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La Teoria del Complotto

Posted by romacogitans su 4 aprile 2008

Ricevo da Albert1 (purtroppo con mesi di ritardo, causa disguidi email) il seguente articolo, che era contestualizzato all’epoca dell’emergenza zingari, fatti di Tor di Quinto e “compagnia danzante”. Ora che siamo in campagna elettorale il problema è stato accantonato, ma se fate bene attenzione alle notizie “in piccolo” sui giornali vi potrete rendere conto che ha solo meno risalto mediatico… e poi le considerazioni di Albert1 rimangono di una freschezza ed attualità unica, in parte per merito suo, in parte perché congetture espresse su una società mummificata, sempre uguale a sé stessa.

Parecchia gente (pare si tratti di un vero movimento) da anni sta studiando sulla cosiddetta “Teoria del Complotto (e del pretesto)” in merito agli attacchi terroristici dell 11 settembre 2001. L’idea, per sommi capi, è che si sia trattato di un “complotto” (e cos’altro se no) ordito a bella posta dai temibili ed onnipotenti servizi segreti statunitensi al fine di fornire un “pretesto” all’amministrazione Bush per poter impunemente attaccare l’ex amico Bin Laden ovunque egli si trovasse. Poi Mr. Bin avrebbe “fatto capoccella” in Iraq così da spostare l’azione proprio lì dove le aquile americane volevano ficcare i loro artigli. Le vittime di tutto questo sarebbero state considerate “danno collaterale” ed in più il crollo delle Twin Towers avrebbe fornito un’ottima occasione per far sparire per sempre persone e documenti scomodi, così, come contorno, diciamo un “Bonus”.

Posto che ormai, nel mondo della comunicazione di massa risulta vero tutto ed il contrario di tutto, l’idea non è nemmeno tanto peregrina e a pensarci bene potrebbero anche aver ragione: non è la prima volta che succedono cose del genere anche se di solito i “casus belli” sono meno sanguinosi (la prima grande guerra partì da un solo attentato e da una sola vittima).
E allora meditando su tutto questo ad un certo punto, ecco: L’ILLUMINAZIONE! Ho capito cosa sta succedendo e perché.

Gli audaci Servizi Segreti italiani (quelli veramente segreti, mica il SISMI e il SISDE, di cui si sa tutto basta un’interrogazioncina parlamentare), da sempre collusi con i politici, i Massoni deviati, il Papa, la FIAT e la RAI hanno studiato tutto a tavolino da tempo.

Finiti gli anni di piombo, nei primi ’80, quando l’Italia era diventata un film dei Vanzina e stavamo tutti bene come nel dopoguerra, tanto che rischiavamo di diventare un Paese tranquillo, questi oscuri operatori si resero conto che non avevano più uno spauracchio per farci sentire insicuri: i nostri criminali non facevano più paura, gli eroinomani che erano stati il nostro babau delle elementari (torna a casa dritto e non accettare caramelle dagli sconosciuti che sono “drogate” !) si stavano estinguendo per autodistruzione, i terroristi scrivevano libri e rilasciavano interviste.

Fu così che si decise di “importare” paura nuova, fresca fresca, che ci facesse di nuovo cacare addosso come ai vecchi tempi.

Il primo tentativo, a dire il vero, fu un fiasco: l’agente Karol (nome in codice: GP2) fece del suo meglio e ci portò una fracca di polacchi (ancora un po’ frastornati dai loro patrii casini), ma gli andò male. Si scoprì che per quanto stranieri e “diversi”, non erano per niente scemi e in più avevano pure voglia di lavorare: in poco tempo sfuggirono completamente al controllo e si integrarono talmente bene che ancora oggi li vediamo titolari di floride imprese e addirittura datori di lavoro per qualcuno di noi. Insomma ci mancò poco che ci sputassero in testa.

Il colpo fu duro, ma da bravi italiani riuscimmo a girare a vantaggio anche questa prima sconfitta: quando l’agente Karol se ne lavò le mani con un lapidario “uora suono kazzi vuostri, io ve avevo awertito che no potevo fare tutto io”, ci pensò la FIAT a riportare a casa loro i più pericolosi, aprendogli due o tre fabbrichette in patria e facendogli costruire meraviglie come la 126FSM e ancor oggi la 500 con lo stesso stipendio che avrebbero preso qua. “Eccheccazzo”, dissero, “ma proprio qua dovete venire a lavorare? Tornate a lavorare a casa vostra, barboni !”
Qui si poneva un problema, ma la definitiva caduta del comunismo offrì l’opportunità: milioni di potenziali “cattivi” erano lì a disposizione, bastava chiamarli, fargli vedere che qui avrebbero avuto buon gioco e stavolta non ci sarebbe stato nemmeno bisogno dell’intercessione vaticana. Ed ecco i primi timidi passi di questi “nuovi barbari” nel nostro Bel Paese: anche qui ci fu bisogno di qualche aggiustamento, fu necessaria una rigida selezione all’ingresso.

All’inizio ci si basò sulle teorie del Lombroso: se non avevi una faccia da scimmia, fronte sfuggente e occhi ravvicinati non passavi manco a calci. Poi si accorsero che molti erano proprio fatti così, ma non erano per niente delinquenti; cominciarono quindi a controllare le fedine penali per essere sicuri che entrassero solo veri figli di mignotta, finchè non scoprirono l’inesauribile risorsa degli asseriti “Zingari” e fecero bingo.

Piano piano cominciarono a creare questo esercito di terribili cispadani e, ignorando sapientemente gli allarmi e le perplessità sollevate dai cittadini così come i richiami di quei pochi ingenui politici che ancora non avevano capito il gioco, fecero salire il numero oltre ogni aspettativa.

Tanto hanno fatto, tanto hanno detto che ci sono riusciti: oggi finalmente possiamo dire di avere di nuovo il nostro “Spauracchio”, da utilizzare a piacimento per farci indignare, farci agitare, farci manifestare, farci votare di qua o di là a seconda, far chiudere negozi, lasciar morire quartieri e città.

Però mi chiedo una cosa: posto che le vere vittime di tutto questo (e se fino qui ero ironico, ora non lo sono per niente) potrebbero anche risentirsi, almeno Bush ha messo le mani sul petrolio iracheno, ma noi, che cazzo ci abbiamo guadagnato?

Una Risposta to “La Teoria del Complotto”

  1. superbisco said

    Evviva la mala informazione insomma.
    L’uomo ha sempre e comunque bisogno di un nemico. Ancor meglio se è un nemico fisico, individuabile e soprattutto comune.

    Pensare che il marcio sia dentro di noi è troppo difficile. Più facile essere xenofobici.
    Pensare che la politica rispecchi la realtà del pensiero sociale è troppo difficile. Meglio che siano i comunisti o i berlusconiani il problema.

    Sarebbe bello un mondo dove a fronte di un coglione che dice una cosa in TV, ognuno di noi possa, ragionando con il proprio cervello, decidere di cambiare canale.

    Certo è che se il nuovo canale, è uguale al precedente, ecco che tutta la TV è marcia – e per questo destinata a sparire/mutare/cedere il passo ad internet.

    I politici questo l’hanno capito da un pezzo e non sanno come imbrigliare la gente. L’unico sistema che hanno è che la mala informazione, con il tempo, divulghi il teorema internet=libertà per tutti anche per i pedofili=regole=restrizioni=addio libertà

    Al momento l’unica possibilità che ci rimane è combattere per i nostri (nuovi) diritti acquisiti.

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