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Programma politico di RC (8): Responsabilità e sviluppo

Posted by romacogitans su 11 aprile 2008

Principio di responsabilità: Nelle aziende pubbliche, nella pubblica amministrazione e nella politica nazionale introduzione del principio di responsabilità. Ad ogni grado corrisponde un adeguato compenso ma anche specifiche responsabilità di perseguire obiettivi, che devono venir valutate attraverso meccanismi democratici che coinvolgano direttamente gli amministrati. Questo non solo per ridare dignità al lavoro, ma anche alla politica, che ora è fatta solo di vuote promesse. Nell’assumere un incarico una persona deve soprattutto rendersi responsabili del raggiungimento di certi obiettivi e deve venire perseguita penalmente se li manca clamorosamente, perché ciò implica dolo. Nel caso di nomina della persona in questione (facciamo l’esempio di Cimoli) il dolo è suo e di chi ha nominato una persona ad un determinato ruolo, ed anche questa persona “nominante” verrebbe perseguita, soprattutto se trattasi di un politico. Forti pene a chi non lavora (cominciando dal licenziamento, cui dopo vanno aggiunte le pene pecuniarie, e nella Pubblica Amministrazione la denuncia per interruzione di pubblico servizio, cui corrisponde il carcere) ed incentivi a chi lavora veramente, con meccanismi di giudizio espressi dalla soddisfazione dei cittadini).

Da questo si deduce la cancellazione di concetti quali perdono (ad ogni livello, anche morale), amnistia, indulto, riduzione di pena, ecc.

Diritto e dovere di voto: Imposizione del voto. Tutti i cittadini italiani DOVRANNO recarsi a votare alle politiche e tutti i residenti sul territorio nazionale (di qualsiasi nazionalità siano) DOVRANNO votare alle amministrative. Chi non si reca alle urne dovrà presentare un certificato medico o un pari “giustificante” (attestato di morte di un parente, ecc.). Sospensione del diritto di voto a chi è in carcere e per sempre a chi ha commesso reati contro lo Stato. Votare è un diritto che potranno permettersi tutti coloro che hanno dimostrato di assolvere ai propri doveri di cittadino. È quindi un privilegio che bisogna mantenere con cura ed orgoglio, e bisogna meritare.

Abolizione delle professioni parassitarie: abolizione della libera professione per notai, avvocati, tributaristi, promotori finanziari, commercialisti, ecc. Sempre per i principi di responsabilità, sviluppo e uguaglianza le famigerate categorie delle sanguisughe verranno statalizzate, con parcelle ufficiali pubbliche uguali per tutti, e tutti tra questi servizi non sopprimibili verranno svolti dalle banche. Ogni abuso sarà punito con espulsione dall’esercizio della professione (per sempre) ed una pena pecuniaria pari a 10 volte l’estorsione o il danno fatto nei confronti dello Stato. La manovra dovrebbe portare ad una diminuzione drastica delle persone che svolgono questa professione.

Riforma sistema bancario: equiparazione dell’interesse sui prestiti all’usura, quindi abolizione delle forma speculativa sul denaro sull’esempio delle banche islamiche. Rimane non un interesse ma una maggiorazione del costo da stabilire a priori per le vendite dilazionate (a 1 anno, 5 anni, ecc.). 20% di tasse per gli introiti da speculazioni finanziarie ed ogni forma di reddito non legata al lavoro ed alla produzione di beni e servizi. Quelli bancari non possono essere equiparati a servizi, salvo alcune eccezioni (pagare bollette). Chiusura delle Borse e cancellazione di ogni azione (S.p.A., quotazioni in borsa, fondi,ecc.) riconducibile alla speculazione finanziaria. La finanza deve essere considerata un reato, perché distrugge l’economia. Le banche dovranno fare le dichiarazioni dei redditi dei cittadini, anche perché – sparite le banconote – saranno le uniche a poter gestire risparmi e transazioni dei cittadini. Quindi le banche perderanno il loro ruolo finanziario di tumori sociali e si trasformeranno in società per servizi legali ed economici.

Banca d’Italia: La moneta cartacea e metallica sparirà per lasciare spazio esclusivamente a transazioni virtuali. Assieme alla nazionalizzazione della Banca d’Italia è procedura indispensabile per abolire il signoraggio, ossia quella immorale gabella che lo stato paga alla B.I. su ogni banconota per non prendersi la responsabilità di stamparla e metterla in circolazione. Così facendo il debito pubblico verrebbe azzerato in pochi anni. Contemporanea sparizione dei soldi cartacei e monete, per una totale virtualizzazione delle transazioni su carte di credito e prepagate, da ricaricare dal conto.

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