RomaCogitans

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Con la bici non arrivi in ufficio: le piste ciclabili seguono solo percorsi ludici

Posted by romacogitans su 6 dicembre 2007

da Metro, martedì 6 novembre 2007, p. 10

Una dorsale di 36 chilometri che attraversa la città seguendo il corso del Tevere. Il sistema di piste ciclabili di Roma è un albero senza rami, un taglio netto alla città che permette di passeggiare tra i luoghi più suggestivi del mondo ma preclude lo spostamento all’interno di una rete di piste.

Impensabile utilizzarle per muoversi da casa all’ufficio: qualsiasi appassionato di bici rimpiangerebbe l’auto. «Fatte così, le ciclabili sono solo un punto di partenza – riflette con Metro Giovanni Palozzi, presidente dell’associazione “Ruotalibera” – la sfida sarà organizzare reti connesse tra loro». Le piste sono lunghe complessivamente 170 chilometri: «nel 2001 non erano che 48 – spiegano all’assessorato all’Ambiente – e da due anni lavoriamo proprio alla messa in rete delle ciclabili esistenti e alla realizzazione dell’intermodalità». Non sarà semplice. In questi anni infatti non tutti i Municipi hanno investito sulle ciclabili e così, a fare da contraltare a situazioni avanzate come quelle del primo, del sesto, del tredicesimo e del diciassettesimo Municipio ci sono casi di vistosa inadeguatezza, come quello della zona di San Giovanni- «Si vede dalle domeniche ecologiche che la gente è sensibile a questo tema: un segnale che il Comune deve cogliere», dice Fausto Bonafaccia, presidente di “BiciRoma”.

Inoltre:

Bello ma scomodo
La pista ciclabile che costeggia il Tevere in centro città è quasi interamente ricavata sui sampietrini: suggestiva ma decisamente scomoda per chi va in bici.

In bici tra i parchi
Sono tre le ville di Roma (Borghese, Ada e Glori) collegate da piste ciclabili. Ma tra Villa Ada e Villa Borghese i motorini sono spesso parcheggiati sulla pista.

A sud del Tevere
Le piste che, seguendo il Tevere, attraversano Tor di Valle sono bellissime. Ma nel tratto finale (che costeggia l’ippodromo) c’è pericolo sicurezza [pericolo che c’è pure a nord].

La richiesta per una ciclabile su via Nomentana è stata ultimamente recapitata al sindaco Veltroni.

Sarà un caso che invece che investire in piste ciclabili si continui a voler scavare parcheggi nel cuore di Roma (a parte lo scandalo sotto il Pincio ma anche l’ultimissima proposta del parcheggio sotto il traforo di via Nazionale, anche se i lavori sarebbero dovuti cominciare 3 anni fa), mentre il Governo nazionale, per la prima volta nella storia, sta pensando ad una rottamazione bis? Non sarà mica che invece di mirare a svecchiare il parco auto (per questo si fanno le rottamazioni, che avvengono con intervalli quasi mai inferiori ai 5 anni) si continui a prendere consiglio dalla FIAT (che da sempre decide le sorti di questo Paese), che deve piazzare sul mercato i suoi ultimi modelli?

Maggiori informazioni sulle due ruote si trovano a: www.biciroma.it e www.ruotalibera.org. Sulla bici come stile di vita su www.solegemello.net, romapedala.splinder.com e www.biciekike.net.

19 Risposte to “Con la bici non arrivi in ufficio: le piste ciclabili seguono solo percorsi ludici”

  1. rondoner said

    il problema è sempre stato questo. Parola di vero biker romano. Le giornate, i movimenti, ok, ma ce ne sbattiamo di fondo. Chi usa la bici lo fa in maniera quasi kantiana (e kamikaze dire…)

    leggi se puoi questo libretto

    http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888647156.html;jsessionid=A6B8B8FFFF30B3C078C254F734AE2EDC

  2. ZonaLais said

    Si stima che la mobilita’ ciclabile casa-lavoro puo’ o dovrebbe svilupparsi entro un raggio di 5 km, oltre questa distanza si parla gia’ di passione e ci sono gia’ ciclabili che consentono questo spostamento in alcune zone, altre stanno nascendo (vedi biciplan) nei vari municipi.

    Il problema e’ culturale, moltissimi pensano che le ciclabili siano uno spreco, e che sarebbe meglio fare parcheggi, senza capire che uno che gira in bici e’ una macchina in meno che gira ed un motorino in meno (che comincia ad essere anch’esso un problema) nel parcheggio.

    Alcune ciclabili saranno pure ludiche tipo quella del Tevere ma se abitassimo in centro ci farebbe comodo andare da Ponte Milvio a Porta Portese/Viale Marconi/Eur, fregandosene dei sampietrini.
    Inoltre quella che corre lungo la Colombo da Tre Fontane alla Regione Lazio e’ una signora ciclabile e non crediamo che non ci sia gente che potrebbe utilizzarla per andare al lavoro, lo stesso vale per la ciclabile che dalle Mura Aureliane (Porta Ardeatina) arriva a PortaPortese, lo stesso vale per la ciclabile che va da Via Somalia (anzi da Via Nomentana) fino a Ponte Milvio.
    Una cosa molto limitante attualmente e’ la scarsa diffusione degli stalli per parcheggiare, noi che giriamo spesso nel quartiere in bici ci troviamo in difficolta’ quando dobbiamo parcheggiare, la diffusione non e’ uniforme, ci sono tre stalli nel piazzale del municipio in via Fortifiocca ma nessuno davanti agli uffici postali o ai supermecati.
    Forse si potrebbe abbinarli alle pachine o alle fermate dell’autobus.
    ZonaLais

    p.s.: se gia non lo conosci ti segnaliamo http://www.criticalmap.org con i tracciati ciclabili di Roma (e di altre citta)

  3. Andrea Rossi said

    Hai centrato il problema.
    Le piste ciclabili attuali sembrano fatte apposta per i fortunati abitanti di quartieri privilegiati dandogli la possibilita’ la domenica di farsi una sgroppata, questo oltre che a sembrarmi classista (come molte delle iniziative del Sindaco), mi sembra non funzionale all’alleggerimento del traffico, la soluzione sarebbe appunto creare nuove piste ciclabili nelle periferie e collegarle il piu’ possibile.
    Nel mio municipio (XVIII) non esiste nemmeno mezza pista ciclabile, niente di niente.

  4. ZonaLais said

    Scusa Andrea ma secondo te corso sempione (ciclabile nomentana – villa ada – piazza euclide – pontemilvio), ponte milvio, tre fontante, castel giubileo non sono periferia ?
    Secondo te uno che abita alla garbatella, che non e’ periferia ma forse per come la intendi tu lo e’ altrettanto quanto val melaina, puo’ arrivare all’Eur (in ufficio) senza troppo sforzo ed in sicurezza.
    Il classismo mi sembra fuori luogo soprattutto in ambito bici, visto che una mtb da decathlon costa 100 euro (usata la trovi anche a meno) e pensiamo che se la possano permettere tutti.
    Oltretutto quelli che veramente vogliono fare la sgroppata come dici tu non usano le ciclabili.

    Il fatto che nel tuo municipio non ci siano e’ rimediabile, nel link riportato trovi il verbale relativo ad un incontro del 22 maggio 2007 relativo anche al XVIII:
    http://www.roma-ciclabile.org/newsdata.php?host=62.149.150.37&dbname=Sql71058_1&swdata=1&swtitolo=1&swstitolo=1&codcat=20&id_content=470&pgtitle=iititle&pgnav=iinav&pgdata=iidata
    Puoi anche contattare Roma Ciclabile e farti dare la e-mail di qualcuno che si occupa del biciplan per suggerire qualcosa, insomma se vuoi le piste… collabora come stanno facendo molti ciclisti nei vari municipi (leggi anche su RomaPedala).

    ZonaLais

  5. Albert1 said

    Le. Ciclabili. A. Roma. Sono. Delle. Cagate. (punto).

    Esistono solo ed esclusivamente perchè in questo o in quel momento storico c’era bisogno di fare un lavoro qualsiasi per:

    a) farsi belli verso l’elettorato;
    b) far prendere l’appaltino alla ditta amica.

    Non esiste progettazione organica, non c’è una visione d’insieme, non si capisce alfine a cosa servano. Se a tutto questo aggiungiamo la struttura di Roma ed il suo tessuto urbano, nonchè il fatto che il centro sorge sui famosi sette colli e che le periferie nascono sulle marane (comunque a bozzi), mi dite come potrebbe essere altrimenti ?
    Lo sapeva pure mio nonno (con tutto il rispetto per la buonanima) che Roma non è città da bicicletta. Può esserlo zona per zona, in questo o in quel quartiere, ma l’idea di renderla una città ciclabile (anche se come distanze potrebbe esserlo), è un’utopia.
    In poche parole, il fighetto radical-chic con attichetto a Trastevere o monolocale a Parione potrà sempre utilizzare le due ruote per la vita quotidiana (anche se a questo punto va a piedi che è meglio), ma il vero ciclomunito, che vive da una parte e lavora dall’altra, a meno che non sia un folle sul serio durerà poco prima di ripiegare sul motore (pubblico o privato che sia).
    Oltretutto manca la “cultura” della bicicletta: noi “romani”, d’origine o acquisiti, siamo troppo signori… pischelli di 14 anni con la micromacchinina, ottantenni in smart (che si ponga fine presto alle loro sofferenze terrene), troioni impellicciati con SUV da 5 metri 7 posti manco dovessero fare il servizio navetta per l’aeroporto, e in mezzo tutti gli altri, rigorosamente uno per macchina. Chi rinuncia al suo motore ? E a tutta questa bella gente che gliene frega del ciclista ?
    Ovvio che il povero ciclista sia talmente sensibilizzato (ed incazzato) che chiunque gli prometta anche solo 100 metri di pista, vai, voto e consenso assicurato (ecco perchè funziona).
    Ed è anche comodo difendersi: quando qualcuno un po’ più avveduto della media ti fa notare che hai sperperato 5 volte il denaro pubblico necessario (passandolo all’impresa di tuo cognato) per realizzare un inutile tratto di ciclabile senza capo ne’ coda che, oltretutto toglie spazio ai pedoni e attraversa le pensiline dell’autobus puoi sempre gridare all’antiecologista dicendo “io almeno qualcosa ho fatto”. E sei salvo.
    Guardate, io non solo ho mollato la bicicletta (che uso solo munita di carrellino a mo’ di zingaro per andare a buttare la monnezza che non riesco a smaltire nella compostiera), ma vi dirò di più ho mollato anche lo scooter (dopo anni di vita a rischio e reumatismi): ormai trenino o macchina… e così fino alla fine dei tempi o del petrolio o fino al giorno che mi compro casa a Firenze.
    E le ciclabili il comune se le ficcasse su per xx XXXX.

  6. Leo said

    …hai toccato il punto nevralgico, AlbertOne… Roma non ha mai avuto un vero piano regolatore per lo sviluppo urbano, figuriamoci per le biciclette…!!!

  7. Andrea Rossi said

    x ZonaLais Dice

    Ammetto di aver esagerato, in effetti Castel Giubileo e mezzocamino sono periferie, ovviamente non possono essere considerate periferie le zone di Ponte Milvio e Corso Sempione, converrai pero’ che la sostanza della mia critica resta, le piste ciclabili oggi come oggi servono piu’ che altro per gite domenicali e non per spostamenti casa-lavoro.
    Riguardo il mio municipio ti ringrazio per la segnalazione, spero che il consiglio e la giunta attuale facciano qualcosa per migliorare uno dei municipi piu’ abbandonati della citta’.
    Ciao ciao.

    p.s.: l’accusa di classismo da me rivolta al Sindaco la rinnovo e la sottolineo, ho molti elementi per dirlo ma non mi sembra il post adatto…

  8. Andrea Rossi said

    Completamente d’accordo con Albert1, ha espresso egregiamente anche il mio pensiero.

  9. ZonaLais said

    Il fatto che Roma si sia allargata e che si siano creati nuovi quartieri fuori del raccordo non fa’ di Ponte Milvio o di Corso Sempione il centro e comunque non sono zone particolarmente privilegiate, anzi ora come ora essendo zone di passaggio da e per la periferia estrema risentono ancora di piu’ del traffico.

    Fino ad un paio di anni fa’ andare da Val Melaina o Conca d’Oro, ai Parioli o a Viale Regina Margherita era possibile solo con i mezzi pubblici (giri piuttosto contorti) o privati a motore (traffico non so se hai presente via dei Prati Fiscali o Viale Somalia, pochi parcheggi) ora puoi prendere la bici e recarti in modo rapido e sicuro al lavoro se vuoi.
    Ovvio che dobbiamo sempre parlare di spostamenti sui 4/5 km, farne di piu’ richiede maggiore impegno.
    Dopotutto non e’ che dobbiamo fare come i cinesi ed andare tutti in bici l’importante e’ averne la possibilita’, per scelta ecologica, per salute, per convenienza economica, per piacere, ognuno avra’ le sue motivazioni piu’ che lecite, ci fa molto inquietare l’uso del termine “gite domenicali” in bici come se fosse un malcostume, molto meno invasive delle partite di calcio (in termini di traffico e costi di sorveglianza) ed a volte molto piu’ significative a livello cultura di certe mostre. Oltretutto essenso parzialmente a costo zero sono anche piu’ democratiche di altri divertimenti cinema, tetro che richiedono esborso economico.

    Pian piano (questione di fondi e priorita’) arriveranno altri percorsi (e ci saranno maggiori intersezioni), se la gente li chiede e soprattutto partecipa a crearli.

    Tanto a criticare (sui blog) siamo capaci tutti ma poi se si chiede di dare un parere a priori nessuno si fa’ avanti, basta vedere le scarse (rispetto a quello che leggiamo nei commenti) partecipazioni agli incontri nei municipi.

    Noi stiamo seguendo l’evolversi della ciclabile che passa a via Nocera Umbra per completarla collegandola alla Caffarella da cui si raggiugne agevolmente la ciclabile Colombo ed a Tor Fiscale per consentire a chi abita sulla Tuscolana di avere un passaggio verso il centro. Purtroppo non sempre c’e’ il tempo di seguire tutto, ma appunto per questo vale la pena di iniziare dal municipio che e’ piu’ facilmente contattabile.

    Non sappiamo su cosa basi le tue affermazioni circa la frequentazione infrasettimanale, a noi risulta che le ciclabili siano frequentate anche durante la settimana (www.romapedala.splinder.com), il problema in questo momento e’ il tormentone della sicurezza, chi non si documenta bene pensa che percorrere le ciclabili sia piu’ pericoloso che girare a piedi o in macchina, e non e’ cosi’.

    Sul fatto che si possa fare di meglio non c’e’ dubbio, e ci si lavora su, ma il problema secondo noi rimane chi rema contro a prescindere, il problema non e’ eliminare le auto ma rendere piu’ conveniente usare le bici, per chi vuole usarla.

    ZonaLais

  10. Albert1 said

    Mi sa che sono un po’ troppo estremista nei miei commenti.
    Il “politically correct” non è il mio forte, mannaggia…

  11. Andrea Rossi said

    Dai dire che Ponte Milvio e corso sempione sono zone periferiche e’ grossa, dai non esageriamo…
    Quello che scrivi riguardo ai Parioli ed a viale regina margherita e’ vero ma non fa altro che confermare cio’ che ho scritto, converrai che i Parioli sono un quartiere “bene”.
    Bisogna sempre tenere presente che i romani, che la gente, la stragrande maggioranza delle persone abita nelle sterminate periferie, da tor bella monaca a Casalotti, da Labaro ad Acilia, da Settecamini a San Basilio, capisco che il centro e’ il centro e che i Parioli sono i Parioli, ma e’ un dato di fatto che la popolazione di Roma abita soprattutto in periferia e che di ciclabili in alcuni municipi periferici non c’e’ nemmeno l’ombra.
    Se e’ vero che Ponte Milvio e’ una zona trafficata allora che dire della via tiburtina o della via boccea ?
    Per favore non difendiamo l’operato del Sindaco dicendo cose quantomeno forzate.

  12. Andrea Rossi said

    Su cosa affermo le mie affermazioni ? Su cio’ che vedo almeno sulla tevere nord, la domenica c’e’ gente, in mezzo alla settimana molta molta di meno, se non ci credi andiamoci insieme e contiamo i ciclisti.

  13. ZonaLais said

    Scusa ma stiamo girando il discorso, il tema del topic era la contestazione dell’utilita’ delle ciclabili per andare al lavoro, il titolo e’ classista perche’ parla di ufficio🙂
    Noi abbiamo cercato di analizzare l’esistente e risposto su questo tema e crediamo che il presunto classismo non sussista.

    Tu pensi che i Parioli siano stati collegati in quanto quartiere “bene” (ammesso che lo siano ancora) ma in effetti ci sono vicine due delle ville storiche piu’ grandi (Villa ADA e Villa Borghese), l’Auditorium, la Moschea viali ampi o percorsi che consentono di realizzare la ciclabile, e guarda caso, dopo l’EUR ed il Centro Storico sono uno dei quartieri a piu’ alta densita’ di uffici ed attivita’ commerciali! Deserto la domenica.
    Quindi si presume che ci siamo molta gente che ci lavora e che puo’ dai quartieri vicini recarvisi oltre ad essere “ludiche” nei giorni festivi.
    Riducendo il traffico e la necessita in termini di parcheggio, almeno potenzialmente.

    Non crediamo che affermare questo questo sia difendere il Sindaco, semmai difendere le ciclabili realizzate da chi (non tu magari) non le puo’/vuole usare e pretenderebbe che non lo facessero neanche gli altri.
    Noi crediamo che aumentando le ciclabili locali e le interconnessioni ci sia la possibilita’ di portare una parte dei cittadini (non tutti o la maggior parte) a muoversi in bicicletta, e possibilmente per chi abita il centro storico a rinunciare definitivamente ai mezzi a motore (altro punto fondamentale).

    Personalmente siamo favorevoli alle piste ciclabili ovunque, ma ci rendiamo anche conto che ci sono dei limiti (fuori dal centro e dintorni) di utilizzo in funzione casa-lavoro se la distanza supera i 4/5 km.

    Quindi dal punto di vista casa-lavoro, occorre fare una scelta a livello locale Municipio per Municipio realistica, anche perche’ la viabilita’ e le esigenze sono diverse nelle diverse zone.
    Su Via Boccea sara’ difficilissimo realizzare una
    ciclabile basta leggere i bastoni fra le ruote messi per realizzare una ciclabile su Via di Grotta Perfetta che non ha certo lo stesso carico in termini di automobili.
    E visto che non si riesce a fare una preferenziale per i mezzi pubblici senza scatenare le ire del “popolo”, forse dobbiamo essere realisti e favorevoli alle cose fatte per gradi ed in modo concorde.

    Se vogliamo affrontarlo invece dal punto di vista ludico o meglio di uso locale, in alcune periferie le piste ci sono perche’ sono state previste da subito, ad esempio c’e’ una bella pista locale nella zona nuova di TorVergata, che da Via Tuscolana arriva alla rotonda in corrispondenza della zona commerciale della Romanina.
    Sulla Tuscolana sono state realizzati recentemte percorsi attraverso i parchi (comunque utilizzabili anche per spostarsi) o in prossimita’ di essi sfruttando i marciapiedi con pochi attraversamenti.
    Ma anche perche’ i ciclisti si sono “mossi” per segnalarne la fattibilita’.
    Ad Ostia per quanto ne sappiamo c’e’ una ciclabile, francamente non abbiamo la pretesa di conoscere a menadito tutte le situazioni di Roma.

    Quindi a prescindere da casa-lavoro, per i quartieri periferici andrebbero certamente create soluzioni locali che consentano a chi fa’ vita di quartiere (casalinghe, anziani, giovani, commercianti) di non prendere l’auto e magari parcheggi di scambio (sorvegliati) per consentire di lasciare la bici e prendere i mezzi che portano in centro.

    Ripetiamo pero’ che non si possono, a nostro parere, affrontare certi temi condizionandoli a presunte “colpe” del Sindaco o del Comune.
    Affrontiamole costruttivamente, se poi questo significa essere politically correct accetteremo ben volentieri l’epiteto.

    ZonaLais

  14. ZonaLais said

    ops… ci siamo dilungati troppo.
    Scusaci RC.
    ZonaLais

  15. Andrea Rossi said

    La mia sara’ utopia, ma io sogno un Sindaco decisionista che non ascolti troppo le proteste, sogno piste ciclabili che colleghino tutte le periferie (o quasi tutte) al centro e le periferie tra di loro.
    Secondo me questa giunta comunale e’ molto classista ma giustamente non e’ questo il post adatto, a me questo Sindaco non piace ma e’ un parere personale.
    Mi fa piacere che esistano persone che si battono per migliorare la rete ciclabile romana, e credimi non mi piace solo criticare, certamente e’ meglio una pista ciclabile ai parioli o a villa ada che niente.
    Saluti e viva la bici.

  16. ZonaLais said

    Per Andrea, siamo andati a curiosare sulla Critical Map (http://www.criticalmap.org/roma/) la zona di Casalotti dove non passiamo da qualche anno, non solo non ci sono ciclabili ma nessuno della zona ha segnalato percorsi ciclabili, ossia marciapiedi larghi o poco frequentate o nel verde sfruttabili utilizzando la bici.
    Prova a dare un’occhiata a quanti percorsi indicati nelle altre zone e se ne conosci qualcuno tu registrati ed aggiungilo, puo’ essere utile ad altri.
    Qui trovi alcuni nostri (modestissimi) contributi: http://www.criticalmap.org/feed/user/zonalais

  17. Andrea Rossi said

    x Zonalais

    Grazie per l’interessamento, io nel mio piccolo in realta’ ho segnalato un percorso, lo feci se non ricordo male sul sito ruotelibera.org e scrissi anche alle istituzioni municipali, era un percorso assolutamente fattibile, pianeggiante e che non sarebbe costato molto, si trattava di collegare via di Casal Selce (XVIII municipio) con via della Storta (XIX municipio), un totale di 2 o 3 chilometri che avrebbe collegato due zone, ovvero Casalotti-Pantan Monastero con Le Cerquette Grandi; via di Casal Selce tra l’altro e’ assai frequentata dai ciclisti.
    Grazie comunque, sfruttero’ le tue segnalazioni.

  18. zonalais said

    x Tutti.
    Vi segnaliamo questa iniziativa di incontro sulla mobilita’ alternativa, l’incontro e’ aperto ai cittadini ed ai candidati alle elezioni per la carica di sindaco (due hanno gia’ aderito a quanto pare), di presidente di municipio e di consigliere comunale o municipale.
    Info: http://www.bicyclemobilityforum.org

  19. […] provinciali di vecchie strutture stradali tra loro separate). Perché non si dice nulla sulle ridicole piste ciclabili? Che ne pensa “UN UOMO DI SINISTRA” come Rutelli dell’ignobile parcheggio al Pincio? Che fine […]

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