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Programma politico di RC (6): Res Publica

Posted by romacogitans su 10 aprile 2008

Sovranità dello Stato: fine della filosofia di “libera volpe in libero pollaio”. Ogni intromissione ed ingerenza nella sovranità e nella politica italiana da parte di Stati o forze straniere verrà duramente contrastata dall’Italia. L’Italia dopo 60 anni di occupazione militare americana ha diritto alla sua indipendenza, come anche all’indipendenza politica dal Vaticano, che qui regna dai tempi di Costantino (o da quel famigerato falso documento conosciuto sotto il nome di Donazione di Costantino). Divieto per le formazioni politiche di fare più o meno direttamente riferimento ai diktat di Stati stranieri. Le formazioni politiche asservite a Stati stranieri verranno messe fuori legge ed i suoi membri perseguiti penalmente (Ferrara, Buttiglione e Casini sono avvertiti, come anche potenziali partiti islamici). L’uso improprio e propagandistico da parte di Stati stranieri sul territorio italiano di mezzi di comunicazione (radio, tv, giornali, internet, telefonia, ecc) verrà condannato all’ONU e l’Italia si riserva ogni mezzo (anche militare) per ripristinare un mutuo rispetto: RAI 1, tv del Vaticano, è avvertita.

Riforma costituzionale: riscrivere la Costituzione Italiana (bella e impossibile) per renderla utile ad un Paese democratico e non come simbolo pseudo-religioso di contrapposizione ad una dittatura, per farle superare tutte le cervellotiche forme di compromesso che hanno portato alla stesura di una Costituzione basata sull’antifascismo, ossia di una “Carta” che si guarda indietro timorosa piuttosto che essere costruttivamente rivolta al futuro. Per questo è opportuno operare una massiccia introduzione della legislazione europea. Federalizzazione dell’Italia con totale responsabilità programmatica e finanziaria per le Regioni, abolendo quindi i meccanismi perequativi (che spesso finanziano la mafia e comunque fomentano la cultura clientelare del sud). Cancellazione dei Comuni e costruzione di Municipi su territori di circa 15.000 abitanti che abbiano la funzione di Urban Centres, come raccordo tra popolazione e Provincia, ma nessuna funzione amministrativa. Le Province assorbirebbero tutte le funzioni dei Comuni, dei quali prenderebbero il posto (vedi mio articolo-lettera).

Legge elettorale: bicameralismo imperfetto, dove Senato e Camera hanno compiti differenti. Il Governo deve avere la fiducia solo alla Camera. Vedi qui

Politici: si può essere eletti ad ogni carica politica massimo due volte, quindi solo due volte presidente della giunta provinciale, sindaco (che sarà il capo della Provincia), Governatore (della Regione), parlamentare (a prescindere che sia al senato o alla camera), ministro, presidente del consiglio, della Camera o del Senato e della Repubblica. Equiparazione del salario delle varie cariche politiche in base alla media europea per ogni specifico ruolo.

Ministeri e pubblica amministrazioni: i ministri del governo saranno 7, cui si aggiunge il Primo Ministro, ed altrettanti i ministeri, che saranno:

1) Interno e Giustizia;

2) Territorio ed Infrastrutture;

3) Economia ed Ambiente (attività produttive, agricoltura, ecc.);

4) Previdenza Sociale (sanità, pensioni, ecc.);

5) Istruzione, Ricerca e Lavoro;

6) Affari Esteri (include Difesa e Commercio estero);

7) Media e Risorse Culturali.

Ogni ministero avrà all’incirca 100 dipendenti, mentre gli altri verranno licenziati: sono sicuro che le aziende private faranno a gara ad accaparrarsi i servigi di un cinquantenne che ha accumulato 30 anni di non-lavoro presso un Ministero! La scelta si rende obbligatoria vista la professionalità pari a zero nello svolgere le più basilari funzioni. I lavori intellettuali verranno esternalizzati. Quindi non solo i camorristi entrati nei ministeri dovranno imparare cosa significa lavorare, ma verranno privatizzate TUTTE le aziende statali, comunali, parastatali, paracomunali, e paracule create ad hoc per stipare i raccomandati di serie B, gente che però in genere faceva il lavoro che i ministeriali si sono sempre rifiutati di fare, sia per arroganza (“Aho, io c’ho famija: oo stipendio sì, ma indò sta scritto che debbo da lavora’?”) sia per mancanza dei requisiti intellettivi e professionali di base (a me me c’hanno imparato fino aa tabbellina der cinque… ma poi ho trovato ‘r posto ar ministero…). In tutta la Pubblica Amministrazione come anche in scuole ed università si utilizzeranno software e Sistemi Operativi Open Source (Linux), sia per gli enormi risparmi che questi comportano, sia per creare un enorme mercato per consulenti che offriranno supporto alla P.A., sia infine per insegnare a studenti ed ai lavoratori delle P.A. ad usare Linux, incentivando indirettamente un suo utilizzo anche privato. Le varie Regioni e Province avranno l’obbligo di istituire degli uffici che si occupino delle politiche e dei fondi europei.

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