RomaCogitans

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Il mancato insegnamento storico del nazismo

Posted by romacogitans su 14 marzo 2008

Storici e psicologi si chiedono come sia stato possibile un fenomeno di trance di massa quale il nazismo, un’autosuggestione totalizzante che portasse un intero popolo a vedere in un nanerottolo brutto e sgraziato come Hitler l’ideale della perfezione umana, e le sue corrotte e folli parole come verbo divino.

Già Gustave Le Bon (1841-1931) nel suo “Psicologia delle folle” del 1895 vedeva nella folla un fenomeno di enorme suggestionabilità, di tipo ipnotico, con l’emergere conseguente di tratti di atavismo o primitivismo, da branco o meglio orda primordiale, in cui tutte le emozioni e sentimenti venivano esasperati. Il prevalere delle pulsioni irrazionali, spesso connesso all’azione addirittura di ipnosi di fatto da parte di agitatori, avrebbe reso le folle inconsce, e perciò capaci di atti che i singoli componenti non avrebbero compiuto mai se presi uno ad uno.

Una psicologia di tipo collettivo che s’insediava quindi al posto di quella personale cosciente, nelle collettività spontanee ma anche organizzate quali esercito, chiese, partiti politici.

Nel nostro piccolo qui in Italia stiamo per vivere la stessa cosa, con l’aggravante che non c’è bastata una volta di figli di puttana che mirano solo a fotterci, ma sembra si voglia a gran voce il bis: a livello nazionale Berlusconi sta per vincere le prossime elezioni, ed a Roma la sinistra ha deciso di nominare sindaco Rutelli.

Tralascio di parlare ora dell’illiberale di Arcore (ma lo farò presto), mentre mi soffermo su Rutelli per ovvie ragioni localistiche. Del Clinton dei Burini penso tutto il peggio possibile, tanto che a mio vedere Veltroni a suo confronto vale Rathenau. A me basta ricordare che il “caro” (per quello che è costato a Roma la sua presenza distruttrice) Cicciobello s’è prontamente convertito al cattolicesimo per cavalcare l’onda lunga di appoggi e finanziamenti legati al Giubileo e poi accaparrarsi la liderscìp del nascituro partito cattolico di sinistra.

Ma se usciamo dall’ambito morale ed affrontiamo quello pragmatico a Roma Rutelli ha lasciato soprattutto nuove speculazioni edilizie per i mafiosi palazzinari che lo appoggiano e chiacchiere, promesse, programmi campati per aria a noi cittadini. Molte cose che di tanto in tanto rivengono fuori per accaparrare consenso e voti esistono sui progetti da oltre un decennio (potete trovarne a piene mani raccolte su questo blog) e sono parte del bagaglio elettoralistico del sindaco che a mio giudizio è il peggiore (perché più squallidamente ipocrita) che Roma abbia mai avuto. “Ciccio Bello” Rutelli: andatevi rileggere nelle pagine di questo blog cosa ha VERAMENTE fatto per Roma e tutto ciò che ha pomposamente promesso e mai realizzato ora che il PD – che ha già il “consiglio di amministrazione” al completo – ha deciso di dargli un posto di lavoro al Campidoglio…

3 Risposte to “Il mancato insegnamento storico del nazismo”

  1. Provo said

    come titolo del ‘peggiore sindaco di Roma’ se la batte ai punti con Carraro, secondo me!

  2. Leo said

    …hai scelto un tema molto interressante… In realtà temo che quelli che si vogliano far passare come fenomeni collegati ad una “massa” di persone, siano in realtà il frutto dell’operato di pochi.
    Mi spiego meglio.
    In Germania il fenomeno nazista ha avuto modo di poter “decollare” sfruttando molto malcontento nel popolo (le condizioni nelle quali il paese si trovava dopo la sconfitta della I guerra mondiale erano in effetti disastrose, credo che alcuni di voi conoscano la famosa “immagine”-barzelletta del tedesco che andava a comprare un uovo con una carriola piena di banconote, a causa dell’inflazione enorme) ma anche l’ottima organizzazione del partito nazional-popolare, costituito all’inizio da una sparuta minoranza. Qui, a mio avviso, sta la chiave d’interpretazione: una minoranza ben organizzata e decisa è in grado di far passare le proprie idee e farle assorbire anche ad un numero consistente di persone fino al punto di prendere il potere in modo stabile.
    Se riflettiamo un momento sulla situazione italiana, le cose non sono poi così lontane: esiste una “casta” che possiede mezzi infinitamente più potenti di quelli dei nazisti di allora (mi riferisco ovviamente a TV, propaganda cartacea, ecc…) per attirare il consenso e legittimarlo. Quando Beppe Grillo (che vi sia simapatico o meno, che si possa pensare o meno in buona fede in quello che fa) diceva che il metodo è lo stesso, non diceva certo una bestemmia. Nei luoghi di occupazione nazista, la propaganda svolgeva un ruolo enorme, già con mezzi ridotti, come potevano essere degli pseudo-giornali con contenuto atto a distrarre totalmente l’attenzione dal punto principale che era la loro occupazione (oggi ci sono un montino di tette e culi in TV, si può sapere tutto degli astri del calcio e delle loro “accompagnatrici”, ecc…).
    Morale della storia: l’insegnamento c’è stato eccome, ma per la “casta”, non certo per noi…
    SPENGETE LA TV E ACCENDETE I CERVELLI

  3. Andrea Rossi said

    x Leo

    “…che vi sia simapatico o meno”, bravo, sei forse un giornalista ?

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