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Chi è il grande burattinaio?

Posted by romacogitans su 9 ottobre 2007

Ho firmato un recente articolo a nome di quattro farabutti che condizionano la vita italiana, ma è ovvio che rappresentano solo le facce di quel marciume che in inglese si chiamano lobbies. Uno di questi è il ministro della giustizia Mastella, che malgrado un risicato 2% del suo partito è assurto agli onori più alti della politica, scalando lo scranno del ministero della giustizia.

Vi siete chiesti che ci sta veramente a fare Mastella lì? No, non è una domanda retorica, ma mi spiego meglio attraverso un’altra domanda serissima: quale è il genio della politica che ha messo un così ovvio “obiettivo da bersagliare” come ministro? E’ vero che in ogni organizzazione creativa le figure dei grandi scienziati e dei grandi artisti solisti (merce sempre più rara) sono state sostituite da dense interazioni tra affiatati gruppi di lavoro, ma qui – solista, direttore d’orchestra o abilissimo concertista – un genio che ha partorito l’idea c’è!

Cuccia è morto (così dicono, almeno), ma Gelli ed Andreotti sono ancora in vita: verrà da loro l’idea? Nessuno dell’attuale panorama politico sembrerebbe dotato di tale perverso acume, di tale contorta raffinatezza intellettuale da creare una situazione di questo tipo… Non Berlusconi, anche se da bravo piduista è un bel traffichino… non D’alema, che pure è un politico vero… non Veltroni, che malgrado la sua mediocrità di amministratore è riuscito a convincere una preoccupante percentuale dei romani di aver fatto tanto per questa città… Certo, la vaccata di “reclutare” Veronica Lario nel PD merita rispetto come mezzo per buttare fumo negli occhi – che è la vera essenza del politico italiano – però è ancora robucola da principiante rispetto alla “creazione” di Mastella come ministro della giustizia… Sì, perché più passa il tempo e più mi è chiaro che “l’operazione Mastella” è un sublime esempio di ingegneria politica, per creare a tavolino lo “spechietto per le allodole” sul quale far scaraventare i tanti polli mentre le Caste continuano indisturbate a fare i loro porci comodi…

Tendo a sottolineare che solitamente le mie esternazioni sono velate (o decisamente dense) di ironia – anche se non tutti se ne accorgono – ma stavolta sono estremamente serio.

2 Risposte to “Chi è il grande burattinaio?”

  1. circondati said

    100%.
    Hai detto tutto tu, nient’altro da aggiungere.
    ciao.

  2. Albert1 said

    Il segreto del Grande Burattinaio è che non esiste.
    Due post fa menzionavo un’entità astratta che chiamo “Cultura italiana”: qui esce fuori un altro dei miei Babau, questo però è l’eroe negativo.
    Signore e signori, ecco a voi (rullo di tamburi)la “POLITICA ITALIANA” ! Olè !
    Il vero GB è proprio essa, la Politica, intesa come luogo d’incontro di tutte le attività poste in atto dalla cosiddetta “classe politica”, nessuno escluso, a partire dall’ultimo commesso di Montecitorio su su fino al supremo inquilino del Quirinale.
    La Politica Italiana (più avanti brevemente “PI”) è quella cosa per cui:

    – La gente “di destra” improvvisamente fa cose “di sinistra” e viceversa.
    – Persone che in parlamento litigano come bestie vengono pizzicate insieme a cena dietro al Pantheon.
    – Persone che fino al giorno prima di salire all’Olimpo sembravano veramente a posto si rivelano “fijidenamignotta” peggio dei peggio infami fracichi.
    – Gente come Mastella (per l’appunto) diventa ministro della repubblica, ma è solo un esempio.
    – Tutti si indignano per questo tipo di cose ma intanto loro restano là.
    – Tutti si chiedono come sia possibile percepire stipendi e “benefit” del genere ma intanto sono 63 anni che va così, in culo al Popolo, a Beppe Grillo, agli autori de “La Casta” e per buona misura di nuovo al Popolo, cioè NOI.

    L’elenco è lungo e integrabile a piacimento, ma per farla breve, la PI è l’estrema sublimazione dello statalismo, è il “posto sicuro” per eccellenza, quello a cui in definitiva tutti puntano. Non sei “arrivato” se non siedi in Parlamento, se no mi spiegate perchè uno come il Cavaliere, che si poteva definire “arrivato” già vent’anni fa (e ne avanzava) si sarebbe dovuto buttare in un lupanare del genere ? E non mi dite “per farsi le leggi per pararsi il culo” che ormai non se la bevono nemmeno i bimbini dell’asilo: con tutti i soldi che aveva all’epoca si poteva comprare giudici e tribunali interi, altrochè.
    Il fatto è che quando entri nella PI diventi un semidio.
    Dimenticati il bene del Paese, lascia perdere gli Ideali, chissenefotte del Capitale di Marx (o del Mein Kampf, tanto è uguale): sei nella PI, da oggi tu e tutti i tuoi discendenti fino alla settima generazione (siano dannati, aggiungo io) siete a posto. Vi siete “sistemati”. Come diceva la nonna quando la pupa di casa si sposava col Maresciallo: “Ninetta s’è sistemata”.

    E’ la democrazia, ragazzi. E’ la Repubblica. Ci dobbiamo svegliare, cosa ci stiamo a fare ancora noi a lavorare, aprire aziende, zappare la terra o costruire case ? Candidarsi bisogna, obiettivo Seggio. All’inizio costa fatica e fa un po’ male, ma poi è tutta goduria (ricorda nulla)?

    Anche da questa parte, pur se potrei sembrare ironico, sono incazzato nero.

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