RomaCogitans

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Io ho dignità: boicotto i taxi…

Posted by romacogitans su 29 novembre 2007

La legge della giungla, del più forte, del dominio della prepotenza su norme e diritti ha avuto ieri a Roma l’ennesima manifestazione della sua soverchiante importanza nella società italiana.

Nel pomeriggio i tassisti hanno repentinamente abbandonato delle trattative dove pretendevano privilegi ignobili, e non solo hanno interrotto il servizio pubblico per cui esistono, ma hanno fatto una manifestazione non autorizzata ed hanno occupato un suolo pubblico vitale come delle strade paralizzando mezza città… Se l’Italia fosse stato un Paese civile (cosa che non è neanche lontanamente) avrebbe dovuto richiamare l’esercito dall’Afghanistan, e utilizzare carri armati e ruspe per rimuovere quelle lattine bianche che hanno bloccato Roma. Invece tutto è stato rimandato ai democristiani principi del volemosebbene e della imperitura pazienza.

Andiamo per gradi. Alla voce TAXI il dizionario della lingua italiana De Mauro dice: “automobile per il trasporto pubblico di passeggeri”. Cioè, pur essendo un mezzo privato, fornisce un servizio pubblico. Alla voce legalità c’è un lapidario “conforme alla legge”. Tali parole, presenti nella lingua di Dante, purtroppo sembrano non racchiudere i concetti dovuti, perché quanto descritto in Italia non accade.

Usciamo per un attimo dai confini ed atterriamo nella capitale del nostro Paese fratello d’oltremare: a Madrid (città di circa 3 milioni di abitanti, ma molto compatta – quindi con minori necessità di spostamenti – e con un sistema di trasporto pubblico da fantascienza) circolano circa 16.000 taxi; a Roma (città con meno popolazione ma ben più estesa della capitale spagnola, e coi trasporti da terzo mondo che conosciamo) ce ne sono circa 7.200.

Basterebbe questo numero per smantellare ogni pretesa della corporazione (perché così si comporta) dei tassisti. Il problema delle licenze cui i tassisti si oppongono è dato dal fatto che negli anni la categoria ha spinto per mantenere un numero limitato di taxi, mantenendo bassissima l’offerta a fronte di una domanda che a Roma è fisiologicamente (il trasporto pubblico è quasi inesistente) elevata. Inoltre per lo stesso principio di scarsità è possibile rivendere le licenze al mercato nero a prezzi spropositati (parecchi anni fa mi venne detto che costava quasi venti milioni di lire), perché fare il tassista significa entrare in una casta che si permette guadagni stratosferici.

La pochezza del numero ha reso anche fiorente il mercato degli abusivi (come si legge alla fine dell’articolo del giornale argentino La Nación, dove il redattore scopre quanto simile al sud america sia Roma), dei taxi provenienti da altri comuni che si riversano su mercati fiorenti come gli aeroporti e delle auto con autista, con reazioni anche criminali da parte dei tassisti.

Ma quale è la situazione dei tassisti romani vista cogli occhi degli stranieri? Su internet si trovano parecchi tra siti e blog stranieri che raccomandano tecniche e strategie per non venir truffati dai tassisti, oppure c’è chi nella rubrica dedicata al crimine a Roma inserisce il comportamento dei tassisti , mentre ovunque si legge che i taxi nella Città Eterna sono difficili da trovare e costosi.

L’arroganza dei tassisti oggi – spalleggiati da Alemanno, che è uno che dovrebbe (a suo dire) essere paladino di giustizia e moralità, mentre invece è uno squallido populista che cavalca ogni situzione che gli porti visibilità – è legittimare il mercato di illegale compravendita e le loro folli tariffe. Possiamo accettarlo?

Bloccare una città con comportamenti squadristi è illegale e ignobile … Mostra le palle Veltroni… fallo per una volta e spazzali via questi criminali di tassisti! Io qui sto con Bersani e Veltroni, ed in questo contesto rimprovero loro di non aver avuto il polso fermo e coerenza: Roma ha bisogno di circa altri 10.000 taxi, altro che i miseri 500 di cui si discute.

Per quello che possiamo fare noi cittadini, per rispondere in maniera civile alla brutale presa di posizione dei tassisti propongo una vivissima ma irremovibile protesta: fare di tutto affinché nessuno prenda un taxi per almeno due mesi. Distogliete amici e parenti, scrivete ai giornali stranieri. Personalmente mi impegno a scrivere a tutti i giornali stranieri, nelle lingue che conosco (se qualcuno parla francese, giapponese e russo copriamo quasi tutto il pianeta turistico), per mettere in guardia i turisti e distoglierli dal prendere i taxi proprio ora che arrivano le vacanze natalizie… Vediamo come si mettono questi cavernicoli che per aver comprato al mercato nero una licenza si credono i padroni di Roma… Che vadano a passare il Natale nelle baraccopoli con zingari e romeni, e diamo la licenza dei taxi a italiani e stranieri (soprattutto a zingari, albanesi e rumeni che vogliono crearsi un futuro qui) che vogliono vivere dignitosamente in questo Paese!

Dulcis in fundo: speriamo che questo governo prima del de profundis approvi la class action, così chiediamo pure i danni alla categoria dei taxi! Cosa che dovrebbe già fare il Comune…

8 Risposte to “Io ho dignità: boicotto i taxi…”

  1. lecoincidenzenonesistono said

    gran bel pezzo…

    ci vediamo su http://milanoromatrani.wordpress.com

    vi ho linkato

    ciao

    S

  2. Sessorium said

    Colpa dei tassisti, che sono degli sfascisti decerebrati, o colpa dell’amministrazione che consente tutto questo in barba anche ad un Governo che, finalmente, ha deto le possibilità per risolvere i problemi.
    E poi un terzo attore. Il Ministero degli Interni, questo sconosciuto. Io vorrei vivere in un Paese dove ad una invasione barbarica che non sia una trasmissione tv su La7 si risponda come la storia dell’uomo ha sempre risposto: con l’esercito, non certo lasciandosi soverchiare.
    Ebbene quando al Viminale c’era gente tutta d’un pezzo (l’inarrivabile Cossiga in primis) certe cose probabilmente non sarebbero successe.
    Fai passare un carro armato giù per via Nazionale, fallo scendere per IV Novembre e fallo arrivare in Piazza Venezia. Piano piano. Anche senza munizioni. Fallo avvicinare alle auto. Scommettiamo che si rimettono tutti buoni buoni alla guida a fare il loro dovere?

  3. rondoner said

    RC. Ma vogliamo chiudere sto cacchio di centro?

  4. superbisco said

    Io capisco benissimo la questione.

    La licenza per un neo tassinaro è di circa 200mila euro. Probabilmente si apre un mutuo per comprarla e con i soldi si estingue in 20 anni.

    Alla fine si vende la licenza e si riguadagnano i soldi. E’ una sorta di liquidazione alla fin fine. E comunque è sempre un valido “pegno”, per ogni eventualità.

    L’introduzione di nuove licenze, ovviamente, fa abbassare il valore della licenza stessa. (Secondo me dipende anche da *quante* licenze si introducono, vabbè…)

    Però io concludo con una sola frase. Se la sono cercata. I tassinari è una lobby? sì. Hanno fornito sempre e comunque un servizio pessimo ed inadeguato (per una capitale europea sopratutto)? Aggiungiamo inoltre la proverbiale arroganza e il gioco è fatto.

    Alcuni direbbero che se la stanno prendendo con l’anello più debole delle lobby. Concordo. Ma è comunque un anello.

  5. kenpachi1 said

    Il vero problema è, come sempre, il rispetto della legalità. In un paese civile, dove le strade sono controllate dalle forze dell’ordine, e non da gruppi di violenti violenti facinorosi, sarebbe bastato qualche reparto armato di manganello, per riportare l’ordine. Da noi invece tutto è concesso.

    Quanto alla chiusura del centro, sarò impopolare, ma secondo me è un’inutile stupidaggine. Chiudere il centro, per lasciarlo solo ad autobus e taxi, vuol dire consegnare il resto della città a un ingorgo perenne, ancora più grande di quello che c’è adesso. Io non credo proprio che i romani lasceranno a casa l’auto, purtroppo è una mentalità ancora da cambiare. Considerando poi che a roma ci sono troppe macchine comunque e pochi parcheggi, non mi sembra proprio una bella idea. Costruire più parcheggi, poi magari chiudere il centro. E poi questo centro, quant’è grande?

  6. Andrea Rossi said

    Spezzo una lancia in difesa dei tassisti.

    Il problema e’ complesso e frutto di 50 anni di politiche lassiste, in questi 50 anni le licenze sono state concesse a cazzo di cane ovvero senza criteri meritocratici e trasparenti in puro stile italico, poi si aprii il mercato delle vacche con vendite delle licenze a prezzi folli, da cio’ ne e’ conseguito che molte persone pur di trovare un lavoro hanno sborsato anche 150000 euro per una licenza, poi e’ venuto Bersani con la liberalizzazione ed e’ successo il finimondo, chi ha ragione ? Chi ha torto ? Non e’ semplice la questione, io personalmente sono contrario alle liberalizzazioni, secondo me il mercato va regolato, la legge della giungla non mi piace e quindi in teoria a mio parere il sistema delle licenze e’ giusto, e’ stato pero’ assolutamente sbagliato il sistema di rilascio delle licenze, in parole povere le licenze dovrebbero essere concesse dal comune dietro concorso pubblico (come ha fatto ultimamente), le licenze dovrebbero essere quindi personali e non trasferibili, cioe’ se io titolare di licenza vado in pensione o voglio cambiare lavoro la licenza la devo riconsegnare al comune e non rivenderla a chi mi pare ed a quanto mi pare, questo sistema che mi sembra semplice e giusto e’ difficile da far passare a causa di 50 anni di malagestione, chi ha pagato 150 mila euro una licenza e’ un po’ incazzato e lo capisco, i tassisti pero’ dovrebbero capire anche l’incazzatura dei cittadini che si vedono bloccata una citta’ e che pensano che le tariffe dei taxi siano gia’ care adesso.
    Veltroni non ha particolari colpe in questo caso, o meglio ha delle colpe ma sono le colpe che avrebbe avuto qualsiasi altro politico, il politico in democrazia cerca il consenso al di la di cio’ che e’ giusto, sarebbe stato pure giusto chiamare l “esercito” e far sgombrare il centro ma sarebbe stato anche controproducente elettoralmente, i tassisti con i loro famigliari costituiscono un buon bacino di voti ed Alemanno lo ha capito bene.
    Mi viene anche da pensare all’attenzione che c’e’ nei confronti del servizio taxi ed alla disattenzione che c’e’ nei confronti del trasporto pubblico gestito dall’Atac e mi sono dato anche una spiegazione, il taxi lo prendono soprattutto turisti, giornalisti e benestanti ovvero la gente che conta, l’autobus lo prende la gente comune, ne consegue che mentre si parla molto del servizio taxi non si parla affatto di un trasporto pubblico locale romano che e’ tra i peggiori d’Europa, un servizio da terzo mondo, scandaloso, vergognoso, un servizio di cui i responsabili, questi si, andrebbero presi a calci in culo per tutto il resto dell aloro vita.

  7. spiritofstluis said

    il taxi è un servizio pubblico, ma qui sembra che si comportino da lobbisti. In una città moderna (la già citata Madrid) coi mezzi pubblici arrivi ovunque a Roma (e Milano) coi mezzi pubblici ti trovi in posti assurdi ed inutili. Questo rende la lobby dei taxi ancora più potente. Io spero che Roma e Milano trovino dei sindaci con attributi tali da aumentare i mezzi pubblici in modo drastico così da convincere i cittadini a diminuire l’uso di auto e taxi.

  8. superbisco said

    concordo con andrea rossi e con spiritocoso.

    Se la sono cercata e non mi pare più possibile accettare il discorso tutto italiano di pagare il disservizio (e ci metto dentro autostrade e autobus).

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