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15 anni di sviluppo? Haiti come modello…

Posted by romacogitans su 23 maggio 2007

Nel 15° anniversario della morte di uno dei martiri italiani, uno dei figli più nobili di questo ancor giovane Paese, mi sono domandato quali e quanti siano stati i passi avanti di questa penisola unificata sotto un’unica guida politica nel 1861 (con Roma nel 1870, ovviamente).

Le notizie dei vari TG (non ne vedo mai uno solo) mi danno questa triste risposta:

Proprio oggi è stato presentato il libro “La Casta” di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella:

Se entri in politica ti sistemi per sempre. Le prove provate di uno scandalo nazionale. 18000 assunti in un solo giorno in Sicilia, 11 portantini per ogni autolettiga, 436.800 euro per le autoblu della regione Veneto. Più Iva…Una nuova tappa dell’epopea tragicomica e tremendamente vera dell’Italia. Un libro corrosivo e documentatissimo che spiega come la classe dirigente del Paese sia diventata una casta di intoccabili, pronti a sguazzare negli sprechi e nei privilegi delle principali istituzioni statali e delle amministrazioni locali. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l’intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti nel reportage di due famosi giornalisti.

Questo sperpero proprio mentre la gente “normale” ha sempre più problemi a campare: è di oggi la notizia che ben 2,6 milioni di famiglie nel nostro Paese sono povere, almeno secondo quanto si legge nel rapporto annuale dell’Istituto di Statistica. Una su sei (il 14,7%) ha dichiarato di avere molte difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

Ma a loro che muoriamo di fame che frega? Sempre coi nostri soldi la RAI ha deciso di acquistare il documentario-scandalo della BBC sui preti cattolici pedofili, ma per il momento semplicemente per non mostrarlo (come consigliato dal vile Casini), mentre si concorda col Vaticano una strategia per sbugiardarlo punto per punto…

Dal “in nome di Dio, ti sodomizzo” ai pervertiti nostrani. Nella stessa patria di Falcone, la meravigliosa Sicilia, come in altre regioni, oggi stesso è venuto fuori un giro di pedofilia. Tutto mentre altri giovinastri si dedicano ad uno dei passatempi più in voga ora anche tra i minorenni nostrani: lo stupro di gruppo.

Sempre oggi il sole 24 ore ha pubblicato un documento della Banca d’Italia risalente al 2005 sulla vendita dei Bond Parmalat da parte delle banche italiane ai propri clienti, ben consapevoli che Parmalat stava tirando le cuoia.

E poi, ma qui viene solo da sorridere per l’insignificanza della notizia, il comitato dei 45 che dovrebbe fondare il Partito Democratico… idea di per sé interessante se si rifacesse al PD statunitense, ma che in realtà è già bimbo storpio perché è operazione che vuole solo legittimare con un bel carrozzone partitocratico l’antico amore catto-comunista che convolerà a nozze dopo l’estate, e darà finalmente a ScorreginaProdi il SUO partito. Storpio? Sì, perché sono solo 16 le donne e nessuno tra i 45 ha meno di 40 anni… E poi, avete visto chi fa parte della (si fa per dire) “società civile” tra gli optimati? Del Turco e Follini… Insomma, non il vecchio, ma lo sclerotico statalismo che avanza!

Però, se guardiamo un po’ più a sinistra vediamo Diliberto e “Poldo” Mussi (dal personaggio mangione di Braccio di Ferro), ed allora non si sa se piangere o ridere… Tutti si apprestano ad apparecchiare nuove tavole per spartirtsi il divorabile, gli stessi “guappi” seguitano a mischiare il mazzo di carte ma per continuare a fare lo stesso gioco, mentre Napoli è in fiamme, e sembra sempre più Haiti.

Un pensiero allora mi si accende in testa: visto l’andazzo generale del Paese Italia, probabilmente i mandanti dell’omicidio Falcone (e poi Borsellino) sono ancora in parlamento ed a Piazza Affari… Di questo passo tra 15 anni dove saremo? Siamo già sulla scia di Haiti, e ci stiamo avvicinando a grandi passi…

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Una Risposta to “15 anni di sviluppo? Haiti come modello…”

  1. salpetti said

    “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”.
    Questa è una frase di Giovanni Falcone. Secondo me è stato lasciato solo dalle istituzioni, anche per questo è morto. Probabilmente la mafia nell’uccidere Falcone aveva dei complici più o meno consapevoli…

    salpetti.wordpress.com

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