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Festa dei vegetariani a piazza Re di Roma

Posted by romacogitans su 3 maggio 2008

L’industria della carne ha provocato, fra gli statunitensi, più morti di tutte le guerre di questo secolo. Se la carne è la vostra idea di “cibo vero per gente vera”, farete meglio a vivere in un luogo veramente vicino a un ospedale veramente efficienteNeal D.Bernard, presidente del “Comitato Medico per una Medicina Responsabile”, USA

Domani 4 maggio 2008 dalle ore 9.00 alle ore 21.00, a Piazza Re di Roma, si terrà la VI edizionedella Festa dei Vegetariani, organizzata da Franco Libero Manco e patrocinata dal IX Municipio di Roma.

Stands, gazebo e tavoli espositivi presenteranno anche quest’anno la cultura vegetariana in tutti i suoi aspetti: culturali, artistici, gastronomici ed altro, con settori riservati alle associazioni animaliste, ambientaliste e riguardanti la medicina naturale.

P R O G R A M M A

Ore 10,00: apertura stand con esposizione materiale di cultura vegetariana-animalista, ambientalista, prodotti biologici cruelty free

Ore 11,00: teoria e pratica di terapie di medicina non convenzionale

Ore 12,00: 13,00: esercizi yoga e Tai Chi con Riccardo De Marino

Ore 13,00: Canti Devozionali Indiani e Siddha Mantra: Ass.ne Ananda Marga

Ore 14,00: esercizi di Qi gong, Taoisti e Tai Chi Chuan con Marcello Giusti

15,00: liberi interventi delle associazioni aderenti, tra gli altri

“Cent’anni di esperanto” con l’ Associazione Vegetariana Esperantista

Ore 16,00: “Suoni dal mondo” del polistrumentista Oscar Bonelli

17,00: spettacolo per bambini con il “Burattino Vagabondo” e il clown Melanzana

Ore 18,00: poesie in tema di Franco Libero Manco con Elena Parisi e Pamela Palma

Ore 19,00: “La danza di Shiva Bharatanatyam” con Tiziana e Simona

Ore 20,00: conferenza sul tema: ““Vegetariani, per il nostro bene e quello del pianeta”, con Bruno Fedi, Massimo Anellini, Franco Libero Manco

La manifestazione, afferma Franco Libero Manco: “è un momento di incontro, scambio e crescita personale, nell’importante processo di riconoscimento del giusto valore alla Vita e delle diversità formali in cui si manifesta”

“Essere vegetariani è un dovere civile e morale, frutto di una scelta personale, e comunque un atto di amore nei confronti degli animali e un approccio migliore verso la sana alimentazione. E l’occasione migliore per i romani sarà partecipare alla VI Festa dei Vegetariani che organizziamo a piazza Re di Roma domenica prossima, per conoscere più da vicino una migliore cultura di vita, nel rispetto dell’ambiente e degli animali”.

3 Risposte to “Festa dei vegetariani a piazza Re di Roma”

  1. Andrea Rossi said

    Amo profondamente la natura e quindi anche gli animali, sono anni che mi riprometto di diventare vegetariano prima per scelta etica e poi per ragioni di salute, purtroppo a causa di una mia debolezza ed anche per le circostanze ambientali (e’ difficile dire di no agli inviti a cena ed e’ altrettanto difficile rifiutare alcune portate) non riesco ancora a no mangiare carne, cerco pero’ di limitarla il piu’ possibile consapevole che ogni boccone significa una sofferenza inaudita per delle povere bestiole innocenti, credo che non troppo tardi riusciro’ ad eliminare la carne dalla mia dieta.

  2. Onestamente penso sia cosa meno difficile di quanto si creda (forse è più difficile smettere di fumare, perché probabilmente il tabacco dà maggiore assuefazione), però è anche vero che si tratta di una cosa relativamente impegnativa, più socialmente che altro però, come tu fai notare.

    Diventare vegetariani non sempre è una scelta definitiva, e non sempre si tratta di una scelta ponderata: può manifestarsi come una illuminazione, un momento paragonabile ad una conversione religiosa e che quindi quasi prescinde dalla nostra razionalità… come al contrario può anche essere un semplice periodo di prova.

    Personalmente penso che uno debba vivere la scelta vegetariana come una scelta (appunto) e non una costrizione: se non ne senti con forza le motivazioni nel tuo profondo è inutile che ci provi, perché vivresti la cosa come privazione, come sofferenza e non come conquista, come liberazione.

  3. Andrea Rossi said

    Per un certo periodo alcuni anni fa riuscii a non mangiare carne(circa un anno), quello che mi fece ritornare a mangiarla fu la pressione costante che ricevevo dall’ambiente intorno a me, ogni volta che venivo invitato ad un pranzo era molto imbarazzante rifiutare le portate, oggi di carne ne mangio pochissima ma non la vivo come una privazione, anzi ogni volta che non mangio carne mi sento meglio fisicamente e moralmente, confido di diventare vegetariano molto presto.

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