RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

Il negazionismo rutelliano

Posted by romacogitans su 23 aprile 2008

La negazione del passato e la sua rimozione con adeguati lavaggi del cervello di massa (operate da propaganda e annientamento delle coscienze grazie alla TV) sono momenti necessari affinché la gente sopporti le proprie condizioni attuali e quelle in cui è ridotta questa città. A tal fine è indispensabile escludere le persone da ogni rapporto col passato e con i Paesi stranieri, affinché siano convinte che le condizioni di vita siano migliori rispetto a quelle dei suoi avi e che il benessere sia in costante ascesa.

La mutabilità del passato è il cardine stesso del Rutelling. Gli eventi trascorsi non posseggono un’esistenza oggettiva, ma sopravvivono solo nei documenti scritti e nella memoria degli uomini. Ma mentre i primi hanno breve esistenza (giusto il tempo di essere pubblicati con scopi propagandistici e poi vengono rimossi), la circonvenzione degli elettori è continua.

In fin dei conti, è per mezzo del Rutelling che il Partito è riuscito (e, per quanto ne sappiamo, una simile impresa potrebbe andare avanti per migliaia d’anni) ad arrestare il corso della Storia, e far sì che ora ci si ritrovi Roma nelle stesse condizioni di 20 anni fa, e lo stesso candidato sindaco di fine XX secolo.

«RomaCogitans – dice un indispettito Rutelli – non hai voluto compiere quell’atto di sottomissione che è il prezzo della sanità mentale. Hai preferito essere un pazzo, fare parte per te stesso. Solo una mente disciplinata può davvero discernere la realtà. Tu pensi che la realtà sia qualcosa di oggettivo, di esterno, qualcosa che abbia un’esistenza autonoma. Credi anche che la natura della realtà sia di per sé stessa evidente. Quando inganni te stesso e pensi di vedere qualcosa, tu presumi che tutti gli altri vedano quello che vedi tu. Ma io ti dico, RomaCogitans, che la realtà non è qualcosa di esterno, la realtà esiste solo nella mente, in nessun altro luogo. Non nella mente individuale, che è soggetta a errare ed è comunque peritura, bensì in quella del Partito, che è collettiva e immortale. La verità è solo quello che il Partito ritiene vero. Non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito. È questo ciò che devi imparare da capo, RomaCogitans, e per ottenere un simile scopo è necessario un atto di autoannientamento, uno sforzo della volontà. Per diventare sano di mente devi umiliare te stesso.»

«Ma come posso fare a meno…» borbottò RomaCogitans «come posso fare a meno di vedere quello che ho davanti agli occhi? Due Metropolitane c’erano quando sei stato eletto la priva volta e due ce ne sono ancora adesso, a distanza di oltre 15 anni di promesse e cartine sbandierate a destra e a manca.»

«A volte, RomaCogitans. A volte ne puoi vedere due, a volte tre, o quattro, o cinque. A volte puoi convincerti che ne funzionino già quattro o cinque, e di aver già preso un trenino sull’ultimato anello ferroviario. Devi sforzarti di più. Non è facile diventare sani di mente. […] Vedi, noi politici non ci limitiamo a distruggere le città, noi cambiamo i cittadini e li trasformiaimo in perfetti elettori, docili docili, che vogliono subire suprusi e ci rivotano per questo. […] Non pensare di riuscire a salvarti, RomaCogitans, per quanto incondizionata possa essere la tua resa. Nessuno che abbia deviato una volta dalla retta via viene risparmiato. Anche se dovessimo decidere di farti vivere fino alla fine naturale dei tuoi giorni, non riusciresti lo stesso a sfuggirci, e dovrai dimenticare di poter più lavorare, di poter fare carriera, perché tutte le strade ti saranno precluse. Dovrai dimenticare di poter vivere. […] Noi ti schiacceremo in maniera irreversibile. Ti accadranno cose dalle quali, campassi mille anni, non ti riprenderai mai più. Non sarai mai più capace di nutrire sentimenti normali, di sentire dentro di te amore, amicizia, gioia di vivere, allegria, curiosità, coraggio, onestà. Sarai vuoto. Non avrai più dignità né morale. Ti spremeremo fino a svuotarti, poi ti riempiremo di noi, e sarai un perfetto italiano, un perfetto elettore, felice di votare Rutelli alle prossime elezioni».

Liberamente tratto da 1984 di George Orwell [tradotto da Stefano Manferlotti, 2000]

3 Risposte to “Il negazionismo rutelliano”

  1. rondoner said

    da brividi…

    ma rutello non è il GF….o no?😉

  2. E’ O’Brien… il GF non si sa se esiste veramente come persona, mentre O’Brien è quello che tortura Wilson, il protagonista.

    O’Brien-Rutello tortura Wilson-RC… da oltre 15 anni… ed io lo odio.

  3. […] (RSS) « Il negazionismo rutelliano Persi 6 buoni motivi per stare zitti […]

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