RomaCogitans

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(G)orgoglio in piazza?

Posted by romacogitans su 17 maggio 2008

Oggi 17 maggio 2008 qui a Roma si tiene il Veggie Pride, la “Festa dell’orgoglio vegetariano e vegano”.

Ben venga una manifestazione contro lo sfruttamento degli animali, però temo che una giusta causa venga distorta e strumentalizzata a fini opinabili, per rivendicare forme di autoghettizzazione quali “l’orgoglio vegetariano”. Personalmente ritengo che ognuno sia libero di ESSERE la persona che vuole (il ché comporta scelte sessuali, di religione ed alimentazione), ma reputo inopportuno mettere in piazza tale preferenza, che è e deve rimanere intima. La metodica della “socializzazione” della scelta personale (in cerca di legittimazione o foriera di imposizione?) a me infastidisce, fa rabbia, e mette paura, tanto quanto il mettere in piazza il proprio credo religioso, e la vedo come premessa allo scontro ed all’odio tra gruppi.

Inoltre queste forme di protesta per presunte discriminazioni (non mi riferisco a quelle contro gli animali, ma contro i gay o i vegetariani, che si sarebbero inventati la “vegefobia“) fanno sempre più tornare in mente la “fattoria degli animali” di Orwell: tutti gli animali sono uguali, ma i maiali sono più uguali degli altri. Ossia, a furia di denunciare disparità e vessazioni si finisce per rivendicare particolari condizioni, vantaggiose rispetto al resto della comunità. Intendo: vuoi essere omosessuale? Va bene, fai sesso con chi ritieni opportuno, ma non per questo hai diritto ad andare nudo o a fare sesso orale in giro per strada! Non mangi animali, ok, ma non devi avere l’arroganza di convincere gli altri di essere il portatore della VERITA’. Stesso discorso vale per il femminismo che non rivendica la parità tra uomo e donna ma solo vantaggi per l’universo femminile (tipo andare in pensione prima degli uomini), e per quella sozzeria dl simil orgoglio cattolico (la festa della famiglia, o una porcata del genere) organizzato da Pezzotta non molto tempo fa. A quando l’orgoglio islamico, oppure quello dei padroni dei cani? Insomma, la rivendicazione di certi benefici fa perdere di vista che TUTTI dobbiamo avere gli stessi diritti, e che le nostre pretese non devono limitare né soverchiare gli altrui diritti.

Per concludere ironicamente, io ho gli occhi verdi: devo organizzare una marcia dell’orgoglio degli occhi verdi? Devo rivendicare leggi speciali affinché vengano costruiti occhiali idonei a mettere in risalto ciò che madre natura mi ha generosamente donato?

11 Risposte to “(G)orgoglio in piazza?”

  1. rondoner said

    lo sapevo che non mi deludi mai. applausi.

    naturalmente se domani dovesse accadere l’incredibile, tutto il nostro comune, riservato e dignitoso liberalismo non invasivo andrà a farsi maledire, e ci ritroveremo orgogliosi a urlare in giro per la città… Al Circo Massimo, io sarò quello nudo in bicicletta…

    naturalmente parlo per assurdo. tanto è inutile…

  2. una vegana said

    fai una prova: entra in un bar qualsiasi, o in un ristorante, o una mensa, e chiedi un piatto vegan, o, se ti piace la vita facile, vegetariano. nel primo caso ti guardano come un marziano, nel secondo forse ti daranno un piatto di pesce (che per molti non è carne).
    anche per questo si manifesta: voglio i miei diritti, voglio poter mangiare senza uccidere.

  3. Vegana, capisco e comprendo cosa dici, ma non per questo vedo il nesso con l’ORGOGLIO vegetariano.

  4. Andrea Rossi said

    Ehi Romacogitans ma come cavolo e’ che scrivi cose che vorrei scrivere io ?
    C’e’ solo un tema su cui dissento da te, ma considerando che su tutti gli altri sono d’accordo sto pensando di votarti alle prossime elezioni !

  5. @ Andrea Rossi, perché appartengo ad una “casta” oramai introvabile: sono una brava persona che pensa con la propria testa.

  6. manuele said

    invece è proprio questo l’orgoglio che merita più di tutti di essere manifestato !
    per gli altri prides è vero, è una scelta personale.. ma qui ne va di mezzo la vita, anzi la morte, di milioni di esseri viventi e forse la morte del pianeta stesso.
    e dove se non nella città culla del cristianesimo (che predica pace, amore, rispetto,..) si dovrebbe manifestare per il diritto alla vita di tutti ?!

  7. Albert1 said

    Come già detto, divido la mia esistenza con una persona vegetariana, quindi conosco la questione nelle sue più intime sfaccettature: concordo con la difficoltà nell’ottenere cibo privo di contenuti animali nei luoghi pubblici (anche se devo ammettere che ultimamente la vita è un po’ più semplice in questo senso), ma rifuggo ogni forma di “manifestazione” a supporto di questo tipo di scelte di vita.
    In quanto tali, sono singolari e personali e così vanno trattate: chi le fa deve avere la possibilità di spiegarne le ragioni (se vuole) ed è lecito che tenda a sensibilizzare il prossimo al riguardo ma so per esperienza che questo tipo di eventi hanno un effetto generalmente deleterio. In linea di massima tendono a ghettizzare ancora di più i manifestanti, senza peraltro convincere nessuno.
    Tradotto: difficilmente cambierò le mie tendenze sessuali dopo aver visto un GayPride, altrettanto difficilmente cambierò quelle alimentari dopo un VeggiePride…🙂

  8. Andrea Rossi said

    D’accordo anche con Albert1, pur condividendo totalmente l’etica dei vegetariani dissento da certe manifestazioni che a mio parere sono non solo inutili ma anche controproducenti, io credo che su questi temi cosi’ delicati funzioni molto di piu’ il faccia a faccia, il dialogo intimo tra due persone fatto con calma e bonarieta’, ad esempio (per introdurre una nuova discussione) a me la caccia amatoriale non e’ affatto simpatica ma al tempo stesso ritengo a volte controproducente nel contesto attuale indirizzare il “fuoco” sui cacciatori amatoriali che paradossalmente invece in questo tempo ed in questi contesto potrebbero essere persino “alleati” degli ambientalisti piu’ estremi e questo per una serie di ragioni che pero’ sono troppo lunghe da elencare qui. E’ una questione di strategia.
    Ciao ciao.

  9. @ Vegana e Emanuele: i vegetariani in genere fanno questo passo per amore nei confronti degli animali, però da qui a dire che in quanto vegetariani si è discriminati ce ne passa! Sì, se fate un giro sul sito di quel gruppo si parla proprio di discriminazione, mentre il problema è esclusivamente culturale, perché al di fuori dell’Italia non di rado essere vegetariano è ben più facile. Non si tratta di discriminazione, ma semplicemente che in una società carnivora essere vegetariano è difficile. Tutto qui.

    Il non contribuire all’uccisione degli animali è un “tesoro” dal valore enorme, ma da tenere ben stretto nel cuore, senza fare manifestazioni sguaiate. Se si vuole manifestare per la vita degli animali va bene, e sono il primo ad appoggiare queste cose, ma che addirittura in mezzo ci si debba infilare una presunta discriminazione nei confronti dei vegetariani, no, non ci sto proprio! E’ semplicemente meschino…

  10. anita said

    Non facciamo però di tutta un’erba quel solito Fascio!

  11. Hai ragione Anita, tanto va il lardo al gatto che ci lascia lo zampone, chi dorme non piglia sonniferi, il riso abbonda sulla bocca dei cinesi, gallina vecchia prima o poi muore, non c’e’ peggior sordo di chi non sente, meglio una gallina oggi che fa l’uovo anche domani, i tonti cornano, non fare oggi quello che potresti fare dopodomani, e soprattutto non ci sono più le mezze stagioni, governo ladro…😛

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