RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

A bocce ferme

Posted by romacogitans su 8 maggio 2008

Mentre Berlusconi vara il suo governo e, da buon venditore di minestre, per mantenere fede alla promessa di avere solo 12 ministeri ne aggiunge 9 “senza portafoglio”, voglio concedermi alcune considerazioni sull’ultima tornata elettorale, prescindendo stavolta dal ballottaggio romano, sul quale tanto mi sono soffermato.

Visto lo squallore dell’ultima campagna elettorale, non posso cominciare questo articolo se non con una immagine pecoreccia, che ben la rappresenta… però in quanto ad Arte (qui sì maiuscola) altro che Meier!

Ancora Berlusconi, dunque. Ed è probabilmente quello che ci meritiamo. Berlusconi ha comunque cominciato alla grande, già risolvendo la “grana” Alitalia: la sua prima uscita da Primo Ministro in pectore fu che la cordata italiana per sostituire Air France nell’acquisto di Alitalia già c’era, ed era… Air France… al ché i francesi hanno sbattuto la porta definitivamente, perché non ci stanno a farsi prendere per il culo da un buffone, cosa che invece a noi incanta. Berluska è uno scandalo per qualsiasi Paese civile, però ricordiamo ai colleghi stranieri che ad esempio un tale Bill Clinton per distogliere l’attenzione dei giornali su Lewinskyane fellatio cominciò a bombardare a destra e a manca… stessa cosa fatta dal suo successore George Wanker Bush, che però in questo caso doveva sistemare uno sgarbo subito dal padre e mettere le mani sull’altrui petrolio… è quindi meglio che ognuno guardi al proprio orticello ed ai propri “compagni di merende”.

C’è chi s’è sorpreso della vittoria della Lega. Ma con tutte le scorribande di criminali “made in Romania” e la forte sensazione di insicurezza che c’è in giro (con annessi breviari per la sopravvivenza nella giungla romana) che cosa ci si aspettava, un trionfo di Diliberto? La Lega è l’unico partito in Italia che tiene “il polso” al territorio, ed è naturale che abbia trionfato quanto naturale che la sinistra ideologica sia sparita (il PD è pseudo-democristiano, non veramente di sinistra), perché rappresenta un fardello per questo Paese, un inattuale retaggio storico che assieme ai sindacati più intransigenti (vedi questione Alitalia) è un problema più che una risorsa, che gli elettori si sono stufati di sostenere e mantenere.

Ho ascoltato molte voci di sconforto in giro, come chi paventava una “argentinizzazione” dell’Italia, forse dimenticando che noi lo Stato che ha bloccato i depositi ed ha proceduto ad un prelievo forzoso (io lo chiamerei furto) lo abbiamo subito ai tempi del governo Amato… Ed abbiamo già dimenticato tutte le storie dei Crack finanziari (Gardini, Cragnotti, Tanzi) e dei bond? Il blocco dei conti correnti qui (ancora) non avviene perché prima ci sono altre risorse che i politici possono spolpare… Alitalia non è una azienda italiana, è una metafora, un simbolo dell’Italia che affonda… Qui già siamo a livelli argentini, o forse peggio: siamo alla lotta per la sopravvivenza, altro che Argentina! Lì i problemi sono stati principalmente finanziari (con ovvie ripercussioni sulla società tutta, ovviamente)… qui invece non si sa da dove cominciare per tappare gli infiniti “buchi”.

Qualcun altro propone la dittatura come unica soluzione: in principio approvo l’idea, ma chi dovrebbe illuminare? Chi sarebbe questo dittatore capace di rimetter a posto l’Italia? Io lo scorso anno scrissi al re di Svezia (la lettera gliela ho inviata sul serio…) pregandolo di invadere il Paese, ma purtroppo non mi ha ascoltato🙂

Sulla stessa gamma d’onda c’è chi s’è stufato della stupidità degli italiani, e attacca la democrazia. In questo caso due sono le soluzioni: o diamo il diritto di voto (attivo e passivo) solo a chi lo merita, o facciamo in modo che il livello intellettivo dei più si impenni. Nel primo caso ci troveremmo difronte ad una sorta di meritocrazia (ma chi decide quali sono i parametri di ammissione?), nel secondo… un volo pindarico, visto il materiale umano presente in questo derelitto Paese. Questa società (non solo la italiana, ma noi siamo tra i meno virtuosi) infatti è proprio basata sulla lobotomia del pensiero, sul “deserto interiore” e bisognerebbe scuoterla dalle fondamenta. E’ innegabile però che c’è un mare di gente che non è dotata delle capacità intellettuali minime per contribuire allo sviluppo della res publica, a cominciare da chi vede certe trasmissioni in TV, proseguendo con chi nel 2008 ancora sventola falce e martello o la croce celtica e continua a vedere il mondo attraverso il modello della Resistenza, per finire con coloro che lavorano nel mondo della finanza (gente che campa grazie alla speculazione e alla distruzione del prossimo). Ecco, io tutta questa gente – veri tumori sociali, personaggi deleteri sotto ogni punto di vista – la manderei a dissodare zolle in qualche deserto.

Discorso a parte vorrei fare per i Grilli Romani. Malgrado la simpatia per l’iniziativa (e non intendo stima, perché sono deluso dalle loro strategie) in tutta sincerità i 44.185 voti per un miserrimo 2,66% di risultato finale mi sembrano un fiasco clamoroso. A parte votarsi tra di loro quelli del meet-up romano e raggranellare voti da amici e parenti, non mi pare che abbiano ottenuto molto. Non hanno convinto l’opinione pubblica, ed il misero quorum raggiunto ne è la tangibile conferma. Mi spiego:

1) avere come sponsor un tale Beppe Grillo che calamita milioni di persone non solo è un immensurabile trampolino di lancio per pubblicizzare direttamente agli elettori le proprie idee, ma funziona anche come cassa di risonanza mediatica perché ha attirato per queste liste collegate al comico genovese l’interesse di TV e Radio nazionali, con una visibilità di cui nessun altro partito “minore” ha potuto godere.

2) vivere in un contesto storico di crisi della politica tradizionale apriva dei varchi enormi a tutti coloro che si sarebbero presentati come facce nuove e pulite.

Per fare un paragone azzardato (ma che spero inquadri la situazione) il divario tra Grillo (milioni di spettatori ai suoi tour e di contatti sul suo blog) ed i Grillini romani (modeste percentuali per il Campidoglio) vale quanto quello tra Marx (un grande economista) ed i marxisti (ottusi pelandroni) e per esagerare tra Cristo (un uomo illuminato e di pace, se mai è esistito) ed i cristiani (tra i più efferati portatori di morte che l’umanità ricordi): insomma, non basta un’etichetta per ottenere rispetto, serietà, valore, ma bisogna sudarsela sul campo. Come scrissi in un vecchio post la “setta” dei grillini romani (da non confondere col ben più assennato candidato socialista) per me ha frainteso completamente il messaggio di Beppe Grillo, e paga lo scotto di tale ottusa arroganza.

Non so quello che potrà accadere a questa nostra Italia nei prossimi anni, ma se qualcuno trovasse il mio programma politico interessante, sono pronto a scendere in campo, e CRIBBIO! mi consenta! assumermi le responsabilità di italiano e contribuire a tirare fuori questo Paese dalla merda in cui è saldamente conficcato.😛 Però non devo appianare i debiti di una mia azienda che sta praticamente fallendo…

14 Risposte to “A bocce ferme”

  1. a parte berlusconi…mi fai conoscere la donzella nella foto??

    ahahahah a risentirci………….

  2. acar said

    Ciao,
    non sono molto d’accordo sull’analisi dei risultati ottenuti dai Grilli Romani. Sono critico anche io, dirò dopo il perchè, ma partire da zero e in un mese e mezzo sfiorare il colpaccio (e chissà che dal riconteggio non esca fuori la sorpresa), senza il benchè minimo aiuto da parte di stampa e tv mi sembra un successone. Anzi mi chiedo dove tu abbia visto tutta questa presenza rispetto agli altri partiti minori (io ricordo solo una presenza al tg3 lazio)
    I voti delle persone, diciamo dai 45 in su, li prendi solo apparendo in tv a ciclo continuo, diversamente non ti conoscono, principalmente perchè non usano internet. Senza considerare che la gente va anche educata ai temi portati avanti dalla lista civica. Cose che possono suonare come rumore alle orecchie di gente drogata da ritornelli tipo “meno tasse, meno traffico, più soldi, più lavoro etc etc”

    E teniamo anche presente la scelta di non deturpare Roma con tonnellate di manifesti come hanno fatto gli altri. Tanta gente tra i miei conoscenti, è rimasta sorpresa quando gli ho detto della lista civica.

    Da ultimo i tanti voti che la lista ha perso a causa dei grilli parlanti, e di grillini….

    Vengo alle critiche: oggettivamente queste liste sono partite troppo presto. è vero, si voleva sfruttare l’onda del primo Vday, ma a parte Grillo il “movimento” d’opinione che gli si è formato intorno, era (ed è) sconosciuto alla maggioranza. Anzi era già partita la campagna di discredito a suon di “antipolitica” e “grillini” “grillai” etc etc…

    Bisognava prima raggiungere qualche risultato concreto, radicarsi nel territorio, e poi lanciarsi nell’avventura.
    Altra falla è stata secondo me il sito dei Grilli Romani. Troppe cose, tutte insieme, quando a mio parere ci si doveva concentrare unicamente sul voto per il sindaco. Poi tutto il resto.
    Anche i volantini proposti erano in qualche modo sbagliati: si dava per assodata una conoscenza della lista e del simbolo che invece è tutta da venire.

    Nonostante quanto sopra (cose dettate dall’inesperienza), nonostante le polemiche che ho sentito sulla scelta dei candidati (spaccature e defezioni dal meetup), io questi ragazzi li ammiro per il coraggio dimostrato e li ringrazio di averci provato. Non è facile alzarsi una mattina e trovare il proprio nome in competizione con Rutelli o Alemanno. Così come non è facile sottrarre tempo alla famiglia, al lavoro, agli affetti in generale.

    Ora è il momento più duro da affrontare, il v2day è andato bene, ma i denigratori sono all’opera.
    Speriamo bene.
    ciao

  3. Ci mancava pure la simpatia per i grillini (la forma più bieca e sordida del populismo che sia mai vista in Italia da molti anni a questa parte) e i difetti ce li hai tutti!!! :):)

  4. Andrea Rossi said

    Ma non credi che prendere quasi il 3 per cento nelle condizioni attuali dell’informazione sia un buon risultato ?

    Tutto sommato Grillo puo’ contare solo sul suo sito quando si sa bene che la stragrande maggioranza degli italiani guarda solo la tv o al massimo legge qualche quotidiano, se pensiamo poi che dei partiti con una storia centenaria sono spariti o quasi a me il risultato della lista Grillo non sembra affatto male…

    Condivido la tua analisi sulla distanza abissale che c’e’ tra le idee e chi le mette in pratica, Marx ad esempio “profetizzo'” avvenimenti che puntualmente sono accaduti mostrando una capacita’ di analisi ed una lungimiranza straordinarie e questo a prescindere dal giudizio di merito che si ha sulle sue idee, i suoi patetici emuli invece, beh lasciamo stare…

  5. @ Danilo: se avessi tale delizia sotto mano pensi che perderei tutto questo tempo con questo blog? Sarei un pazzo…

    @ D.E.: lo so che sotto sotto mi vuoi bene, ma piano con le smancerie ed i complimenti, altrimenti qualcuno potrebbe pensare male.

    @ Acar e Andrea: Grillo E’ una macchina mediatica: rimettetegli uno yogurt (ricordate la pubblicità della Yomo alcuni decenni fa?) in mano e ne riesce a vendere milioni anche senza andare in TV. Si fosse presentato lui alle politiche avrebbe ottenuto percentuali rilevanti, anche senza mettere piede in TV un solo minuto. Temo di essere brutale, ma secondo me i seguaci di Grillo hanno ottenuto un magro (altro che yogurt) risultato perché la gente al limite voterebbe Grillo, non quattro ragazzi di buona volontà che hanno come massima aspirazione divenirne cloni. Sì, perché secondo me – a parte alcune eccezioni – è chiaro a tutti la pochezza di molti che si sono presentati sotto il vessillo del comico genovese, gente tutta rispettabile e di buona volontà, ma non molto propensa a fare proposte contingenti, che siano pertinenti allo specifico contesto… insomma, che siano capaci di “pensare col proprio cervello”. Concordo che è problema questo della politica in generale, però i grilli romani pagano lo scotto di voler rappresentare il nuovo mentre in realtà ripropongono – sotto altre insegne – più o meno maniere di porsi di fronte ai problemi SPECIFICI di una determinata area più o meno alla stessa maniera degli altri partiti: chiacchiere, meccanismi d’analisi anchilosati, proposte generiche. E così non va, non va proprio…

  6. Andrea Rossi said

    Io ritengo che il limite piu’ grosso di qualsiasi formazione politica nuova sia l’inesperienza, mi riferisco sia all’inesperienza tecnica e burocratica e sia all’inesperienza politica vera e propria, io ho seguito un po’ le vicende dei grilli romani e credo sinceramente che siano ragazzi onesti e di buona volonta’, ritengo che comunque abbiano portato un po’ di freschezza ed abbiano lanciato un segnale alla casta, certamente competere dialetticamente con vecchi marpioni della politica, espertissimi nell’arte della retorica e maestri di demagogia non e’ per nulla facile, in un confronto tv molti ragazzi della lista Grillo verrebbero triturati dai vari politici di professione che hanno sulle spalle anni ed anni di apparizioni tv e sono istruiti da scienziati della comunicazione, credo che sia questo il loro limite, ma lo dico con rammarico perche’ anche io come loro mi sono proprio scocciato di questi politici milionari ed incapaci.

    Condivido in effetti anche la tua critica verso un programma troppo generico, ma anche qui credo che si tratti di poca esperienza.

    p.s.: devo dire che seguendo una tribuna elettorale su raitre qualche tempo fa mi ha piacevolmente stupito Serenetta Monti che messa a confronto con Rutelli e Storace non ha mostrato nessun timore reverenziale ma anzi ha attaccato in maniera piuttosto efficace.

  7. Non metto in dubbio le loro buone intenzioni, però a mio parere è proprio l’approccio, la cultura nell’affrontare le cose che non è affatto innovativa, e quindi tutto mi sembra fuorché che abbiano “portato un po’ di freschezza” e tanto meno – visti i modesti risultati – che “abbiano lanciato un segnale alla casta”.

    Serenetta ha alle spalle le esperienze da sindacalista (e purtroppo si porta dietro quella impostazione), quindi è una abituata a scontrarsi con gli altri, ma in maniera che non sembra costruttiva. Una tosta invece m’è sembrata Sonia Alfano, candidata alla presidenza della Regione siciliana per gli “Amici di Beppe Grillo”. Molto brava.

    Ma poi di cosa stiamo parlando? Ora c’è Mara Carfagna al governo… potere alle veline ed alle bonazze, altro che bravura e merito…

  8. RondoneR said

    Te lo dissi. Io davvero avrei voluto ti candidassi. Te lo ripetessi…:-D

  9. Andrea Rossi said

    Si, so che la Monti ha alle spalle un’esperienza nel sindacato ed infatti cio’ non mi fa piacere, ritengo infatti i sindacati tutti non troppo diversi dai partit.

    Sonia Alfano purtroppo non l’ho mai sentita.

    Mara Carfagna in effetti e’ bona…

    Dalla padella alla brace o dalla brace alla padella, in ognic aso siamo fritti…

  10. Dove diavolo sta scritto che Mara Carfagna non è brava? Ma proprio non riuscite a distaccarvi dai discorsi da autobus? Che strazio accidenti.

  11. Andrea Rossi said

    Se e’ brava o no lo vedremo prossimamente, diciamo che per ora non ha mai dimostrato nulla e che non mi pare sia stata scelta per altro merito che non sia la su avvenenza (ammesso che sia un merito).

    Magari si rivelera’ competente ed allora sara’ giusto sottolinearlo.

  12. Andidno said

    Sono sicuro che la Carfregna è bravissima! Si vede quanto è brava… Ma brava a fare cosa poi? Sicuramente in qualcosa eccellerà…

  13. Questa mattina si è aperta all’insegna del “maschilismo”. Enrico Vaime su “La7” usava alcuni simil aggettivi sulla Brambilla … poi arrivo quì ed .. idem … insomma quasi un tormentone. 😀
    Laura

  14. E’ la primavera (anche se guardando fuori dalla finestra non si direbbe) che fa girare gli ormoni… e dopo 15 (se non 30) anni di palle che giravano qui a Roma, penso rappresenti un bel salto di qualità nella bio-cinetica😛

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