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Identità giudaico-cristiana? (2)

Posted by romacogitans su 3 dicembre 2007

… segue…

RC: La tua ricostruzione storica è vera, ci mancherebbe altro, ma l’uso che ne fai mi lascia perplesso. L’impressione che ho leggendo la tua descrizione è che in fondo non parli di pericolo di ripudiare il padre, ma di necessità nel continuare a fare il maniscalco perché il nonno di mio nonno lo era, ed il discorso visto in questa prospettiva mi sembra fallace.
E’ in ogni modo opportuno sottolineare che il patrimonio culturale tramandatoci dai benedettini è in buona parte ciò che si DOVEVA tramandare, in altri casi è stato da loro salvato MALGRADO i Diktat della Chiesa stessa.
Personalmente vedo le mie origini in un luogo più che in un gruppo, nella culla del Mediterraneo, dove miriadi di culture si sono sovrapposte, integrate, e forse il punto più alto di questa crescita è stato raggiunto proprio nel momento dell’espansione romana, che creando fitte reti di comunicazioni agevolava questi sinergici confronti.
L’avvento delle religioni monoteiste, dei popoli eletti da un unico dio, ha rotto questi equilibri di mutuo rispetto. A mio modesto parere finché non relegheremo queste confessioni al loro ruolo – di personale elezione di fede e non di spada con cui assoggettare gli altri – da questo medioevo, generato anche dalla manipolazione e distorsione del messaggio di Cristo, non ne usciremo mai.
Per come la vedo io parlare di identità – se proprio lo vogliamo fare – deve essere ESCLUSIVAMENTE momento di ricchezza nell’apportare la propria cultura, le proprie tradizioni nel confrontarsi cogli altri. Trincerarsi dietro confini politici e cultuali è solo sintomo di debolezza, ed invece se vogliamo credere nella nostra cultura (che per quel che mi riguarda è italiana, non giudaico-cristiana: antropologicamente e sociologicamente l’Italia è un Paese profondamente arabo!) dobbiamo darle la possibilità di confrontarsi (non scontrarsi) con altre: solo a questo modo si vede il valore che le riconosciamo, altrimenti si cade in un atteggiamento da pavidi. Perché questo? Perché altro momento fondamentale per la nostra crescita si riscontra nella capacità di arricchire aggiornare quell’immane patrimonio di esperienze intergenerazionali che ci portiamo dentro dai primi passi che come cittadini abbiamo fatto.
Il trincerarsi dietro avvenimenti accaduti secoli se non millenni fa per rivendicare la propria “alterità” se non addirittura una superiorità (begli esempi di superiorità stanno dando gli statunitensi…) mi sembra a dir poco fuori luogo, per non dire – alla luce delle attuali dinamiche socio-culturali in fibrillante interazione anche grazie alle tecnologie di comunicazione – non molto fruttifero.
Per ciò che riguarda gli americani del nord, è sintomatico che scrivano IN GOD WE TRUST su una banconota: quel foglio verde è l’unico vero dio che riconoscono e venerano… Rispetto quello che dici, ma in Europa (tranne i Paesi più arretrati come Romania e Italia) stiamo anni luce più avanti rispetto ai gringos…
Buona giornata

Abr: se la ricostruzione storica che faccio è vera, perchè me ne dovrei vergognare sottacendola?
Cosa significa che non va bene “l’uso che ne faccio”, forse che la verità (v minuscola) urta sensibilità “altre”, con le loro Verità )(v maiuscola)?
Il mio nonno era calzolaio e io sono ingegnere; checcentra il riconoscimento e il rispetto che gli devo con il rifare i suoi stessi percorsi?
Avevano un senso allora e per lui; oggi il Mondo e le opzioni disponibili sono diverse. Le voglio indagare ed eventualmente percorrere avendo il più chiaro possibile il loro significato, ASSIEME alla consapevolezza di chi sono e da dove arrivo.
Chi l’ha detto che il conoscere il proprio background, capirlo profondamente anche nelle sue contraddizioni e accettarlo, sarebbe in conflitto con il riconoscere gli altri?
Sin da piccino tra le gang di ragazzini (eh si, ho avuto una infanzia difficile ma molto istruttiva), ho imparato che rispettare gi altri significa in primis rispettare se stessi e perciò farsi rispettare.
Anche nella vita di tutti i giorni risultano interessanti i confronti con chi abbia un vissuto un credo e qualcosa da dire; non con chi ti dica: fai quello che credi, segui pure le tue regole, prenditi quello che vuoi, just don’t touch my Breil …
Affermare la propria identità non vuol dire disprezzare o conculcare quella degli altri, nè tantomeno di non esserne curiosi o disposti all’ibridazione e alla contaminazione.
Sulla storia: non apprezzo molto quelli che trinciano giudizi sul passato con gli occhi moderni.
I romani ad esempio, così apparentemente “aperti” e sincretisti, non avevano alcun concetto di rispetto per l’individuo nè per il diverso: concepivano solo Forza e Sottomissione. Semplice: accettavi che il tuo Dio fosse inserito nel Pantheon e di far sacrifici all’Imperatore. Se ti sfuggisse il senso profondamente abietto di tale apparentemente innocua operazione, vedi “300” e capirai..
D’altro canto, mi rifiuto di condannare i romani per aver crocifisso ventimila schiavi in un giorno solo tra Roma e Capua (uno ogni cento metri), data la loro cultura era il “corretto” modo di accomodare una ribellione. Consentimi però di sorridere quando qualcuno mi parla di “punto più alto del confronto tra civiltà”.
L’apporto delle tanto vituperare “religioni monoteiste” al mondo grecoromano in una battuta: prima esistevano il Fato e la Ragione; dopo, è nato l’Individuo col suo Libero Arbitrio.
Ma l’Inquisitore poi tagliava la lingua a chi esercitasse il suo libero arbitrio, dici? Beh, dar la colpa alla religione di tale comportamento allineato alla mentalità corrente del suo tempo, sarebbe come condannare i romani per gli schiavi crocifissi o per aver raso al suolo Cartagine, sparso sale sulle rovine e aver venduto come schiavi tutti i sopravvissuti … Andiamoci piano con il trinciar giudizi morali sul passato col senno di poi.
Medesimo discorso sui “diktat” ecclesiastici malgrado i quali la scienza etc.etc. ce l’avrebbe fatta; è come dire che la Roma è arrivata seconda “malgrado” Spalletti …
Infine, lasciati dire, formuli un giudizio francamente un po’ cheap e provinciale (sorry per l’arroganza) sull’America.
Sulla supposta superiorità culturale eurabica, non spreco considerazioni; mi pareva assodato che stiamo solo campando di rendita (“pliis visit Italy ..”).
Del resto sul piano culturale, il conto dei Nobel assegnati per Nazione negli ultimi cento anni, letteratura inclusa, lo puoi far da solo; anche l’impietoso confronto tra gli influssi culturali di Broadway, comparati con quelli del Sistina o anche dell’Opèra, o delle realizzazioni artistiche e architettoniche …. come dici, è solo per via della grana? Appunto , quella che reca scritto: “In God we trust” …😉
Buona giornata a te.

Poi mi sono stancato di rispondere, anche per rispetto al “padrone di casa” Abr, con cui non volevo portare avanti una infruttuosa polemica… lascio a voi le conclusioni, miei tre lettori…

Una Risposta to “Identità giudaico-cristiana? (2)”

  1. Albert1 said

    Scusami, magari è perchè sono un po’ stanco, ma ‘sta cosa mica la riesco a seguire…
    Mi manca il contesto, adesso mi spizzo tutto il Blog di Abr, poi te faccio sapè🙂

    Che ci posso fare, sono un analitico del ca**o…

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