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La cura del ferro riparte dalle stazioni (da “Il Messaggero”, 24/12/1999)

Posted by romacogitans su 15 giugno 2007

Per la serie “le solite promesse” pubblico un articolo del dicembre 1999:

Saranno “stile Termini”, con servizi per i passeggeri e per i cittadini

Più ferro, sino a chiudere l’anello intorno alla città, e meno cemento nelle aree intorno alle stazioni. Ecco cosa ha votato il Consiglio comunale (26 voti favorevoli e 10 contrari) nell’ultima seduta del primo Millennio. In sostanza, la “cura del ferro” riparte da dove si era interrotta sette anni fa, stavolta però mutando filosofia. Grazie all’accordo quadro tra Ferrovie dello Stato, Comune, Regione, Provincia e ministero dei Trasporti, che mercoledì ha superato l’esame dell’assemblea capitolina, si ricomincerà partendo dalle stazioni che saranno un fulcro urbanistico, nel senso che verranno trasformate sul modello di Termini: vere cittadelle del trasporto, arricchite di servizi per i passeggeri e per la città. In cambio la Capitale ha dovuto “cedere” alle società Roma Duemila, la spa delle Ferrovie che cura la valorizzazione dei terreni, aree edificabili “dimagrite” rispetto a quanto ipotizzato nel passato. La “dieta” richiesta dal Campidoglio e progettata dalla società Roma Duemila, ad esempio prevede che nell’area della Tiburtina le cubature passino da un milione a mezzo milione, e nell’area Ostiense da centotrentamila a centodiecimila con una quota di edilizia residenziale pubblica pari a circa settecento stanze. L’investimento di quasi seimila miliardi (4385 sono praticamente disponibili) terminerà nel 2004 e vedrà come punti qualificanti la chiusura dell’anello ferroviario tra le stazioni di Vigna Clara e Tiburtina e il quadruplicamento dei binari tra la Casilina e Ciampino che consentiranno una maggiore regolarità del traffico in direzione sud. Delle 15 stazioni che verranno riqualificate intorno alle 7 Ferrovie metropolitane, 10 verranno anche dotate di preziosissimi parcheggi di scambio ma sue due stazioni mentre si aspettava la benedizione consiliare, i progetti non hanno perso tempo. Con una variante al Piano regolatore, intorno al nodo ferroviario della Tiburtina, si procederà alla creazione di una sub circonvallazione di due chilometri e mezzo per unire la Nomentana con l’autostrada del L’Aquila, mentre l’attuale circonvallazione perderà la caratteristica di arteria veloce e verrà trasformata in “strada locale”. Per gli abitanti sarà una boccata d’aria e per gli automobilisti la fine del divieto di transito nelle ore notturne. ll mezzo milione di metri cubi che nascerà sarà destinato a servizi delle Ferrovie e a uffici privati che vivranno intorno ad un parco di diecimila metri cubi. Il secondo intervento è per l’area dell’Ostiense. L’Air Terminal verrà trasformato in una vera stazione, riqualificando anche l’area commerciale e creando nell’attuale “spianata di binari” palazzi ad uso ufficio, ricreativo e commerciale. Inoltre, ed è la grande rivoluzione, la zona 167 che nascerà sarà destinata ad abitazioni vincolate all’affitto regolato dal mercato. È in fase ancora di progetto, invece, l’ultimo intervento. Quello dell’asse Stazione Trastevere-Porto Fluviale-Quattro Venti. Tempi per la scommessa? Su due stazioni la rivoluzione è già iniziate, per le le altre la parola passerà ora a Regione Lazio, e Provincia. Poi la “cura” dovrà solo guarire la città dal cancro del traffico.

Fabio Carosi

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