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Alitalia, atto II

Posted by romacogitans su 29 ottobre 2007

Tempo fa mi sono occupato di quel pozzo senza fine per le finanze statali che è Alitalia, azienda che malgrado i finanziamenti a pioggia, ritardi e disservizi alla mano rimane saldamente al comando della virtuale graduatoria delle compagnie aree più inaffidabili del continente europeo.

Di questi giorni sono le notizie di altri potenziali acquirenti (ma diventano sempre meno, man mano che i giorni passano) che si sono presentati al suo letto di morte, dopo che la precedente asta era – OVVIAMENTE – andata deserta, come anche di Ryanair decisa a scacciare Alitalia da Malpensa. Sapere che la società di alcolizzati irlandesi vuole dare un calcio in culo ad Alitalia e buttare fuori di casa propria i nostrani sbafoni “mangia spaghetti a tradimento” mi fa andare in sollucchero!

Mentre Alitalia è un’azienda ormai morta, e anche a spartirsi i suoi resti – al secondo tentativo del governo – ci sono rimasti solo Air France e Lufthansa (si sono appena ritirati gli americani), i suoi dipendenti fanno sciopero per avere gli aumenti, mentre in un Paese normale dovrebbero più che altro mandare CV a destra e a manca per trovarsi un altro lavoro…

Tra una risata e uno sberleffo nei confronti di una compagnia che non di rado mi ha trattato di merda (la sua sparizione è per me una parziale rivincita!) il mio cervello vaga in improbabili comparazioni, tanto da far recuperare alla mia memoria i tempi in cui si parlava di privatizzare la Rai. Agli specialisti finanziari risultava chiaro che in termini esclusivamente economici sarebbe stato più redditizio vendere una sola rete (Rai 1) piuttosto che privatizzare in toto tutto il baraccone dell’etere.

Parimenti, visto che Alitalia ha almeno due centri nevralgici sul territorio nazionale (i famosi hubs di Fiumicino e quello “svizzero” di Malpensa) perché non separare l’azienda in almeno due compagnie che si suddividano le tratte nazionali ed internazionali (Alitalia raggiunge 51 Paesi con 110 destinazioni), ovvero che si ripartiscano gli slot (oltre ai debiti…)?

Inoltre perché non fare di Cagliari e Catania altri hubs? Sono in posizioni così strategiche che dallo spezzettamento di Alitalia varrebbe la pena creare altre due società che facciano da ponte rispettivamente tra Est Europa e le Americhe (AirStidda?) e tra Nord Europa e Africa / Medio Oriente (MafiAir?)… A chi può sollevare dubbi sull’opportunità di creare scali così importanti su delle isole ricordo che l’aeroporto di Mallorca è tra quelli che hanno più traffico in Europa…

Penso che lo spezzatino renda più appetibile per il mercato acquistare le nuove compagnie e per noi più probabile disfarsi di questa “piaga con le ali”, un baraccone che – VA RICORDATO E SOTTOLINEATO – a fine 2005 e ad un passo dal chiudere per fallimento ottenne decine di milioni di euro dallo Stato (noi) per risanare i debiti, ma che investì prontamente nell’acquisto di Volare, altra compagnia bollita… quando si dice “assonanza di principi ed intenti”… Mah: “d’io li fa e poi li accoppa”…

PS: il titolo fa volutamente riferimento alla saga di film “Amici Miei”

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