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Programma politico di RC (10): Media ed intrattenimento

Posted by romacogitans su 12 aprile 2008

Normativa media: a livello nazionale ogni operatore può avere al massimo un “canale” per ogni sistema di comunicazione, quindi si potranno al massimo cumulare una licenza per internet (cavo o wi-fi), una per cellulari, un canale TV, uno radio, un giornale. Stesso discorso a livello regionale. LA RAI, da privatizzare in toto con spezzatino (vendendo i canali TV terrestri separatamente, ma allegando ad ognuno un canale Radio, almeno un paio di canali TV satellitari e vari servizi specifici: non dimentichiamo che la RAI ha tra chiaro e criptato, tra terreste e satellitare in totale che si aggira sui 25 canali, per i quali “lavorano” migliaia di raccomandati, leccapiedi, servi ed imbucati vari anche pagati dal nostra canone!). La trasmissione dei servizi considerati di carattere nazionale avverrà in concessione, con appalto quinquennale da mettere sul mercato e da aggiudicare al migliore offerente. I canali analogici dovranno essere trasmessi almeno per 10 anni dall’ultimo televisore analogico senza decoder venduto. A livello nazionale dovranno essere minimo 5 e massimo 10. Una normativa speciale riguarderà i canali stranieri che trasmettono sul territorio italiano, quali RAI 1 e SAT2000, dello Stato Vaticano. 15 le concessioni per canali in chiaro trasmessi sul digitale terrestre, con massimo tre per operatore, solo una delle quali può essere generalista. A questi si aggiungono i canali regionali che trasmettono a livello nazionale, ovvero il canale che in ogni regione ha ottenuto l’appalto quinquennale dall’amministrazione regionale per trasmettere una specifica programmazione. Per nazionale si intende che raggiungano almeno il 90% del territorio. Nessun politico può possedere organi di stampa o radio-televisivi. Coloro che ne fossero proprietari e volessero entrare in politica devono tassativamente affidarli ad un “blind-trust” nominato dalla Unione Europea 3 mesi prima delle elezioni, sino all’espletamento dell’eventuale mandato parlamentare. La TV generalista di qualità dovrà essere trasmessa in chiaro, mentre quella spazzatura (“realities”, TG1 e TG4, Verissimo e tutto legato alla lobotomia cerebrale come trasmissioni di chiacchiere – dette in inglese “gossip”) dovranno essere criptate ed a pagamento, sempre in ottemperanza al principio della responsabilità: chi vuole annientarsi il cervello deve farlo con una scelta ponderata, non scaricando sulla società la decisione di essere un’inutilità ma anzi compensandola (per aver abiurato alla propria intelligenza, potenzialmente risorsa della società tutta) attraverso il pagamento di un costo, la payTV (o pay per view).

Musica ed editoria: abolizione dei fondi statali alla Stampa in genere, ma mantenimento per le pubblicazioni scientifiche e culturali (scelte da un consiglio di universitari). Stessa sorte per cinema, pubblicazioni di libri e dischi, dove verranno prese diverse strategie a livello di tasse, a seconda che si tratti di un prodotto dozzinale o di qualità. La musica commerciale (quella delle major) sarà tassata al 20%, mentre etichette indipendenti saranno avvantaggiate con sgravi fiscali, come anche trattamenti di favore avranno le pubblicazioni di debutti di gruppi o cantanti (a prescindere da chi li pubblica), sia per renderne più basso il prezzo di vendita di album pubblicati da cantanti sconosciuti, sia per incentivare le aziende a puntare sui giovani. Il Festival di S. Remo sarà sostituito dalla Sagra della Ghianda… nessuno noterà la differenza, tanto sempre porci coinvolge…

Funzione educativa della TV: chiunque lavora in TV dovrà sottoporsi a dei corsi di italiano, perché compito della TV non è solo intrattenere ma migliorare il cittadino, educarlo. In particolar modo i giornalisti nel corso biennale di specializzazione post-lauream che sarà viatico fondamentale alla professione (propedeuticità che sostituirà l’abolito ordine) dovranno fare anche corsi di dizione… non ce la faccio più di gente che al TG parla in napoletano o bergamasco…

Squadre di Calcio: la corruzione del mondo del calcio richiede un intervento drastico, con lo scioglimento di tutti i club, ad ogni livello. Le nuove squadre potranno essere formate in base ai bacini territoriali e portare il nome dell’area in questione: un’area di 1.000.000 abitanti può iscrivere una propria squadra al massimo girone, una di 500.000 al secondo, 250.000 al terzo, 150.000 al quarto, 80.000 al quinto e così via. In questo modo ad esempio solo il Comune di Roma avrà 2 squadre nel massimo campionato ed 1 di secondo livello, mentre la Lombardia tra Milano (un paio di squadre se si considera l’area della Grande Milano) e le varie Province può arrivare ad una mezza dozzina di squadre.

Nell’“anno zero” del calcio italiano i nuovi campionati verranno formati su due livelli: gironi eliminatori regionali cui si accede in base alla grandezza del bacino d’utenza relativo (iniziano le piccole, le grandi entrano in gioco per ultime), per poi arrivare a due campionati nazionali (Nord e Sud) con 14 squadre l’uno. Le migliori 4 di ogni campionato vanno a giocarsi i playoff con dei quarti di finale incrociati, le peggiori 4 dei due campionati i playout (una del sud conto una del nord) per decidere le eventuali retrocessioni. Già dopo il primo anno di “rinascita” i campionati delle varie serie non verranno più formati in base al bacino d’utenza delle squadre bensì dai risultati raccolti nel precedente campionato.

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Programma politico di RC (9): Prevenzione e Controllo

Posted by romacogitans su 11 aprile 2008

Sicurezza: in un primo momento militarizzazione del territorio, ossia uso estensivo dei militari in funzioni di supporto al lavoro delle forze dell’ordine. A questo fine tutti i militari stanziati in programmi ONU-NATO saranno fatti rimpatriare. L’azione si rende necessaria per tamponare l’opera di smantellamento delle forze dell’ordine operato soprattutto dal Centro Destra (assurdo ma vero) e per dotare il Paese di un numero di forze dell’ordine minimamente paragonabile con altri Paesi europei. In tutte le professioni di sicurezza e controllo del territorio sarà propedeutica un’esperienza militare di minimo 5 anni. A tal fine ogni anno verranno reclutati 50.000 cadetti, da avviare alla carriera militare prima e per far parte delle forze dell’ordine dopo.

Uscita da Schengen: uscita dell’Italia dal patto di Schengen e ottenimento per ciò che riguarda la circolazione dei cittadini stranieri di uno status simile a quello del Regno Unito. La necessità della procedura è indispensabile per reintrodurre controlli doganali e di persone alle frontiere, sia per impedire che l’Italia (Paese tra i più poveri dell’Unione) sia invasa da gente alla fame che spera di trovare qui ricchezza e benessere, sia per rispetto ai nostri vicini europei per impedire che lo Stivale continui a fare da testa di ponte all’entrata in Europa di tanti stranieri irregolari provenienti dal Mediterraneo e diretti oltre confine. Espulsione immediata per tutti i cittadini irregolari o anche europei con fedina penale sporca trovati sul territorio italiano.

Integrazione stranieri: obbligo di integrazione per gli stranieri, con corsi obbligatori e gratuiti di italiano. Alla fine di un anno di corso si fa un esame e se non lo si supera si viene espulsi. L’espulsione avviene per le singole persone, perché lo Stato non riconosce particolari privilegi alle famiglie. Non è da escludere che in una coppia possa venire espulso uno e non l’altro, anche se nel loro Paese di origine sono regolarmente sposati.

Divieto accattonaggio: Il lavoro non è un diritto ma un dovere per contribuire al bene ed alla crescita della società tutta. L’Italia ha bisogno di tutti i suoi figli e di chiunque ha liberamente scelto di vivere in questo Paese, nessuno dei quali deve sentirsi di serie B. È quindi necessario un ricovero per barboni nelle strutture militari per un forzoso recupero alla società attraverso anche l’aiuto di psicologi e psichiatri. Tutti devono contribuire alla crescita di questo Paese, quindi ogni forma di accattonaggio ed elemosina è perseguita e punita, attraverso programmi di recupero alla società, comprensivi di corsi professionali e praticantato. I musicisti e gli artisti di strada devono acquistare un permesso dalla Regione dove vogliono esercitare, e Regioni come le Province affideranno loro delle aree dove poter esibirsi, anche in base a manifestazioni ed eventi contingenti.

Incidenti stradali: nel caso in cui una persona causi danni al volante di un’auto o per velocità eccessiva o perché sotto effetto di droghe o alcool la sua pena deve essere pari delitti perpetrati usando armi. Un automobile usata VOLUTAMENTE in maniera impropria è senza dubbio un’arma, quindi guidare ubriachi ed uccidere qualcuno in un incidente equivale ad un omicidio volontario, con pene di 30 anni.

Carceri: esternalizzazione delle risorse. Accordi bilaterali con il maggior numero dei Paesi per rimpatriare i delinquenti stranieri e far scontare le pene nei propri Paesi di origine. Accordi specifici con alcuni Paesi poveri (principalmente in Africa e Asia) per usare le carceri lì già presenti e costruirne lì di nuove e inviarvi gli altri detenuti, compresi gli italiani. L’azione permette di abbattere i costi e apportare risorse ed opportunità per lo sviluppo dell’indotto locale. Inoltre l’esperienza in un Paese di cultura diversa può essere solo di aiuto al recupero del detenuto [confrontare qui e qui].

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Programma politico di RC (8): Responsabilità e sviluppo

Posted by romacogitans su 11 aprile 2008

Principio di responsabilità: Nelle aziende pubbliche, nella pubblica amministrazione e nella politica nazionale introduzione del principio di responsabilità. Ad ogni grado corrisponde un adeguato compenso ma anche specifiche responsabilità di perseguire obiettivi, che devono venir valutate attraverso meccanismi democratici che coinvolgano direttamente gli amministrati. Questo non solo per ridare dignità al lavoro, ma anche alla politica, che ora è fatta solo di vuote promesse. Nell’assumere un incarico una persona deve soprattutto rendersi responsabili del raggiungimento di certi obiettivi e deve venire perseguita penalmente se li manca clamorosamente, perché ciò implica dolo. Nel caso di nomina della persona in questione (facciamo l’esempio di Cimoli) il dolo è suo e di chi ha nominato una persona ad un determinato ruolo, ed anche questa persona “nominante” verrebbe perseguita, soprattutto se trattasi di un politico. Forti pene a chi non lavora (cominciando dal licenziamento, cui dopo vanno aggiunte le pene pecuniarie, e nella Pubblica Amministrazione la denuncia per interruzione di pubblico servizio, cui corrisponde il carcere) ed incentivi a chi lavora veramente, con meccanismi di giudizio espressi dalla soddisfazione dei cittadini).

Da questo si deduce la cancellazione di concetti quali perdono (ad ogni livello, anche morale), amnistia, indulto, riduzione di pena, ecc.

Diritto e dovere di voto: Imposizione del voto. Tutti i cittadini italiani DOVRANNO recarsi a votare alle politiche e tutti i residenti sul territorio nazionale (di qualsiasi nazionalità siano) DOVRANNO votare alle amministrative. Chi non si reca alle urne dovrà presentare un certificato medico o un pari “giustificante” (attestato di morte di un parente, ecc.). Sospensione del diritto di voto a chi è in carcere e per sempre a chi ha commesso reati contro lo Stato. Votare è un diritto che potranno permettersi tutti coloro che hanno dimostrato di assolvere ai propri doveri di cittadino. È quindi un privilegio che bisogna mantenere con cura ed orgoglio, e bisogna meritare.

Abolizione delle professioni parassitarie: abolizione della libera professione per notai, avvocati, tributaristi, promotori finanziari, commercialisti, ecc. Sempre per i principi di responsabilità, sviluppo e uguaglianza le famigerate categorie delle sanguisughe verranno statalizzate, con parcelle ufficiali pubbliche uguali per tutti, e tutti tra questi servizi non sopprimibili verranno svolti dalle banche. Ogni abuso sarà punito con espulsione dall’esercizio della professione (per sempre) ed una pena pecuniaria pari a 10 volte l’estorsione o il danno fatto nei confronti dello Stato. La manovra dovrebbe portare ad una diminuzione drastica delle persone che svolgono questa professione.

Riforma sistema bancario: equiparazione dell’interesse sui prestiti all’usura, quindi abolizione delle forma speculativa sul denaro sull’esempio delle banche islamiche. Rimane non un interesse ma una maggiorazione del costo da stabilire a priori per le vendite dilazionate (a 1 anno, 5 anni, ecc.). 20% di tasse per gli introiti da speculazioni finanziarie ed ogni forma di reddito non legata al lavoro ed alla produzione di beni e servizi. Quelli bancari non possono essere equiparati a servizi, salvo alcune eccezioni (pagare bollette). Chiusura delle Borse e cancellazione di ogni azione (S.p.A., quotazioni in borsa, fondi,ecc.) riconducibile alla speculazione finanziaria. La finanza deve essere considerata un reato, perché distrugge l’economia. Le banche dovranno fare le dichiarazioni dei redditi dei cittadini, anche perché – sparite le banconote – saranno le uniche a poter gestire risparmi e transazioni dei cittadini. Quindi le banche perderanno il loro ruolo finanziario di tumori sociali e si trasformeranno in società per servizi legali ed economici.

Banca d’Italia: La moneta cartacea e metallica sparirà per lasciare spazio esclusivamente a transazioni virtuali. Assieme alla nazionalizzazione della Banca d’Italia è procedura indispensabile per abolire il signoraggio, ossia quella immorale gabella che lo stato paga alla B.I. su ogni banconota per non prendersi la responsabilità di stamparla e metterla in circolazione. Così facendo il debito pubblico verrebbe azzerato in pochi anni. Contemporanea sparizione dei soldi cartacei e monete, per una totale virtualizzazione delle transazioni su carte di credito e prepagate, da ricaricare dal conto.

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Programma politico di RC (7): Territorio

Posted by romacogitans su 10 aprile 2008

Statalizzazione del territorio: come accade in alcune parti dell’Olanda (quindi non un Paese comunista) il terreno deve appartenere alla Res Publica: questo porta all’abolizione della proprietà privata del terreno. Dove ciò non avvenga va requisito e dato in concessione per 30 anni (rinnovabile), gratuita per i primi 30 anni a quelli cui si è requisito, a pagamento da subito per gli altri. Unica eccezione il sovrano ordine di Malta, mentre tutte le proprietà delle varie confessioni religiose (templi compresi) dovranno sottostare alle leggi italiane, senza alcuna eccezione.

Pianificazione del territorio: riguarda tutto paesaggio. La pianificazione deve essere integrata già nel momento della programmazione (non ascoltate urbanisti ed ingegneri che vi dicono che in Italia è così, perché non è vero). Il territorio (inteso almeno come urbano ed infrastrutture, momenti inscindibili) va pianificato e gestito da Province, in collaborazione (e sotto la supervisione) delle Regioni, sentiti gli urban centres (misto tra attuali municipi e comitati di quartiere), adottando politiche che si ispirino all’ABC olandese ed al TOD nordamericano, ma con una attenta distribuzione di servizi, uffici ed edilizia residenziale (30% della quale popolare e fatta con l’autocostruzione) nelle stesse aree, quelle delle stazioni ferroviarie. La pianificazione deve ambire a creare strutture urbane policentriche attraverso la costruzione di infrastrutture ferroviarie tangenziali (quindi non centripeti, come invece dicono gli ingegneri italiani, che non capiscono un cazzo di strutture policentriche).

Le politiche devono TUTTE essere a misura di bambini, anziani e di portatori di handicap.

Problema casa: le nuove espansioni devono OBBLIGATORIAMENTE avvenire a distanza pedonale da stazioni di treni. Nel caso esista una ferrovia ma non una stazione, i costruttori possono costruire edifici solo se prima costruiscono una stazione. Se hanno un terreno senza né ferrovia, né treno, dovranno costruirvi un a ferrovia che porti ad un’altra stazione, sentendo l’autorità provinciale di pianificazione territoriale. Il 20% degli appartamenti nei condomini (su un palazzo di 20 appartamenti, 4 andranno alle Province) costruiti da privati deve essere consegnato alle Province che li gestiranno come abitazioni ad uso popolare. Inoltre vanno sviluppate politiche che prevedano la costituzione di cooperative pubblico-privato per l’autocostruzione, in cui lavoreranno soprattutto cittadini stranieri per costruirsi le proprie case (magari replicando i progetti per altri edifici in zona, così si mantiene uno “stile” unitario all’area – evitando di costruire il palazzo-ghetto – e si risparmia sui costi di progettazione) in aree che formeranno i nuovi quartieri o paesi, nelle stesse aree di espansione per cittadini che acquistano le case, per evitare la costruzione di ghetti e permettere una integrazione degli stranieri. ASSOLUTO DIVIETO DI VIVERE IN BARACCHE, ROULOTTE, PER STRADA, ECC. Riutilizzo delle caserme in città, da ristrutturare in case o centri multiservizi (uffici pubblici, Urban Center, mercato, parcheggi pertinenziali, centro sportivo, ecc…) di ambito locale (quindi NON sovralocale! Non deve attirare traffico ed auto!).

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Programma politico di RC (6): Res Publica

Posted by romacogitans su 10 aprile 2008

Sovranità dello Stato: fine della filosofia di “libera volpe in libero pollaio”. Ogni intromissione ed ingerenza nella sovranità e nella politica italiana da parte di Stati o forze straniere verrà duramente contrastata dall’Italia. L’Italia dopo 60 anni di occupazione militare americana ha diritto alla sua indipendenza, come anche all’indipendenza politica dal Vaticano, che qui regna dai tempi di Costantino (o da quel famigerato falso documento conosciuto sotto il nome di Donazione di Costantino). Divieto per le formazioni politiche di fare più o meno direttamente riferimento ai diktat di Stati stranieri. Le formazioni politiche asservite a Stati stranieri verranno messe fuori legge ed i suoi membri perseguiti penalmente (Ferrara, Buttiglione e Casini sono avvertiti, come anche potenziali partiti islamici). L’uso improprio e propagandistico da parte di Stati stranieri sul territorio italiano di mezzi di comunicazione (radio, tv, giornali, internet, telefonia, ecc) verrà condannato all’ONU e l’Italia si riserva ogni mezzo (anche militare) per ripristinare un mutuo rispetto: RAI 1, tv del Vaticano, è avvertita.

Riforma costituzionale: riscrivere la Costituzione Italiana (bella e impossibile) per renderla utile ad un Paese democratico e non come simbolo pseudo-religioso di contrapposizione ad una dittatura, per farle superare tutte le cervellotiche forme di compromesso che hanno portato alla stesura di una Costituzione basata sull’antifascismo, ossia di una “Carta” che si guarda indietro timorosa piuttosto che essere costruttivamente rivolta al futuro. Per questo è opportuno operare una massiccia introduzione della legislazione europea. Federalizzazione dell’Italia con totale responsabilità programmatica e finanziaria per le Regioni, abolendo quindi i meccanismi perequativi (che spesso finanziano la mafia e comunque fomentano la cultura clientelare del sud). Cancellazione dei Comuni e costruzione di Municipi su territori di circa 15.000 abitanti che abbiano la funzione di Urban Centres, come raccordo tra popolazione e Provincia, ma nessuna funzione amministrativa. Le Province assorbirebbero tutte le funzioni dei Comuni, dei quali prenderebbero il posto (vedi mio articolo-lettera).

Legge elettorale: bicameralismo imperfetto, dove Senato e Camera hanno compiti differenti. Il Governo deve avere la fiducia solo alla Camera. Vedi qui

Politici: si può essere eletti ad ogni carica politica massimo due volte, quindi solo due volte presidente della giunta provinciale, sindaco (che sarà il capo della Provincia), Governatore (della Regione), parlamentare (a prescindere che sia al senato o alla camera), ministro, presidente del consiglio, della Camera o del Senato e della Repubblica. Equiparazione del salario delle varie cariche politiche in base alla media europea per ogni specifico ruolo.

Ministeri e pubblica amministrazioni: i ministri del governo saranno 7, cui si aggiunge il Primo Ministro, ed altrettanti i ministeri, che saranno:

1) Interno e Giustizia;

2) Territorio ed Infrastrutture;

3) Economia ed Ambiente (attività produttive, agricoltura, ecc.);

4) Previdenza Sociale (sanità, pensioni, ecc.);

5) Istruzione, Ricerca e Lavoro;

6) Affari Esteri (include Difesa e Commercio estero);

7) Media e Risorse Culturali.

Ogni ministero avrà all’incirca 100 dipendenti, mentre gli altri verranno licenziati: sono sicuro che le aziende private faranno a gara ad accaparrarsi i servigi di un cinquantenne che ha accumulato 30 anni di non-lavoro presso un Ministero! La scelta si rende obbligatoria vista la professionalità pari a zero nello svolgere le più basilari funzioni. I lavori intellettuali verranno esternalizzati. Quindi non solo i camorristi entrati nei ministeri dovranno imparare cosa significa lavorare, ma verranno privatizzate TUTTE le aziende statali, comunali, parastatali, paracomunali, e paracule create ad hoc per stipare i raccomandati di serie B, gente che però in genere faceva il lavoro che i ministeriali si sono sempre rifiutati di fare, sia per arroganza (“Aho, io c’ho famija: oo stipendio sì, ma indò sta scritto che debbo da lavora’?”) sia per mancanza dei requisiti intellettivi e professionali di base (a me me c’hanno imparato fino aa tabbellina der cinque… ma poi ho trovato ‘r posto ar ministero…). In tutta la Pubblica Amministrazione come anche in scuole ed università si utilizzeranno software e Sistemi Operativi Open Source (Linux), sia per gli enormi risparmi che questi comportano, sia per creare un enorme mercato per consulenti che offriranno supporto alla P.A., sia infine per insegnare a studenti ed ai lavoratori delle P.A. ad usare Linux, incentivando indirettamente un suo utilizzo anche privato. Le varie Regioni e Province avranno l’obbligo di istituire degli uffici che si occupino delle politiche e dei fondi europei.

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Programma politico di RC (5): Economia ed Ambiente

Posted by romacogitans su 9 aprile 2008

Sviluppo Economico: superamento del PIL come strumento per misurare la ricchezza. Come già disse Bob Kennedy 40 anni fa (di seguito mi avvalgo di alcune frasi estrapolate da un suo famoso discorso), l’inadeguatezza degli indicatori economici come il PIL è intrinseca nel fatto che per misurare lo stato di benessere della società questi tengono conto solo della crescita in termini di produzione. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, la produzione di armi e di sistemi di vigilanza, elementi tutti che incidono positivamente sul PIL ma che sono riferimenti negativi sullo status della nostra vita. Per giunta il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago; e non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL misura tutto il misurabile, senza distinguere tra ciò che è bene o male per le persone, senza alcun distinzione tra ciò che apporta vantaggi alla comunità oppure ciò che ne mostra la sofferenza… e soprattutto non può misurare ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta, ovvero tutti quegli elementi che donano serenità e fiducia alla gente. Una delle cause nasce dalla confusione tra crescita e sviluppo: mentre la crescita è data dall’insieme degli aspetti quantitativi che si manifestano o con una semplice “espansione” di una situazione pre-esistente o come elemento quantitativo dello sviluppo, lo sviluppo rappresenta l’insieme degli aspetti qualitativi oltre che quantitativi della crescita. Si può parlare di sviluppo solo quando si è in presenza di un miglioramento prolungato nel tempo e accompagnato da vasti mutamenti strutturali, istituzionali e culturali. Inoltre da un punto di vista più strettamente economico lo sviluppo permette una crescita anche a parità di investimenti, grazie ad un miglior uso delle risorse. L’Italia deve credere nel proprio sviluppo, fregandosene della crescita, iniziando a non tenere più conto di questi vessatori indici quantitativi.

Mercato etico: detassazione per prodotti (specie alimentari) “a km 0” e per quelli certificati del commercio “equo e solidale”. Dazi per tutti i prodotti che arrivano da Paesi o aziende che non rispettano pienamente i diritti umani, mentre blocco totale delle importazioni da Paesi che non li rispettano affatto. Obbligo per tutti gli esercizi di avere almeno il 50% di prodotti a km 0, cui si deve aggiungere un altro 30% di prodotti nazionali.

Tassazione: abolizione dell’8 e istituzione del 1% (cioè 10) da dare a scelta del contribuente a qualsiasi ONG, ONLUS, fondazione o organizzazione religiosa, per la legge del tutto equiparate. 5‰ da devolvere alla ricerca scientifica.

Meccanismi perequativi: Obbligo per le compagnie aree e quelle che costruiscono, vendono o affittano auto di piantare alberi sul territorio nazionale per compensare l’inquinamento che producono o contribuiscono a produrre.

Politica energetica: per l’approvvigionamento energetico uso massiccio di fonti rinnovabili ed edilizia eco-sostenibile, con interventi che facciano sì (con incentivi e vincoli) che ogni cittadino diventi energeticamente indipendente. Non abbiamo bisogno delle centrali nucleari perché noi più dei Paesi del nord abbiamo un clima mite che non richiede particolari sperperi per il riscaldamento in inverno ed abbiamo il sole per buona parte dell’anno, che va sfruttato per produrre acqua calda ed energia elettrica. Incentivi alla co-generazione (riscaldamento e acqua sanitaria) e tri-generazione (che oltre alle suddette produce anche energia elettrica). Obbligo di specifiche valvole termostatiche ai termosifoni nel caso di impianti termici centralizzati, per un più perequato e responsabile (ancora una volta, nel senso che ognuno sia responsabile delle proprie azioni) utilizzo di calore e risorse energetiche.

Rifiuti e riciclo: introduzione ad ogni livello del “vuoto a rendere”. Scatole, lattine, bottiglie, cartoni, contenitori di ogni tipo devono riportare ben visibile il costo del vuoto, che dovrà essere di 0,30 per le lattine e 0,50 per le bottiglie. [vedi mio vecchio articolo]. Anche l’umido (compostaggio) potrà essere restituito presso specifici sportelli/servizi presso mercati e supermercati e pagati al cliente €1 al chilo. I sacchetti in bioplastica saranno consegnati dal cliente ben sigillati con apposita etichetta che riporta tutti i dati del cliente, così per evitare frodi e comportamenti scorretti.

Ogni azienda dovrà per legge recuperare qualsiasi proprio prodotto alla fine del suo ciclo. Tutte le aziende produttrici di macchinari e prodotti non deperibili di ogni tipo per legge saranno tenute a raccogliere i loro vecchi manufatti. Un prodotto non più funzionante dovrà essere restituito presso i negozi dove si sono acquistati o presso delle “isole ecologiche” (magari per i prodotti comprati via internet dall’estero) per ricevere una compensazione pari al 10% del costo iniziale del prodotto. Sistemi perequativi vanno affinati, per evitare una indebita concorrenza tra vendita sul territorio e via internet, magari inserendo delle sovrattasse del 10% per gli acquisti effettuati presso rivenditori fuori confine.

Per i rifiuti non riciclabili da valutare l’opportunità di utilizzare pozzi lavici, magari presso le centrali geotermiche, dove gettarli o i crateri di vulcani attivi (lo Stromboli sarebbe perfetto), oppure arrivare ad accordi con i Paesi del Magreb per creare nel Sahara delle discariche.

Politica ambientale: incentivi alla riconversione di tutte le aziende inquinanti, per agevolare il processo che – innescato da leggi sempre più restrittive – le metterebbe fuori legge.

Tasse per auto: da calcolarsi in base al volume del veicolo da moltiplicarsi per la quantità di inquinante prodotto.

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Programma politico di RC (4): Previdenza sociale

Posted by romacogitans su 9 aprile 2008

Asili e centri anziani: posti uno nelle vicinanze dell’altro, all’interno di parchi e giardini, anche per permettere un maggiore controllo da parte di nonni e anziani dei piccoli nel pomeriggio, e per stimolare nei bimbi rispetto e amore per i più vecchi. Obbligo per tutti i bambini presenti sul territorio. Giovanissimi ed anziani sono le persone più preziose della società, perché gli uni rappresentano il nostro futuro mentre gli altri sono insostituibili risorse storiche, esperienziali e culturali: specifiche politiche devono mantenere i pensionati attivi nella vita pubblica ed al centro degli interessi del Paese, con attività sportive, ludiche, di cooperazione con diverse agenzie di volontariato presenti sul territorio, corsi dell’Università Popolare ed anche di arte e vario artigianato, ecc. Inoltre molti anziani verrebbero assunti come lettori nei corsi di lingue locali (dialetti).

Pensioni: Regole per andare in pensione uguali tra uomo e donna e cancellazione delle pensioni di reversibilità (diamo alla donna dignità di persona!). Obbligo di versare una quota mensile per la pensione. Gestione privatistica (si otterrà in base a quanto si è versato), quindi chi rifiuta di accettare gli aiuti dello Stato per trovare lavoro (in alcune zone d’Italia esiste ancora la figura della casalinga, che va cancellata con opportune politiche) dovrà comunque pagare la sua pensione. La riduzione “verticale” dell’orario serve non solo per ridurre l’orario DI lavoro, ma anche l’orario PER il lavoro, che comprende i tempi di spostamento per recarsi sul luogo di lavoro.

Sanità: abolizione della sanità privata, tutto verrà statalizzato, anche i dentisti. Chi non vuole è libero di emigrare all’estero. Obbligo per i cittadini di tenersi in forma ed evitare forme dannose alla salute (quale fumare, obesità, ecc.) e di fare tutti i controlli previsti dalla legge, pena un decadimento della piena copertura di assicurazione sanitaria, con conseguente pagamento del 50% delle spese per qualsiasi visita, trattamento o intervento. Ciò in virtù del principio di responsabilità, per far crescere una cultura della responsabilità e non scaricare sulla comunità le colpe del singolo.

Divieto dell’obiezione di coscienza, vero strumento in mano alle mafie economiche (specie vaticana): ogni medico in Italia deve impegnarsi a rispettare la legge italiana, mentre per i medici che non si sentono di rispettare la legge di questo Paese verranno attivati e sviluppati programmi di cooperazione con Paesi in via di Sviluppo ed aree di guerra, come anche cooperazioni con Medici senza Frontiere ed Emergency, dove i medici italiani saranno lì distaccati pur ricevendo lo stipendio di un qualsiasi medico italiano, che potrà loro permettere una vita agiata nei Paesi poveri in questione.

Stupefacenti: l’attuale indiscriminata liberalizzazione delle droghe deve essere annientata attraverso una loro regolamentazione, momento che sottende una ovvia legalizzazione (non si può regolare ciò che è illegale!). Come già l’alcool e le sigarette, anche altre droghe leggere devono essere acquistabili presso tabaccai o supermercati. Le droghe pesanti dovranno essere acquistate e direttamente somministrate da personale specializzato presso ospedali o specifiche strutture sanitarie (pubbliche, ma a pagamento) sotto stretto controllo medico e con il supporto di psicologi. Questo si rende necessario per smitizzare l’uso degli stupefacenti, sempre vissuti come strumento di evasione (nel senso ludico ma anche come alienazione), per relegarli al loro opportuno contesto patologico. Le suddette droghe (leggere e pesanti) dovranno essere usate anche in ambito terapeutico in tutte le forme possibili ed in tutte le strutture ospedaliere, cancellando quindi quella forma sadica ed ignobile delle strutture sanitarie cattoliche che impedisce l’uso di antidolorifici (sì, in questo Paese confessionale forse più dell’Iran succede pure questo!!!).

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Programma politico di RC (3): Lavoro

Posted by romacogitans su 8 aprile 2008

Legislazione lavorista: abolizione legge 30/2003 (detta Biagi). Abolizione dei concorsi nella pubblica amministrazione. Abolizione di tutti gli ordini, antico retaggio medievale e del corporativismo fascista. L’ufficio di collocamento deve diventare veramente ufficio di collocamento. Le attuali società private di lavoro interinale devono trasformarsi in società di selezione del personale, da cui devono attingere anche le pubbliche amministrazioni. Le politiche (soprattutto quelle dell’orario di lavoro) sono mirate alla sparizione di forme preistoriche di organizzazione sociale, quali le casalinghe, per offrire maggiori possibilità di dignità sociale alle donne. Triplicazione tassazione per gli straordinari, perché questi rappresentano un enorme limite ad ulteriori assunzioni, e pesanti multe a chi utilizza i dipendenti per orari (calcolati semestralmente) superiori a quanto stabilito per contratto: chi lavora tanto in certi periodi deve essere compensato con tempo libero, non con denaro! Annullamento della differenza salariale di turnazione durante il fine settimana, perché il fine settimana generale da un punto di vista lavorativo non esisterebbe più. Detassazione del telelavoro. Istituzione di un sussidio di disoccupazione della durata di 6 mesi, con l’obbligo di presentarsi ogni settimana presso l’ufficio di collocamento o una società di lavoro interinale (ma a rotazione, ogni volta diversa), e farsi dare indietro uno “scontrino” dalle aziende finali che si contattano che attesti il tentativo di trovare lavoro (ma sarà opportuno trovare una forma che utilizzi sistemi elettronici integrati con il Ministero del Lavoro).

Contratti: contratti minimi di 2 anni, con 6 mesi di prova durante i quali è possibile licenziare i dipendenti senza alcun rimborso. Contratti speciali, particolarmente onerosi per le aziende, saranno quelli stagionali (che si possono usare anche per “tappare” alcuni picchi di lavoro), che possono durare dai 3 ai 6 mesi e prevedono un compenso del 50% più alto per i lavoratori rispetto a pari mansioni (o comparabili) dei contratti normali. Unica eccezione, i contratti semestrali per sostituire chi ha ottenuto permessi di paternità o maternità, che non subiranno vessazioni fiscali ma la cui maggiorazione del 50% extra verrà lasciata a carico della azienda, per incentivare all’assunzione di personale a tempo indeterminato ma con contratti ad orario (e compenso) variabile. Dopo un primo contratto a tempo un’azienda alla sua scadenza ha solo la possibilità di offrire al lavoratore un contratto permanente, altrimenti lo può lasciare andare con una buonuscita di 3 mensilità. Incentivazione all’uso di contratti flessibili, con personale che a seconda delle necessità aziendali lavorerà part-time o a tempo pieno.

Scioperi: divieto di sciopero prima che venga firmato un contratto. Come in Germania si potrà fare ricorso agli scioperi solo in occasione della conclusione di accordi tariffari. Per questo motivo le rivendicazioni sindacali potranno essere gestite solo dalle parti del contratto tariffale. Da proibire le vertenze sindacali sulle materie già fissate nel contratto mentre è ancora in vigore un contratto tariffale. Ciò ha fatto sì che in Germania gli scioperi siano sempre stati di un numero ridotto. Lo Stato dovrà mantenersi neutrale anche nelle lotte sindacali. I soci dei sindacati riceveranno dei sussidi dai fondi-sciopero dei sindacati a risarcimento del loro mancato guadagno, mentre chi non è socio non riceve nulla.

Ogni sciopero illegale va punito con sanzioni pari a 10 volte il danno arrecato, mentre l’interruzione del pubblico servizio va punito con la sospensione per 5 anni dal lavoro o della licenza dello specifico lavoro in questione (come i tassisti a Roma ed i camionisti che hanno bloccato le autostrade) più pene economiche pari a 10 volte il danno arrecato.

Licenziamenti: facilitazione per le aziende ai licenziamenti, con cancellazione della giusta causa. Dipendenti pubblici e privati possono essere licenziati in ogni momento, ma devono avere un risarcimento economico base pari a 6 mensilità, cui aggiungere un conguaglio da calcolarsi in base all’età anagrafica e anzianità di servizio. Prendere spunto da altri Paesi europei per questi assunti.

Orario di lavoro: istituzione della settimana lavorativa di otto giorni (cinque si lavora 7 ore e tre si è liberi) per una apertura costante di uffici ed industrie e massimizzazione di ogni struttura ed infrastruttura presente sul territorio (con un’economia attiva h. 24); massimo 35 ore settimanali, da calcolarsi però semestralmente, per offrire flessibilità alle aziende per affrontare i picchi di lavoro. Le settimane lavorative annuali saranno 45,625 e le ore annuali 1.597 (per chi lavora a tempo pieno), da cui detrarre ferie e festività soppresse (che ammontano a 175 ore annuali, per la stessa categoria). Incentivazione fiscale al part-time verticale (orario diario di 7 ore) di 21 ore settimanali, meno incentivi a quello orizzontale, perché il tempo PER il lavoro (che comprende gli spostamenti) non subisce una riduzione congrua ed apprezzabile. Il fine settimana come lo intendiamo noi oggi non esisterebbe più. Esempio per i meno perspicaci: Silvio fa la prima settimana lun.-ven. (5 gg.), si consente 3 giorni ad Arcore a contare i soldi e vedere la TV sul digitale terrestre e poi fa la seconda settimana di lavoro mar.-sab. (5 gg.), altri 3 giorni a casa e poi a lavoro merc.-dom (5 gg.), ecc. Walter invece inizia la prima settimana martedì, lavora fino a sabato (5 gg.), va a farsi 3 giorni a Eurodisney (gli piacciono tanto le buffonate) e ritorna a lavoro il mercoledì successivo, dove lo aspettano 5 giorni di lavoro, prima dei 3 giorni di riposo da dedicare a cinema maanche farsi scrivere libri da pubblicare a proprio nome. E così via.

Introduzione del modello a staffetta (usato in Germania negli anni ’90 dalla Volkswagen). Fino a 30 anni contratti part-time mentre vi è l’espulsione graduale dei lavoratori più anziani: a 55 anni incentivazione ai dipendenti per ridurre l’orario di lavoro con orari part-time di 28 prima e 21 ore settimanali poi (4 e poi 3 giorni a lavoro, ed il resto della settimana di 8 giorni a casa) fino a 60 anni; part-time obbligatorio dopo i 60 (con integrazioni economiche), pensione “standard” per tutti (uomini e donne) a 65 anni ma con possibilità (incentivata con integrazioni economiche) di rimanere a lavoro sino a 70 anni per chi lo volesse, ma con orari di 15 ore su 8 gg. Il sistema consente di diminuire il carico delle pensioni, psicologicamente rappresenta una graduale via di uscita da un mondo che per molti ha rappresentato “il mondo”, ed agevola l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro.

Festività e ferie: 20 giorni lavorativi per le ferie (140 ore per chi lavora 35 ore a settimana), cui vanno aggiunti 5 giorni (35 ore) per festività religiose soppresse, alle quali ogni dipendente ha diritto in base alla propria religione o alle proprie necessità.

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Programma politico di RC (2): Scuola e Università

Posted by romacogitans su 8 aprile 2008

Scuola dell’obbligo: obbligatoria sino a 18 anni per tutti i giovani e giovanissimi presenti sul territorio (10 anni di carcere ad entrambi i genitori che si rifiutano di mandare i figli a scuola e affidamento dei piccoli a terze persone) a prescindere dalla nazionalità, con tempo pieno (8-18) per tutti, con corsi teorici la mattina, mensa a pranzo, e attività ricreative, sportive, corsi di scacchi, di musica, escursioni sul territorio, visita a varie organizzazioni, attività di volontariato, ecc. nel pomeriggio. Le classi del mattino sono diverse da quelle del pomeriggio, perché dopo pranzo ognuno sceglie un proprio programma tra i vari corsi offerti dalla scuola, e può così conoscere altre persone coi propri stessi interessi. Anche la scuola sarà organizzata su una settimana di 8 giorni, e coloro che hanno problemi scolastici faranno dei corsi di recupero nei tre giorni liberi. Reintroduzione dell’esame di riparazione a settembre, la cui funzione è chiaramente di dissuasione al non-studio, e non di punizione. A 15 anni si può scegliere se continuare a studiare solamente o cominciare anche dei corsi professionali, così da essere a 18 anni pronti per il mondo del lavoro. In tutte le scuole ci sarà almeno il bilinguismo italiano dialetto/lingua locale, sia per non perdere quel prezioso patrimonio culturale che sono i vari dialetti, sia per far rendere conto la maggior parte degli italiani che la paccottiglia che parlano ha spesso origine nel dialetto e non nell’italiano, come invece credono. Lo studio triennale di Latino e Greco (con programmi specifici in parallelo con la grammatica e la dizione italiana) sarà necessario supporto alla comprensione dei meccanismi della lingua italiana, e sarà obbligatorio per tutti. A questi si aggiungono l’obbligo di studiare due lingue europee ed una non europea (arabo, cinese, ecc). So che gli italiani si cagano sotto già ad imparare l’italiano come si deve, ma ad esempio nel Belgio fiammingo TUTTI parlano ALMENO 4 lingue (francese, fiammingo, tedesco ed inglese)… a parte certe differenze culturali, non hanno un cervello come il nostro? O vogliamo dimostrare (orgogliosi) di essere popolo intellettualmente limitato?

Università: Riforma dell’università. Mantenimento dell’attuale triennio di base nelle varie facoltà, ed il diploma che si otterrà sarà chiamato “laurea”. Il biennio di specializzazione (che si chiamerà “specializzazione” appunto, quindi non esisteranno più i master, né di primo né di secondo livello) deve avvenire in istituti che siano formati dai Dipartimenti di varie Facoltà ed a stretto contatto col mondo lavorativo, per offrire un sapere pluridisciplinare mediato dall’esperienza delle aziende private e proiettato a rispondere al meglio alle necessità del mercato del lavoro. Altri corsi di specializzazione privati post lauream non avranno riconoscimento giuridico, neanche se fatti all’estero (fine dei laureati in USA dopo un anno di corso, o peggio di corso via email!), salvo quelli di Paesi della Unione Europea ed eventuali accordi bilaterali. Alla fine della specializzazione va fatta una esperienza lavorativa REMUNERATA semestrale obbligatoria, opportunità trovata direttamente dall’istituto presso le aziende pubbliche o private che collaborano ai corsi. Incentivi per tutte le aziende italiana a partecipare a questi corsi ed a prendere degli stagiare. I migliori ottengono prestiti (a tasso zero da restituire in 10 anni) della durata di 18 mesi per mettere su le proprie aziende, che durante lo stesso periodo avranno appoggio da parte dei suddetti istituti, che lavoreranno da “incubatori”. Abolizione dei crediti e di lauree prese col sistema dei bollini Miralanza. Esami scritti ed orali in ogni caso (siamo un popolo di analfabeti, soprattutto di tanti “dottori” analfabeti, e la cosa va combattuta…)

Abolizione delle forme medievali dei titoli. Dottore sarà solo chi avrà passato circa 8-10 anni all’università, quindi solo medici e dottorati di ricerca potranno usare questo titolo (eddaje, che famo ride co’ ‘sta storia de dottore de qua, dottore de là… col Portogallo siamo gli unici al mondo…).

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Programma politico di RC (1): Uguaglianza

Posted by romacogitans su 7 aprile 2008

Parità tra uomo e donna: Piena parità tra sessi nei diritti e doveri, con forti pene a chi trasgredisce (soprattutto agli imprenditori). Nel dettaglio:

a) estensione della maternità anche all’uomo, con permessi di paternità (anche per evitare la discriminante che le donne non vengano assunte). Lo Stato si accolla il costo di questi periodi, anche per i liberi professionisti, ma bisogna essere lavoratori per godere di questi diritti. Durante un periodo di transizione di almeno 20 anni (per offrire opportunità che facciano sviluppare una cultura dell’uguaglianza tra uomo e donna) il 50% dei selezionati in qualsiasi contesto (politico, società private, pubblica amministrazione) deve essere donna. Inutile rimarcare che stipendi e diritti DEVONO essere uguali tra uomo e donna, e ci si prefigge di usare forti strumenti repressivi e sanzionatori per i datori di lavoro che non rispettino la legge.

b) abolizione valore legale matrimonio e di tutte le forme ad esse collegate (pensione reversibilità, ottenimento nazionalità, ecc.) per finalmente dare dignità alle persone come tali e smettere di relegare le donne ad “utero che cucina”, svilite in questo ruolo marginale ed accessorio dalle religioni monoteiste, per superare una cultura che aveva molto senso in tempi antichi (per obbligare gli uomini ad avere responsabilità su figli nati da coiti estemporanei) ma ora è antistorica. Le unioni perdono valore per esaltare i diritti delle persone come singoli. Ogni forma di discriminazione in base a sesso, età, cultura, religione, etnia, colore della pelle, ecc. verrà FEROCEMENTE perseguita dallo Stato. La politica nazionale è mirata a salvaguardare i più deboli: anziani, bambini, madri, giovani e non le famiglie, che secondo il diritto non esisterebbero più (che senso ha la frase “famiglie mononucleari”? Non fa ridere?). I rapporti tra due persone (a prescindere da religione, etnia, sesso, cittadinanza) verranno regolati dal Patto dei Diritti & Doveri Condivisi. Il matrimonio può comunque mantenere le sue forme folklorico/religiose, ma senza alcun valore legale.

Ateismo dello Stato: uno Stato aconfessionale non può semplicemente definirsi laico, perché laici sono anche i seguaci dell’Opus Dei (non so se mi spiego), quindi Stato Ateo è definizione più democratica e più rispettosa dei suoi cittadini. Ateismo dello Stato non significa ateismo di Stato, ossia che atei debbano esserlo i suoi cittadini, piuttosto che atea è tutta l’impostazione giuridica e normativa, in quanto deve prescindere da qualsiasi riferimento a forme immanenti, perché necessariamente deve essere al di sopra di ogni favoritismo nei confronti di una religione o l’altra. Ciò è passo necessario per concedere uguale importanza ai suoi cittadini, che hanno libertà di credo come uguale dignità hanno tutte le religioni davanti allo Stato, che è e deve essere super-partes. I rappresentanti delle varie religioni presenti sul suolo italiano si impegnano al totale rispetto della legge italiana ed a non cercare di interferire né ostacolare la vita pubblica, e l’Italia si prodigherà nel fornire ogni appoggio alle varie confessioni, sempre e comunque nel pieno rispetto della legge dello Stato. Saranno perciò vietate forme di disturbo alla quiete pubblica (campane, richiami dei minareti in orari impropri e per tempi prolungati) e vietate le macabre forme rituali di sgozzamento di animali o riti cruenti di ogni tipo. La religione è diritto di ogni persona, ma deve essere confinata al momento spirituale personale, quindi – a parte riti, rituali e cerimonie – sono vietate tutte le forme “sociali” delle religioni (in primis manifestazioni di piazza). Vanno invece incentivati gli interventi di comunità religiose che lavorino sul territorio assieme allo Stato con finalità filantropiche, per il bene della società tutta e che quindi non abbiano come fine la circuizione e la conversione. È quindi ovvia l’abolizione di tutte le feste religiose (Natale ebraico, Natale cristiano, Capodanno cinese, Pasqua cattolica, Pasqua ortodossa, assunzione, ramadan, ecc.). Le relazioni con Stati stranieri teocratici quali Vaticano ed Iran avverranno secondo le norme del diritto internazionale (questo porta all’abolizione dell’Art. 7 della Costituzione e soppressione del secondo comma dell’art 8). Divieto per le formazioni politiche italiane di fare più o meno direttamente riferimento a religioni o simboli religiosi.

Lo Stato si muoverà affinché i templi religiosi (da un punto di vista legislativo da equiparare a stadi, palazzi dello sport ed auditoria) e le relative strutture presenti sul territorio italiano vengano utilizzati – a seconda di orari e di giorni della settimana – dalle varie confessioni religiose, anche per favorire un contatto pressoché costante sia tra i rappresentanti delle religioni come anche tra i vari credenti.

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