RomaCogitans

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Un altro centro commerciale…

Posted by romacogitans su 26 luglio 2007

Ogni sei mesi in questa città aprono un mega centro commerciale, e l’ultimo è quasi sempre il più grande d’Europa. Ora è il caso della Bufalotta, lo scorso anno toccò a Parco Leonardo, una manciata di mesi fa a Lunghezza e presto apriranno pure Europarco, mostruosità dell’ “artista” Purini, scaraventato dai lungimiranti urbanisti in una zona da bollino rosso per il traffico pressoché costante.

Ma ce n’è bisogno, visto anche il quasi annientamento della classe madia in questo Paese? Un risposta mi viene dalle statische d’accesso al mio Blog. Con estremo raccapriccio ho notato che non poche persone vi giungono per errore, perché cercano informazioni sui centri commerciali: la cosa è per lo meno deprimente, per me che mi sbatto a scrivere, e per loro che preferiscono comprare che leggere.

Non vorrei sembrare un vetero marxista, ma secondo me questa è l’ennesima conferma che il mondo è stato diviso dal capitalismo in PRODUTTORI e CONSUMATORI. Noi non produciamo più nulla, e allora per le regole della globalizzazione, l’inarrestabile strategia (soprattutto mediatica) di creare necessità dal superfluo ed indurre in noi bisogni ci ha trasformati innanzitutto in consumatori prima che persone… E poi, lasciatemi aggiungere, la gretta cultura italiana si confà bene a questi dettami consumistici…

Quindi tutti col culo in macchina, mettetevi in fila, e via! A comprare l’ultimo telefonino o il decoder digitale terrestre!

8 Risposte to “Un altro centro commerciale…”

  1. Albert1 said

    RC: ce ne fossero di vetero marxisti, invece di questa manica di Veltron-Prodisti che (talvolta, sottovoce, piano piano) capita si dicano “comunisti”.

    Che ti devo dire, i centri commerciali servono, uh se servono!

    Dopo che intere zone di Roma sono state commercialmente uccise, dopo che i negozianti vessati da tasse, gabelle medievali, vigili urbani, rapinatori e zozzerie di ogni sorta hanno abbassato la serranda per l’ultima volta, secondo te la gente dove è che va a sfogare non solo le necessità primarie ma anche le smanie consumistiche tristemente note ?

    E quanto ci vuole a fare due più due e a capire che l’uccisione commerciale di cui sopra è stata gestita ad arte proprio per poi avere modo di centralizzare gli esercizi a favore di questo o quell’amico ?

    Il problema è più grosso di quanto appare da quello che hai scritto (anche se sono certo che ti sei tenuto, pur avendo ben presente la visione d’insieme).

    Se poi analizziamo i meccanismi di creazione del bisogno ci facciamo notte, e facciamo la fine di Beppe Grillo (senza tutti i suoi soldini, però).
    Il problema è che ce lo meritiamo, e mentre ce lo meritiamo non ci accorgiamo di non potercelo permettere. Quanta gente conosci che appena gli entra lo stipendio se lo ritrova tutto impegnato nelle decine di minifinanziamenti usati per comprarsi questo e quello e gli restano si e no i soldi per una (1) cena fuori (ma da pagarsi rigorosamente con carta di credito “revolving” che ti rateizza le rate)?
    Quanto ci metteranno a scoppiare ?
    Lo conosco bene questo mondo, ci sono passato, ci sono rimasto sotto e oggi, a circa dieci anni di distanza dalla “svolta” sono la prova vivente che se ne può uscire, e che poi si sta veramente bene.
    Non cambio macchina, riparo la mia. Non cambio cellulare, gli ricompro la batteria. Faccio shopping in contanti ai saldi a via Cola di Rienzo, se mi serve un elettrodomestico me ne vado da Cucciollo al Ghetto, se non ho i soldi non compro un cacchio e via così.
    Soprattutto, quando capita che compro una cosa, ne cerco una che duri.

    Mi sa che sono un problema.

  2. lol said

    magari falliscono tutti
    ma io mi chiedo come gli venga in mente alla gente di andare al centro commerciale
    il fine settimana sono STRACOLMI
    ma non hanno veramente un caxxo da fare!!
    io credo di andarci al massimo 3 volte l’anno e per l’indispensabile (vestiario)
    il cibo vado dal contadino il resto….l’auto è del 1990 senza aria condizionata ma vabenissimo e spero duri parecchio ancora anche se preferirei farne proprio a meno (ho un 2 ruote che mi basta ed avanza).
    spero che prima o poi la gente si renda conto di cosa serve veramente e cosa è uno sfizio, spesso al telegiornale si sentono di gravi efferatezze per questione di soldi (o meglio debiti)
    come quei 2 cugini di qualche tempo fa, uno dei 2 aveva una assicurazione contro gli infortuni e d’accordo con l’altro si è fatto tagliare una gamba con la motosega peccato che nella gamba ci passa una delle vene più importanti del corpo ed è morto dissanguato. un po meno tempo fa un uomo che ha uccisi la moglie ed 1 figlio poi scappato in svizzera per l’alibi ma si scopre subito che avevano debiti con uno strozzino per 200.000€ a causa dello stile di vita che voleva l’uomo (infatti aveva un suv extralusso nonostante non poteva permetterselo).
    estremismo per estremismo dico che se tutta questa gente si autoeliminasse forse in italia staremmo meglio.

  3. Leo said

    Sono assolutamente d’accordo con le tue riflessioni.
    Quando hanno aperto a Portonaccio il nuovo Auchan il traffico e’ divenuto mostruoso in una zona dove prima si poteva circolare con facilita’ e che rappresentava un’alternativa alla Tangenziale Est (altro mostro da abbattere).
    Leo e Marco

  4. circondati said

    Condivido quanto scrivi e la frustazione che provi nel scrivere e vedere che la gente se ne sbatte.
    Prima di aprire un blog avevo iniziato a mandare mail a conoscenti, una trentina di persone. Dopo un po’ ho aperto un googlegroups per centralizzare gli invii e ho chiesto alle 30 persone di iscriversi. Risultato: 3 persone solamente avevano aderito. Allora ho aperto un blog e mi son detto che, anche se riesco a raggiungere una sola persona in più e metterlo a conoscenza di certi argomenti o riuscirgli ad aprire una finestra su una “dimensione parallela”, è per me comunque un successo.

  5. Sono daccordo con te Romacogitans.

    Perchè pero’ secondo voi la gente preferisce andare nei centri commerciali piuttosto che a fare una passeggiata per Roma e acquistare quello che vuole?

    A Roma, se vuoi andare a fare compere devi affrontare vari problemi (premetto che dopo i primi tentativi vari anni fa, ormai non frequento piu’ i centri commerciali perchè i prodotti mi sembrano scadenti e perchè preferisco fare una passeggiata appunto a Roma centro piuttosto che rinchiudermi nei megastore per ore – e comunque Roma non mi stimola la ‘shoppite’ per vari motivi alcuni dei quali li elenco di seguito):

    1) come arrivare sul luogo del negozio/zi desiderato/i?
    Non essendoci dei validi mezzi pubblici che coprono in modo capillare la nostra città, la gente deve ricorrere alla macchina.
    Quindi
    – il problema trasporto
    – il problema parcheggio
    – il problema ZTL (lun-ven fino alle 18.00 e il sabato pomeriggio il centro è chiuso pertanto o usi i mezzi o vaia piedi/moto/bici)

    2) il problema SMOG (che puzza fare compere in centro…non si respira). Nei centri commerciali mi sembra si respiri meno smog – anche se a me capitava sempre qualcuno vicino con la sigaretta per cui ..respiro rovinato!

    3) problemi sicurezza: mi scappa il figlio sotto una macchina/non passa il passeggino tra le macchine accatastate ovunque anche sulle strisce pedonali..ecc

    4) Nei centri commerciali, anche se pieni, trovi gente che per lo piu’ fa shopping, mentre per strada sui nostri (piccoli) marciapiedi (paragonateli a quelli di NY o Los Angeles)ci trovi anche i 25 milioni di turisti che girano al città, oltre a uomini d’affari o altri cittadini che girano per le strade.
    Quindi nel centro commerciale ti senti – anche se c’è gente – meno “travolto” dal Caos. Forse (almeno era cosi’ per me quando ci andavo)

    Tutto questo non per fare apologia di Centro Commerciale, anzi, l’impeto consumistico che affligge tutti noi al giorno d’oggi andrebbe curato perchè acquistare è diventato un gesto compulsivo con cui crediamo di placare le nostre ansie, mentre invece siamo ben lontani dal farlo ed in piu’ dato che ricicliamo ben poco e quindi quello che acquistiamo finisce tutto in discarica danneggiamo anche il nostro pianeta!

    Ora vi saluto che vado a comprarmi una bella serie di costumi multicolore (scherzo, chiaramente😉.
    Ciao,

    Martina

  6. U.G said

    Parole sante…parole sante…cervelli all’ammasso imbesuiti da pubblicità idiote e volgari. A Roma come altrove non è cambiato nulla …”panem et circenses” dicevano…

  7. mario locatelli said

    Quando la gente oramai indebitata all’osso che si è mangiata tutti i risparmi e che ha fatto tante rate da non dormirci imparerà che lo stipendio è finito allora smetterà di guardare alla cazzate e si accorgerà che è stata ipnotizzata dai medi e dal consumismo in una tipologia di vita ideale che non può permettersi. Quel giorno inizieremo a prendere coscenza di noi stessi ad accogersi di chi in questi anni ci ha vessato e preso per i fondelli ma soprattutto chi ci ha impoverito togliendoci ogni principio morale, il seno della famiglia, il lavoro, la casa e la dignità.

  8. Martina said

    ho potuto osservare alcune persone frequentatrici abituali di centri commerciali..credo che un’altro deipunti di forza di questi posti è che vendono cose scadenti..cioè ci sono delle catene di negozi, tipo Zara, H&M o altre che praticano prezzi popolari ed in questo periodo di magra, in cui l’italiano medio guadagna (se non ruba o lavora per società straniere)sui 1000 Euro, dove volete che vadano a fare acquisti?

    BISOGNA CONSUMARE MENOOOO SIAMO SOMMERSI DAI RIFIUTI E TRA UN PO’ NON AVREMO PIU’ OSSIGENO DA RESPIRARE

    almeno fino al 2012..poi si ricomincerà tutto da capo (altri, forse non noi)

    se i Maya avevano ragione.

    AHI AHI AHI

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