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Programma politico di RC (5): Economia ed Ambiente

Posted by romacogitans su 9 aprile 2008

Sviluppo Economico: superamento del PIL come strumento per misurare la ricchezza. Come già disse Bob Kennedy 40 anni fa (di seguito mi avvalgo di alcune frasi estrapolate da un suo famoso discorso), l’inadeguatezza degli indicatori economici come il PIL è intrinseca nel fatto che per misurare lo stato di benessere della società questi tengono conto solo della crescita in termini di produzione. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, la produzione di armi e di sistemi di vigilanza, elementi tutti che incidono positivamente sul PIL ma che sono riferimenti negativi sullo status della nostra vita. Per giunta il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago; e non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL misura tutto il misurabile, senza distinguere tra ciò che è bene o male per le persone, senza alcun distinzione tra ciò che apporta vantaggi alla comunità oppure ciò che ne mostra la sofferenza… e soprattutto non può misurare ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta, ovvero tutti quegli elementi che donano serenità e fiducia alla gente. Una delle cause nasce dalla confusione tra crescita e sviluppo: mentre la crescita è data dall’insieme degli aspetti quantitativi che si manifestano o con una semplice “espansione” di una situazione pre-esistente o come elemento quantitativo dello sviluppo, lo sviluppo rappresenta l’insieme degli aspetti qualitativi oltre che quantitativi della crescita. Si può parlare di sviluppo solo quando si è in presenza di un miglioramento prolungato nel tempo e accompagnato da vasti mutamenti strutturali, istituzionali e culturali. Inoltre da un punto di vista più strettamente economico lo sviluppo permette una crescita anche a parità di investimenti, grazie ad un miglior uso delle risorse. L’Italia deve credere nel proprio sviluppo, fregandosene della crescita, iniziando a non tenere più conto di questi vessatori indici quantitativi.

Mercato etico: detassazione per prodotti (specie alimentari) “a km 0” e per quelli certificati del commercio “equo e solidale”. Dazi per tutti i prodotti che arrivano da Paesi o aziende che non rispettano pienamente i diritti umani, mentre blocco totale delle importazioni da Paesi che non li rispettano affatto. Obbligo per tutti gli esercizi di avere almeno il 50% di prodotti a km 0, cui si deve aggiungere un altro 30% di prodotti nazionali.

Tassazione: abolizione dell’8 e istituzione del 1% (cioè 10) da dare a scelta del contribuente a qualsiasi ONG, ONLUS, fondazione o organizzazione religiosa, per la legge del tutto equiparate. 5‰ da devolvere alla ricerca scientifica.

Meccanismi perequativi: Obbligo per le compagnie aree e quelle che costruiscono, vendono o affittano auto di piantare alberi sul territorio nazionale per compensare l’inquinamento che producono o contribuiscono a produrre.

Politica energetica: per l’approvvigionamento energetico uso massiccio di fonti rinnovabili ed edilizia eco-sostenibile, con interventi che facciano sì (con incentivi e vincoli) che ogni cittadino diventi energeticamente indipendente. Non abbiamo bisogno delle centrali nucleari perché noi più dei Paesi del nord abbiamo un clima mite che non richiede particolari sperperi per il riscaldamento in inverno ed abbiamo il sole per buona parte dell’anno, che va sfruttato per produrre acqua calda ed energia elettrica. Incentivi alla co-generazione (riscaldamento e acqua sanitaria) e tri-generazione (che oltre alle suddette produce anche energia elettrica). Obbligo di specifiche valvole termostatiche ai termosifoni nel caso di impianti termici centralizzati, per un più perequato e responsabile (ancora una volta, nel senso che ognuno sia responsabile delle proprie azioni) utilizzo di calore e risorse energetiche.

Rifiuti e riciclo: introduzione ad ogni livello del “vuoto a rendere”. Scatole, lattine, bottiglie, cartoni, contenitori di ogni tipo devono riportare ben visibile il costo del vuoto, che dovrà essere di 0,30 per le lattine e 0,50 per le bottiglie. [vedi mio vecchio articolo]. Anche l’umido (compostaggio) potrà essere restituito presso specifici sportelli/servizi presso mercati e supermercati e pagati al cliente €1 al chilo. I sacchetti in bioplastica saranno consegnati dal cliente ben sigillati con apposita etichetta che riporta tutti i dati del cliente, così per evitare frodi e comportamenti scorretti.

Ogni azienda dovrà per legge recuperare qualsiasi proprio prodotto alla fine del suo ciclo. Tutte le aziende produttrici di macchinari e prodotti non deperibili di ogni tipo per legge saranno tenute a raccogliere i loro vecchi manufatti. Un prodotto non più funzionante dovrà essere restituito presso i negozi dove si sono acquistati o presso delle “isole ecologiche” (magari per i prodotti comprati via internet dall’estero) per ricevere una compensazione pari al 10% del costo iniziale del prodotto. Sistemi perequativi vanno affinati, per evitare una indebita concorrenza tra vendita sul territorio e via internet, magari inserendo delle sovrattasse del 10% per gli acquisti effettuati presso rivenditori fuori confine.

Per i rifiuti non riciclabili da valutare l’opportunità di utilizzare pozzi lavici, magari presso le centrali geotermiche, dove gettarli o i crateri di vulcani attivi (lo Stromboli sarebbe perfetto), oppure arrivare ad accordi con i Paesi del Magreb per creare nel Sahara delle discariche.

Politica ambientale: incentivi alla riconversione di tutte le aziende inquinanti, per agevolare il processo che – innescato da leggi sempre più restrittive – le metterebbe fuori legge.

Tasse per auto: da calcolarsi in base al volume del veicolo da moltiplicarsi per la quantità di inquinante prodotto.

Una Risposta to “Programma politico di RC (5): Economia ed Ambiente”

  1. […] solo per un’auto ad appartamento per i residenti a seconda del tipo di auto [come descrivo in fondo a questo articolo] a partire da circa €300 euro ad auto l’anno, almeno 2000 euro l’anno per le altre e per chi […]

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