RomaCogitans

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Proposta per la TV in Italia

Posted by romacogitans su 30 maggio 2007

Il servizio televisivo pubblico non dovrebbe consistere di tre televisioni che di volta in volta si asservono alle direttive di un partito o l’altro.

Ciò che lo Stato dovrebbe gestire, oltre ad UNA televisione pubblica slegata da influenze politiche, sono le frequenze. Lo Stato dovrebbe avere tre frequenze nazionali libere, da affidare a rotazione ad emittenti private regionali, che così tre per volta (ad esempio una del nord, una del centro, l’altra del sud) avrebbero la possibilità di offrire servizi all’intero Paese.

Questo può avvenire a cadenza settimanale, oppure bisettimanale ma con 6 emittenti che si alternano giornalmente, fino a completare nell’arco delle due settimane i 7 giorni di servizio.

Lo Stato si accollerebbe i costi della trasmissione nazionale in cambio di ottenere dalle emittenti locali un palinsesto che svolga un compito di pubblico servizio, pur preservandosi la possibilità di assolvere ad alcune priorità con il canale di Stato. I canali locali avrebbero innegabili vantaggi legati alla pubblicità, il cui apporto alle casse delle piccole aziende televisive sarebbe ovviamente commisurato all’ampio bacino nazionale che si raggiungerebbe.

Le conseguenze culturali sull’intero territorio sarebbero innegabili, sia da un punto di vista antropologico e linguistico (avvicinando i lontani “lembi” di questo Paese), sia per offrire a potenziali idee innovative un palcoscenico di risonanza nazionale.

2 Risposte to “Proposta per la TV in Italia”

  1. Martina said

    La vedo molto complicata Romacogitans..io lavoro in questo settore e ti dico, se hai un audience x tutti i giorni puoi fare un business plan di un certo tipo, assumere persone, pagarle un tot fare un certo tipo di servizi ecc..altrimenti se alcuni giorni sei in visione regionale altri in visione nazionale non so bene come potrebbe essere organizzato il tutto.

    O sarebbe come avere delle finestre di trasmissione sul nazionale da parte di emittenti regionali..si potrebbe forse fare per qualche ora al giorno, ma poi è un casino per la gestione degli spazi pubblicitari..ecc

    E’ complicato, mi sembra cosi’ a prima vista.
    Capisco e condivido l’intento democratico, pero’..
    Ciao🙂

  2. Lo so Martina, ma io continuo ad asserire che il mercato debba essere il mezzo per migliorare la vita di tutti, e non il fine dei nostri sforzi.

    Inoltre la mia strampalata idea non ha l’ambizione di essere un progetto strutturato e vincolante, ma vuole al massimo avere l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno… almeno servisse a smuovere un po’ le acque!😉

    Grazie della tua frequente e preziosa presenza sul mio blog, cara Martina.

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