RomaCogitans

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Dove cercare il nostro futuro?

Posted by romacogitans su 21 dicembre 2007

Vista la triste e drammatica situazione italiana degli ultimi anni, molti si domanderanno dove stiamo andando.

Vi racconto due storie, emblematiche per i nostri giorni:

In una misera baracca, costruita con altre sulla collina che fiancheggia San Pietro, vive con la sua numerosissima famiglia (la moglie, una decina di figli e un mucchio di parenti) un vecchio [rumeno]. Dopo essersi spinto fino a sparare su uno dei suoi figli, egli si porta in casa, per far dispetto alla moglie, una imponente prostituta, obbligando la consorte a farle posto nel letto matrimoniale. Furente per l’affronto, la donna organizza, d’accordo con tutta la famiglia, l’avvelenamento del vecchio con mezzo chilo di topicida mischiato col sugo di un’abbondante pastasciutta. Giacinto, però, riesce a salvarsi e, per vendetta, dà fuoco alla baracca, senza peraltro causare vittime; la vende, poi, a una famiglia di [albanesi], provocando una zuffa che si conclude con l’ingresso nella baracca anche dei nuovi arrivati.

e poi

L’anziano Umberto Domenico Ferrari, funzionario per trent’anni del Ministero dei lavori pubblici, vive con una misera pensione […]. Un giorno Umberto è colto dall’influenza e viene ricoverato all’ospedale dove riesce a mettere da parte qualche soldo risparmiando sul mangiare. […] In difficoltà economiche, messo alle strette per il pagamento degli arretrati alla padrona di casa, Umberto prova a chiedere l’elemosina, ma il suo carattere orgogliosamente umile non riesce a fargli tendere la mano. Incontra qualche vecchio collega di lavoro, ma dopo il primo rifiuto ad un’esplicita richiesta d’aiuto, con il secondo collega evita di mostrarsi in difficoltà. Solo, disperato, l’anziano Umberto medita il suicidio più volte […].

Ecco, le due descrizioni sono tratte dalle sinossi di “Brutti, sporchi e cattivi”, film del 1976 diretto da Ettore Scola (dove mi sono limitato a sostituire “pugliese” e “calabrese” con “rumeno” e “albanese”, per renderlo più attuale) e di “Umberto D.” film di Vittorio De Sica del 1952… ebbene, per assurdo che possa sembrare, temo che una previsione sul futuro prossimo italiano si possa trovare nella ricca filmografia italiana dal dopoguerra a quasi tutti gli anni ’70… la parte relativa al boom economico dei ’60 invece rimarrà solo appannaggio della casta e dei liberi professionisti, mentre gli altri schiatteranno!

Schiattate, italiani! E buon Natale! Andate a comprarvi il cellulare nuovo prima di schiattare… perché schiatterete! AUGURI!

3 Risposte to “Dove cercare il nostro futuro?”

  1. Roma said

    Sempre più cinico, sempre più vero.

  2. Albert1 said

    E tu pensa fra qualche altro decennio, quando il nostro futuro ce lo dovremo andare a cercare nei film dei Vanzina !!!

    Allora sì…

  3. Ale said

    Hai perfettamente ragione…io ho l’impressione che qui ormai stiamo diventando un Paese molto simile a quegli stati sudamericani dove non vi è mai stata una classe media, ma bensì l’enorme sproporzione tra infinitamente ricchi e infinitamente poveri. Stiamo vivendo un periodo di grande crisi sociale, politica ed economica, che ovviamente si ripercuote nella quotidianità della vita di gente che, come me, vive con ansia e angoscia tutto questo sfacelo, mentre la casta, come dici tu, si aumenta gli stipendi a proprio piacimento e senza ritegno, alla faccia di noi umili e sciocchi servi che li manteniamo…penso che nel corso dei secoli, le dinamiche e i rapporti sociali non siano cambiati molto e, a parte il tentativo della Rivoluzione francese, a fine settecento, di ribellarsi e sopprimere la tirannia e i privilegi della casta, sia tornato tutto come prima, a parte le innovazioni scientifiche e tecnologiche. Che sconforto e che delusione!

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