RomaCogitans

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Damoje foco!

Posted by romacogitans su 31 maggio 2007

Mentre i nostri stipendiati politici non sanno più come sperperare i soldi delle nostre tasse per privilegi di cui solo loro e coloro per cui veramente lavorano (banchieri, speculatori, ecc.) godono, i vigili del fuoco stanno sul lastrico. Non hanno soldi per fare nulla: non riescono a stilare i verbali perché mancano i toner nelle stampanti, i mezzi di soccorso (per soccorrere noi!) rimangono senza gasolio perché il ministero non paga i fornitori, mentre gli stessi mezzi di soccorso sono obsoleti, e vengono riparati – spesso da loro! – come possibile.

Beh, almeno il personale avrà un trattamento di riguardo! Mi chiedo cioè, come vengono compensate queste valide persone per svolgere un lavoro così importante per la comunità? Ebbene, dopo oltre 20 anni di servizio si guadagnano 1400 euro al mese, gli straordinari vengono pagati 5,00 euro all’ora ed i turni raggiungono non di rado le 12 ore consecutive. Inoltre sul blog DireGiovani si legge “che [i pagamenti degli stipendi] per i lavoratori discontinui vengono fatti sistematicamente dopo quattro o sei mesi”, dice un’altra precaria, che aggiunge: “Devo ancora ricevere lo stipendio di novembre, dicembre, febbraio, marzo e aprile, se non avessi un lavoro integrativo non potrei vivere”. I contratti precari infatti sono di un massimo di 160 giorni, con contratti da 20 giorni ciascuno, ma con questo sistema “la maggior parte di noi fa fatica a trovare un altro lavoro per integrare”, dice ancora un altro vigile del fuoco discontinuo. Conseguenza di questo, “la professionalità viene sempre più a mancare”.

Mi viene una idea: e se dessimo fuoco alle case (ne avranno 5 o 6 a testa) dei nostri politicanti? A patto che ci siano loro dentro però, e con tutta la famiglia, altrimenti tocca pure pagargli danni che ammonterebbero almeno al quintuplo del reale valore di mercato degli immobili distrutti…

La mia è ovviamente una provocazione, però una riflessione seria in testa ce la ho: ero forse troppo giovane per ricordare bene gli anni di piombo, ma possibile che a metà anni 70 la situazione socio-economica (perequazione, legalità, ecc.) fosse peggiore della attuale? O forse oggi siamo più remissivi perché non usciamo da un periodo di forti cambiamenti come il 68 e siamo consci della follia (oltre che inutilità) di una rivolta armata? Eppure la situazione attuale è probabilmente la peggiore di sempre… come venirne fuori?

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