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Una scatola vuota chiamata Fastweb

Posted by romacogitans su 10 febbraio 2008

Più di un lustro fa fui stuzzicato dalla novità Fastweb (ex e-biscom) e contattai anche la compagnìa per farmi mandare un rivenditore a casa: le perplessità erano già notevoli, ma la curiosità mista anche ad una certa diffidenza rimaneva forte. La visita del commerciale rafforzò la mia incredula domanda: ma come hanno il coraggio di mettere sul mercato una tale inutilità? Che faccia tosta hanno nel rivendermi a questi prezzi ciò che altrove (anche se devo rivolgermi a diversi provider per avere i vari servizi) posso avere gratis o a costi ben inferiori?

Fastweb era una scatola vuota: tutto quanto da loro offerto (a parte una connessione internet più veloce) non era affatto dissimile dalla proposta di altri operatori, con l’aggravante che le sue tariffe erano tutt’altro che concorrenziali e soprattutto Fastweb allora imponeva un matrimonio quasi senza possibilità di divorzio, col taglio dalla rete su doppino e uso esclusivo della loro rete in fibra ottica. Un vincolo costosissimo da rescindere.

Giusto ieri mi ritrovo nella buca delle lettere un volantino dell’azienda milanese: lo leggo e rimango allibito. Oggi non si è sempre (ma quasi sempre) costretti a vincolanti allacci alla loro rete a fibre ottiche, però dopo tutti questi anni la politica di far pagare quello che è gratuito rimane un caposaldo. Ci vuole coraggio infatti a includere nel giallo pacchetto-NON-regalo la possibilità di avere la email gratuita ed i canali in chiaro (alias gratuiti) del digitale terrestre! Ma stavolta la tattica è anche condita da una “sana” pubblicità ingannevole, con il costo delle chiamate ai cellulari sbandierato (in neretto ben evidenziato) a ZERO, ma ovviamente con il magico asterischetto che riporta alla minuscola didascalia che precisa “fino ad un massimo di 250 minuti al mese, scatto alla risposta €0,20”… ma lo scatto alla risposta non è un costo? Oppure lo facciamo passare come donativo? Bersani, perché ci hai abbandonato!!!

Insomma, sono passati gli anni ma mi rivedo proporre la stessa scatola vuota: un pacchetto dove sono ammucchiate tante proposte a prezzi quasi fuori mercato che potrei tranquillamente avere a costo ben più basso se mi rivolgessi direttamente ai singoli operatori TV, di telefonia fissa e di internet. Ma vi pare che dobbiamo accettare lo smacco morale di un’azienda milanese che ammolla le fregature a noi romani?

Non mi rimane difficile pensare che al di fuori dei patri confini simili manager sarebbero stati cacciati a calci in culo dopo una manciata di settimane, ma evidentemente in Italia invece questa è probabilmente ritenuta strategia vincente. Capisco che questo è Paese del terzo mondo e i vari cantastorie riescono sempre ad abbindolare la gente con il nulla (stiamo per rieleggere Berlusconi e Rutelli – i più squallidi rivenditori d’aria della storia – rispettivamente a primo ministro e primo cittadino di Roma), ma che debba sopravvivere alle leggi di mercato una siffatta azienda a me sembra pura follia! O forse il mercato in Italia non esiste… Ma Fastweb pure è del Berlusca? Magari del fratellino Paolo…

Una Risposta to “Una scatola vuota chiamata Fastweb”

  1. superbisco said

    Io ho fastweb da svariati anni e
    – non ho mai avuto un giorno di disservizio
    – costa tanto
    – vale tanto (rete moooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooolto più stabile)
    – scarichi veramente veloce
    – il call center non risponde mai subito, come nel resto del panorama italiano
    – hanno fatto i bastardi anni fa togliendo la rete interna gratuita (scaricavo p2p gratis in pratica)

    l’unico motivo per cui cambierei è il costo eccessivo del servizio.

    ah, la tv è quella che è, ma ha una chicca che nessuno ti dice e che è davvero il massimo: dal meno puoi accedere a tutti i programmi dei tre giorni precedenti e rivederli con calma, skippando gli spot. sembra una banalità ma è il massimo.

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