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Roma crescerà sulla via del ferro (da Il Messaggero, 30 Gennaio 2000)

Posted by romacogitans su 8 giugno 2007

Salve a tutti! Proseguendo nella pubblicazione delle incredibili (nel senso “da non credere”) promesse dei nostri rampanti amministratori, stavolta vi invito a fare un esercizio in più: confrontare la velocità di realizzazione del trasporto pubblico su ferro con la costruzione dei milioni di metri cubi promessi ai palazzinari… ovvero, a più di sette anni da questo articolo, quanto è stato realizzato per fare ingrassare i “bulletti del quartiere” e quanto per rendere Roma vivibile? Per chiarezza, ricordate che il Messaggero – da cui questo articolo è tratto – appartiene alla famiglia Caltagirone

CRONACA IN ROMA Domenica 30 Gennaio 2000
Città metropolitana e trasporto su treni e metrò: il Piano regolatore del Duemila a fine anno in Consiglio

Roma crescerà sulla via del ferro

Ecco il Prg: 22 milioni di nuovi metri cubi e l’Eur farà parte del Centro

di FERRUCCIO SANSA


Debutto in società. Un giro di danza con i consiglieri comunali. Maestro d’orchestra Domenico Cecchini: «Dopo questo incontro – assicura l’assessore all’Urbanistica – l’obiettivo di votare entro l’anno il piano regolatore in Consiglio comunale è vicino». Ieri mattina il nuovo Prg di Roma è stato discusso per la prima volta. L’appuntamento era fissato nell’ambito della Rassegna Urbanistica Regionale.

I punti cardine: trasporti, con la previsione di una quarta linea del metrò, e tutela del territorio, con la cancellazione dell’edificazione di 57 milioni di metri cubi. Il nuovo Piano prevede, però, la costruzione di circa 22 milioni di metri cubi di nuovi edifici (il 50 per cento riservati a servizi); ad essi si aggiungeranno altri 31 milioni ancora da realizzare, ma già decisi. In tutto 53 milioni di metri cubi.

Ma il cammino del Prg sarà lungo e complesso, prima del voto in Consiglio, dovrà essere discusso in tutte le circoscrizioni. Perché «il piano regolerà lo sviluppo urbanistico della Capitale per i prossimi quindici anni», come ha spiegato Maurizio Marcelloni, direttore dell’Ufficio piano regolatore del Comune. I primi effetti della nuova programmazione cominceranno a vedersi subito: «Per gli articoli 11, cioè i piani di recupero urbano, non sarà necessario aspettare», avverte Cecchini. Le zone interessate sono: Fidene, Magliana, San Basilio, Palmarola, Selva Candida, Primavalle, Torrevecchia, Tor Bella Monaca, Corviale, Valle Aurelia, Labaro, Laurentino, Acilia.

Perno del nuovo piano regolatore, il primo dal 1962, il quarto dopo l’unità d’Italia, è la città metropolitana. Già il prossimo anno, infatti, le circoscrizioni potrebbero diventare comuni metropolitani. La pianificazione urbanistica terrà conto delle nuove città che stanno nascendo, con diciannove centri. Non solo: sono stati anche ridisegnati i confini della zona A, che dagli attuali 831 ettari del Centro Storico, passerà a 3.827, comprendendo per esempio Eur e Montesacro che quindi godranno delle forme di tutela previste per il Centro.

Ma i capitoli più significativi del nuovo documento sono forse quelli dedicati ai trasporti e all’espansione della città. Il sistema dei trasporti si dovrebbe basare sul “modello integrato 4×3”, che prevede tre passanti ferroviari (Fm1, Fm2, Fm3) e quattro linee della metropolitana. Il metrò C è ancora di là da venire, ma il Prg già prevede la costruzione di una quarta linea che dovrebbe andare da Ostia Lido fino a Talenti. La metropolitana D nel primo tratto dovrebbe seguire il percorso della ferrovia Roma – Lido, per poi continuare con la stazione San Paolo – Roma III, fino a intersecarsi con il metrò B2 (prolungamento della linea B verso Ostiense e Marconi) e la Fm1 alla stazione Portuense. La linea D fermerà poi a Trastevere, Ippolito Nievo, San Cosimato e largo Argentina, dove incontrerà la linea C. Gli stop successivi saranno a piazza Colonna, piazza di Spagna (dove incontrerà la linea A) e ancora a Ludovisi, piazza Fiume, piazza Quadrata, piazza Verbano, piazza Vescovio, viale Somalia, Conca d’Oro (coincidenza con la linea B1), Montesacro, Talenti. Fino corsa in via Ugo Ojetti.

Altro grande nodo è quello delle previsioni edificatorie. Il piano recepisce i tagli di 59 milioni di metri cubi di cemento, rispetto a quanto previsto dal piano del 1962. Prevede invece la costruzione di 53 milioni di metri cubi. La maggior parte, circa 31 milioni di metri cubi, sono già stati decisi negli ultimi anni (sono, per esempio, il centro direzionale Pietralata, la Bufalotta, l’università a Ostiense, oltre ai piani di recupero delle borgate) e aspettano di essere edificati. A questi bisogna aggiungere circa 22 milioni di metri cubi contemplati dal nuovo piano regolatore (l’Hotel Hilton, a titolo d’esempio, è un milione di metri cubi). In Campidoglio fanno presente che si tratta per la metà di costruzioni non riservate a residenza. Servizi, insomma.

Se, comunque, il cammino verso l’approvazione del Piano in Comune durerà ancora mesi, ieri è stata una buona occasione per valutare le reazioni dei consiglieri comunali. Al Prg ha un grande obiettivo, definire la nuova Roma nella sua dimensione di città metropolitana», così Giovanni Carapella (Ds). Un po’ più cauto il presidente della commissione Urbanistica comunale, Fabrizio Panecaldo (Verdi): «Condividiamo l’impostazione. Forse bisognerà trovare un compromesso tra la posizione di Rifondazione che vuole azzerare le nuove costruzioni e quella proposta dal Piano». Infine, l’opposizione, che parla per voce di Marco Marsilio (An): Al nuovo Prg non ha anima, descrive i processi senza cercare di governarli». Poi un’ultima stoccatine: «Figuratevi che invece di Cinecittà, sulla mappa, hanno scritto Warner Bros».

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