RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

E se noi reagissimo?

Posted by romacogitans su 31 ottobre 2007

Ancora una volta le notizie di cronaca di Roma si incentrano sull’ennesimo quotidiano feroce atto criminale operato da un rumeno, ancora una volta nei confronti di una donna indifesa. Se anche il buonista Veltroni parla di “problema rumeno” e dice che il 70% degli arrestati sono rumeni, significa che abbiamo superato di parecchie leghe ogni possibile soglia di decenza, ogni immaginabile sopportazione.

Ma allora che fare? Mi sa tanto che se non ci pensano i nostri politicanti con soluzioni drastiche dovranno pensarci i cittadini a difendersi da soli, e gli attacchi a bombe molotov, catene e bastoni, se non armi da fuoco (a riguardo vi segnalo un blog che parla dell’uso di armi anche in Italia) ai campi dove si nascondono questi ratti sociali, potrebbero presto venir invocati, organizzati ed acclamati dai cittadini, oramai stremati dall’invivibilità di questa città.

E non sarebbe da stupirci se questa guerriglia civile si estendesse anche contro i nostri stessi politici, che se ne fregano abbondantemente della nostra condizione di vita mentre si suddividono i più inenarrabili privilegi… e colpisse con ferocia loro e le loro famiglie… Se negli anni ’70 ci sono stati gli estremisti di destra e sinistra (falangi e brigate) in un periodo di relativa pace sociale, alla situazione di attuale degrado pubblico e politico bisognerebbe rispondere con la guerra civile ed i carri-armati in piazza, altro che PD e CDL!

Ma siamo arrivati al punto che bisogna rispondere al sangue con altri spargimenti di sangue?!?!?

Dovrebbe pensarci la politica, ma come deve rispondere? Una soluzione c’è: BUTTIAMOLI TUTTI FUORI! Proteggiamo e sosteniamo con tutte le forme possibili chi di loro ha un lavoro, diamo supporto e due mesi di tempo a chi cerca lavoro (con controlli ogni 15 gg, con gli stranieri che si riversino negli “uffici di collocamento” a “firmare”, cioè a vedere le offerte che ci sono), ma poi buttiamo fuori tutti gli stranieri che non hanno un lavoro regolare da più di 60 gg, con cortesia ma anche a calci in culo se non accettano le buone maniere, che siano comunitari o meno, ‘STI GRAN CAZZI DELL’EUROPA! CHE SE NE VADANO TUTTI A BRUXELLES!!! Per la nostra sopravvivenza e in rispetto di tutti quegli stranieri onesti che si guadagnano da vivere nel pieno rispetto delle regole civili e delle nostre leggi.

Altrimenti mi sa che il popolo dovrà reagire… con forza… la legge della giungla che ci avete imposto prevede questo… e verrà rispettata… mors tua, vita mea… E’ questo che volete, cari nostri sfruttatori in Parlamento che tanto c’avete buttato fumo negli occhi coi Di.Co. ed altre banali “cianfrusaglie” da comari? Qui ci stanno ammazzando, uno ad uno… è una strage quotidiana…

21 Risposte to “E se noi reagissimo?”

  1. barney said

    sottoscrivo anche le virgole e vado a cercare in soffitta la mia vecchia, cara mazza da baseball

  2. Daniele said

    D’accordo su tutto. Ormai i rumeni hanno davvero oltrepassato il limite, andrebbero cercati e cacciati dall’Italia, sono un popolo barbaro, che non merita la nostra accoglienza.
    E d’accordo anche a una bella retata a Montecitorio, a farli veramente cagare sotto quei porci della casta!

  3. RondoneR said

    Ragazzi, io non spicco per tolleranza e politica corretta, ad ogni modo non sono mai dell’idea di dare addosso ad una popolazione così, mettendola tutta insieme. Personalmente ho avuto a che con rumeni gran lavoratori ad esempio. Onesti e cazzuti.

    Concordo sulla reazione nostra, ma che faccia più la voce grossa con i nostri pseudo-difensori amministrativi.

    Mi spiego. Non so che rapporto avete con le forze dell’ordine (anche in questo caso non si deve generalizzare ovviamente), ma troppo spesso ci sentiamo imputati, colpevoli, solo nell’avvicinarci a loro.

    Voglio raccontare questo stupido aneddoto che mi è capitato recentemente su Lungo Tevere altezza ponte degli Angeli.

    Ero al volante. Fermo al rosso. Una ragazza accanto a me in motorino. Ferma anche lei. Un carabiniere in motocicletta davanti a noi inverte la rotta e pretende di andare contro mano, senza sirene in azione.

    Ebbene giustamente la ragazza esita, non comprende dove spostarsi nella prigione di lamiere consueta.

    Il prode motociclista le fa: “Ti sposti? Guarda che non ti devo mandare l’invito!”

    Ecco. E’ una stupidaggine. Potrei farne cento di esempi. Ma se veniamo quotianamente presi a pesci in faccia da coloro che dovrebbe in teoria tutelarci capite che il sentimento el popolo rischia grosso.

    Allora che si chieda a gran voce questo. RISPETTO TOTALE PER IL CITTADINO. Da parte di tutti. Io devo sentirmi rincuorato a vedere una divisa, non sentirmi subito possibile colpevole, o complice (avete ma riportato un portafogli in questura? invece di encomarti ti schedano infastiditi).

    Così nel caso dell’aggressione, io devo sentirmi dalla parte dei buoni per poter intervenire (una volta beccai, dopo aver rischiato la pelle, con testimoni, anche la ramanzina perchè andai a dividere due punkabestia [lui menava lei]). Sono io che posso avere il mio cane libero da lanciare sull’aggressore, e non prendermi la multa perchè senza guinzaglio mentre loro possono ciondolare con mute intere di cani randagi attorno.

    Capite?

    L’educazione civica, lo dico sempre, viene dall’esempio. La giustizia da soli rischia di diventare un Far West se non viene tutelata anch’essa.

    Il rumeno o il romano che compie il reato deve essere beccato dai cittadini intorno senza che questi debbano temere per questo.

    Poi, ovviamente concordo con le ansie di RC. Se i nostri politici non vogliono capire, che si cominci con loro l’epurazione. Qualcuno deve svegliarsi. Noi siamo già insonni da troppo tempo.

  4. Daniele said

    RondoneR, riguardo al carabiniere c’era da mandarlo dritto a quel paese.

    Per i rumeni: il 75% dei reati è opera loro. Per me devono tornarsene al paesaccio loro.

  5. Stanno tutti correndo ai ripari. Uno sgombero li, una retata di là, un controllo documenti in più, un consiglio dei ministri in notturna, un “pupo” che s’è svegliato (Veltroni) .. insomma tutti nella concitazione si stanno muovendo, come se fosse caduta una meteorite dall’alto, come se quanto accaduto fosse un evento eccezionale che nessuno si attendeva. Mi stupisce la frenesia di questi momenti .. in antitesi con la calma dei mesi/anni trascorsi.
    Laura

  6. Leo said

    Credo che in un paese civile la polizia lavora, i politici fanno leggi intelligenti per controllare i problemi sociali e la gente riesce a vivere decentemente senza paura di essere aggredita e uccisa. Tutto questo per ora, da queste parti, è solo utopia. Questa è la vera ragione per la quale una buona fetta di delinquenti ha scelto di venire in Italia. Diciamolo una volta per tutte: la situazione che abbiamo in questa città è solo la logica conseguenza dell’assenza assoluta di CONTROLLO dell’operato di tutti: polizia, cittadini italiani e non (per i “non” è ovviamente più facile delinquere). Se esistesse il concetto di controllo e di verifica dell’operato di tutti coloro che pestano il suolo di questo paese, molte tragedie non si verificherebbero. Io, se avrò la possibilità, non tornero’ mai più in questo paese. In bocca al lupo a chi resta…

  7. Fabrizio said

    Laura non ti devi stupire di tutto questo, è stata aggredita la moglie di un alto ufficiale, non una semplice signora rossi.
    Ci siamo già scordati il ciclista aggredito sulla ciclabile che poi purtroppo è deceduto ?
    In quel caso cosa fu fatto ?
    Avete visto come vive questa gente ?
    Non serve molto per rendersi conto,basta percorrere la Flaminia, poco dopo il bivio per via di Grottarossa, c’è un accampamento di disperati che vive sotto la strada sopraelevata.
    E chissà quante altre baracche ci sono nascoste tra la vegetazione.
    Non è ammissibile in una società civile che ci sia della gente che vive in quelle condizioni, come non è ammissibile un governo che tollera questo stato di cose.
    Il problema è che quella gente lì non ci doveva stare.
    O aiutiamo sul serio queste persone ad integrarsi, oppure le rimandiamo al loro paese, ma non facciamole vivere così.
    Per il nostro e loro bene.

  8. Albert1 said

    Breve breve perchè è tardi:
    Non è un problema di rumeni o di Romania: prima c’erano i marocchini, poi gli albanesi, ora i rumeni… c’è sempre una “razza” che arriva di cui aver paura.
    Anzi, di tutti questi stranieri i rumeni sono quelli che hanno la mentalità più vicina alla nostra. Quelli che lavorano lavorano davvero, quelli civili sono a volta più civili dell’italiano medio.
    Gli esseri subumani che compiono questo genere di misfatti sono solo dei bastardi, sono la feccia del paese da cui vengono e anzi di solito sono schifati anche dai loro connazionali.
    Immaginate di trovarvi in un paese straniero, in condizione di inferiorità, voi e un italiano bastardo (che so io, voi e Veltroni🙂 ). Non vi vergonereste dell’altro ? E non vi darebbe fastidio se dicessero che gli italiani sono tutti come Veltroni ?

  9. Enrico said

    Ci sarebbero solo due cose da fare:
    1) Inasprimento delle pene e cancellazione della frase “sconto di pena”.
    2) Lavori forzati per 15 ore al giorno mirati ad incrementare il PIL nazionale e all’abbassamento delle tasse della comunità.
    Per toglierceli dai coglioni tutti bisognerebbe minacciarli di farli lavorare, ma per davvero!

  10. RondoneR said

    @ Leo. Capisco la tua evasione, ma se ci pensi a questa classe dirigenziale va bene così. Tu vai e via e lasci spazio per loro e per i loro gorilla a difenderli. Chissà perchè le aggressioni non capitano mai alla casta… (almeno dalle nostre parti).

  11. watchdogs said

    Se noi italiani fossimo un popolo civile, che sa rispettare e far rispettare le regole, che non tenta sempre di fregare il prossimo e passarla liscia, forse (dico forse) gli immigrati si comporterebbero in modo diverso. non voglio assolutamente addossare tutte le colpe a noi italiani, anzi tantissime ne ha chi delinque. Ma conosco anche io un sacco di rumeni cazzuti che lavorano, e non è giusto dare addosso a un intero popolo (e men che meno chiamarli ratti sociali…). L’unica soluzione non è la “tolleranza zero” con gli immigrati, ma la “tolleranza zero” con chi delinque, siano essi italiani o rumeni, siano assassini o ladri o sfruttatori di lavoratori in nero o bancarottieri. Non se ne esce in altro modo, credetemi. Potete bruciare tutti i campi nomadi che volete, sfogarvi contro i “ratti sociali” di tutte le vostre frustrazioni, ma alla fine non cambierete nulla. ciao!

  12. Per opposti motivi invito Daniele e Watchdogs a rileggere il mio articolo, perché non lo hanno interpretato come speravo… nello specifico Watchdogs ha capito quasi il contrario di quello che intendevo, e forse sarà anche colpa mia: non ho mai detto che i rumeni sono ratti sociali e che bisogna bruciare i campi nomadi… ed onestamente non penso sia possibile leggere questo nel mio articolo… Watchdogs rileggi l’articolo per favore. Se una ulteriore lettura confermerà la tua prima interpretazione sarò costretto a spiegarmi meglio.

  13. Leo said

    @Rondone: è vero quello che dici, che fa comodo alla casta che la gente se ne vada, ma secondo me non c’è più speranza. Forse ce lo meritiamo, ma non vedo più soluzioni all’orizzonte…

  14. watchdogs said

    spiegami: l’intervento dei “giustizieri della notte” lo invochi o lo temi? Sono io che sono ritardato, ma non ho capito. Per il resto, rimango del mio parere: se sei per lo sgombero dei campi nomadi ma non per la demolizione delle case abusive, per fare un esempio, non sei credibile!

  15. watchdogs said

    il tu è generico, non è rivolto a te, romacogitans

  16. Per Watchdogs che chiede “l’intervento dei “giustizieri della notte” lo invochi o lo temi?”.

    Né l’uno, né l’altro: dico solo che allo stato di abbandono che i politici hanno lasciato le nostre città a molti sembrerà che farsi giustizia da soli sia l’unica maniera possibile di sopravvivenza, e la popolazione potrebbe arrivare al punto di sostenere (più o meno direttamente) i raid razzisti, non focalizzando che questi sono atti indiscriminati che colpiscono lo straniero in quanto tale e non perché criminale, aggirando l’obiettivo e le reali necessità, che sono di controllo del territorio e non di violenza gratuita.

    Parliamo quindi della legge della giungla, che è probabilmente uno degli stadi più bassi ed incivili in cui può cadere una città. A Roma siamo molto vicini a questo. Le responsabilità? Nelle “stanze dei bottoni” (come le chiamava Nenni, se non sbaglio)… e che ci sia un capitano di destra o sinistra è solo maquillage, ma la sostanza non cambia.

  17. Ancora per Watchdog: parliamo di baraccopoli più che di campi nomadi, concetti spesso sovrapponibili ma che vanno tenuti distinti.

    Personalmente mi soffermerei più sulla condotta di chi può abitare nelle baraccopoli più che sulle baracche stesse: non va dimenticato che molti criminali si rifugiano nelle baraccopoli (che non sono sempre campi nomadi) che sono sorte nella capitale, e sono loro il vero problema.

    Baraccopoli e campi nomadi “offrono” un livello di degrado diverso ma forse in generale anche più alto delle abitazioni abusive – sia per chi vi vive, sia arrecato alle aree circostanti – ma nessuna delle due è “cosa buona e giusta”, e quindi vanno contrastate. Come? Per coloro che vivono onestamente (non rubano, non stuprano, non uccidono, ma anche che non chiedono elemosina o molestano in altre forme come si è verificato coi lavavetri) in baraccopoli e nei campi nomadi, sarebbe il caso di incentivare forme di autocostruzione di case, come avviene con il progetto di Alisei. Ne ho parlato nei commenti dell’articolo: https://romacogitans.wordpress.com/2007/05/11/demolizione-al-parco-di-veio/

    Se sono nomadi, lasceranno i manufatti ad altri nomadi che verranno dopo di loro. Se non lo sono, avranno sicuramente piacere a dormire in abitazioni non gelide ed a fare una doccia calda.

  18. Albert1 said

    Watchdogs: scusami per la risposta non richiesta (metto le mani avanti😉 ).
    I giustizieri della notte (o del giorno, è uguale) sono i primi che devono schiattare. Una cosa è il marito della vittima che in tribunale sfugge alla sorveglianza e finisce l’aggressore a sediate, un’altra è il gruppetto di imbecilli che vanno a incendiare baracche e gonfiare immigrati in nome di non si sa bene chi e cosa.
    Come sostengo da sempre, la giustizia è compito di altri, e io il lavoro degli altri non lo voglio fare. Ci sono fior di giudici pagati profumatamente per fare “giustizia” (le virgolette indicano la differenza fra teoria e pratica, ma questa è un’altra storia), che la facciano loro.
    Ma… c’è sempre un ma.
    Il ma è che pure senza scomodare la giustizia, rimane alla radice il problema sicurezza. Io voglio (perchè è un mio sacrosanto diritto) stare tranquillo. Tranquillo quando sono in casa, tranquillo quando lascio casa vuota, tranquillo sull’autobus, in strada e nelle stazioni. Tranquillo quando mia moglie è in giro da sola, tranquillo quando chiudo il magazzino la sera. Mi dicono che Tranquillo abbia fatto una finaccia, ma questo è ciò di cui ho bisogno e ciò che esigo.
    Non è necessaria la giustizia (ordinaria o sommaria) se non c’è crimine, prepotenza, sopraffazione. In un mondo ideale, si farebbe in modo di evitare dal principio i crimini per non doverli poi reprimere. Purtroppo credo di aver capito che questa situazione “fa comodo”.
    Fa comodo per creare malcontento da sfruttare successivamente, fa comodo per stanziare fondi qua e là per interventi d’emergenza, fa comodo per farsi belli quando si fa finta di risolvere il problema (abbiamo abbattuto le baracche, come siamo bravi. Bravi, si, e quelli che c’erano dentro dove li avete messi ?), fa comodo perchè tribunali e avvocati d’ufficio dovranno pur campare, fa comodo per un milione di motivi.
    Il problema è che a me, cittadino ultima ruota del carro, che (ricordo) voglio solo vivere tranquillo, non fa comodo per niente: a maggior ragione quando sfugge di mano. Per gli interessi o disinteressi dei politici o politicucoli rischio di andarci di mezzo io, e questo non mi sta bene. E allora partiamo dal basso: io non vado certo ad incendiare baracche, ma non per questo faccio finta di non vedere. E se qualcuno si avvicina alla mia di baracca, tranquillo che non passa. Sbaglierò, ma la sicurezza la voglio: mentre per la giustizia sono disposto a delegare a qualcuno più in alto, su su fino all’eventuale Altissimo, per la sicurezza no. Quella se non me la forniscono, me la procuro da solo.
    La domanda “ma ne vale la pena” me la sono fatta a suo tempo e mi sono risposto di sì; l’unico interrogativo che mi rimane è per quanto tempo ancora riuscirò a mantenere la lucidità necessaria a non mettermi il bomberino nero e rasarmi i capelli: io faccio del mio meglio, ma vi assicuro che tutto rema contro.

  19. Albert1 said

    RC: posso dire una parolaccia sul tuo Blog ? Dai, una piccola piccola, solo una…🙂

    Autocostruzione il cazzo.

    Facciamogli pure costruire le casette, così ce li leviamo dalle scatole l’anno del… avevo detto solo una, questa la sottointendo.
    No, no, e poi no.
    Io, cittadino italiano maschio, razza caucasica, contribuente, lavoratore, vittima delle cartolarizzazioni, sfrattato, scavalcato N volte per assegnazione di alloggio di edilizia popolare, passo i guai per costruirmi una casetta di 80 metri allo sprofondo dove dopo tre anni e decine di migliaia di euri tra oblazioni e oneri concessori non mi hanno ancora fatto le fogne, e i nomadi autocostruiscono ? Ma de che ?

    Abbiamo trasmesso: il lato populista e demagogico di Albert1. Mo’ comincio a scrivere sul Blog di Beppegrillo…😀

  20. watchdogs said

    Alberto non ti devi scusare, i commenti sono aperti a tutti di solito nei blog e non sono per niente in disaccordo con quello che dici. Io penso che, chiusi tra l’incudine di una parte politica lassista e il martello dell’altra parte che fa tolleranza zero solo sui poveracci (ma solo sulla carta) ma poi fa dell’anti-stato (per es. elogio dell’evasione) e rende la procedura penale una corsa a ostacoli per salvare il culo ai potenti, chi ci rimette è il normale cittadino. Che magari non dovrebbe costruire la casetta abusiva, ma nemmeno deve poter scegliere tra comprare dal palazzinaro A o dal palazzinaro B, con l’edilizia popolare a roma inesistente e il sindaco che compra 400 metri quadri in centro a un prezzo quasi quasi più basso di quel che chiedono a me per 50 metri in periferia…

  21. andrea said

    non fa una piega, bravo!!! la penso ao stesso modo

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