RomaCogitans

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Il Modello Roma: Terzo Mondo per tutti!

Posted by romacogitans su 14 giugno 2007

Oggi s’è assistito all’ulteriore bagno mediatico del nostro telegenico sindaco, stavolta coadiuvato dal compagno di merende Cesare Panbianchi, presidente della confcommercio Roma. La “strana coppia” ha snocciolato un indice di disoccupazione per Roma pari al 6,7%, mentre a Parigi si tocca la cifra del 11,6%, a Vienna il 9,8% ed a Bruxelles il 12,8%.

Noi che non siamo politici di professione, né giornalisti stipendiati da qualcuno, dobbiamo ribadire che i numeri e le statistiche sono cose “tanto carine”, ma soprattutto ricordare cosa è successo in Francia quando lo scorso governo voleva introdurre i contratti di accesso al mercato del lavoro per i giovani? Una mezza rivoluzione!

Ebbene, nei Paesi citati (Francia, Austria, Belgio) il mercato del lavoro è “cristiano”, cioè degno di uno Stato civile.

Qui invece abbiamo la legge Biagi e le sue nefaste gemmazioni: a chi piacciono le statistiche ricordo che circa il 15% della popolazione italiana sopravvive grazie a contratti precari e sottopagati.

La legge Biagi doveva servire a far emergere il lavoro nero legittimando un sistema di abuso e sfruttamento sui lavoratori al solo fine di raccattare tasse e balzelli, mentre il risultato ottenuto è stato abbassare la soglia di dignità e di sopravvivenza per gli italiani, convertendo in stipendi da fame una fetta importante di quelli offerti ai lavoratori del settore privato…

Chi parla di flessibilità e liberismo si andasse a vedere come funziona (bene) il mondo del lavoro nei Paesi anglosassoni, e poi ne riparliamo…

3 Risposte to “Il Modello Roma: Terzo Mondo per tutti!”

  1. Leo said

    …come in tutte le Demagogie che si rispettino, snocciolare numeri come conigli estratti dal cilindro di qualche mago (leggi ciarlatano) fa parte della strategia di imbonire la massa di coglioni che si fermano alla lettura dei titoli e che non innescano reazioni significative nella (poca) materia grigia a loro disposizione.
    In Italia la legge Biagi ha prodotto probabilmente l’unico effetto che poteva provocare nel nostro paese di furbi, dove l’illegalita’ e il raggiro la fanno da padrone: anziche’ dare flessibilita’ giusta al mondo del lavoro, ha causato il precariato assoluto per i giovani che iniziano e l’esclusione totale delle persone dai 40-45 in su dalla possibilita’ di trovare un lavoro dopo averne perso uno. Sono riusciti a concentrare il peggio del sistema americano del lavoro, senza ovviamente disporre di un mercato ricco di offerte per “ricollocare” chi e’ costretto a cambiare (o lo vuole fare per scelta). Vorrei invitare quanti visiteranno questa pagina a dare la loro visione del mondo del lavoro, in relazione a questi aspetti di precarieta’ estrema.

  2. sono perfettamente daccordo con te Romacogitans!
    Credo che la Legge Biagi infatti la vogliano rivedere. E’ una vergogna!
    Magari copiassero quello che avviene in Francia, Germania ed altri paesi, in cui esiste il telelavoro o si puo’ comunque stare a casa senza prendere malattie se i figli stanno male ecc e lavorare con Internet. In Francia e inghilterra ci sono part time anche di posizioni di medio management qui se cerchi part time trovi solo lavori da commessa ed estetista!
    Siamo all’eta’ della pietra, in confronto.

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