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Due negri punte della nazionale azzurra?!?!?

Posted by romacogitans su 31 gennaio 2008

La splendida prestazione di Mario Balotelli e la promessa Stefano Okaka (ora a “crescere” a Modena) fa prospettare per l’attacco della nazionale di calcio del mondiale 2018 d’avere due attaccanti negri.

Sì, stavolta non parliamo di mulatti e meticci come Matteo Ferrari o Fabio Liverani (che a diversi livelli hanno già vestito l’azzurro), ma due tipi neri come il tizzone, nati da genitori dell’Africa Subsahariana e quindi di stirpe negroide al 100%.

Scopro orrore e disappunto sui volti dei benpensanti di destra (come si può inquinare la pura razza italiana! Noi siamo ariani! Ce lo ha detto pure Hitler! Mai e poi mai un negro potrà rappresentare nel mondo il mio orgoglio d’essere italiano!) e buonisti di sinistra (ma come ti permetti di chiamare un diversamente colored con quel terribile epiteto, fascista che non sei altro!). Mando cordialmente le suddette categorie a farsi fottere e procedo col mio discorso.

Vediamo se almeno chi non è né di destra né di sinistra mi riesce a seguire. Durante le manifestazioni per la vittoria dello scudetto della Roma ricordo d’aver visto dei ragazzi neri che andavano in giro con un cartello chiaramente rivolto ai “tifosi” della Lazio (che sin troppo spesso si sono macchiati di atti di razzismo) con su scritto “Saremo ‘na squadra de negri, ma avemo vinto ‘o scudetto”. Non so cosa mi abbia trattenuto dall’andarli ad abbracciare o almeno dallo stringer loro la mano.

Peccato che a me della nazionale italiana non freghi nulla, ma comunque mi farebbe enormemente piacere se fossero i prodi Balotelli e Okaka a far sventolare alto il vessillo tricolore nell’ancora lontano 2018… e magari con un cinese in cabina di regia…

9 Risposte to “Due negri punte della nazionale azzurra?!?!?”

  1. Provol@ said

    Pienamente d’accordo

  2. Albert1 said

    Ah, RC, ogni tuo articolo è una “chicca”, capisco il perchè della loro sporadicità…
    Al solito le mie usuali premesse:
    non so se mi si possa definire “di destra”, sicuro non sono “comunista”, non sono “populista” (tranne casi specifici in cui il populismo è d’obbligo), non sono “razzista” e non sono qualche altra decina di cose tra cui “negro”.
    Mi piace chiamare le cose con il loro nome, e in genere prediligo i nomi brevi, definiti e pregni di significato.
    Il tema “negri” è già stato snocciolato a suo tempo, personalmente non vedo nulla di male ad usare tale termine per indicare i negri, visto che sono negri (il latino “nigrum” mica starà lì per nulla). Considero ridicole le parole o le allocuzioni edulcorate tipo “neri”, “di colore”, “mori” e tutto ciò che in genere viene usato, perchè ottengono il risultato di marcare ancora di più l’estraneità e la differenza: se uno dice “negro” passa così, manco te ne accorgi; quando cominci a girarci intorno l’attenzione si focalizza e invece di andare avanti stanno tutti lì ad aspettare per vedere come te la cavi.
    Posto che in merito alla nazionale di pallone la penso più o meno come te (nel senso che non so decidere se mandarli a farsi fottere più o meno), non vedo nulla di male nello scenario che proponi. La maggior parte delle squadre dedite a questo sport è composta almeno al 40% da stranieri (negri o no): se era un discorso di orgoglio nazionale, da mò che è andato a farsi friggere.
    Quanto alla razza, non ci ha mai creduto nessuno (a Hitler gli abbiamo detto sì, sì, hai ragione tu – facendogli pat pat sulla spalla – solo per lo spirito di sudditanza che ci animava, ma ricorda che il paese dove all’epoca è andata meglio per gli ebrei è proprio l’Italia), l’italiano fa razza a se’, a prescindere dal colore. Quindi nulla osta nei riguardi della Patria ad una bella squadra multirazziale. Anche perchè, buondio, dato che gli stranieri dobbiamo accettarli tutti i giorni in ogni aspetto della nostra vita, belli e brutti, buoni e cattivi, andarsi ad attaccare proprio al calcio mi sembra sciocco e anche un po’ ridicolo!

  3. RondoneR said

    Caro RC, condivido la tua acuta provocazione, ma svestendo le sciarpe maggiche, devo purtroppo ammettere che il tuo sogno vale solo a metà. Fisicamente ok, ma Okaka non mi pare alla stregua di Balotelli. A voja a crescere. Quell’altro ha già la maturità di rifilare una doppietta ai gobbi (a Torino). Il nostro (un anno di differenza?) fa ancora molta fatica ad inserirsi a certi livelli.

    Con Albert mi tocca a fare (io che li odio) un po’ l’avvocato dei politically correct.
    Concordo su “negro” ma solo per quanto ci riguarda. Infatti la vera conquista per gli ‘afroamericani’ negli ipocritissimi USA è stato proprio quello di eliminare (almeno sulla carta) il termina “Nigger” che appunto derivava dai “negrieri” (termine di importazione latina) e quindi ovviamente dal mercato europeo-americano degli schiavi.

    C’è una bella differenza con Black.

    Sul “pat-pat” ad Hitler temo proprio che il fatto che fossimo i primi a non crederci ci renda ancora più colpevoli.
    Firmare (con tanto di scienziati!) quel documento grottesco ci rende peggio che complici, cioè assurdi sudditi leccapiedi (tipicamente italiano) del matto (che poi che cazzo di ariano avesse nessuno se lo chiedeva..).
    Ad ogni modo fior fior di ebrei tedeschi sono fuggiti dalla Germania quando facevano ancora in tempo, e guarda caso non scelsero il Bel Paese…

  4. RondoneR said

    Ehi RC, quanti lettori illustri hai…

    http://www.ilromanista.it/

    E Trani sul messagero di oggi

  5. Andrea Rossi said

    Qualche tempo fa Adriano Galliani propose un’innovazione, propose di abolire le attuali nazionali basate sulla cittadinanza e di sostituirle con delle rappresentative nazionali, cioe’ in sostanza il calciatore arabo, svedese, americano e cinese se gioca in qualche squadra di club italiana giochera’ allora con la rappresentativa italiana e via dicendo…
    Allora non mi piacque come idea, in fondo pensavo che il calcio e’ un gioco e che quindi almeno nel gioco si potesse giocare sui sensi d’appartenenza e con l’amor di patria anche se cio’ sembra anacronistico in un mondo globalizzato.

    p.s.: per me comunque il razzismo e’ ormai quasi inesistente, sbandierarlo serve molto ai politici ed alla confindustria che hanno bisogno di nuovi schiavi e devono importarli dal sud del mondo, con la maschera dell’antirazzismo coprono i loro volti in realta’ subdoli, ipocriti ed in definitiva cattivi.
    Ci sono discriminazioni reali che invece sono molto piu’ diffuse ma che pero’ non portano voti, ad esempio da sempre le donne brutte sono discriminate anche nelle piccole cose come ad esempio trovare un lavoro da commessa in centro.

  6. Albert1 said

    Rondò: chiaro che parlassi in ambito italiano, chissenefotte degli americani (dove peraltro in ogni caso nigger – o nigga – ci si chiamano i negri tra di loro e dove esiste addirittura il termine “negro” – pl. negroes – che non è poi visto tanto male).😉

    Per quanto riguarda il discorso ebreo (che mi sta anche a cuore, ma avevo inserito solo incidentalmente), non vorrei passare per negazionista, sia chiaro. Ovvio che a “quei” tempi gli ebrei stranieri non venissero in vacanza in Italia, con l’aria che tirava sarebbe stata follia, quello che intendevo dire è che dati i presupposti ed in proporzione, quelli che si trovavano qui (soprattutto gli ebrei romani) se la sono vista meglio degli altri. Questo è stato grazie (e qui mi riagganciavo al discorso iniziale) alla innata mancanza di “razzismo” del popolo italico.
    Sul serio, credo che la nostra gente sia la meno razzista in assoluto sulla faccia della terra: possiamo essere classisti, schifiltosi, snob se vuoi, ma razzisti proprio no. Questo non perchè “ciavemo ‘n còre grande” (sarebbe ovvio), ma perchè grandi della nostra eredità romana semplicemente ci consideriamo “sopra e intorno” a chiunque altro, non ponendoci proprio il problema a priori.😀 Come puoi essere razzista quando sei Cittadino dell’Impero ? Gli altri o sono Cittadini pure loro o prima o poi ci diventeranno, quindi che problema c’è ?😀

    VALE.

  7. RondoneR said

    a proposito di “politicamente cerotto”…

    http://unpoliticallycorrect.ilcannocchiale.it/post/1767335.html

  8. V said

    il termine negro deriva dal latino e non c’entra un piffero con i problemi che hanno negli USA. IL fatto che qualcuno usi un termine in senso dispregiativo non può costringere gli altri a non farne uso. D’altra parte “di colore” è ancora più razzista: anche i bianchi sono colorati , mica so’ trasparenti?

  9. rondoner said

    V, ma sei il V, che conosco altrove?
    Tutti conosciamo l’etimologia di “negro” -> “niger”. Ma è proprio invece una invadenza americana che ci impone il “politically correct” per storia più recente (la loro) ma che scassa le balle al mondo perché ancora lo governa.
    Tanto è vero che anche “coloured” è stato da tempo cancellato in favore dell’assurdo “afro-american” o ripeto del (visto male ma per ora adoperabile) : black.

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