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Il bipensiero veltroniano

Posted by romacogitans su 28 marzo 2008

Il maanche implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe.

Candidare un operaio maanche un industriale, una abortista maanche una teo-con, Achille Serra maanche Bassolino. Queste contraddizioni non sono casuali, né si originano dalla semplice ipocrisia: sono meditati esercizi di maanche. È infatti solo conciliando gli opposti che diviene possibile conservare il potere all’infinito.

Il maanche è l’anima del PD, perché l’azione fondamentale del Partito consiste nel fare uso di una forma consapevole di inganno, conservando al tempo stesso quella fermezza di intenti che si accompagna alla più totale sincerità. Raccontare deliberatamente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero, dimenticare ogni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta che ciò si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall’oblio per tutto il tempo che serva, negare l’esistenza di una realtà oggettiva e al tempo stesso prendere atto di quella stessa realtà che si nega, tutto ciò è assolutamente indispensabile.

La parola chiave per capire questa strategia è sì-maanche-no. Come tante altre parole nel dizionario del buonismo e del maanche, questa parola abbraccia due significati che si negano a vicenda. Applicata a un qualsiasi termine di confronto, sottolinea l’abitudine di affermare, con la massima impudenza e a dispetto dell’evidenza, che il “sì” possa significare “no”. Questo impone la capacità di credere veramente che il “no” valga un “sì” e che il “sì” sia un “sì” e contemporaneamente un “no”… più ancora, di sapere che il “sì” è “no”, dimenticando di aver mai pensato il contrario

Per concludere: nella nostra società quelli che sanno perfettamente ciò che sta succedendo sono anche quelli che meno riescono a vedere il mondo così com’è. In generale, più si sa, più grande è la delusione: il più intelligente è anche il meno sano di mente. Se si vuole allontanare per sempre l’uguaglianza fra gli uomini, se coloro che fanno parte della Casta intendono restare per sempre al loro posto, allora la condizione mentale dominante deve coincidere con una follia tenuta sotto controllo.

Liberamente tratto da 1984 di George Orwell [tradotto da Stefano Manferlotti, 2000]

Una Risposta to “Il bipensiero veltroniano”

  1. Anonimo said

    http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_43100198.html

    L’articolo indicato mi sembra estremamente indicativo del pensiero di quest’uomo che ha “rivisto” radicalmente la sua visione delle cose: solo qualche anno fa (in politica sono anni luce, ma noi contiamo con il nostro riferimento) indicava che la sua “missione” sarebbe stata quella di andare in Africa. Oggi dato che “l’appetito vien mangiando”, già sta facendo clamorosamente marcia indietro, gettando le basi della sua permanenza in politica per le prossime 10 legislature. L’idea di essere investito da una “missione” superiore giustifica a suo modo, il fatto di DOVER rimanere alla guida del PD… Ma si sa: nessun elettore ha mai scelto Veltroni e non potrà mai esplicitamente sceglierlo finché questa legge elettorale, al limite della costituzionalità, continuerà ad esistere.

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