RomaCogitans

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Impacchetta l’arte e mettici una pubblicità

Posted by romacogitans su 20 luglio 2007

“Il denaro dirige il mondo”, dice un motto tedesco. La frase farà storcere il naso ad idealisti e sognatori (come il sottoscritto), che però sperano si tratti solo di una battuta d’effetto. Invece l’assunto trova riscontro – e forse sorprenderà i più venirne a conoscenza – anche nel fatto che per ambire a diventare uno Stato membro dell’Unione Europea elemento imprescindibile non è che si sia in Europa, ma che si abbia una economia di mercato.

Il capitalismo però non è necessariamente un male: malgrado spesso abbia dimostrato di essere un immorale distruttore (nelle mani di quegli usurai che brandiscono Adam Smith a modello e saccheggiano il Pianeta), ci sono degli esempi in cui la cooperazione tra pubblico e privato ha portato ad ottimi risultati. Questo però può avvenire in Paesi dove vi siano regole CERTE, cioè in presenza di autorità VERE che le facciano rispettare.

Nel piccolo Roma negli ultimi 15 anni si è ad esempio avvalsa della strategia di ottenere soldi privati per il restauro dei monumenti mediante la copertura delle impalcature attorno ai monumenti stessi con pubblicità. L’idea è encomiabile, se non fosse fatta alla romana, ovvero dove il mezzo prende il posto del fine.

Così ci siamo ritrovati non so per quanti anni con il Colosseo impacchettato nella prospettiva che da su via dei Fori Imperiali (strano, no? Proprio quella più visibile) con un bel cartellone della Telecom, ma senza che si procedesse al restauro. Ora si è “nascosta” la scomoda stele del Foro Italico (che faceva ricordare cosa è accaduto in Italia tra gli anni 20 e 40) e per finire si è deciso di reimpacchettare l’obelisco posto in cima a Trinità dei Monti, operazione contro la quale si è scagliato anche Adriano La Regina, per una vita a capo della Soprintendenza archeologica di Roma (era quello della querelle con Rutelli per il sottopasso a Castel S. Angelo).

Il ridicolo è che si deturpa la nostra città con pubblicità che opprimono la visuale e deturpano il paesaggio urbano (e parliamo delle suggestive ed artistiche prospettive che Roma sa offrire, non di Latina o Pescara…) con la scusa che i soldi dei privati servono a risitemare i monumenti, ma poi in realtà gli stessi vengono impacchettati e spacchettati anche varie volte nel corso degli anni, con scafandri che ne impediscono la visione per mesi o interi anni ma ai quali fanno riscontro interventi che possono durare giorni, al massimo settimane. C’è qualcosa di marcio in tutto questo…

Una Risposta to “Impacchetta l’arte e mettici una pubblicità”

  1. Daniele said

    E’ parecchio tempo che lo dico. Quella del restauro è solo una scusa per vendere pubblicità ed ingrassarsi.
    I teloni pubblicitari coprono i monumenti per anni, e noi e Roma subiamo.
    Che schifo.

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