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TPL e (dis)integrazione etnica parte 2: la Stazione Laurentina

Posted by romacogitans su 6 agosto 2007

…articolo 2 di 3…

Arrivare alla stazione Laurentina offre ai deboli di cuore un vero shock. Va ricordato che questa è una delle stazioni della metropolitana più recenti, in quanto aperta a fine anni novanta, dopo i cambiamenti di tracciato imposti dalla famiglia Forlani che abita sopra quello che era il tragitto inizialmente previsto (notate una strana e lunga curva nella tratta da Fermi a Laurentina, inesistente in direzione opposta, da Laurentina a Fermi?), e dopo i problemi di tangentopoli, con la appaltatrice COGEFAR (della FIAT, se non erro) invischiata nella corruttela.

Ebbene, dall’apertura di un Phone-Centre (gli spagnoli lo chiamano molto più carinamente “locutorio”) – che è anche mini-market la cui opera principale è vendere litri e litri di birra ai disperati che si raccolgono lì davanti – gli spazi urbani (marciapiedi, angoli verdi, aree per sedersi) sono diventati oramai impraticabili, occupati da gruppi di persone intente ad ubriacarsi a qualsiasi ora del giorno, o già svenuta a terra soffocata dai fumi dell’alcol, senza dimenticare bottiglie (spesso rotte) e lattine di birra ovunque, di sovente accanto a pneumatici di auto parcheggiate (sarà un caso che finiscano proprio lì?). Inutile sottolineare che poi il vomitevole puzzo di piscio avvolge e sovrasta tutto, malgrado il lavoro dell’AMA.

L’area è degradata a livelli di guardia. Per questo piuttosto che andarsene in Africa a vedere il degrado inviterei il buonista candidato al PD a fare un salto alla Metro Laurentina, così da rendersi conto quanto indecente, arretrata, degradata, invivibile è questa schifosa, lurida, nauseabonda ed indegna città che lui “comanda” a furia di slogan da libro cuore e promesse da sacrestano, surrogate dalle “indagini” che il suo entourage detta al CENSIS! Eh, caro signor regista-mancato, non ci sono feste del cinema che tengano… perché qui a Roma quotidianamente viviamo il peggior neorealismo che si possa immaginare… se solo lei sapesse cosa è Roma, probabilmente non adotterebbe un atteggiamento tanto qualunquista ed ignobile…

Se decidesse di avventurarsi nella Roma reale della stazione Metro Laurentina, le chiedo di portarsi pure la TV dietro, come fa nelle innumerevoli (nel senso reale del termine: che è impossibile contare per quante sono!) occasioni propagandistiche che la contraddistinguono: magari qualche ONG dei Paesi civili può, grazie alla cassa di risonanza del mezzo televisivo, vedere a che livelli infimi è precipitata Roma, e muovendosi a compassione ci può inviare aiuti, magari dei volontari… altro che Africa…

…articolo 2 di 3…

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6 Risposte to “TPL e (dis)integrazione etnica parte 2: la Stazione Laurentina”

  1. superbisco said

    Anche alla Stazione della Metro A Cipro-Musei Vaticani c’è lo stesso identico problema sollevato da te Cogitans. Un mini-market gestito da un qualche indiano/pakistano alla “jet-market” (ricordate i Simpson?) vende bottiglie su bottiglie di birra ai soliti immigrati, che sono sì nel diritto di farlo, ma non nel diritto di lasciare bottiglie e tappi per terra!!

    Tra l’altro è stato fatto un esposto (più di uno a dirla tutta) al Municipio, che però si è totalmente disinteressato del problema.

    Poi ci lamentiamo di Piazza Vittorio quando ormai è troppo tardi. Se non si inizia con le cose piccole (e risolvibili) la gente prenderà sempre più potere.

  2. Sessorium said

    Ci vuole una vigilanza privata in ogni stazione del Metro’, all’interno (ed all’immmediato esterno) della quale il decoro deve essere assolutamente garantito. A spese della società gestrice (Met.Ro). Assolutamente.

  3. Romacogitans,

    Quando dici Veltroni – Africa mi ricordi (coincidenza) il libro “la Casta” che sto leggendo in questi giorni. Sono a pagina 130 e Rizzo e Stella, gli autori, hanno svelato i retroscena delle ‘ruberie’ di tanti politici (nessun partito si è salvato finora!) ai nostri danni.
    Beh..a pagina 114 dopo aver nominato molti politici, magistrati ecc che sommano vari -ed altissimi – stipendi, pur svolgendo effettivamente un lavoro solo (l’ubiquità non ce l’hanno come noi comuni mortali, chiaramente) parlano anche di Veltroni, dicendo che percepisce lo stipendio da Sindaco di Roma e “dal 2005 un vitalizio di 9000 Euro. Che gli pesa al punto, ha spegato a Primo De Nicola dell’Espresso, di avere provato a rifiutarlo cercando di farlo congelare dopo di che non essendoci riuscito perchè l’eventualità non è prevista dai regolamenti, ha deciso di distribuirlo in beneficienza alle popolazioni africane”.

    Beh..è il primo paragrafo in cui nominano un politico di oggi fare qualcosa di giusto ed etico.

    Mi sono comunque chiesta come mai quei 108.000€ annui Veltroni non li devolva invece ai senzatetto di Roma (per ora mi sono idealmente autorisposta dicendo che con 9000 euro al mese in Africa magari ci sopravvivono 100 persone mentre qui forse solo 2-3..pero’ non so ..se ci arrivano gli aiuti cosi’ lontano, no?)

    Ciao.

  4. Daniele said

    Il quadro della stazione Laurentina che hai dipinto è una copia dal vero di quello della stazione Anagnina… o viceversa… o entrambe le stazioni sono la medesima faccia di questa Roma buonista che precipita sempre più nel degrado e nell’abbandono.

    A farne le spese siamo noi, non i porci che siedono sullo scranno, che vivono di auto blu e scorte e privilegi d’ogni sorta…

  5. kenpachi1 said

    purtroppo è proprio così: anche a san paolo c’è un vero e proprio bazar.

  6. Da said

    Degrado apparte quello della stazione laurentina e’ un evidente punto di spaccio o ritrovo di piccoli delinquenti italiani e non.

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