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Imparare dagli onesti

Posted by romacogitans su 23 maggio 2008

Mentre l’Italia è in pieno medioevo, con nani e giullari, damigelle e concubine a deciderne il destino, non rimane che aggrapparci al ricordo…

Per non dimenticare un grande italiano

3 Risposte to “Imparare dagli onesti”

  1. Albert1 said

    Ci pensavo ieri, e ieri parlavo anche di un altro personaggio.
    Così come Falcone e Borsellino sono Magistrati vittime della loro onestà (e scrivo con la M maiuscola per distinguerli da altri che fanno lo stesso mestiere ma che molto avrebbero da imparare) l’altro personaggio, morto esattamente 20 anni e 5 giorni fa, fu vittima di delinquenti, idioti e anche magistrati (“m” minuscola, qui).
    Un pensiero ed un saluto vanno quindi anche a tale Tortora Enzo, del quale nessuno parla più, ma che segna l’inizio di un periodo buio della “giustizia” italiana, della sua incapacità, della sua inutile e dannosa spettacolarizzazione, di tutto ciò che in definitiva la rende completamente inattendibile.

    RomaCò, se parliamo di toghe, qua altro che al ricordo ci dobbiamo aggrappare (e perdonami per lo scivolone pecoreccio in articolo serio).

  2. Te ed io con Tortora penso che siamo cresciuti, e ricordiamo quello scandalo come forse uno dei primi momenti di giustizia mediatica, con l’imputato già condannato dal giudizio di massaie, operai, impiegati, ben nutriti da quella razza bastarda che sono i giornalisti. Accadde ben prima che arrivassero i processi simil “grande fratello”, come quello appena concluso su una madre che uccise il figlio anni fa, e forse ne è il triste precursore.

    E’ questa efferatezza truculenta, questo sadismo del guardare agli affari degli altri attraverso il buco della serratura che pervade le moltitudini che a me terrorizza.

    Sulla magistratura in genere il mio giustizio è ondivago, ma non mi sento affatto di attaccare il pool di Milano: certo, conseguenza di manipulite è stato ritrovarci Berlusconi tra i coglioni, ma la mafia politica che gestiva (e continua a gestire) il Paese non è cosa da accettare, e ben venga chiunque la ostacoli.

  3. arwenh said

    Condivido le vostre posizioni.
    Soprattutto condivido:
    … l’inizio di un periodo buio della “giustizia” italiana, della sua incapacità, della sua inutile e dannosa spettacolarizzazione, di tutto ciò che in definitiva la rende completamente inattendibile…
    Purtroppo la giustizia italiana e’ diventata una fiction. Sui casi di omicidio, sulle indagini, si fa fiction su tutto, su Falcone, Borsellino, Moro, sull’omicidio di Cogne. E’ fiction, CSI, crimine, Porta a Porta. A certi magistrati interessa piu’ la notorieta’ che fare giustizia. Se Woodstock e’ cosi’ bravo e tutti tremano per le sue indagini, perche; invece di indagare su fotografi e sgualdrine non va a indagare su camorra, mafia, sullo scandalo immondizia ecc?? Perche’ chi indaga su cose sporche viene allontanata come pazza paranoica (vedi Forleo), perche’ vengono tolte le inchieste a chi da’ fastidio (vedi De Magistris) e gli unici che dicono qualcosa sono Santoro, Travaglio, Grillo… che di cazzate ne diranno ma ogni tanto qualcosina di giusto lo tirano fuori??
    Perche’ ci sono voluti 10 anni per ammettere che la mamma di Cogne era l’assassina del bambino? E perche’ in quei 10 anni a parte lo stress lei ha potuto vivere normalmente, fare un figlio, andare in vacanza con la famiglia, come una persona normale??
    E non vado avanti..

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