RomaCogitans

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Decalogo per il perfetto urbanista romano: Pianificazione territoriale

Posted by romacogitans su 28 giugno 2007

L’associazione romana architetti con orgoglio presenta il decalogo di norme e principi che attraverso i suoi iscritti ha messo in campo per trasformare Roma in una città d’arte e all’avanguardia. Viva è la speranza che anche altre città prendano esempio dalla Capitale, con la innegabile ambizione di esportare il Modello Roma anche fuori dai confini nazionali, per imporre a Paesi arretrati (Spagna, Germania, Francia e soprattutto Olanda) la nostra superiorità tecnica e scientifica, oltre che artistica, in ambito di pianificazione urbana. Il Modello Roma è sovrano incontrastato, e lo dimostra con i FATTI. Questo decalogo è composto da nove punti, perché per noi architetti sarebbe stato banale metterne dieci:

1) Chi è l’architetto. Innanzitutto vale la pena spiegare cosa e chi è l’architetto. L’architetto è quel grande artista che ha la capacità di sentire, vedere le cose prima degli altri: capire i problemi prima che la popolazione possa avere anche solo il sentore che esista un problema, e risolverlo in maniera perfetta, con la unica giusta soluzione possibile. L’architetto, pur avendo fattezze umane (ma si veste meglio degli altri!), è quindi un essere superiore, qualcosa di paragonabile ad un dio, perché ha sempre la risposta giusta in ogni ambito sia chiamato ad intervenire. È la personificazione della completezza scientifica e tecnica che può essere applicata a tutti gli ambiti del sapere: dalle inchieste sociali (come visto nei processi partecipativi) alla costruzione di meravigliose opere d’alta tecnologia e bellezza quali i quartieri delle periferie romane. Capacità tutte, bisogna ricordarlo con orgoglio, che in Lui vengono sublimate da una impareggiabile capacità artistica.

2) La Casta. Avvocati, commercialisti, notai, tributaristi, sono i nodi di reti sociali, economiche, istituzionali che fungono da referenti ed alleati di una casta di operatori (immobiliaristi, finanzieri, politici) che piegano ai propri fini norme e leggi. L’architetto è colui che sublima questa politica attraverso tre momenti fondamentali: a) la progettazione e realizzazione di opere ad esclusivo uso e consumo di questi potentati ma coi soldi pubblici; b) l’uso di modelli matematici previsionali di analisi di flussi e distribuzioni quantitative che non sono altro che strumento per scaricare su dei calcoli operati da un computer le responsabilità di decisioni che in realtà sono già state prese dalla casta in questione; c) fa legittimare questi interventi dalla popolazione attraverso processi di costruzione del consenso, spacciati per “pianificazione partecipata”, dove una fittizia condivisione delle scelte non serve ad altro che a scaricare ogni responsabilità dei problemi che questi interventi porteranno proprio su coloro che li subiranno. Sadismo allo stato puro: siamo perfetti anche in questo!

3) Cubature e accessibilità. Ogni qual volta si costruisce un edificio alto o comunque con una cubatura considerevole, questo deve essere a distanza di sicurezza da ogni linea di trasporto su ferro, e possibilmente deve venir costruito in zone con già elevati flussi di traffico, al fine di legittimare la costruzione di nuove strade, operazione utile alla Casta. La volumetria dell’edificio (che spesso significa anche numero di persone che vi abitano o lavorano) deve essere quindi direttamente proporzionale alla distanza da una stazione per il trasporto pubblico su ferro: più metri cubi ci sono, più irraggiungibile l’area deve essere attraverso i mezzi pubblici. In zona Eur – ad esempio – stiamo lavorando alacremente: le enormi strutture per l’Istituto Europeo per la Ricerca sul Cervello e il nuovo Ministero della Difesa, poco distanti tra loro, sono raggiungibili solo attraverso delle viuzze ad una corsia, e ben distanti da ogni mezzo di trasporto di massa.

4) Europarco. Il capolavoro avverrà però con l’Europarco, dove il nostro artista Purini avrà la possibilità di costruire due grattacieli ed un immenso centro commerciale. Questo solo dopo che gli studi di fattibilità avevano dimostrato che i due chilometri scarsi di distanza dalla più vicina fermata metro – in genere non ritenuti sufficienti da noi esperti – fossero idonei a disincentivare ogni velleità di utilizzo della linea metropolitana a causa della forte pendenza da superare. Nella zona Castellaccio, tra la C. Colombo e Viale dell’Oceano Atlantico, è prevista la costruzione di due grattacieli di oltre trenta piani e circa 120 metri di altezza, con uno sviluppo di 90.000 m³. Le torri sorgeranno all’interno del centro direzionale Europarco Castellaccio di circa 800 mila metri cubi su una superficie di 60 ettari, con uffici, centro commerciale ed abitazioni. Nel dettaglio vi sarà: 1) un grattacielo di 32 piani ad uso residenziale; 2) un grattacielo adibito ad uffici, più altri estesi edifici per ufficio, in genere di 6 piani l’uno oltre a 2 piani di parcheggio ognuno; 3) un zona commerciale di tre piani più due di parcheggi. Sinora nessuno a Roma era riuscito a progettare e far costruire una tale opera d’arte. Cosa fareste senza di Noi divini architetti, imbecilli che ancora state a rimirare Arco di Costantino e Ghetto Ebraico…

5) Motivazioni. Ribadiamo che la costruzione di opere e strutture deve essere portata a termine esclusivamente se ci sono delle valide motivazioni: che l’associazione ottenga un buon compenso, che venga fatta a scopo propagandistico, che sia funzionale ai gruppi lobbistici cui facciamo riferimento, in primis gruppo FIAT e Associazione Costruttori. Magnifico esempio sono i due centri commerciale di Tor Vergata e Romanina costruiti a pochi passi l’uno dall’altro, a debita distanza da ogni trasporto pubblico di massa (treno o metro), mentre il 95% di Roma è priva di servizi di ogni tipo. Sublime!

6) Priorità e necessità. Mai costruire cose che servono alla popolazione ma utilizzare anche investimenti enormi per costruire anche tre o quattro volte le stesse cose, disseminandole però in aree diverse. Presto procederemo alla costruzione della cittadella dello sport a Tor Vergata, per poi – ad Olimpiadi per Roma aggiudicate, tra alcuni anni – procederemo alla costruzione della terza cittadella dello sport a Magliana.

7) Problema casa. D’accordo con alcuni gruppi (Action), che invitiamo anche nelle università come ospiti d’onore, stiamo facendo venire ancor più alla ribalta il problema casa. In realtà comprendendo tutta l’area metropolitana di Roma sarebbe inesistente, ma era fondamentale per i nostri naturali datori di lavori (gli immobiliaristi, odierni mecenati) avere maggior legittimazione mediatica per giustificare le espansioni e gli abusi edilizi. Cosicché il piano di cementificazione sta procedendo senza intoppi. L’attuale giunta – coerentemente con il lavoro concordato con l’amministrazione Rutelli – sta procedendo alla costruzione di alcuni milioni di metri cubi, appartamenti che una volta completati verranno lasciati sfitti per alcuni anni, per permettere che la bolla speculativa cresca e l’amministrazione comunale possa ancora usare il “problema casa” come valido appiglio nella propaganda elettorale del prossimo candidato a Sindaco.

8 ) Architettura È arte. Con gli anni stiamo finalmente donando a Roma opere artistiche, monumenti. Già intere aree urbane hanno assurto a ruolo di veri e propri musei a cielo aperto (il Laurentino 38, Tor tre teste, Tor de’ Schiavi, e soprattutto l’opera per eccellenza, Corviale) regalando finalmente a Roma alcune opere immortali di cui la città – priva di qualsiasi richiamo artistico – aveva assoluto bisogno.

9) Noi, come e più di Michelangelo. Le opere dei grandi artisti contemporanei (Fuksas, Zaha Hadid, Renzo Piano, Odile Decq, Calatrava, Rem Koolhaas) finalmente si affiancheranno alla mirabile teca di Meyer, vera icona di questa grandiosità romana che rinasce e che finalmente toglie dal paesaggio urbano delle ferite (vere brutture!) come l’Ara Pacis e la piazza prospiciente. Buttiamo via Colosseo e quelle altre nefandezze pericolanti: fate largo al nuovo e al bello che avanza!

11 Risposte to “Decalogo per il perfetto urbanista romano: Pianificazione territoriale”

  1. Daniele said

    Il decalogo prevede però 10 articoli🙂

  2. Albert1 said

    RC: no, no, tu non mi convinci.
    RomaCogitans è lo pseudonimo di… ????
    Scrittore ? Autore ? Chi sei veramente ?

    Posso stamparlo quest’articolo e farne dei volantini ?
    Ci lascio il link, giuro!

  3. Daniele: capisco che sono logorroico e pochi riescono a reggere la lettura completa dei miei articoli, però almeno la premessa potevi leggerla!😉

    Devo però dilungarmi in una sottigliezza che non è immediatamente percepibile, e forse è inutile e ridondante: i punti (caotici come solo la citata categoria sa essere) sono 9 perché dio ne dettò 10 al suo popolo eletto, mentre chi si ritiene superiore ad un dio pretende di usare un numero che risulta facendo 3 x 3, e 3 è la perfezione, come sappiamo tutti…

    Albert1: mi lusinghi, ma niente di tutto questo. Mi limito a dirti che ovviamente puoi stampare l’articolo, ci mancherebbe altro… Ma dove lo vuoi diffondere, tanto per curiosità?

  4. Albert1 said

    RC: con un’azione di forza e astuzia degna degli attivisti PETA quando aprono le gabbie degli animali destinati alla vivisezione, mi piacerebbe insinuarlo a mo’ di volantino nelle bacheche della facoltà di architettura, nonchè in quelle del IX dipartimento. Non sono direttamente collegato con nessuna delle due entità, ma farei in modo di essere lì la mattina dopo per vedere le facce!!!😉

  5. Più che ai PETA forse ti riferisci agli A.L.F. (trovi un link tra quelli del Blog).

    Capisco il tuo punto di vista, e l’idea mi suscita una certa ilarità, però gli architetti a cui è diretto questo mio pseudo-decalogo sono più che altro coloro che hanno le “mani in pasta”, cioè chi collabora gomito a gomito coi nostri politicanti.

    Gli altri, poverini, magari hanno pure buone intenzioni e si iscrivono alla facoltà di architettura senza la tracotanza e il debordante protagonismo di altri.

    Comunque, Albert1, mi auguro tu non sia ingegnere, perché ho già pronto un altro bel decalogo (e stavolta i punti sono veramente dieci) per l’altra categoria che abitualmente strapazza la struttura di questa città.

    A presto!🙂

  6. Albert1 said

    Per gli ingegneri non potevano essere che 10…
    Tranquillo, se è per me puoi “decalogare” intorno a qualsiasi categoria, se pure dovessi beccare la mia (posto che ne abbia una), scritto da te non mi offenderebbe, potrebbe solo farmi riflettere…

  7. marcello said

    mai lette delle parole più vere e sagge delle tue…..detta da uno che della suddetta categoria (ahime)ne fa parte…roma è popo ‘na città triste….anche perchè sono appena tornato da un viaggio in olanda dove la vera architettura è di casa…un punto dolente però te lo trovo, in fondo sono un architetto e sono puntiglioso…per quel che riguarda le opere di roma avrei dedicato maggiore spazio alle grandi infrastrutture di questa città(ah ah ah) tipo G.R.A. o le metropolitane di cui il nostro (spero ancora per poco)sindaco ha riempito tutta la città….
    inoltre avrei speso 2 paroline in più sul mercato immobiliare romano e su coloro che ne hanno il monopolio…appunto sono appena tornato da rotterdam e amsterdam…per puro caso nella capitale olandese mi è caduto l’occhio su un agenzia immobiliare…bhe’ …in qualsiasi zona della città e qualsiasi fosse il taglio dell’appartamento…non esisteva casa che superasse i 250.000 euro…proprio come la capitale no?…si la capitale …dell’ingiustizia sociale…

  8. E’ vero ciò che dici, Marcello, però ti annuncio che tutte le critiche ai trasporti le ho compattate nei dieci punti sugli ingegneri, che pubblicherò più avanti. Condivido anche la tua critica sul mercato immobiliare, forse solo accennata nei vari punti del “decalogo”, e non opportunamente “esplosa” con dovizia di informazioni su palazzi e palazzinari… sarà che ne ho parlato così tante volte che ne ho le palle piene di quella gente e non riesco più neanche a pensarla? E poi, però devo ammettere, la questione della bolla speculativa è cosa che è troppo per il mio povero stomaco, che comincia a contrarsi dai conati appena il pensiero si sofferma sulla situazione romana. Se te la senti di scrivere due parole tu sull’argomento, sarò ben felice di pubblicare un tuo articolo su questo blog.

  9. Interessante rassegna stampa sui “grandi architetti” e i loro grandissimi errori ed orrori

  10. […] mega Europarco tra via dell’Oceano Pacifico e la Colombo di 805.000 metri cubi di nuovo cemento (Noto anche […]

  11. […] forma carina per dire “a caso” o anche “criminale”, se pensiamo alle conseguenze di tali negligenze. Se Roma era già città difficile, con la presenza di Rutelli in cabina di regia hanno cominciato […]

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