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Il grillino del quartierino

Posted by romacogitans su 20 febbraio 2008

Devo dire che negli anni passati ho sempre seguito Beppe Grillo con interesse e simpatia, da ben prima di quando giravano quasi clandestinamente i VHS del suo spettacolo trasmesso dalla TV svizzera. Negli ultimi tempi il mio affetto per le sue battaglie è un po’ scemato, più forse per la “gran cassa” mediatica che è nata intorno a lui piuttosto che per causa del popolare comico genovese.

Un paio di anni fa via internet avevo anche cominciato a rovistare nei meet-up, ma pur sentendo forte dentro di me la urgenza per questo Paese di una rinascita civile e democratica che fosse improntata alla legalità ed all’ambientalismo me ne sono sempre tenuto alla larga, sia perché mi pesa avere un’etichetta addosso (specie se sciocca come “grillino”), sia soprattutto perché la mia impressione è che ci fosse poca creatività ma al contempo parecchia confusione tra i grillini. Parlo di gente piena delle migliori intenzioni, però pendente in tutto e per tutto dalle labbra di Beppe Grillo. Inoltre le considerazioni che leggevo sulle loro pagine dei meet-up spesso mostravano personalità non sempre animate da una visione moderna della realtà, né ho mai letto proposte per soluzioni innovative ai problemi romani. Quando si usciva dall’ossequiosa venerazione del Verbo di Grillo, l’atteggiamento di molti non si poteva definire propriamente democratico, con qualcuno subito pronto alla rissa verbale per imporre la propria idea invece che disporsi alla dialettica ed al costruttivo dialogo di confronto.

Ora a Roma c’è l’occasione delle elezioni amministrative e delle liste civiche lanciate da Beppe Grillo. O Grillo vuole fondare un partito (ma non mi risulta) o temo che qualcuno abbia travisato l’idea di avere la “certificazione di trasparenza” confondendola con un imprimatur (cioè una sorta di autorizzazione) o addirittura con una vera investitura per costruire partiti locali. Quindi non liste civiche aperte alla parte più sana della cittadinanza ma le liste dei grillino, che non sarebbero altro che le sezioni locali del non-partito (o partito in pectore) di Beppe Grillo: un vero e proprio esercito che si presenta con un comandante nelle retrovie e non a guidare la carica.

Quindi mentre Grillo parla di liste civiche questi mettono su un’altro partito e vogliono trasformare i meet-up in segreterie. Sembra quindi che l’atteggiamento sclerotico e burocratizzato che avevo osservato nei grillini stia venendo fuori, ripercorrendo per giunta le prassi partitocratriche, costituendo un consiglio direttivo, consiglieri permanenti ed Elezione Primarie: altro che nuovo Rinascimento invocato da Grillo, i grillini romani sono in pieno Medioevo!

Il Partito dei Grillini per giunta snobba tutte le personalità dell’ambientalismo e della lotta al malaffare che ci sono in giro e che hanno visibilità per presentare solo suoi esponenti. Mi domando quindi dove è la società civile e l’appello alla rinascita e al nuovo se bisogna essere già parte della “casta” dei grillini per correre in questa pseudo-lista? Comprendo che chiudendosi a riccio vogliano evitare infiltrazioni di gente che si iscrive ora solo per entrare in politica e che vogliono preservare l’idea immacolata che giustamente hanno, però si è onesti per propria attitudine e non perché si è parte dei Grillini. Non si è onesti perché si firma un decalogo di regole bensì per quello che la storia dei singoli sta a testimoniare, perché è solo con l’esempio e il “lavoro sul campo” che si dimostrano i propri valori: ci sono tante personalità in giro (dell’associazionismo non ideologizzato, del volontariato) che meritano assoluto rispetto per la loro dedizione al prossimo ed il loro impegno sociale ed ecologico ed è con loro che noi cittadini dovremmo costruire liste civiche credibili da presentare alle elezioni, di cui volendo possano eventualmente far parte anche alcuni dei grillini e magari pure alcuni tra noi blogger, se proprio vogliamo allungare il brodo. I grillini a mio giudizio dovrebbero farsi promotori di questa rinascita, cercando di far coagulare il meglio della società civile attorno ad un progetto che nasca dalle infinite necesità di questa città e non per averlo copiato dal blog di Beppe Grillo! Fare un altro partitino CHIUSO alla società civile significa scrivere le regole per allinearsi ai tanti vecchi partiti che già infestano la nostra società, tradisce completamente la filosofia di Beppe Grillo ed è premessa ad un fiasco colossale. Di certo io non darò il mio voto ad un partito fatto di gente che non mi possa dimostrare attraverso il proprio curriculum (e non per aver sottoscritto uno statuto) di essere diversa dai cantastorie che ci sono in giro. E penso che neanche Beppe Grillo li voterebbe.

3 Risposte to “Il grillino del quartierino”

  1. Albert1 said

    Okkio, Romacò, che i grillini non si toccano… Un po’ come i preti.
    Rischi di tirarti addosso le ire dei seguaci che tra l’altro hanno già ampiamente dimostrato da che parte stanno, e non si tratta di nulla di nuovo, purtroppo. Aggiungo io.

  2. superbisco said

    con il solo 5% dei voti si fa ben poco…

  3. […] per ottenere rispetto, serietà, valore, ma bisogna sudarsela sul campo. Come scrissi in un vecchio post la “setta” dei grillini romani (da non confondere col ben più assennato candidato socialista) […]

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