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CALO PORTO, di Mario Albanesi

Posted by romacogitans su 28 luglio 2007

Ricevo e pubblico da Mario Albanesi, presidente del Conna (Coordinamento nazionale Nuove Antenne):

La grande azienda Luxottica, ha deciso di imporre a tutti i suoi dipendenti l’uso di un marsupio trasparente. Questo per evitare che essi uscendo dalla fabbrica asportino illegalmente occhiali prodotti dall’azienda medesima.

L’infelice trovata – molti odiano letteralmente i marsupi – poteva essere resa meno rozza con l’adozione di una borsa trasparente o altro, ma detto ciò è necessario impostare un discorso che non sarà gradito alle orecchie di una determinata sinistra.

Personalmente non sono un perfezionista, anzi, ritengo che un lavoratore che operi all’interno di una azienda che produca, che so, pasta, non debba essere costretto per il suo fabbisogno personale, della sua famiglia, a comprare gli spaghetti al supermercato: è giusto che nella peggiore delle ipotesi – a parte la gratuità del prodotto per un determinato quantitativo – deve essere previsto un meccanismo di agevolazione di acquisto.

Fa fede il famoso calo porto. Cos’era il calo porto utilizzato per secoli dai “camalli” di Genova ed in genere dagli scaricatori di tutto il mondo?

Il calo porto, consentiva di asportare una piccola parte del prodotto che i lavoratori stavano scaricando. Il “camallo” che svuotava la stiva di banane, di frutta secca o altro, era abilitato (fra virgolette) a portarsene a casa una piccola parte. Addirittura i finanzieri partecipavano spesso a questi piccoli scambi. La cosa era tollerata soprattutto da chi spediva la merce; gli speditori sapevano che il peso dei loro prodotti era soggetto ad un calo dell’uno per cento massimo – a di là di questa percentuale si sarebbe sconfinato nella appropriazione indebita – e tutti erano contenti e felici fino all’adozione dei container.

Il calo porto; il caso della Luxottica era molto differente perché si trattava di vero e proprio furto: oltre cinquantamila paia di occhiali asportati ogni anno, quindi, in qualche modo, senza ricorrere a polizia e carabinieri, un provvedimento era necessario pur trovarlo da parte della direzione.

Personalmente sono sempre stato contrario alle cosiddette spese proletarie. Le ho sempre ritenute un modo molto infantile di rispondere per tutti coloro che effettivamente vogliono costruire una società differente: un metodo equivalente a quello della Luxottica, molto rozzo.
E anche facilmente strumentalizzabile.

3 Risposte to “CALO PORTO, di Mario Albanesi”

  1. lol said

    bhe 50.000 paia di occhiali non credo siano ad uso personale ma piuttosto per “arrotondare” lo stipendio, primi tra tutti chi era a posto con la coscienza doveva aderire all’iniziativa aziendale
    e che i sindacati si occupino di questo mi sembra scandaloso
    dovrebbero per primo avere cura che i lavoratori continuino ad avere un’azienda e quindi punire chi deruba l’azienda, se un giorno viene licenziata una parte dei lavoratori perchè con tutti quei furti l’azienda non copre le spese cosa diranno i sindacati??
    quindi sono d’accordo che qualche cosa dovevano fare
    i sindacati sono sempre più un peso per i lavoratori onesti e volenterosi
    coprono solo i paraculi e i fannulloni (sindacalisti spesso)

  2. U.G said

    Ehm ti posso dire che tale usanza è ancora tollerata nei porti (almeno a La Spezia)anche perché se così non fosse con gru, caterpillar ecc è facile che un collo “accidentalmente” finisca in mare…

  3. Leo said

    Chi ruba tali quantitativi (sarebbe divertente tentare di fare un calcolo, anche se approssimativo, di quanti occhiali pro-capite sono stati sottratti) dovrebbe essere sempicemente licenziato. Vorrei sapere cosa pensano quei sindacalisti che hanno la pretesa di protestare quando l’azienda cerca di fermare l’emorragia di occhiali dalle proprie sedi, adottando la soluzione del marsupio.
    Sarebbe interessante sapere se tali sindacalisti hanno l’abitudine di lasciare la loro porta di casa aperta quando escono. Se fanno tutti cosi’, allora posso capire le proteste, altrimenti andate a combattere le vere battaglie dei lavoratori (onesti).
    In questo paese di parassiti non se puo’ veramente piu’… e poi c’e’ chi vive con 400 EURO al mese sfruttato come un mulo. VERGOGNATEVI!!!

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