RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

Archive for the ‘Trasporti’ Category

Proposta per linea autobus Stazione FS Ciampino – Stazione Metro Laurentina

Posted by romacogitans su 15 agosto 2008

Proposta per una nuova linea di autobus che dalla stazione del treno FS Ciampino colleghi con la stazione della Metro Laurentina, passando per l’Aeroporto Pastine, la stazione FS di Torricola, lo European Brain Research Institute (EBRI), il nuovo Ministero della Difesa presso la Città Militare e gli uffici SOGEI e l’attiguo Ministero delle Finanze… mentre la Motorizzazione è dall’altra parte della Laurentina.

La linea passerebbe per un alto numero di luoghi che hanno funzione rilevante a livello sovralocale, avrebbe poche fermate ma passaggi frequenti, perché studiata per i lavoratori dei Castelli (che prendono le FR4 e FR6) che lavorano nei nuovi ministeri all’Eur e per quelli del sud pontino che arrivano con le FR7 e FR8, che potrebbero scendere a Torricola per dirigersi o verso l’Eur oppure a Ciampino.

Si ipotizza quindi un servizio che funga da raccordo intermodale per:

1) i flussi di pendolari provenienti dai Castelli Romani (raccolti al capolinea di Ciampino) e da Nettuno e Latina (prelevati a Torricola) e diretti all’Eur,

2) oppure per chi arriva a Metro Laurentina a deve dirigersi agli uffici nella zona di via Laurentina (Motorizzazione, SOGEI, Ministero delle Finanze) e via della Cecchignola (Ministero della Difesa, EBRI),

3) o infine per coloro che dalla zona dell’Eur devono andare a Ciampino (Aeroporto o città) per poi magari prendere il treno per andare all’ESA, che è alla fermata del treno Tor Vergata sulla FR6.

Per un servizio del genere ci vorrebbe un tram ad alta capacità ed elevata frequenza, ma con il Parco dell’Appia Antica di mezzo e le modeste risorse in ballo basterebbe accontentarsi di un bell’autobus, che offra però un servizio costante ed efficace.

Non so quanto sia vincolante il confine amministrativo che divide i comuni di Roma e Ciampino, ma non penso che sia scoglio non superabile con una buona governance infracomunale, a maggior ragione ora che sempre di più si parla di città metropolitana. Calcolate che a Gorizia c’è un autobus cittadino che fa spola tra la città italiana e la confinante Nova Goriça, in Slovenia… se ci sono riusciti lì, non vedo perché non ci si possa riuscire qui…

Se il tiranno dio della burocrazia dovesse farla franca anche stavolta, allora si deviasse il capolinea alla Stazione di Capannelle, ma che si facessero fermare anche lì i treni provenienti dai Castelli!

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Il costo del trasporto pubblico

Posted by romacogitans su 26 settembre 2007

Ogni tanto – più per necessità che per diletto – prendo quelle macchine del tempo con le ali che si chiamano aerei (da non confondere con le decrepite bare volanti M80 in dotazione all’Alitalia, quelle coi motori attaccati alla coda tanto per capirci) e viaggio nel lontano futuro, spesso sino ad arrivare al XXI secolo.

A Barcellona la scorsa settimana mi sono fatto una bella chiacchierata col capo di TMB, la società che gestisce il trasporto della “capitale” catalana, che tra le varie cose mi ha confidato che il costo del biglietto di €1 praticato a Barcellona sarebbe sufficiente per coprire i costi del servizio (elettricità, stipendi ai macchinisti, ecc.), mentre l’intervento dello Stato e della Catalogna sono necessari per compensare i minori introiti derivati da abbonamenti, carnet di 10 o 30 biglietti, ecc, insomma di tutte quelle forme di incentivazione (sconti, esenzioni) all’utilizzo del mezzo pubblico.

Oggi al TG regionale di RAI 3 sento il Sig. Vento, capo dell’ATAC, dire che il costo di €1 del biglietto a Roma è tra i più competitivi d’Europa, e che in realtà all’ATAC ne servono ben €3, che ovviamente vengono sborsati dalle pubbliche amministrazioni (quindi sono sempre nostri soldi).

E’ vero che a Roma il biglietto costa meno che in alcuni Paesi civili, ma è anche vero che noi abbiamo due risicate linee del metro rispetto a circa una decina di linee tra TMB e FGC , ed i costi di gestione penso possano essere ben diversi.

Sig Vento, ma con quei €2 che prelevate dallo Stato e dalla Regione, che ci fate?!?!

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Traffico – A Roma ci sono più auto che in tutta l’Austria

Posted by romacogitans su 19 luglio 2007

Nel 1999 l’ultimo contatto; nel 2000 il primo sorpasso e, adesso, Roma (e la sua provincia) hanno decisamente messo la quinta, doppiando Milano per quanto riguarda il numero delle autovetture acquistate ogni anno. Nel 2006, ultimo dato disponibile, nella capitale ne sono state immatricolate oltre 346 mila, contro le 184 mila targate sotto la Madonnina.

I motivi dell’incredibile e inarrestabile boom li approfondisce nel fascicolo di agosto il mensile “Quattroruote“, elaborando le ultime statistiche dell’Unrae; secondo i dati di mercato, Roma da sola acquista più vetture di quante ne sono state messe su strada in un anno intero in tutta l’Austria, avvicinando anche paesi come Svezia, Svizzera, Portogallo e Grecia.

Giovedí 19.07.2007

da: http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/austria1907.html

Ma allora ‘sta “cura del ferro” con cui ci riempiono le orecchie da 15 anni che frutti ha portato? Si vede come i romani hanno fiducia nelle politiche di mobilità del Comune… e come pensano a prendere i mezzi pubblici… è anche chiaro come e quanto diano credito alla “simpatica” mossa del Car Sharing, con solo 9 auto disponibili e teoricamente 22 parcheggi da cui prenderle, con la variante però che un auto si prende e si riporta sempre nello stesso parcheggio, quindi per forza di cose in 13 parcheggi (22-9=13!) non si possono prendere auto!…

E poi, cara “cura del ferro”, dove li mettiamo pure le migliaia di moto e motorini che circolano?

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Una funivia in città

Posted by romacogitans su 11 luglio 2007

Molti sono rimasti sorpresi dall’ultima proposta del Comune: usare una funivia per collegare il popoloso quariere della Magliana con quella che ambiziosamente viene chiamata la city di Roma, ossia il quartiere EUR, e – cosa forse ancor più importante – con la Linea B della metropolitana.

Personalmente noto una sorta di contrappasso nell’affiancare al mostruoso viadotto (con lo stesso investimento ci si facevano tre ponti!) un’opera così innovativa per Roma, soluzione che è però già stata adottata in molte altre città, specie orientali, con funivie talvolta costruite proprio da aziende italiane.

L’idea della funivia sul Tevere sembra un po’ strampalata, e c’è chi dice che dovrebbero piuttosto farne una a Monte Mario e farla passare sopra l’Olimpico (visto i collegamenti assenti attorno allo stadio). Però anche quella tra Eur e Magliana pare carina come iniziativa: invece di gettare asfalto tirano cavi d’acciao; poi non inquina, e questo è un buon punto.

Nella pagina del Comune di Roma si parla di un collegamento tra via dell’Impruneta e la Stazione Magliana della metro B, però non ricordo nessuna fermata della linea FR1 (Aeroporto di Fiumicino – Tiburtina – Fara Sabina) a via dell’Impruneta, sbaglio?

Se poi vogliamo prendere esempio da alcune funivie sciistiche, sarebbe ottimo prevederne un prolungamento sino a Monteverde per arrivare sino al tram 8, anche per sfruttare la morfologia territoriale della zona che ha un forte dislivello alle spalle della Magliana, e fare quindi della fermata Magliana una stazione intermedia.

Comunque, sono sicuro che ci sia della confusione a parlare di via dell’Impruneta, ma ci si riferisca in realtà alla stazione villa Bonelli, che mi sembra abbiano riaperto, dopo che la “cura del ferro” di Rutelli era cominciata con la sua chiusura. Infatti nella costruzione di una infrastruttura di trasporto solo un pazzo non partirebbe dal principio della intermodalità, ovvero di collegare linee e stazioni preesistenti. Non dimenticando che collegare la FR1 all’EUR finalmente scioglierebbe quell’annoso nodo che vede una quasi irraggiungibilità con i mezzi pubblici della futura Cittadella dei Congressi dal pur vicino Aeroporto di Fiumicino.

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Ho visto cose che voi romani non potreste immaginare…

Posted by romacogitans su 20 gennaio 2007

Alla faccia del machismo!Ho visto cose che voi romani non potreste immaginare… macchine relegate solo in alcune strade, mentre priorità hanno la costruzione di piste ciclabili, poi i corridoi per il trasporto pubblico (tram o autobus) e solo dopo, se c’è spazio, viene fatta la strada per le automobili, perché nel remoto fututo, nell’Olanda 2006, sanno bene che nella mobilità la offerta genera la domanda, e più strade si costruiscono, più traffico si crea.

6 bambini in carrozzinaE ho visto passeggini per trasportare fino a sei bambini, donne che la mattina caricano i loro bambini su apposite biciclette con “carretto” per portarli a scuolaMamma 1, dei parcheggi multipiano per sole biciclette, migliaia di biciclette.Mamma 2

E tutti quei momenti, accaduti nel lontano futuro 2006, per voi andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.Parcheggio

È tempo di morire, che significa incaponirsi a passare la vita in macchina (732 auto ogni mille abitanti, neonati e moribondi compresi!), e continuare a votare Storace e Rutelli, Berlusconi e Prodi… a vivere come ora, in questo medioevo…

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Domeniche a piedi?

Posted by romacogitans su 17 gennaio 2007

Per l’ennesima volta si sente parlare di Emergenza Traffico, con i conseguenti provvedimenti tampone che non servono a nulla.

Aria Malata a Roma - 7 dic 2006

Ai sette giorni di stop alle macchine Euro 0 e 1 verranno affiancati i “blocchi del villaggio” (per parafrasare Leopardi), con i Giovedì a targhe alterne e le DOMENICHE A PIEDI.

Nella tabella accanto (cliccate sulla foto qui di lato per ingrandirla e leggetene i dati) si può vedere come la Capitale ottemperi alle direttive europee in fatto di inquinamento

Venerdì 4 Febbraio 2000 sul forum di Repubblica.it circa le domeniche a piedi scrissi le seguenti cose:«Unico spunto positivo: magari molte persone lasceranno la macchina a casa e farsi una passeggiata per i centri storici riacquisterà il suo fascino, ma, parlando seriamente, dal punto di vista pratico, A CHE SERVE?

E’ lampante che l’inquinamento causato dalle macchine dipende dalla carenza di mezzi pubblici messi a disposizione di chi si reca al lavoro dal lunedì al venerdì. Tamponare questa falla organizzativa con il divieto della domenica mi suscita molta ilarità.

Tempo fa avevano introdotto la genialata delle targhe alterne, poi le fasce verdi e i divieti per le macchine a benzina al piombo.

Ricordo di aver letto che a Città del Messico da 20 anni circolano macchine a secondo del colore: lunedì le rosse, martedì le gialle, mercoledì le nere … Un grande esempio organizzativo e amministrativo da un paese all’avanguardia nella lotta all’inquinamento. Perché non lo facciamo pure noi?

Tralasciando il sarcasmo, ma qualcuno pensa veramente di risolvere il problema inquinamento con questi sistemi? Nessuno può avere la pretesa di prendere in giro neanche il più imbecille e bifolco cittadino italiano. Neanche i vari politicanti attuali, non troppo diversi, purtroppo, dai loro predecessori.»

Visto che ho sentito voci incontrollate che affermavano che sia Veltroni sia il suo predecessore ambientalista-palazzinaro (chiedere alla famiglia Amellini per connivente conferma) hanno amministrato bene questa città, qualcuno sarebe così gentile da spiegarmi come e quanto è migliorata Roma negli ultimi lustri?

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Rivoglio i bigliettai sul bus!

Posted by romacogitans su 1 dicembre 2006

Regina d’arretratezza tra tutte le grandi città dotate di una pessima offerta di trasporto pubblico su ferro, Roma ha un inestricabile dedalo di linee di autobus che la attraversano, in genere a ritmi da lumaca.

Tante le linee, ancora di più gli autobus, ma pochissimi quelli che fanno i biglietti. Lo affermo da utente ultradecennale che si muove quasi esclusivamente con i mezzi pubblici. Giorni fa, seduto sul 765, mi sono girato con sospetto al sentire il CLACK di una timbratura. Saranno tutti abbonati? Ora, dopo alcuni lustri, a bordo dei mezzi di ATAC e apparentate addirittura ha fatto la ricomparsa la macchinetta vendi-biglietti, ma non ci vuole molto a capire che è un ennesimo maldestro tentativo di arginare la brutta usanza dei viaggiatori a sbafo.

Chi usa l’autobus e paga il biglietto si sente nel giusto, ma anche un po’ coglione (come spesso succede a chiunque onesto e ligio al dovere in questo Paese), perché l’impressione è che la stragrande maggioranza di chi prende i mezzi pubblici faccia il “portoghese”.

Lancio una proposta: perché non reintrodurre la figura del bigliettaio? Forse economicamente all’ATAC non converrà (così dice l’ATAC, ma sarà vero? Ad occhio invece ci sarebbe un incremento degli introiti di almeno 10 volte quello attuale!!!), ma almeno potrà aumentare la sicurezza a bordo per conducenti (non più soli sugli automezzi, specie in zone o orari “scomodi”) e utenti, funzionerebbe da ammortizzatore sociale grazie alle nuove assunzioni, e soprattutto chi tendenzialmente è persona onesta e già oggi propende al pagamento del biglietto non avrà né la tentazione “sociale” di viaggiare in nero (per non sentirsi imbecille rispetto ai “portoghesi”), né invece, obliterando il biglietto, di pagare anche per gli avventori a scrocco-cronico, e sentirsi ancora più coglionato e sfruttato.

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I frustrati Agenti di Stazione delle Metro (lettera a Metroitaly)

Posted by romacogitans su 22 novembre 2006

Leggendo le accorate lettere degli Agenti di Stazione dello scorso 22 settembre 2006 non si può non costatare la forte frustrazione ed impotenza dovuta all’impossibilità nello svolgere un lavoro che possa essere utile alla comunità. Poveri i signori L.M. e Fabio, che non avendo PER LEGGE le competenze per poter fare fermi, far rispettare i divieti e controllare i biglietti, impavidi vigilano affinché nessun ascensore o tornello venga rubato (quali sono altrimenti i beni mobili ed immobili di cui parlano?)! Ma per L.M. e Fabio, eroi moderni della nostra società, ovviamente questo non è sufficiente!

Attendiamo tutti la chiusura dei varchi, cosicché gli stipendiati praticamente “inutilizzabili”, umiliati dalla propria inutilità come L.M. e Fabio, vengano licenziati dal loro “lavoro” ed ottengano un contratto più consono alle loro ambizioni, per essere assunti come Agenti di Pubblica Sicurezza e poter sì, infine, fare qualcosa che rientri nelle loro competenze…

L.M. e Fabio, faccio il tifo per voi!

Già che ci siamo, lancio un appello alla società che gestisce la Metro – una delle poche al mondo dove, in una città sotto minaccia di Al Qaeda, si riesce a fare da noi, creando le condizioni per le stragi nella Metro senza che ci sia la necessità di ricorrere agli attentati di fondamentalisti ed invasati vari – affinché con il biglietto della Metro si abbiano in dotazione dei tappi per le orecchie, per compensare il tormento che i viaggiatori devo subire causato da saltimbanchi e strimpellatori che girano con cassa acustica e amplificatore (L.M. e Fabio, neanche questi fermate!) e rendono il viaggio in Metro ancora più sgradevole.

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Separare caffè e latte nel cappuccino

Posted by romacogitans su 22 novembre 2006

Mi sorprende che sia passato praticamente sotto silenzio una delle prime “creative” soluzioni del governo Prodi, ovvero la separazione del Ministero dei Trasporti da quello delle Infrastrutture, che, agli occhi di chi studia pianificazione dei trasporti come il sottoscritto, suona come separare caffè e latte nel cappuccino!

Però, quello che sarebbe follia in tutto il mondo, in Italia, in cui per trasporti si intende solo il movimento su gomma, forse l’idea di dividere Trasporti e Infrastrutture non è tanto peregrina: visto che la politica dei trasporti da sempre la decide a Torino un’azienda famosa in Italia, Est Europa e Sud America (mentre è famigerata nel resto del pianeta), sarebbe opportuno che si trasferissero le funzioni ministeriali alla FIAT e si cominciasse a pagare DIRETTAMENTE (e non solo con cassa integrazione e incentivi rottamazione) i suoi dipendenti con i soldi statali.

opr005fn.jpgIl nuovo Ministero delle Infrastrutture, quindi, potrà ora dedicarsi completamente alla sua vera funzione strategica, ovvero distribuire a fondo perduto centinaia di milioni di euro per progetti inutili oppure, se utili, rigorosamente da NON realizzare…

Quando scrivo queste cose mi vengono in mente Mino Reitano e Toto Cutugno, chissà perché…

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Dall’Eur sino alla stazione del treno Tor Vergata

Posted by romacogitans su 12 novembre 2006

Tempo fa ho fatto un’audace prova: andare dall’Eur sino alla stazione del treno Tor Vergata (c’è l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea) con i mezzi pubblici senza passare per il centro di Roma: due autobus e due treni (cambio a Ciampino), due ore ad andare ed altrettante a tornare, treni per Tor Vergata con una frequenza ogni 60 minuti, la linea di autobus 654 deviata sull’Appia Nuova senza che fosse segnalato in una cartina dell’ATAC del maggio 2005, ben 45 minuti d’attesa al ritorno ad aspettare il 765 (con alcuni extracomunitari ed un pugno di minorenni italiani si è passati assieme dal giorno alla notte: gli italiani adulti formavano una chilometrica fila protetti nelle loro autovetture), con l’utilizzo di almeno 4 biglietti (2 per il bus e 2 per i treni, anche se non è chiaro come funziona tra le due fasce territoriali – comunale ed esterna – per il prezzo dei treni) che è impossibile comprare nella deserta stazione di Capannelle. E’ errato parlare di disorganizzazione ed inefficienza… il caos qui è scientificamente pianificato! Perché mi si vuole obbligare a prendere l’automobile? C’è qualche petroliere o azienda automobilistica che mi può rispondere?

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