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    Questo Blog non è un prodotto editoriale, ma un diario che permette di sfogare le frustrazioni di abitante di una città da terzo mondo e cittadino governato da malfattori e farabutti come voi. Questo Diario-Blog non ha niente di paragonabile a prodotti “di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento”, ma è piuttosto una forma moderna per non finire attaccati ad una bottiglia di Whisky per dimenticare lo squallore romano e italiano in cui ci state gettando... Insomma, bamboccioni miei incollati sulle Poltrone, esprimere e scrivere le mie idee per me rappresenta una forma terapeutica che regolarizza il mio battito cardiaco e tiene sotto controllo la pressione, oltre alle palle che rallentano il loro vorticare… Chi mi vuole staccare la spina dovrà vedersela con la CEI e il Papa! ;)
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Roma non spreca

Posted by romacogitans su 19 novembre 2007

Anni fa alla fine di un luculliano buffet durante un congresso qui a Roma mi avvicino ai camerieri per chiedere cosa avrebbero fatto di tutti quei vassoi ancora ricolmi di ogni bene. La risposta secca mi gelò il sangue: “li buttiamo”. Attonito, volgo lo sguardo a enormi piatti dove facevano bella mostra chili di riso, cous cous, pasta, carni, verdure appena scomposte dalla chirurgica (anche per l’igiene) posata del cameriere che ne aveva versato un po’ in un paio di piatti, torte quasi intere appena scalfite, dove al massimo mancavano un paio di fette. Ma come, rispondo io, ma non si possono dare in beneficenza? Con tutti i poveri e gli affamati che ci sono in giro?!?!? La Caritas, Sant’Egidio e tutte le mense dei poveri?!?!? Ma che siamo pazzi?!?!? Ma in che mondo viviamo?!?!?! “La legge ci impone di buttarle per questioni di igiene”. Quella stessa legge – penso tra me – che però chiude un occhio davanti ai disperati che per sopravvivere vanno a rovistare nei cassonetti.

Ma immaginate quanto cibo viene quotidianamente buttato? Bar, ristoranti, i vari McDonalds che hanno l’obbligo di buttare i panini dopo poche ore, ed anche questi estemporanei buffet per convegni e riunioni varie, per non parlare di quello che mercati e supermercati buttano quotidianamente … Ma come coniugare l’altruismo della locale religione con lo spreco più ignobile, quello alimentare? È qui che il cristianesimo viene ancora una volta soppiantato dal capitalismo più spregevole.

Però qualcosa si sta muovendo. Lo scorso 13 novembre su alcuni giornali è apparsa una notizia in sordina, che invece a me suona rivoluzionaria: parte il progetto “Roma non spreca“, che ora si limita ad un’intesa tra il Comune e il marchio Todis per rendere più agile la redistribuizione delle eccedenze alimentari in favore delle organizzazioni non lucrative, ma che presto potrà diventare volano per il recupero di ingenti risorse alimentari da devolvere ai più bisognosi.

L’iniziativa punta a recuperare le eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale. Il progetto e’ reso possibile dalla legge 25 giugno 2003, n. 155 – detta del “Buon Samaritano” – che consente lo snellimento e la semplificazione della distribuzione delle merci per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale equiparandole al consumatore finale.

Nel caso dell’intesa romana sarà possibile ridurre gli sprechi alimentari recuperando gli alimenti non più commercializzabili ma perfettamente commestibili e sostenere le tante realtà del volontariato impegnate nella lotta alla povertà.

A momento è previsto il coinvolgimento sperimentale per i prossimi 6 mesi dei 55 punti vendita Todis presenti a Roma, ma le aziende che vogliono aderire a ‘Roma Non Spreca’ possono scrivere alla mail:

romanonspreca@gmail.com.

Chissà se in futuro l’iniziativa possa essere allargata non solo ad altri esercizi commerciali ma anche direttamente a ristoratori (bar, ristoranti, fast food, pizzerie)… Sarebbe bello che ogni parrocchia venisse finalmente “dotata di senso” e – seguendo i dettami di S. Benedetto – attraverso i suoi religiosi e volontari si dedicasse alla raccolta ed alla distribuzione di questo “surplus” alimentare che altrimenti continuerebbe ad andare buttato…

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7 Risposte to “Roma non spreca”

  1. ZonaLais said

    ohhhh 🙂
    ZonaLais

  2. Albert1 said

    Oh. Bene.
    Adesso si.
    Questo si che è un articolo “politically correct”.
    C’è tutto: nessuno sbilanciamento politico, umanità, buoni intenti e soprattutto niente satira.

    Bravo RC, vedo che ti ravvedi. Su questo ci mettiamo il visto del MinCulPop. 😀

    (boni, state bboni… so’ ironico, che nun se capisce)?

  3. Leo said

    Vedo che ZL sta migliorando in ortografia… in effetti basarsi su 2 lettere, anche se 1 ripetuta 4 volte non è un gran esercizio…

  4. ZonaLais, questo tuo “ohhhh” mi infastidisce: finché si parla civilmente va bene, ma lo sberleffo fine a sé stesso non mi piace… I tuoi interventi su questo Blog sono i benvenuti, ma solo se coerenti con gli articoli, e quindi chiari e seri dove opportuno, ancor più perché accusi me di essere poco serio.

    Grazie.

  5. Daniele said

    Ottima questa iniziativa. In effetti sono anni che vedo cibo sprecato in ogni occasione, sia nei buffet, che nei ristoranti e in altri centri di ristorazione, senza parlare dello spreco di cibo che si fa nei programmi telesivi quando si utilizza per giocare…
    Speriamo che l’operazione vada in porto.

  6. ZonaLais said

    Quando mai ti abbiamo accusato di essere poco serio ? Dove abbiamo affermato o anche velatamente insinuato questo ?
    E poi perche’ hai interpretato l’ohhhh come uno sberleffo ?
    Era inteso come “finalmente” (finalmente… sei tornato sui tuoi livelli, o quasi) se questo e’ risultato offensivo (come non voleva essere) ce ne scusiamo immediatamente e sinceramente.

    ZonaLais
    (p.s.: esiste un indirizzo email per contattarti ?)

  7. Scusate ZonaLais, l’avevo interpretato come un “anvedi che proposta interessante! Mecojons!”

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