RomaCogitans

Un serbatoio di idee per chi ha a cuore le sorti di Roma

Predicare bene e… nu razzulà, chi a munnezz nun è la mia!

Posted by romacogitans su 6 luglio 2007

Per tenere il polso ai cambiamenti urbanistici veri o presunti cui Roma andrebbe incontro ritengo che ogni tanto valga la pena partecipare alle conferenze organizzate dalla Casa dell’Architettura.

Mercoledì 4 luglio c’è stata quella sul ruolo delle piccole stazioni nei sistemi di mobilità metropolitani e nell’organizzazione del territorio, con annessa premiazione del concorso di idee sulle piccole stazioni ferroviarie.

Partiamo dal progetto vincitore: il progettista s’è sperticato per oltre venti minuti nel parlare della sua opera abusando di parole come vivibilità, utilità, paesaggio, modularità, fruibilità, accessibilità… mancava la solita parola, icona, tanto cara agli architetti, che però si addice solo ai mega progetti. Sarò qualuquista, ma a me sembravano tutti pezzi di plexiglas, vetro, ferro e cemento, ovvero il banale & insignificante in cerca di definizione (che è poi il paradigma di buona parte di architetti ed ingegneri).

Veniamo però a Roma. Il progetto di riqualificazione dell’area della Stazione Ostiense, dove si sta costruendo il Campidoglio due, ha espansioni che arrivano sino alla Colombo, cioè davanti all’attuale sede del Ministero dell’Ambiente, passando per via Capitan Bavastro, dove già sono locati alcuni uffici del Comune. Beh, sono quasi 2 km a piedi dalla fermata Metro Piramide… qualcuno pensa che il romano arrivi lì con la Roma-Lido o la Linea B?

Comunque, in una delle solite propagandistiche presentazioni (ometto il nome del relatore) è stato mostrato un vecchio percorso della linea C (di fine anni ’90) e non l’ultimo previsto che passerebbe all’Auditorium (“parole, NON fatti!”), mentre il grande progetto del futuro indovinate quale è? Sì, chiaro, ovvio: il mitico ANELLO FERROVIARIO! Inutile evidenziare che è “ricicciata” la ancor più mitologica (quasi liturgica) CURA DEL FERRO… stavo per alzarmi e chiedere che fine avesse fatto la stazione di Fiumicino Città: forse era morta d’anemia mediterranea?

Per chiudere, ogni volta che sento i “grandi esperti” italiani disquisire, sento nell’aria un alone di “presa per il culo” in quel ciclico ripetersi delle stesse argomentazioni… però ogni tanto qualcosa di carino viene fuori… Ad esempio durante il convegno un professore di una città della quale non voglio fare il nome (ma come indizio dico che negli ultimi tempi ha problemi con la “munnezz”) ha detto che oggi nessuno si sogna più di prendere l’auto per andare da Roma a Firenze perché c’è il treno ad Alta Velocità, però lui (l’ho sentito mentre lo diceva sottovoce ad un suo collega), per arrivare a Roma ha preso la macchina! Che buffoni…

Una Risposta to “Predicare bene e… nu razzulà, chi a munnezz nun è la mia!”

  1. kenpachi1 said

    Se solo avessero un minimo di cervello, si accorgrebbero che una soluzione buona per ostiense sarebbe l’allungamento del tram 3 fino a san paolo, lungo via ostiense (mi sembra che una volta ci arrivava). In questo modo si alleggerirebbe il carico di passeggeri della metro b, che a volte scoppia tra turisti e studenti di roma 3. Tra l’altro in quella zona si parlava di una tramvia che sarebbe dovuta arrivare fino alla colombo, ma nulla di fatto, purtroppo.

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