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La cultura dell’illegalità

Posted by romacogitans su 11 dicembre 2007

Quando si parla di cultura dell’illegalità in genere si fa riferimento al Sud Italia, ad organizzazioni criminali quali Mafia e Camorra, ad una certa forma mentis che è radicata nelle zone meno avanzate dello Stivale, ma anche in determinati settori economici quali la finanza e l’edilizia.

Ma cultura criminale è anche quella più strisciante che sta caratterizzando l’Italia tutta, dalle cosiddette morti bianche passate sotto silenzio (c’è voluta l’ennesima strage per far smuovere un po’ le cose), a chi si oppone alle leggi che vogliono espellere stranieri che non riescono a dimostrare di avere risorse economiche sufficienti e legali (e difendono così il lavoro nero e illegale), a chi rivendica e ottiene perché fa la voce grossa e porta avanti azioni illegali che colpiscono la società tutta a vantaggio di singole corporazioni.

L’illegalità condivisa, appoggiata o perpetrata dai politici ha però un risvolto ancora più perverso, perché non solo la legittima, ma la fomenta e la moltiplica: rende l’illegale cultura, appunto, e strumento condiviso perché valido.

Dopo la scandalosa e criminale azione dei tassisti romani, che non solo non sono stati puniti per le loro azioni illegali, ma hanno anche ottenuto gli assurdi aumenti del 18% che ignominiosamente pretendevano, ora – forti della positiva lezione appresa dai tassisti – anche i camionisti replicano la proficua strategia delinquenziale, e bloccano tutta l’Italia mettendosi di traverso coi loro tir su strade ed autostrade.

Non voglio entrare nel merito delle richieste dei camionisti, ma a me quello che succede insegna che per ottenere qualcosa (cui magari ho diritto) mi conviene richiederla con la pistola in pugno… e tanti saluti alla civiltà ed al blog di Albert1.

Una Risposta to “La cultura dell’illegalità”

  1. Albert1 said

    Ma come, io mi impicco per promuovere l’uso civile e legale delle armi e tu mi ti dai alla clandestinità ?😀
    Proprio da te mi doveva arrivare una simile dichiarazione ? Aho, io er pezzo nun te lo rimedio, eh ? Vai dagli zingheri.

    Io sono e rimango dell’avviso che la legalità vada supportata sempre e comunque, a partire dal basso (il singolo) per arrivare ai vertici. Se anche un’intera categoria (tassisti, camionisti, giornalisti, e perchè no, giudici) compie azioni illegali, questo non giustifica e non legittima. La Legge è lì per me, al mio servizio come le Istituzioni, le Forze dell’Ordine e lo Stato in genere. La Legge è con me, non contro di me. Esiste una Costituzione (quando uso le maiuscole è perchè indico il concetto non l’oggetto, te ne sarai accorto), esistono dei Codici, e non ci siamo inventati niente, non sono altro che la trasposizione a nostro uso e consumo di Principii (non trovo l’accento circonflesso, ca**o!) che con il solo fatto di stare coi piedi in Italia accettiamo e ratifichiamo.

    E non esiste camionista che me li farà rinnegare: sono italiano, parlo italiano, obbedisco alla legge italiana e quella si, la posso anche difendere pistola in pugno, unica cosa oltre alla mia pellaccia da due soldi (e quella ben più preziosa di chi mi è caro).

    E poco importa che quelli che dovrebbero fare questo discorso ogni santa mattina appena svegli facciano invece di tutto per delegittimare ogni cosa. Problema loro, non mio.

    Augh.

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