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    Questo Blog non è un prodotto editoriale, ma un diario che permette di sfogare le frustrazioni di abitante di una città da terzo mondo e cittadino governato da malfattori e farabutti come voi. Questo Diario-Blog non ha niente di paragonabile a prodotti “di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento”, ma è piuttosto una forma moderna per non finire attaccati ad una bottiglia di Whisky per dimenticare lo squallore romano e italiano in cui ci state gettando... Insomma, bamboccioni miei incollati sulle Poltrone, esprimere e scrivere le mie idee per me rappresenta una forma terapeutica che regolarizza il mio battito cardiaco e tiene sotto controllo la pressione, oltre alle palle che rallentano il loro vorticare… Chi mi vuole staccare la spina dovrà vedersela con la CEI e il Papa! ;)
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Per il superamento delle attuali carceri

Posted by romacogitans su 21 giugno 2007

Ennesima proposta per superare lo stallo sociale in cui siamo caduti. L’idea, come le precedenti, è un po’ strampalata, ma è impensabile che si possa continuare con gli attuali modelli, che sono non solo inutili, ma spesso dannosi. Quindi meglio suggerimenti arditi, e da affinare, che perpetrare le attuali pratiche.

Per rieducare i malviventi bisognerebbe portarli in delle comunità penitenziali nelle aree più malfamate del terzo mondo, e costringerli a lavorare, se vogliono vivere, per loro e per le popolazioni svantaggiate dell’area, contesti dove dovranno mettere a frutto le professionalità che hanno. Chi non ha una professionalità la dovrà imparare sul posto, con vantaggi immediati e potenziali al momento del reintegro nella società di provenienza. Gli insegnanti potranno essere degli ex delinquenti, oramai assunti come dipendenti.

A parte il vantaggio economico di non essere pesi morti per la società, la esperienza in un contesto del terzo mondo potrebbe rappresentare un importante momento per il recupero dei criminali.

Le comunità penitenziali, inoltre, rappresenterebbero anche fonte di ricchezza per le zone dove verrebbero costruite, perché potranno innescare una micro-economia per piccoli fornitori locali.

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