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Licence to rape

Posted by romacogitans su 13 dicembre 2007

Mentre si sono sbandierati a destra ed a manca dati statistici che riguardano le violenze sessuali subite dalle donne, interpretandoli come al solito a “cazzo di cane” e strumentalmente (giocando ignominiosamente sulla pelle di tante donne che hanno sofferto), non molto si è detto della “licenza di stupro” ri-concessa ai tassisti a Roma, e purtroppo pare che bisogna ringraziare ancora una volta Mr. Volemosebbene MA ANCHE Pugnoduro.

L’inserto romano del Corriere della Sera del 4 dicembre riporta che grazie al Campidoglio ed ad una nuova legge regionale ad hoc sono di nuovo in strada i tassisti cui erano state sequestrate le licenze perché condannati per stupro. La faccenda era emersa lo scorso anno da una inchiesta che aveva smascherato alcuni conducenti che avevano subìto condanne per reati gravi (spaccio di stupefacenti o violenza sessuale). Va sottolineato che come al solito la revoca era nata quasi casualmente, sull’onda dello sdegno per un omicidio compiuto al centro della città, fatto che perpetra l’atroce assioma tutto italico che in questo cazzo di Paese deve sempre esserci il morto per far un po’ smuovere le acque. Il livello di inciviltà raggiunge il suo acme nel vedere che neanche il morto serve a niente, perché facendo passare il tempo si fa finta di nulla e si lascia le cose come stavano o peggio si fanno interventi amministrativi e normativi che legittimino le illegalità.

Come sempre in Italia, “la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale degli altri”: con la modifica del 6 luglio che cancella tre commi della vecchia legge 58 del ’93 alcuni reati gravi costituiscono ancora un impedimento legale allo svolgere la professione di tassista SOLO se la condanna è stata superiore a un anno di carcere. Ma guarda però, nel frattempo c’è stato l’indulto! Lode al CAVILLO! Come al solito tutto si riduce a tarallucci e vino!

Ora non solo a Roma abbiamo subito l’occupazione della città da parte dei taxi – anche spalleggiata da populisti politucoli di destra – ma i populisti politucoli di sinistra hanno concesso a questi ladri un aumento del 18% sulle già criminali tariffe e ora anche agli stupratori di poter permettersi di svolgere un servizio pubblico che li porta anche a ritrovarsi soli con donne nel pieno della notte, che magari tornano a casa sole dopo una serata.

Mentre tutti reclamano sicurezza in questa città sempre più simile a Baghdad, ecco venire meno le misure già esistenti. Dovrebbero essere i tassisti stessi a pretendere il rispetto di sanzioni che tutelino l’affidabilità della loro categoria, altrimenti cosa dovrebbe pensare una donna salendo su un’auto pubblica? Di sperare di non incappare in uno dei taxi guidato da uno stupratore? Veltroni, Marrazzo, Alemanno ma delle nostre donne non ve ne frega proprio nulla?!?!? Guardate che pure loro votano, e mica sono tutte imbecilli!

Forse più di una tra sé dirà: “fermate il mondo, voglio scendere: c’è uno stupratore al volante!”

3 Risposte to “Licence to rape”

  1. Andrea Rossi said

    Si questo gravissimo fatto lo lessi l’anno scorso e lo comunicai anche a Marco Travaglio sperando che potesse dargli la giusta eco, cio’ che e’ successo e’ gravissimo e colpisce come al solito i potenziali tassisti onesti che all’epoca delle autocertificazioni e del rilascio delle licenze si videro scavalcati da pregiudicati che dichiararono il falso, da quelloo che so una buona responsabilita’ e’ di Piero Marrazzo, l’ex difensore dei deboli, ora ci troviamo con tassisti pregiudicati che guadagnano fior di stipendi in giro allegramente per la citta’, cosa ancora piu’ grave e’ che ci siano anche pregiudicati per stupro, inaudito…
    Possibile che politici e forze dell’ordine abbiano paura di far rispettare la legge ? Possibile che non si riescano a togliere dalla strada questi lestofanti ?
    Forse sarebbe il caso di scrivere in massa ai giornali, che ne pensate ?

  2. Albert1 said

    Secondo me (odio iniziare con “secondo me”, ma oggi sono un po’ esaurito), il problema è proprio nella “licenza”.
    Licenza de che ? La licenza per come è ridotta oggi oltre ad essere completamente delegittimata (non è nominativa, è cedibile, la danno e la ridanno pure ai criminali) serve solo come merce di scambio. Come per tante altre cose in questo Paese (che continuo a scrivere con la maiuscola per l’amore profondo che nonostante tutto ancora provo)l’importante è avere la “licenza”, il pezzo di carta: poi sei automaticamente autorizzato a fare quello che ti pare: dalla fregatura col tassametro, fino all’eventuale stupro. Tanto ciai la “licenza”…
    Nessuno controlla, tanto se ciai la “licenza” sei “apposto”.
    Ma mi volete spiegare che ce devono fa’ i tassisti (e mica solo loro) con la licenza se non:
    1) Mettere barriere all’entrata;
    2) Ostacolare il libero mercato tramite il controllo delle tariffe;
    3) Tenersela al pizzo per rivenderla o subaffittarla quando non gli va più di lavorare ?
    Sarebbe tanto più onesto e pratico liberalizzare completamente il settore, posti magari solo alcuni “paletti” di ordine estetico tipo colore delle macchine, controlli fiscali e tecnici.
    Chiunque voglia fare il tassinaro ed abbia una vettura consona potrebbe semplicemente “mettersi sul mercato”, esporre le sue tariffe (che si regolerebbero da sole grazie a quel magico sistema che si chiama appunto “mercato”), e fare il suo onesto lavoro con scontrino senza rompere tanto le scatole. Scommettiamo che la situazione taxi a Roma raggiungerebbe livelli di efficienza da record mondiale ?
    Sarò un idealista, sarò un visionario, ma a me ‘sta politica della licenza sembra tutta una presa per i fondelli…

  3. Andrea Rossi said

    Premesso che almeno in teoria io sarei favorevole ad una regolamentazione rigida del mercato del lavoro (Sara’ il mio vecchio retaggio marxista)e quindi (sempre in teoria) sarei d’accordo al sistema delle licenze, ecco premesso questo ma considerata la realta’ cosi’ efficacemente descritta da Albert1 non posso far altro che condividere amaramente quanto da lui scritto, le licenze cosi’ come sono state concesse in passato, per come sono state ridotte a merce di scambio, per l’essere state concesse a veri e propri delinquenti, ecco per tutto questo ed anche per altro sarebbe bene quindi liberalizzare completamente il mercato.
    Mi dispiace per un paio di miei amici tassisti che delinquenti non sono, ma se non si colpiscono i ladri si dovranno danneggiare per forza di cose anche gli onesti.
    In questo scenario spero che gli elettori romani facciano pagare il conto ad alleanza nazionale che su questo problema ha difeso gli indifendibili, tra l’altro in palese incoerenza rispetto al valore della legalita’ che invece sbandiera continuamente.

    p.s.: ieri ho letto su un quotidiano che numerosi tassisti hanno saccheggiato un benzinaio causandogli danni assai rilevanti, pare che si siano scambiati la notizia via radio, davvero non c’e’ mai limite al peggio.

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