare le forze in campo. Questo è il motivo per cui poi parliamo di ‘giusta via di mezzo’, che se ci pensate, assomiglia molto al senso del Bello. E penso a Kant. Nessuno infatti ci dice perché quell’albero accanto a quella casa ci sta bene, ma in cuor nostro lo sentiamo. Ecco.

    Nella Natura esiste questo tacito filo di armonia. Che sentiamo rompersi quando vediamo le galline in batteria con la luce sempre accesa per fare più uova, o le mucche in fila a mangiare mucche morte nel pastone, o anche quando osserviamo allibiti uno scaffale di carne al super market.

    Così sentiamo che si è andati oltre. Troppo. E che c’è un oltraggio al senso della Natura.

    Il resto sono pregiudizi più o meno catto-sociali. Vedere un branco di lupi sbranare una preda fa ricredere su come si possa essere vegetariani perché si è entrati a far parte di un Contratto Sociale. E non è una cazzata, vedere morire una pianta piantata a cazzo dall’uomo fa ugualmente male.

    Il cannibalismo di cui parlo io era ovviamente una provocazione. Ma per far capire che non il grado dell’essere che ci può precludere la sopravvivenza. Nemmeno parlando dei tuoi figli (Vedere Dante, o un Leone affamato)

    @Albertt
    tranquillo sulla salute. ho un caro amico vegetariano, più volte finito dai dottori per mancanza di vitamine. compresi i calcoli per problemi digestivi…

  16. @ RondoneR: Apprezzo Kant ma come molti ritengo che il suo meccanicismo vada “ammorbidito” dal relativismo e lo storicismo hegeliano, perché è proprio attraverso la sua “sintesi” che l’eterno immanente diventa vissuto personale, ed anche cultura. Sì, perché oltre che “natura” (con le sue regole quasi immutabili votate alla ricerca di un equilibrio continuamente corrotto dall’entropia, ossia il consumo di energia vitale, quella che tu chiami “anima”) noi siamo cultura, ovvero un coacervo di forme sociali, abitudini così come azioni che nei decenni e nei secoli si sono trasformate in norme, probabilmente proprio per supplire a quella carenza di “natura” determinata dell’infiacchimento dei nostri istinti. E’ ovvio che anche qui è l’ambiente fisico che influenza fortemente l’istaurarsi e l’evolversi di tali legami, di queste leggi che guidano il comportamento degli uomini, anche in base a quel banale principio per cui sono le potenzialità, le occasioni che agevolano un comportamento piuttosto che un altro, ed è ovvio che queste possano essere sia naturali che facilitate dal comportamento di altri. Ma cultura significa anche scienza e tecnica, ovvero l’avvalersi di strumenti per sfruttare o controllare il territorio.

    Tutto va ridotto a questo: la carne si mangia perché in epoca antica era un alimento disponibile 12 mesi l’anno, l’organizzazione degli uomini in clan permetteva di fare spedizioni di caccia in gruppo prima e di allevare bestiame poi, e quindi ecco perché molti uomini ancora mangiano carne: semplice opportunismo (farei felice Adam Smith ora) trasformato in “buona pratica” e quindi abitudine, poi norma ed infine lo si è elevato ad ontologia, come fa sempre l’uomo – essere profondamente timoroso – che ogni volta che fa qualche cosa deve sempre far riferimento a qualche causa o legittimazione superiore (e qua ti piazzo l’invenzione della religione, se vuoi).

    Dissento sul fatto che “essere” significa “non essere altro”: già hai dimenticato il veltroniano MAANCHE rubato a Watzlawick? E che dire poi dello “uno, nessuno, centomila” del nostro Pirandello?

    La prossima volta parliamo della presunta incompatibilità tra teoria della relatività e fisica quantistica… è un po’ che ci penso ed ho l’impressione di essere sulla buona strada😛

    PS: il tuo amico vegetariano ha problemi? E’ la prima volta in vita mia che sento di vegetariani con problemi…

  17. RondoneR said

    No, RC, non puoi davvero ridurre l’evoluzione dell’uomo ad economicismo scientifico. E’ stata la cazzata più grande di Marx (sedotto dal buon Hegel, tanto acuto, quanto paraculo, genio della dialettica e padre di tutta l’affascinante e pericolosissima filosofia moderna, dagli Heidegger fino ai Carmelo Bene ;)).
    Kant è un po’ ottuso, ma non ti prende per il culo.

    L’uomo è un animale. Onnivoro, quindi anche carnivoro, e i tuoi denti lo dimostrano. Chiedilo a qualunque pediatra. Prova a eliminare dalla dieta di un bambino certe vitamine.

    Difatti il mio amico ha problemi perché fisicamente è già molto delicato, ed una dieta esclusivamente vegetariana (come gli è stato detto) prevede che bilanci molto alcune carenze vitaminiche il che produce problemi di digestione e renali. Un po’ quello che accade ai panda, costretti a mangiare tutto il giorno per bilanciare. Se gli dai la carne sono fra gli orsi più forti e aggressivi del ecosistema.

    Infine sull’Essere –> Non Essere “altro”, mi rifaccio solo ai miei amati Greci. Presocratici e post. Che avevano già spiegato il grosso, e qui noi ancora ci arrampichiamo sugli specchi.

    Traduco:

    Esistere significa rompere i coglioni. Comunque.

    alla prossima sulle aporie delle Relatività (il che tra l’altro non dimostrerebbe che Einstein fosse cretino.. o no?)

  18. RondoneR said

    Poi. Dài, RC, sei troppo intelligente per scrivere:

    “E’ la prima volta in vita mia che sento di vegetariani con problemi…”

    Se gli stessi vegetariani (vegetariani.it) ne parlano e linkano consigli su come risolverli:

    http://xoomer.alice.it/tatanone/fariselli2.htm

  19. @ RondoneR: Non è “ridurre l’evoluzione dell’uomo ad economicismo scientifico”, ma è esattamente il contrario, con il liberismo anomico che attinge a piene mani da forse l’unico principio “oggettivo” che regola la vita: la sopravvivenza dei geni, che avviene attraverso l’autosostentamento del singolo animale (anche bipede) e la riproduzione, con buona pace di quelli che credono che mettere al mondo un figlio sia un atto d’amore mentre non è altro che un “funzionale egoismo” per la sopravvivenza dei geni propri e della specie…

    Secondo me sbagli a contrapporre Kant ed Hegel (ed i successivi sviluppi), perché le loro visioni sono complementari.

    Nella Relatività non vedo aporie, ma la teoria a me sembra chiaramente componente della quantistica… Ed Einstein era un genio, anche se un po’ corrotto dalla cultura… come tutti noi, d’altronde, chi più, chi meno…

  20. Albert1 said

    Ammazza quanto siete acculturati… Me fate paura !😉

  21. @ Albert1: beh, magari al liceo abbiamo vissuto la scuola come un’opportunità piuttosto che un obbligo, tutto qui🙂

  22. RondoneR said

    RC, mai contrapposti. Solo rispettati su diversi piani. Uno è filosofo puro. L’altro un genio della dialettica. Il primo è pesante e si imballa su stesso. L’altro è divertente ma t’imballa.

    Sopra, hegelianamente fai un Riff, giri la frittata. Ma cosa cambia? Dove emerge da questo che l’uomo possa fare a meno della carne e perchè?

  23. RondoneR said

    @ Albert. io ho fatto anche di peggio: Mi sono iscritto a Filosofia. A 25 anni poi. Tanto per sfizio. E l’ho pure finita. Che peccato…

  24. @ RondoneR: ci sono diversi modi di essere vegetariano. Ovviamente escludo coloro che si dichiarano tali per snobismo o per moda, salvo poi precisare che mangiano sistematicamente pesce e talvolta pure carne (che sarebbe come dire: “sono etero, ma ho rapporti homo”): sia va dagli ovo-lacto vegetariani (cui alludeva quel Leo di prima), che di problemi non ne hanno affatto, e poi i vegani (mangiano solo frutta e verdura) per arrivare a crudisti e fruttivori… E’ un mondo complesso – con problemi e potenzialità distinti – che neanche io conosco appieno e che la medicina spesso (ma non sempre e non tutta) attacca per convenienza, la gente molto poco conosce, sia per la propaganda dei medici, sia per propria ottusità (nel senso etimologico del termine) culturale.

  25. Albert1 said

    Gnente, nun ve se batte… nun c’è gnente da fà.
    Ciavete du’ capocce che pareno quattro…
    Io mò me vado a fà ‘n panino dar porchettaro, voi fate un po’ come ve pare…😉

    (Scusate, oggi sarà il sole, ma sò faceto).

  26. RondoneR said

    Senti RC, davvero, non voglio fare lo scienziato determinista, figurati, un metafisico come me.

    Però ho la croce di essere figlio di una biologa, specializzata in scienze alimentari.

    Non ci sono grandi chiacchiere da fare. Esistono vitamine introvabili nel mondo vegetale (o recuperabili solo con diete sistematiche che tolgono anche tutta la spensieratezza e la fortuna dell’essere onnivori). E all’uomo occorrono. Soprattutto in fase di crescita. Sono vitali.

    Punto.

    Poi. Viva la libertà.

    Sempre.

    Che nessuno mi venga a rompere i coglioni mentre mi faccio una tartare però.

    Già me li scassano per Bacco, tabacco e Venere. Che diamine!
    😉

  27. @ RondoneR: i miei migliori saluti a tua madre, ma sulle chiacchiere riguardo ai problemi potenziali dei vegetariani ci sono milioni di vegetariani lì a dimostrare con la loro vita assolutamente normale che al 90% di questo si tratta: chiacchiere.

    Ci sono ovviamente delle differenze (la carenza di vitamine del gruppo B sembra poter rallentare il metabolismo), ma mai che si parli dei vantaggi dati dal vegetarianismo, come il limitare di molto i tumori al colon, causati proprio dal consumo di carne da parte di un animale, l’uomo, che ha un intestino troppo lungo per essere animale carnivoro (come anche confermato dai ridicoli dentini che si ritrova). L’uomo è onnivoro, ma da buon primate è principalmente vegetariano e probabilmente più insettivoro che carnivoro come invece è – ad esempio – un felino, che ha struttura (soprattutto nell’apparato digerente) ben diversa dalla nostra.

    So che da vegetariano cambia completamente il tuo rapporto con il cibo, e cominci a “sentire” di quali prodotti ed elementi hai bisogno… con buona pace della “cultura da McDonald” che ti fa riempire lo stomaco con qualsiasi porcheria edibile. Non è metafisica ma forse sono cose di cui la biologia non si preoccupa, perché affondano nella ferinità che tanto ci spaventa, perché abbiamo sempre il terrore di riconoscere di essere anche noi animali e non “fatti a somiglianza di dio”.

    Oltre dieci anni fa conobbi Armando D’Elia, fondatore del gruppo romano dei vegetariani, che è passato a miglior vita a quasi 90 anni dopo averne vissuti più della metà da vegetariano (http://www.aamterranuova.it/article1225.htm). In senso scientifico un esempio, empirica prova del fatto che si può campare bene ed a lungo da vegetariani.

    Non mi sembra che ne stiamo facendo una questione religiosa: ognuno faccia ciò che ritiene più opportuno, però senza aggrapparsi alla “scienza” o ad un’altra religione per giustificare la propria scelta. Insomma, è sempre valido il solito assioma: che ognuno si prenda la responsabilità per quello che fa senza cercare appigli a destra o a manca…

  28. RondoneR said

    Uff… Ma quando mai ho detto che i vegetariani non sopravvivono? Dài RC non fare il fazioso.

    Le chiacchiere sono quelle che pretendono di equiparare le diete umane. Ti ripeto. Soprattutto da bambini. Poi, se la vuoi mettere sul piano duro e puro, ce la puoi fare fino a 100 anni anche a pane a acqua. Dipende da milioni di altri fattori, genetici, climatici, sociali. Il digiuno figurati è un ottimo integratore di purificazione. Ma quando stai male, se sei debole, ti portano il brodo di pollo, il minestrone è meno indicato. O è per propaganda?

    Non cominciamo con gli esempi o ci rimbalziamo vecchietti ultracentenari che fumano, bevono e tirano coca.

    Ma questo cosa c’entra sul fatto dell’esclusivismo alimentare?

    La Scienza non è strumento per aggrapparsi, non deve. Deve solo portare i fatti. L’umanità è ANCHE carnivora. E’ un dato. Non una scelta. Parli di dentini, ma chissà perché li chiamiamo canini. Lascia perdere gli Dei (carnivori?). L’homo sapiens era onnivoro (cioè anche carnivoro) e andava a caccia. Predava. Fine. Perché deve evolversi nell’alimentazione? Chi glielo fa fare? L’Etica. Non la Natura. Ma non potrebbe l’Etica ridimensionare i Mc Donald piuttosto che far spopolare i Mc Cheese? Cioè se sono onnivoro-carnivoro devo abbuffarmi di carne? O se invece mi evolvo la elimino del tutto. Perché? Che significa?

    A proposito. Mia madre è quella dell’insalata e della frutta sacre. Come tutte le mamme, poi.

  29. RondoneR said

    Ehi…Il latte preso dall’highlander d’Elia fu di una vegetariana pura?😀

  30. La scienza è un’epifania, la manifestazione di UN reale, frutto di atomizzazioni e ricostruzioni – avvalorate da rilevazioni statistiche – attorno ad una convenzione, il numero, strumento inventato da noi che ci crogioliamo a sentirci dio da ben prima di Pitagora (che ha buttato la vita a cercare di dimostrare l’indimostrabile). Ma lo sai che addirittura il “prototipo internazionale del chilogrammo” (quello che è la unità di misura standard) che sta in Francia sta perdendo peso e non si capisce perché?

    La scienza classica che si sovrappone alla tecnica è per fortuna bell’e sepolta (con buona pace degli ingegneri, che si attaccano mani e piedi ad Heisenberg), mentre la fisica ci dà molte speranze: il presupposto della quantistica non è tanto che lo scienziato influenza l’esperimento, quanto che un fenomeno si verifica DOVE lo scienziato lo cerca. Ossia ANCHE dove lo scienziato osserva. Ergo: troviamo conferma alle nostre teorie ed ai nostri calcolucci perché vogliamo che quello sia il risultato dei nostri sforzi. Questa è la “scienza”. Per fortuna i meno stolti hanno cominciato a prendere in considerazione di accettare la probabilità (accantonando l’oggettivismo) ed a considerare gli “intervalli d’inferenza” (potenzialità che un fenomeno accada) come scientifici.

    @ Albert1: come è andato il pranzo?😛

  31. RondoneR said

    adorabile escamotage di fuga RC.

    ok, la Scienza è pretenziosa, prepotente, mendace (anche il metro in platino iridio da tempo non è più un metro), ma la Ragione la usa ancora come bastone e faro (quando è induttiva). Altrimenti io e te ci incontravamo nelle caverne. Forse. E si mangiava carne cruda…
    😉

    vado a fare la pappa, tanto oggi va così.

  32. No, non sto scappando, è solo un modo elegante (spero) per dirti che nessuno parla di “esclusivismo alimentare” né si sogna di “equiparare le diete umane” ma solo di affermare che ce ne sono ALCUNE (non LA) migliori in assoluto rispetto ad altre, altre preferibili in base al contesto climatico, ecc. Quindi senza scadere nel rlativismo a tutti i costi voglio semplicemente affermare che esistono diversi tipi di diete che più o meno si equivalgono, e non sempre la carne è elemento indispensabile… ed ovviamente parlo di diete in Paesi ricchi, dove (purtroppo) possiamo mangiare ananas e banane 12 mesi l’anno.

    Per paradosso ti faccio l’esempio di una tribù africana della quale mi sfugge ora il nome che ha nella propria dieta esclusivamente carne, latte e derivati (soprattutto burro) e non mangiano alcuna frutta o verdura, quindi “scientificamente parlando” non dovrebbero esistere, ed invece la loro esistenza (in ottima salute) mette in crisi la scienza. Altro esempio sono dei monaci qui in Europa (forse in Italia, ma non ricordo dove) che mangiano una decina di uova a testa al giorno, e godono di una salute di ferro, alla faccia del colesterolo che rovina la vita a molti dalla dieta più morigerata.

    “I fatti” cui tu fai riferimento sono una lunga lista di scelte de vari “uomini di scienza” tra informazioni utili ad avvalorare una tesi o giustificare una usanza inveterata (la zuppa di pollo) e altre cose che – non essendo funzionali a legittimare il fatto – vengono accantonate come “peculiarità” o “eccezioni”, ma si tratta di fatti che con la loro esistenza rivendicano il diritto ad essere considerati, e valutati. Anche se cozzano con la “scienza ufficiale”

  33. RondoneR said

    bene. direi che è tutto. ci alziamo?
    chi paga il conto?
    🙂

  34. Paga Albert1… è lui il capitalista😉

  35. Albert1 said

    Ecco, lo sapevo che andava a finire così…

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