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Chi è stufo delle menzogne del clan Rutelli

Posted by romacogitans su 27 aprile 2008

Volevo scrivere un commento alla lettera del coordinatore della lista Rutelli… ed è uscito fuori una sorta di “romanzo”… fanne quel che vuoi: pubblicalo, taglialo, cestinalo…
Saluti
Camillo Corsetti Antonini
Non sono elettore di Rutelli. Ma neanche di Alemanno. Anzi, per la prima volta dopo 30 anni, non sono stato proprio elettore. All’ultimo ho vacillato… ma già la lettura dell’intervista a Bettini sul messaggero stamane e, poi, il comunicato del coordinatore della lista per Rutelli… mi hanno confortato nella mia opinione.
Ho iniziato a leggere prima Bettini e da lui vorrei iniziare:
Il Messaggero
Mercoledì 23 Aprile 2008
di FABIO ROSSI
ROMA – Una battaglia «difficile ma possibile» per riportare Francesco Rutelli in Campidoglio. Partendo dalla campagna sulla sicurezza «che è un grande tema della sinistra» e per far continuare «un’esperienza riformista di governo della città che, in 15 anni, ha ottenuto risultati molto importanti testimoniati dai dati di crescita della Capitale». Goffredo Bettini, coordinatore nazionale del Partito democratico e presidente della fondazione “Cinema per Roma”, è da 15 anni il deus ex machina del centrosinistra romano. Colui che, nel 1993, “inventò” la candidatura di Rutelli per Palazzo Senatorio, per poi lanciare in pista, otto anni dopo, Walter Veltroni. Oggi, pur impegnato a fondo nelle vicende nazionali del Pd, si spende in prima persona per la rielezione del vice premier uscente.
Presidente Bettini, domenica si va al ballottaggio, dopo appena due anni dalla larga vittoria di Veltroni, al primo turno, nel 2006. Non crede che già questo sia un sintomo evidente dell’arretramento del centrosinistra a Roma?
«Va sottolineato che Rutelli, al primo turno, ha staccato nettamente Alemanno, più di quanto avessero fatto lo stesso Francesco contro Fini nel ’93 e Veltroni contro Tajani nel 2001, all’inizio dei rispettivi primi mandati. Sono fiducioso, anche se certamente la vittoria di Berlusconi sul piano nazionale rende questa battaglia molto impegnativa».
Una battaglia su cui pesa l’incognita dell’astensionismo, visto anche il ponte del 25 aprile incombente.
«Lancio un appello agli elettori di Roma e provincia ad andare a votare, perché non possono esserci incertezze, sottovalutazioni, distinguo. Si tratta di una scelta netta: tra chi vuole continuare un cammino di riforme avviato a Roma e nella provincia da tempo, che ha dato risultati importanti; e chi vuole tornare indietro, a un vecchio modo di fare politica».
Sul voto peserà molto il tema della sicurezza, soprattutto dopo gli episodi avvenuti a Roma nell’ultimo anno. È un vantaggio per il centrodestra?
«Voglio chiarire un dato una volta per tutte: la sicurezza è un grande tema della sinistra,
il verbo è – correttamente – coniugato al presente, perché messa al passato una frase del genere farebbe sorridere molti che hanno passato i 35/40 anni e che ricordano un certo “giustificazionismo d’accatto” che si contrapponeva alle (solite) “ronde” ancorché, allora, non ancora padane.
perché una città insicura penalizza soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Sotto questo e altri aspetti si è creata una situazione non più tollerabile né a Roma, né a Milano, né a Torino».
A Roma la sinistra (o centrosinistra) è al governo da 29 anni (Argan, agosto 1976 – tranne il triennio da luglio 1985 a luglio 1988, Signorello e Giubilo sindaci)… e quindi non è che si possa chiamar fuori a cuor leggero da quello che la città è oggi ed è diventata in questi quasi 30 anni.
Quali sono i rimedi che propone il centrosinistra, quindi?
«Per risolvere questi problemi occorre, nel rispetto della legalità, mettere in campo per le grandi aree urbane ingenti risorse finanziarie, anche nazionali, e umane.
Prego? Occorre trovare risorse “… nel rispetto della legalità..”? E che vuol dare ad intendere? Che Alemanno le troverebbe rubandole alle vecchiette’ O cos’altro?
Su questo punto Rutelli è stato chiarissimo, e ha indicato un gruppo di persone di altissimo profilo, che dovranno garantire il coordinamento delle politiche per la sicurezza».
Bene. Ma quali sarebbero queste politiche che gli “altissimi” dovrebbero coordinare?
Gli episodi più cruenti avvenuti a Roma negli ultimi mesi accrescono l’allarme soprattutto sulla sicurezza delle donne.
«Naturalmente il tema della violenza sul corpo femminile
Solo il corpo?
non si può limitare a episodi che riguardano i crimini commessi dagli estranei. Ci sono dati impressionanti che ci dicono come il disprezzo per le donne nasca soprattutto nell’ambito familiare. È una cultura che va estirpata, come un certo machismo tipico della cultura fascista non aiuta a farlo».
Come dire… altro che Rumeni od Albanesi!! Qui, se eleggono Alemanno, arrivano i Fasci da combattimento e gli Arditi a violentar le nostre donne. E non la sera quando – improvvide – vogliono uscire da sole! No, direttamente in casa! Ma Bettini, si può? Quasi peggio del braccialetto…
Dopo la vittoria del centrodestra alle Politiche, il test amministrativo di Roma può essere decisivo per il futuro del Partito democratico?
«A Roma il Pd ha già registrato un risultato straordinario alle Politiche, raggiungendo il 41 per cento dei consensi e crescendo dell’11 per cento rispetto alla percentuale raccolta due anni fa dall’Ulivo. Con questo risultato a Roma, dove ci presentiamo con una larga coalizione, abbiamo tutte le carte in regola per vincere».
Non potrebbe essere decisiva tra i romani la voglia di cambiare, dopo 15 anni di amministrazione di centrosinistra?
«Rutelli prima e Veltroni dopo hanno fatto un lavoro straordinario. È ignobile presentare Roma come se fosse Beirut. I problemi ci sono e vanno affrontati, ma le proteste della destra sono solo distruttive e sono le cifre a smentirle: dai dati dell’Istat a quelli di Confindustria, tutti fotografano la realtà di una città che, in controtendenza con il resto del Paese, cresce in ricchezza, occupazione, natalità delle imprese, turismo, cultura».
L’opposizione, però, fa il suo mestiere.
«La destra ha detto soltanto una serie infinita di “no”: dall’Auditorium al piano regolatore, dal piano per l’edilizia economica a quello per le metropolitane. Potrei mandare ad Alemanno un furgone pieno delle delibere che la destra non ha votato».
Qui il gioco viene facilitato da una destra quasi imbarazzante per ostinati rifiuti e per battaglie di retroguardia, tipo la vicenda taxi. Ma altrettanto si potrebbe far scaricare in Campidoglio un carico di promesse ed impegni disattesi, dimenticati.
L’accordo con la Sinistra arcobaleno, che a Roma appoggia Rutelli fin dal primo turno, non potrebbe creare problemi di instabilità a un’eventuale prossima giunta guidata dal vice premier uscente?
«Veniamo già da una lunga esperienza di governo con le forze della Sinistra arcobaleno, che hanno dato stabilità e operatività alla giunta, prima di Rutelli e poi di Veltroni. Semmai gli ostacoli destabilizzanti sono arrivati dall’opposizione. Soprattutto tra le forze imprenditoriali io sento grande preoccupazione su un cambio di governo a Roma: questo dimostra che non è certo la sinistra a mettere paura, ma una destra populista che è espressione di un’alleanza che fino a qualche anni fa si definiva Berlusconi-Fini, e oggi è Berlusconi-Bossi. Cioè rappresenta interessi e forze che lavorano contro Roma».
La vogliamo dire tutta…? Le forze economiche, l’imprenditoria, entro certi limiti… se ne fregano di chi governa, destra o sinistra che sia…, certo, ognuno dei due schieramenti ha i suoi pro ed i suoi contro, ma andando al sodo, come è logico… quello che “spaventa” è il cambiamento in quanto tale, nuove perone, nuove metodologie, nuovi programmi….
Di nuovo l’allarme-Lega?
«È emblematico che proprio in queste ore la maggioranza di centrodestra che formerà il nuovo governo nazionale colpisca duramente Fiumicino, mandando per aria la trattativa tra Alitalia e Air France, favorendo Malpensa: un aeroporto mal collocato e mal collegato. È colpa della destra questo disastro per l’economia e i lavoratori di Roma».
La vicenda Alitalia è – indubbiamente – una vicenda imbarazzante per la classe politica italiana, tutta. Come la vicenda malpensa, come la vicenda rifiuti in Campania (Campania? … aspettiamo sei mesi quando scoppierà la grana Malagrotta!!)… ma se Roma non è Beirut (vero!), è altrettanto vero che è miope ridurre la questione Alitalia ad un danno per Roma ed i suoi lavoratori.
Alemanno ha annunciato che, in caso di elezione, la sostituirà con Pasquale Squitieri alla presidenza della Fondazione Cinema per Roma, consegnandole un posto da consigliere di minoranza.
«Non sono minimamente attaccato alla poltrona, come dimostra il fatto che mi sono dimesso da senatore e non mi sono ricandidato. Ma mi sento offeso da Alemanno, che conferma la concezione predatoria e spartitrice che hanno delle istituzioni culturali.
Con il dovuto rispetto… Bettini è su quella poltrona per ragioni “politiche” o per sue precedenti esperienze in tema di Istituzioni simili?
In questi anni, per l’Auditorium e la Festa del Cinema, abbiamo sempre coinvolto il meglio delle personalità di Roma, e mi sarei vergognato a chiedere loro se si sentivano di maggioranza o di minoranza.
Non c’era bisogno di chiederlo… si conoscevano benissimo..!
È con questa impostazione che abbiamo costruito strutture che ci invidiano in tutto il mondo. E che loro, purtroppo, spegnerebbero se dovessero governare».
Ahimè, su questo ho paura che Bettini abbia ragione… l’esperienza del Governo di Roma degli ultimi 15 anni in fatto di “Panem et Circenses” è insuperabile! [di circo tanto, ma di pane io non ne ho visto! ndRC]
————-
Ed ora il Coordinamento della lista Rutelli:
Carissima Martina,
Vedo che sui blog sta prevalendo un po’ di tafazzismo di sinistra del tipo “abbiamo perso l’Italia, allora diamo alle destre anche Roma” e allora, preoccupato, ti scrivo perchè considero che Rutelli sia una scelta da fare non solo per impedire che Roma torni nel buio delle destre,
Ancora con queste espressioni… “il buio delle destre…” ma che palle, ma che tristezza… la minaccia del “buio delle destre”… questa è la cosa più Tafazzesca che si possa immaginare! Se ci sono cose che la destra, Alemanno e lo schieramento che lo sostiene non sanno fare vanno denunciati come incapaci e/o incompetenti in quanto tali… e – se posso permettermi – c’è solo l’imbarazzo della scelta su quale argomento prenderli in castagna…
ma soprattutto perchè penso sia una scelta contro l’astensionismo. Una buona scelta.
Prova a chiudere gli occhi un istante e ricorda Roma com’era all’inizio degli anni ’90: il proliferare di periferie abusive dovuto al ‘sacco di Roma’, un Comune che aveva il bilancio completamente fuori controllo, con diversi dirigenti indagati e/o arrestati, una città tristemente nota più per lo scandalo dei soldi buttati per i Mondiali di Italia 90 e per le stazioni ferroviarie di Ostiense e di Vigna Clara, realizzate e mai messe in funzione, che per altro. Rutelli, 38 anni, divenne sindaco in questo quadro disastrato, nel 1993. Scelse una squadra giovane e si rimboccò le maniche.
Ma quelle stazioni – oggi – sono aperte o chiuse? La “Cura del ferro” che fine ha fatto?
Cosa fece? Tanto, tantissimo. Vado di getto, partendo dal risanamento del bilancio comunale, roba mica da ridere,
E parliamone di questo bilancio: oggi 23 aprile 2008 sul sito del Comune si trova solo il previsionale del 2006 ma cercando i dati in rete ho trovato un interessante studio di Civicum una Fondazione che si propone di “promuove la collaborazione di Cittadini e Istituzioni per realizzare uno Stato più efficiente” e pubblica un interessantissimo studio in cui si “umanizza” il bilancio del Comune, rendendolo comprensibile a chi non è addentro alla redazione di documenti contabili. Ma non solo… si mettono a confronto i Bilanci dei Comuni di Roma, Milano , Torino e Napoli . E, non bastasse, li si analizza – oltre che in rapporto all’anno precedente – anche rapportando le varie voci al singolo abitante. si apprendono cosette interessanti: ogni romano aveva € 27,00 di debiti.
Diciamo che la parola risanamento è ancora un pò ottimistica?
cui aggiungo poi qualche altro riferimento random: i parcheggi di scambio per lasciare i pullman fuori dal centro, la ristrutturazione delle 130 piazze, la creazione dei grandi parchi urbani, la riqualificazione di oltre 100 zone nelle periferie abusive, l’apertura domenicale degli esercizi commerciali, la ZTL che ha salvato il Centro Storico, gli autobus ecologici, l’Ara Pacis di Richard Meier (che ad alcuni non piace ma che ora ha migliaia di visitatori al giorno), l’informatizzazione degli uffici comunali, l’Auditorium, il sottopasso di via Gregorio VII, il sottopasso di Monte Mario (che ha cambiato la vita a centinaia di migliaia di famiglie del quadrante nord-ovest), le nuove linee della metropolitana, i nuovi spazi museali delle Scuderie del Quirinale di Gae Aulenti, i progetti del Centro di arti contemporanee di Zaha Hadid e il Nuovo Centro Congressi di Massimiliano Fuksas, l’inedificabilità del 64% del territorio comunale. E poi il Giubileo, 25 milioni di pellegrini (senza un problema), oltre 3.000 miliardi di investimenti per Roma. Potrei andare molto oltre ma mi fermo qui per non abusare della tua sopportazione.
Delle cose citate… alcune sono visioni edulcorate della realtà, alcune sono da considerarsi il “minimo della decenza”, altre ancora (il sottopasso di Monte Mario, ad esempio) sono effettivamente “grandi” opere che hanno provato – nei fatti – la loro necessità [personalmente dissento: ha solo spostato il traffico, con l’aggravio di incentivare l’uso dell’automobile. RC]. Vogliamo vedere anche altre cosette? Qualcuno dell’Amministrazione si è mai trovato di pomeriggio a percorrere i 4 km che separano, lungo la via Olimpica, lo Stadio e la via Salaria? Un perenne serpente ininterrotto di auto, costrette a tempi di percorrenza biblici non da incidenti od accidenti… ma bloccate, da anni, dalla inadeguatezza della viabilità a sopportare la quantità del traffico.
Se la Polizia Municipale si mettesse, davvero, a multare tutti coloro che compiono infrazioni “serie” al C.d.S., a cominciare dal divieto di sosta (nessuna pietà!), si risanerebbe il Bilancio e si avrebbe una città più vivibile. Non sono forse motivazioni sufficienti?
Mi permetto di ricordare un episodio di “riqualificazione” urbana gestito dall’allora Sindaco Rutelli: la creazione di… (non ricordo più il numero) migliaia di posteggi per motocicli! Bene. Nessuno si ricorda come fu trovato lo spazio per tali posteggi? Disegnando 80 spazi in terra, dove c’erano posteggiati 100 motocicli… risultato di immagine +80 posti; risultato netto -20 posti.
Per chiudere, lasciami sfatare quella menzogna metropolitana che per anni ha descritto Barbara Palombelli come proprietaria della STA e che in questi giorni delicatissimi sta nuovamente circolando grazie ad alcuni militanti di destra: non solo non è vero un bel nulla e il dato come dicono le sentenze penali è “del tutto falso” (tra le tante, C.App. Penale n. 5726/06) ma ci sono state anche numerose condanne penali per tutti quelli che si sono prestati a questo orrendo passaparola.
Questa storia della Signora Palombelli e della STA definisce, se ce ne fosse bisogno, la qualità dell’opposizione a Rutelli. Sarà il caso, comunque, di ricordare che la STA aveva un rapporto tra entrate e costi di funzionamento a dir poco imbarazzante.

Una Risposta to “Chi è stufo delle menzogne del clan Rutelli”

  1. superbisco said

    Concordo con il tuo dissenso sulla gestione del traffico. “S’è fatto qui, s’è fatto la’”, ma alla fine il risultato è lo stesso. Traffico, traffico e traffico. Si creano terze corsie del GRA ma non si rifanno le uscite. Si tolgono i san pietrini dal lungotevere ma non gli stronzi in doppia fila.

    L’unica cosa che sanno fare è arrivare quando il problema raggiunge ormai livelli intollerabili (mai prima!) e spostarlo da qualche altra parte. Ponte di Nona ne è un esempio. Dal piano di costruzione si prevedevano circa 50.000 case e neanche una strada. E non mi venissero a dire che io cittadino romano, dopo i soldi pagati per una casa, devo pure pagarmi l’autostrada!! E dai!

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