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I grattacieli a Roma

Posted by romacogitans su 6 maggio 2008

Ricevo da un lettore una mail inviata ad un redattore dell’inserto Roma del Sole 24 Ore (ne ometto i dettagli), che mi ha girato per conoscenza perché citava questo Blog, e – malgrado non ne condivida al 100% il contenuto – la pubblico soprattutto alla luce della recente puntata di Report. Le modifiche da me introdotte riguardano essenzialmente l’aggiunta dei collegamenti ipertestuali nel corpo del testo.

Gentile G.S.,

è con una certa diffidenza che mi accingo a scriverle questa email, perché nel suo articolo del 23 aprile scorso apparso sull’inserto “Roma” del Sole 24 Ore noto delle carenze di analisi che – perdoni la franchezza – sono così palesi da sembrare volutamente assenti.

Voglio però cominciare dal suo indugiare sul provincialismo della nostra politica in ambito di pianificazione. Concordo con lei, ma per ragioni opposte a quelle che lei menziona: le superstar dell’architettura stanno lavorando a Roma come pazzi, e l’unico architetto romano di fama – Paolo Portoghesi – è praticamente disoccupato, tanto gratuita è l’esterofilia che – proprio per provincialismo, quello stesso provincialismo che induce certi giornali ad un tristo quanto ingiustificato uso di fastidiosi anglismi – si fa continuo riferimento ai grossi nomi internazionali.

Per venire al problema centrale del suo articolo – quello dei grattacieli – a mio giudizio l’approccio che ne limita l’attuazione non è culturale né ideologico bensì razionale, in quanto legato a problemi essenzialmente (infra)strutturali della forma e del tessuto urbano romano. Nel suo articolo lei parla di estetica, ma non dedica neanche un accenno all’accessibilità, “motore immobile” che regola il corretto funzionamento della “macchina urbana”. Come probabilmente saprà Roma – malgrado la forma a macchia di leopardo, causa di grossa mobilità infraurbana – è quasi priva di infrastrutture di trasporto su ferro, e quelle presenti sono pessimamente utilizzate, situazione che devolve al mezzo privato ed alle mulattiere urbane buona parte della mobilità.

Quest’ultima inoltre è peggiorata dalla mancanza di una corretta distribuzione sul territorio di funzioni locali e di area vasta. Nel suo testo accenna anche alle centralità, facendo in questo caso leggere tra le righe di essere consapevole di quanto improprio sia l’utilizzo di questa parola qui a Roma, perché si spacciano per centralità e polarità dormitori o centri commerciali, mentendo spudoratamente su quello che è una centralità “in nuce”, ovvero un luogo dove diverse funzioni (residenziale e negozi, certo, ma anche scuole, ambulatori ed ospedali, palestre e campi sportivi, uffici, cinema e una stazione ferroviaria o della metropolitana) sono addensate ed adeguatamente distribuite in base alle necessità. I grattacieli da lei citati invece non sono altro che formicai che nella migliore delle ipotesi sono nei pressi di strade di scorrimento già oggi bellamente intasate, ed assolutamente incapaci d’assorbire il traffico che questi novelli dolmen genereranno.

Insomma il problema della “verticalità” dipende dalla capacità della città di poter e saper gestire i flussi di cittadini, che sono dati da quel sinergico gioco tra distribuzioni (quanto, dove e cosa) e flussi (legati alle necessità, con quegli spostamenti che molti anni fa si chiamavano “obbligati” e “non obbligati”). Roma è ASSOLUTAMENTE impreparata a subire questi interventi, almeno per dove sono previsti. Certo, se le espansioni verticali avvenissero nei pressi di una stazione ferroviaria [un po’ come con l’ABC olandese o il TOD americano, ndRC] e prevedessero svariate funzioni per il riequilibrio di un territorio che già ora è ai limiti del disastro il discorso sarebbe diverso, ma la politica urbana in questa città è dominata dalla rendita di posizione dei proprietari terrieri, che poi sono anche palazzinari

Sulla urbanistica romana le consiglio la lettura di due sarcastici ma amari articoli sulla pianificazione dei trasporti ed urbana a Roma

Forse è il caso di riderci un po’ su.

Una Risposta to “I grattacieli a Roma”

  1. Paolo Berdini, autore del recente “La Città in vendita”, commenta la veemente reazione dell’ex assessore all’urbanistica di Roma Roberto Morassut alla trasmissione sul “nuovo sacco della capitale” di Report e affronta anche il tema della sicurezza dal punto di vista urbanistico:

    per ascoltare da internet:
    http://www.radioradicale.it/scheda/253542

    per scaricare il file MP3: http://download.radioradicale.it/store-23/2008/05/MP479494.mp3

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