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La rapina della Romanina: un monito per tutti

Posted by romacogitans su 10 gennaio 2008

da: Armati e Responsabili

Un altro fatto, un altro spunto per riflettere. Brevemente ciò che riportano le cronache: un uomo di trent’anni, a Roma, viene sorpreso nell’androne della palazzina dove abita da due persone armate e a volto coperto. Queste lo costringono ad aprire il suo appartamento (dove si trova la compagna della vittima), immobilizzano entrambi ed iniziano a cercare oggetti di valore e denaro. La vittima riesce a liberarsi, ingaggia una colluttazione con gli aggressori, ne disarma uno, esplode un colpo che si rivelerà mortale per uno dei due malviventi, colpito all’arteria femorale: il sopravvissuto fa perdere le tracce portando con se’ il denaro rubato (sembra 10.000 Euro).Ora la vittima è indagata per omicidio volontario (accusa che probabilmente verrà derubricata in eccesso colposo di legittima difesa), ma quel che è peggio è l’opinione diffusa (che ho rilevato leggendo vari blog e alcuni commenti sui giornali) che tende nella maggioranza dei casi a colpevolizzarla.

Di qui la prima riflessione: chi spara sbaglia. Non importa perchè, non importa cosa ha portato a sparare, nemmeno di chi è l’arma. Agli occhi di chi guarda chi tira il grilletto sta comunque esagerando.

In linea di principio, sparare per difendere un oggetto o del denaro mi trova contrario; allo stesso modo colpire qualcuno che ha già rinunciato al suo intento e sta fuggendo non è opportuno (ma non è sicuro che questo sia il caso). Nella fattispecie, però, non vedo cosa altro avrebbe potuto fare il protagonista della vicenda.

Secondo punto: la vittima non era armata. Allora mettiamoci un attimo solo nei suoi panni. Si trova a dover difendere se’ stesso e una seconda persona da due individui, non propriamente cortesi ma evidentemente armati: questi danno prova di aver poca pazienza e molta determinazione con minacce e violenze. Riesce a trovare il coraggio di liberarsi e di scagliarsi comunque contro gli aggressori, ha anche la sveltezza sufficiente a disarmarne uno mettendosi così in posizione paritaria. A questo punto la scelta è obbligata: non si sa ancora (e forse non si saprà mai) se il colpo sia partito durante la colluttazione o se sia stato esploso deliberatamente quando la vittima si era già “disimpegnata” (e questo farà forse la differenza in sede di procedimento), ma di fronte al rischio di essere comunque uccisi, cosa avreste fatto voi ?

Per quanto io possa essere prudente ed “assennato”, non trovo un motivo per biasimare questa persona: la situazione di evidente pericolo e di emergenza, unita alla concitazione di una lotta (inizialmente impari) giustifica gli eventi oltre ogni dubbio. Il fatto che i colpi esplosi abbiano provocato la morte piuttosto che un semplice ferimento è da considerare al livello di un incidente.

Ora mi permetto un “volo pindarico” e mi spingo un po’ avanti: se invece la vittima fosse stata armata ? Sarebbe cambiato qualcosa ? Se già dall’ingresso nell’androne e dall’incontro con i due malviventi avesse potuto contare su una possibilità di difesa maggiore ? Azzardo un’analisi: in primo luogo, le probabilità di spostare l’azione all’interno dell’appartamento, coinvolgendo e mettendo a rischio anche una quarta persona (la compagna) sarebbero diminuite notevolmente. Difficilmente avrebbe corso il rischio di portarsi gli aggressori “dentro casa”, dove peraltro sapeva di avere minori possibilità di movimento. Un qualsiasi diversivo (visto come ha agito, è probabile che ne sarebbe stato capace) gli avrebbe permesso di divincolarsi e rispondere. Nella migliore delle ipotesi gli aggressori (che da come sono andate le cose non sembravano molto propensi a far fuoco) avrebbero rinunciato, nella peggiore sarebbe nata una sparatoria alla Quentin Tarantino. Realisticamente mi attesterei su una “via di mezzo”: la cosa certa è che l’effetto sorpresa a favore della vittima avrebbe permesso a quest’ultima di agire in maniera meno impulsiva ed in maggior sicurezza.

La mia visione personale (ovviamente di parte, ma non potrebbe essere altrimenti) è in conclusione questa:

Chi organizza una rapina o un’aggressione a mano armata, conta sul potere intimidatorio dell’arma piuttosto che sul suo effettivo utilizzo, soprattutto confida nel fatto che (a meno che l’obiettivo non sia un portavalori) la vittima non sarà in grado di rispondere con gli stessi mezzi. Nel caso che trattiamo, il rapinatore sopravvissuto avrà certamente imparato che quella particolare persona è “qualcuno da lasciar perdere” (un eufemismo per indicare qualcuno che ha il coraggio e la capacità di slegarsi, fronteggiare due aggressori e disarmarne uno), ma nulla lo tratterrà dal riprovarci con qualcun altro.

Se invece fossero un po’ meno sicuri in merito alla mancanza di armi ? Se almeno una rapina, una violenza, un’aggressione su tre trovassero una risposta armata ? E’ possibile ipotizzare che le persone animate da cattive intenzioni penserebbero una volta in più prima di agire ? Certo, il rischio “far-west” è dietro l’angolo, ma di fatto (come non mi stancherò mai di dire) finchè i malviventi girano armati non c’è motivo per cui non debbano farlo gli altri.

Non si tratta di alta filosofia o di disquisizioni sui massimi sistemi, il mio è un ragionamento “terra-terra”: l’individuo ha il sacrosanto diritto di difendere la sua vita e quella degli altri con tutti i mezzi possibili, l’individuo più debole ha diritto ad un’opzione di parità. La possibilità di soccombere è contemplabile solo in un contesto dove le forze siano equilibrate, altrimenti diventa una certezza, e questo è inaccettabile.

8 Risposte to “La rapina della Romanina: un monito per tutti”

  1. Anonimo said

    @Albert1
    “….A questo punto la scelta è obbligata: non si sa ancora (e forse non si saprà mai) se il colpo sia partito durante la colluttazione o se sia stato esploso deliberatamente quando la vittima si era già “disimpegnata” (e questo farà forse la differenza in sede di procedimento), ma di fronte al rischio di essere comunque uccisi, cosa avreste fatto voi ?”

    In effetti, se da una parte non è certo da approvare il gesto di fare fuoco su qualcuno in fuga, dall’altra credo che sia ragionevole pensare che la vittima del furto abbia agito nella consapevolezza che di pistole potevano anche essercene 2. Inoltre, chi può affermare con certezza che il fatto di sparare su qualcuno in fuga sia esattamente quello che è successo? Ovviamente, non posso pretendere di conoscere i fatti, ma azzardo un’ipotesi: la vittima del furto non credo certo che abbia disarmato l’aggressore, poi si sia comodamente messa a sedere attendendo che i 2 delinquenti se ne andassero e poi ha iniziato a fare fuoco. E’ molto più probabile che la cosiddetta “fuga” sia avvenuta immediatamente dopo la colluttazione (più che altro una logica conseguenza delle azioni che si stavano sviluppando) e che la vittima del furto abbia semplicemente “continuato” la colluttazione. A questo punto potrebbe essere partito il colpo.

    Personalmente non posso assolutamente biasimarlo per quello che ha fatto e mi auguro che il reato che gli sarà contestato sia eccesso di legittima difesa, piuttosto che omicidio volontario.

    Dall’altra parte non so cosa sarebbe cambiato se la vittima avesse potuto disporre “liberamente” di un’arma. Oggi non è proibito chiedere il porto d’armi e chi assicurava i 2 delinquenti che la vittima non avesse con sé o in casa un’arma? Il fattore sorpresa, avrebbe potuto trasformarsi in una sparatoria ben più cruenta, dal momento che, arma contro arma, normalmente è il più veloce che si salva le penne…

  2. Roma said

    I magistrati italiani sono uno dei cancri di questo paese. A chi uccide un delinquente dovrebbero dare una medaglia d’oro, non incarcerarlo.
    Sempre pronti a scagliarsi contro le vittime, sempre pronti a difendere i delinquenti, ecco la bella filosofia di questa democrazia.

  3. Leo said

    @Roma: attenzione a non scambiare il mezzo (i magistrati) con il fine (quello di “qualcuno”, di essere troppo garantista con la maggior parte dei delinquenti).
    A buon intenditore…

  4. Io dico che se qualcuno ti attacca per rapinarti è meglio dargli quello che vuole piuttosto che rimetterci la pelle. Questo tiio che ha reagito doveva essere un pazzo alla rambo, secondo me, anche perchè reagire contro persone armate e malviventi in presenza della popria compagna come minimo porta il rischio che qualche pallottola possa colpire anche lei.

    Si deve tenere poco denaro in casa e via se qualcuno malauguratamente entra a rubare, pace, megglio pagare che essere uccisi, poi quella persona se presa se la vedra’ con la legge.

    Ma uccidere uno che ti vuole rubare a casa per me e’ esagerato. Quella e’ gente povera, che non ha avuto le nostre stesse possibilità, capisco sottoporli alla legge perchè e’ giusto, ma addirittura ucciderli? Ma nemmeno in America che sono dei cow boys uccidono dei rapinatori, scusate.

    E poi sempre laggiu’ sono tutti armati ma non mi sembra che ci sia piu’ sicurezza che da noi, anzi semmai c’è n’è molta meno.

    Io le armi da fuoco le vieterei per legge a tutti. Se ti vuoi difendere vai a fare dei corsi di arti marziali e ti metti qualche antifurto in piu’ in casa, o un cane, ecc..

    Ciao.

  5. Leo said

    @Miglioraroma:
    :
    comincia a chiederti quanto costa una pistola (al mercato nero o bianco che sia) e poi mi parlerai della gente povera…

    Se qualcuno va in giro puntando un’arma in faccia a qualcuno, può anche capitare che ci si faccia male… molto male.

    E poi smettila di dire che “povero = al di sopra della legge” perché anche a me girano molto i COGLIONI quando vado dal meccanico e per rimettere a posto l’auto devo cacciare 500 EURO. La mentalità che dimostri è peggiore di quella delle persone che vanno in giro a rubare, visto che le giustifichi pure.

    • Martina said

      io non le giustifico affatto, forse mi sono espressa male. La legge deve fare il suo corso ed è giusto che ci siano le giuste punizioni per chi la infrange. Dico solo che non è possibile (nè legale mi sembra) reagire ad una rapina uccidendo (difesa sproporzionata all’offesa)
      ciao

  6. Albert1 said

    Scusate, la cosa l’ho “lanciata” io, credo opportuno chiarire un po’.

    Primo: nel caso di specie, la vittima non era nemmeno armata “di suo”. Non ha fatto altro che difendersi, la pistola l’ha portata il rapinatore, se è riuscito pure a farsela levare forse non era il mestiere adatto a lui.

    Più in generale, non è la rapina o il furto in se’ che mi preoccupano, bensì la violenza o il danno fisico che ne possono scaturire. Sono d’accordo in linea generale (lo ripeto da sempre) che se la cosa si può risolvere con la perdita di qualche spicciolo o di un gioiello è meglio che sia così. Il problema è la tendenza (in aumento) alla degenerazione di questi eventi in danni alle persone. Mi spiego meglio: una volta, ai bei tempi, succedeva che tornando dalle vacanze si trovasse la porta forzata e l’appartamento vuoto. Brutta esperienza, ma superabile.
    Oggi purtroppo è sempre più frequente che le intrusioni avvengano anche a casa “piena”, metodo che paga molto di più in termini di bottino: si può minacciare, estorcere, farsi aprire casseforti e consegnare anche cose che normalmente nascoste non potrebbero essere altrimenti rinvenute. Questo non avviene con delicati inviti verbali, ma in genere con minacce, percosse e altri sistemi che mettono a repentaglio l’incolumità fisica delle persone. Dimentichiamoci per un attimo i “ladri gentiluomini”, perchè non esistono più. Il vero ladro è scaltro, evita il contatto ed il confronto, NON gira armato (perchè sa che furto è una cosa, rapina a mano armata è peggio), soprattutto se scoperto gira sui tacchi e scappa. Quelli con cui abbiamo a che fare di questi tempi sono balordi che contano sulla prevaricazione e non si fanno scrupolo ad usare violenza e/o armi.

    Allargo la cosa anche ad altri crimini (tentativi di stupro, aggressioni) che comunque a mio avviso meritano una risposta armata. Martina, le armi SONO di fatto vietate per legge (quanta gente conosci che gira armata ?), ma ciò non toglie che al solito chi non dovrebbe averle le ha. E le usa. E la legge non aiuta.
    Non ti aiuta nemmeno dopo, in tribunale, figurati quanto può salvarti la pelle quando sei sola davanti a chi ti aggredisce.
    D’accordo anche sull’opportunità di un addestramento alla difesa personale, io non sono Bruce Lee, ma qualche schiaffo sono capace di tirarlo. Però…
    Però contro due persone, se una magari mi tiene sotto tiro e l’altra ha un coltello in mano, mi dici che mi invento ?

    • Martina said

      ti capisco, pero’ se non sei addestrato e ti munisci di arma da fuoco, finisce che ti fai male o che lo scontro magari degenera. Oltre all’arma dovresti avere anche sangue freddo e addestramento per sentirti sicuro.
      Sai negli USA poi quanti bambini muoiono perchè si sparano per sbaglio trovando l’arma del padre nascosta in casa?
      O quanti prendono un’arma (magari del padre sempre “nascosta” in casa che poi nemmeno le nascondono tanto – io ci ho vissuto e molti le espongono in vetrinette ecc) e fanno stragi?
      Io resto scettica sull’uso da difesa. Meglio sempre cercare di evitare le situazioni a rischio..

      ciao

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