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I veri padroni di Roma

Posted by romacogitans su 8 aprile 2008


Francesco Gaetano Caltagirone. Il re dei palazzinari romani ed editore, fra l’altro, del Messaggero di Roma e del Mattino di Napoli. Proprietario delle TV romane TR56 e T9. Alla base del suo impero è il mattone, con le maxilottizzazioni già acquisite e non legate all’approvazione dell’ultimo Prg. Sua figlia Azzurra è seconda moglie dell’UDC Casini.

Domenico Bonifaci. Un altro costruttore romano che coniuga mattone e stampa. Controlla il Tempo, storica testata di Roma, acquisita proprio da Caltagirone.

Pierluigi Toti. Una fortuna costruita su edilizia e lavori pubblici e ora nell’editoria, da quando ha il 5,14% di Rcs. Feeling con Veltroni e protagonista di grandi progetti (Mercati generali, Torre Spaccata), fra cui quelli che avrebbero tratto vantaggio dalle tre delibere contestate (Torri dell’Eur, Bufalotta e Magliana).

Sandro Parnasi. Presidente di Parsitalia srl, immobiliare di famiglia e alleato con Silvano Toti in vari progetti della Capitale. Sta costruendo la centralità di Castellaccio, all’Eur.

Paola Santarelli. Signora del mattone fra i grossi calibri della Capitale, titolare della Cogesan. Abile nel business, nelle relazioni e nelle alleanze, fra cui quella con i Toti e Ligresti

Sergio Scarpellini. Titolare, fra l’altro, della centralità di Romanina, alla quale Veltroni ha finora negato un maxi aumento di cubatura. Sono di sua proprietà numerosi immobili affittati da Camera e Senato.

Angela Armellini. Moglie del politico cattolico Antonio Tabacci (UDC) e proprietaria degli Hotel ArAn (il cui nome nasce dalle iniziali della costruttrice), uno costruito in zona a vincolo ambientale, l’altro riutilizzando un edificio iniziato a costruire negli anni 70 ma con soffitti molto più bassi rispetto alle normative, e quindi bloccato. Con la famiglia è anche proprietaria degli edifici ex abusivi attorno alla fermata della Metro Laurentina iniziati negli anni ’70 e completati solo dopo un accordo con la giunta Rutelli, contro le leggi e contro il parere della cittadinanza.

5 Risposte to “I veri padroni di Roma”

  1. Vi invito a leggere questo articolo pubblicato su Archiwatch su due libri relativi al “sacco d Roma”.

  2. […] ci crede. Negli ultimi 15 anni ci case popolari tra Rutelli e Veltroni non se ne sono viste… tra Armellini, Toti e Caltagirone avranno cambiato idea? […]

  3. superbisco said

    Io avrei aggiunto anche il proprietario di Malagrotta, a quanto pare l’uomo più ricco della provincia di Roma, che ha pensato bene di non far mai emergere la raccolta differenziata a Roma…

    ma sono solo supposizioni

  4. […] Insomma il problema della “verticalità” dipende dalla capacità della città di poter e saper gestire i flussi di cittadini, che sono dati da quel sinergico gioco tra distribuzioni (quanto, dove e cosa) e flussi (legati alle necessità, con quegli spostamenti che molti anni fa si chiamavano “obbligati” e “non obbligati”). Roma è ASSOLUTAMENTE impreparata a subire questi interventi, almeno per dove sono previsti. Certo, se le espansioni verticali avvenissero nei pressi di una stazione ferroviaria [un po’ come con l’ABC olandese o il TOD americano, ndRC] e prevedessero svariate funzioni per il riequilibrio di un territorio che già ora è ai limiti del disastro il discorso sarebbe diverso, ma la politica urbana in questa città è dominata dalla rendita di posizione dei proprietari terrieri, che poi sono anche palazzinari… […]

  5. […] alle tavole di tutti i potentati romani, Vaticano in primis, stringendo alleanze con i peggiori palazzinari romani (Caltagirone, Armellini, Toti, Scalpellini, ecc. ma sono sicuro che lei li conosce meglio di […]

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