RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

    Annunci
  • . . Cicciobellus Homo Providentiae . Scegli sindaco
  • Nota per Levi-Prodi-Gentiloni sul ddl del 3 agosto 2007

    Questo Blog non è un prodotto editoriale, ma un diario che permette di sfogare le frustrazioni di abitante di una città da terzo mondo e cittadino governato da malfattori e farabutti come voi. Questo Diario-Blog non ha niente di paragonabile a prodotti “di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento”, ma è piuttosto una forma moderna per non finire attaccati ad una bottiglia di Whisky per dimenticare lo squallore romano e italiano in cui ci state gettando... Insomma, bamboccioni miei incollati sulle Poltrone, esprimere e scrivere le mie idee per me rappresenta una forma terapeutica che regolarizza il mio battito cardiaco e tiene sotto controllo la pressione, oltre alle palle che rallentano il loro vorticare… Chi mi vuole staccare la spina dovrà vedersela con la CEI e il Papa! ;)
  • Commenti recenti

    Perché NON si può vo… su Sette piani di convenienza, pe…
    Perché NON si può vo… su Con la bici non arrivi in uffi…
    Perché NON si può vo… su Promesse di ferro, ma Roma è r…
    Perché NON si può vo… su Ministeri, in arrivo il piano…
    Perché NON si può vo… su Il negazionismo rutelliano
  • RSS Articoli da Blogs a Roma

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.
  • Categorie

  • Archivi

  • Libro bianco sulla città di Roma

  • No alla festa del cinema!

  • Dove sono finiti i fondi della finanziaria 2007 per il Software Libero?

La tecnica per la scienza, il mezzo per il fine

Posted by romacogitans su 10 agosto 2007

Giorni fa mi sono accorto che presso l’Università La Sapienza di Roma esiste il DAU, ovvero il Dipartimento di Architettura ed Urbanistica per l’Ingegneria. Ho letto e riletto la frase per capire che senso potesse avere asserire che Architettura ed Urbanistica fossero funzionali all’Ingegneria, fino a rendermi conto che, come spesso accade in Italia, questa frase assumeva significato solo se letta da destra verso sinistra, come si fa con l’arabo.

Come potrebbe mai un insieme di tecniche, un complesso strumento come l’ingegneria, utile sia in architettura sia in urbanistica, essere invece l’obiettivo delle succitate branche? La falla epistemologica è ovvia! E’ come dire che le automobili servono alla benzina perché così questa viene consumata piuttosto che la benzina sia utile a far muovere le auto!

Tale “genialità” va ovviamente contestualizzata, perché in Italia logica e coerenza spesso sono concetti vuoti, al pari di giustizia, legalità, onestà; però è anche vero che l’ingegneria, a prescindere dell’ambito culturale di fondo, sin troppo spesso manifesta come vizio strutturale l’elevare un utile strumento (che ha nelle analisi modellistiche matematiche il suo fulcro) a fine.

Ho tanti amici ingegneri, e nutro stima per molti di loro, ma è innegabile che l’ottusità dell’approccio ingegneristico – che fraintende il ruolo delle analisi quantitative ed eleva lo strumento a finalità – è una spina nel fianco per molti tecnici, esperti, accademici (principalmente dell’area mediterranea), e soprattutto per la società tutta che paga le conseguenze di queste schematizzazioni astratte che sezionano, snaturano e riducono la realtà ad un mero interfacciarsi di equazioni; operazioni che ovviamente – fregandosene alla fine dell’oggetto di studio – non possono far altro che far perdere contatto con il complesso e dinamico senso della realtà stessa, che così piegata e sbriciolata, diventa solo strumento per dimostrare la coerenza interna di forzosi (e forzati) legami algebrici.

Parimenti, l’impressione è che nel nord Europa i cervelli degli ingegneri siano meno inclini a percorsi intellettivi a compartimento stagno. Molti asseriscono che i nostri corsi di ingegneria sono tra i più duri al mondo… possibile, ma è altrettanto vero che trasformare la potenziale flessibilità intellettuale di una mente a meccanismo che riduce il reale a “causa-effetto” dove l’unico elemento di unione tra “causa” ed “effetto” è il numero, beh, a me sembra più l’opera di uno psicopatico che impone il lavaggio del cervello piuttosto che un momento educativo e di docenza…

Annunci

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: