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Il genio del crimine ed Alitalia

Posted by romacogitans su 21 marzo 2008

Sto preparando un bel dossier pre-elettorale per celebrare le gesta di Berluska, ma le recenti vicende di Alitalia mi impongono una anticipazione.

Immaginate di essere Presidente del Consiglio di un Paese del terzo mondo, dove lo Stato è molto distante da qualsiasi standard di civiltà. Allora immaginate che lì esistano ancora tante aziende controllate dallo Stato dove i politici vi piazzano i loro elettori (per il principio del voto di scambio) e dove i manager (nominati dai politici) non siano preposti alla gestione delle stesse ma abbiano specifiche funzioni, congeniali ad una più vasta strategia dei partiti o del singolo politico.

Immaginate di essere un ricchissimo imprenditore e politico di primissimo piano, addirittura Presidente del Consiglio, che lo Stato abbia una compagnia aerea con parecchi problemi, e che come politico decidiate di affossarla, per ragioni che vedremo dopo. Non potete che chiamare Giancarlo Cimoli a dirigerla.

Però alle elezioni non venite rieletti e presidente del consiglio diventa un vecchio statalista, un babbeo che faceva le sedute spiritiche, il quale fedele alla sua deleteria politica assistenzialista allarga subito il portafogli per tamponare le voragini della compagnia aerea. Oddio! Come fare ora a far fallire l’azienda? Ma tanto è geniale l’operato di Cimoli, artista di quella grande scuola imprenditoriale italiana che ha Tronchetti Provera e Provenzano tra i massimi esponenti, che appena ottiene soldi dal governo per ripianare i debiti dell’azienda trova subito il modo di disfarsene “investendo” (nel senso che li butta nel cesso) nel febbraio 2006 ben 32 milioni (Euro, non bruscolini) per far accollare alla vostra moribonda azienda pure Volare, altra compagnia praticamente fallita.

Lasciate lavorare Cimoli affinché massimizzi quel deleterio processo che è strutturale della compagnia in questione, dove malaffare, incuria, incapacità, sanguisughe, nepotismo, inciuci debilitino a tal punto la compagnia che nello scontrarsi con il libero mercato internazionale l’impatto è devastante, ed il risultato sono quei 380 milioni di euro annuali di debito. L’azienda ne esce distrutta, con il valore e le azioni della stessa che crollano, e tecnicamente è fallita.

Si arriva al punto che volevate, mettere l’azienda sul mercato, perché oramai non vale più nulla e può essere acquisita dai vostri amichetti quasi gratuitamente.

Però arriva AirFrance… fa un’offerta che seppur bassissima purtroppo è 10 volte superiore rispetto a quella concordata tra voi ed i vostri amichetti… Ma non tutto è perduto.

Siete in campagna elettorale, ed allora calate l’asso politico-imprenditoriale che avete nascosto nella manica: con una boutade a sorpresa dite che AirFrance ha fatto una proposta immorale, vi ergete a paladino dell’italianità, e dite che i vostri figli salveranno l’Alitalia dal barbaro nemico, insieme ad un fantomatico gruppo di imprenditori… mentre sinora nessuno ha fatto proposte minimamente decenti. Agli occhi del bavoso e babbeo popolo italiano guadagnate punti, ma se aveste comprato alcuni milioni di euro delle azioni Alitalia prima di questa sparata, che sarebbe successo? Beh, il titolo Alitalia dopo aver perso il 46% del suo valore in un mese, in un solo giorno (ieri 20 marzo) guadagna oltre il 13%.

Chissà cosa verrebbe fuori se si facessero dei controlli per verificare il passaggio di mano di queste azioni… magari cosucce da codice penale per aggiotaggio… Lo so, mi direte che in un Paese civile questo è impossibile, ma vi ricordo che non vi sto parlando di un Paese occidentale, ma di un Paese molto arretrato culturalmente, dove politica, imprenditorialità e criminalità organizzata sono la stessa cosa. Un Paese che non sfigurerebbe per inciviltà tra i peggiori Stati del Sudamerica e dell’Africa.

In sintesi: come politico-imprenditore fate di tutto per distruggere un’azienda, poi utilizzate la vicenda per farvi campagna elettorale dicendo di volerla salvare dal nemico straniero e magari con una strategia di Insider Trading vi mettete in tasca in un solo giorno alcune decine di milioni di euro… non c’è male… Berlusconi, sei un genio del crimine, ma c’è tanta altra gente che ha occhi e cervello…

5 Risposte to “Il genio del crimine ed Alitalia”

  1. circondati said

    Giancarlo Cimoli… quello che ha distrutto le ferrovie… e già, il curriculum parlava chiaro era l’uomo giusto al momento giusto.
    Ora bellachioma se ne esce con questo colpo di teatro, ma, secondo me, non esiste e non si formerà mai nessuna cordata. Il nano più alto del mondo vuole solo arrivare alle elezioni facendo melina e sparando cazzate alla grande (cosa che gli riesce egregiamente). A tirarla per le lunghe è un maestro: basti vedere come sono riusciti a mandare in prescrizione diversi rati.

    Io credo che l’unica soluzione per salvare il culo ai dipendenti alitalia sia cedere la baracca ai francesi.
    Però vorrei fare una proposta: già che ci siamo, perché non rinunciamo alla sovranità nazionale e diventiamo una provincia francese ? (una proposta del genere era già stata fatta in questo blog con la lettera aperta al re di Svezia).
    La grande distribuzione alimentare è già nelle loro mani, la BNL pure, siamo invasi da catene di negozi in franchising francesi… Compiamo l’ultimo passo.

  2. Albert1 said

    Col cazzo.

    Scusate, ma oggi meglio di così non mi viene niente.
    Auguri a tutti !

  3. Albert1 said

    Spiegazione dovuta: intendo col cazzo che mi arrendo ai francesi, per quanto riguarda Alitalia, la facessero fallire e coi “lavoratori” se la vedessero i tribunali.
    Come ho già detto riguardo ai cinesi, sannasserammazzà.

  4. Anonimo said

    sinceramente, per spiegare il macello alitalia on servono tutte queste congetture, basta averci viaggiato ed osservato la “gentilezza” e “professionalità” del personale, ed averlo paragonato a quello dei concorrenti…..

  5. @ Anonimo:

    Scusa, pensi che la frase:

    “…deleterio processo che è strutturale della compagnia in questione, dove malaffare, incuria, incapacità, sanguisughe, nepotismo, inciuci debilitino a tal punto la compagnia che nello scontrarsi con il libero mercato internazionale l’impatto è devastante…”

    stia lì a caso? Ma tutto questo è una conseguenza di una strategia, non la causa di tutto.

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