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Sicurezza a Roma: quel poco che possiamo fare

Posted by romacogitans su 15 maggio 2007

Il vertiginoso aumento della criminalità impone una riflessione ed una organizzazione di autodifesa da parte di noi abitanti. Contro la grossa criminalità, come quella degli ultimi giorni, siamo nelle mani di politici, amministratori e forze di polizia.

Per la piccola criminalità, invece, qualche piccolo stratagemma si può utilizzare.

La situazione di pericolosità – se osservata – è palese. Questo mio è solo un modesto contributo che ambisce più che altro a far prendere coscienza delle rischiose situazioni che – aimé – ci vedono sempre più spesso involontari complici. Spero che le soluzioni possano essere molteplici, però sta solo a noi cercarle ed applicarle.

Qui allego un “Breviario per la sicurezza a Roma” che girava su internet, che consiste in una serie di accorgimenti e comportamenti da adottare per sopravvivere nella giungla romana.

13 Risposte to “Sicurezza a Roma: quel poco che possiamo fare”

  1. Scrivo queste righe rivolgendomi principalmente ad amministratori di condominio e capi-scala, ovvero coloro che devono studiare il problema, concordare con e tra condomini un codice di comportamento al fine di predisporre e gestire una valida risposta che renda meno facile l’operato dei malviventi che si creano delle condizioni di libero accesso alle nostre pertinenze.

    Nello specifico voglio attirare la vostra attenzione sui crescenti casi di chiavi spezzate nelle serrature dei cancelli di garage, nelle porte tagliafuoco che mettono in comunicazione cantine e garage con i condomini, o addirittura nei portoni che danno l’accesso a palazzi o scale. I casi hanno subito un incremento esponenziale, ed è ottuso pensare che siano causati solo dalla pur elevata imperizia, stupidità o maleducazione (nel segnalare il danno arrecato) dei legittimi utenti.

    Per distinguere tra gli incidenti che possano fortuitamente accadere a noi che usiamo quotidianamente varchi ed accessi dei nostri palazzi da quelli indotti dai malintenzionati, personalmente proporrei la seguente “ricetta”: se non fosse possibile rimediare in tempi brevissimi (max 5 minuti) al danno arrecato, imporrei di apporre direttamente sulla porta resa inservibile un foglio FIRMATO (un “codice” deve avere le sue “chiavi di lettura” note solo agli interessati) da parte del condomino, di avvertire immediatamente caposcala E amministratore del problema, ed infine assolutamente di NON LASCIARE IL PORTONE APERTO, perché altrimenti si fa il gioco dei rapinatori/svaligiatori.

  2. Flavio said

    Contro la grossa criminalità, come quella degli ultimi giorni, siamo nelle mani di politici, amministratori e forze di polizia.

    …che appunto rappresentano la maggior parte della grande criminalità🙂

  3. Come darti torto, anche alla luce dei più recenti accadimenti, di poliziotti e carabinieri arrestati…

    Il processo di sudamericanizzazione va avanti… e ci si mette pure Madre Natura con la tropicalizzazione del nostro clima…

  4. daniele said

    Interessante il breviario, sai chi l’ha scritto? Vorrei ripubblicarlo coi giusti “crediti”.

  5. Albert1 said

    Questo è il mio topic!
    Tolgo la veste “teorico-politica” e vado sul pratico, anche se non posso garantire che qualche scivolone politico ci possa capitare in mezzo.
    La zona in cui vivo e lavoro, il XV Municipio (per fortuna la stessa, risparmio in spostamenti), è da qualche anno lasciata quasi completamente a se’ stessa, anzi ho il sospetto (primo scivolone) che ci sia una precisa volontà distruttiva, dato l’enorme afflusso di personaggi “indesiderabili” impossibile da realizzarsi senza l’espresso consenso di chi dovrebbe essere responsabile del controllo.
    Abbiamo di tutto, ma la cosa peggiore è che più passa il tempo più sembra di stare in un film di Kusturica appena si esce dalla porta di casa. Di fatto la Magliana è diventata un casino: simpatici scassoni stracarichi che sfrecciano incuranti del traffico spargendo musiche più o meno gitane dai finestrini, ameni gruppi di frugatori di cassonetti, gente che si acquatta tranquillamente dietro la prima siepe e lascia li’ il pasto del giorno prima, piccole “bande” di ragazzi apparentemente tranquilli che verso sera si augurano “buon lavoro” e che poi ti ritrovi dentro casa o nella macchina a farsi il tuo stereo in piena notte.
    La parte “criminale” in senso stretto crea sì dei problemi, ma il lato peggiore è l’aria generale che si respira: ad oggi gli estranei siamo noi, non loro. Nel caso specifico, quello che non sopporto è che il loro modo di vivere abbia preso il sopravvento sul nostro: io che il venerdì devo svuotare il sedile posteriore della macchina dalla monnezza perchè non butto nemmeno un mozzicone dal finestrino non posso tollerare stracci, scarpe vecchie, bottiglie di birra e pannolini sul marciapiede. Io che parlo a voce bassa anche allo stadio non posso tollerare gente che si strilla nelle orecchie in una lingua che peraltro non comprendo. Io che pago il biglietto del treno anche per fare una sola fermata non posso tollerare orde di zingari (nell’accezione spregiativa del termine) che se ne vanno a spasso per tutta Roma senza averlo mai nemmeno visto, un biglietto.
    Adesso non è che voglio fare il cittadino modello, sono appena una persona “civile”: il fatto è che mi sono proprio rotto i coglioni (oops, pardon). Se in questa atmosfera ci metti pure che gli stessi soggetti hanno velleità criminali e che quindi non si limitano a disturbare quelli sensibili come me con la sola presenza, ma ti svaligiano il negozio, ti rubano la macchina e ti entrano dentro casa, capisci il vero significato della parola “esasperazione”.
    Vogliamo parlare delle forze dell’ordine ?
    Parliamone. Magliana vecchia aveva, sino a 7 anni fa, una bella stazione dei Carabinieri, con il suo Maresciallo, il suo Appuntato, le sue Uno blu che giravano per la zona. Un bel giorno l’hanno chiusa, non si sa perchè. I CC operativi più vicini sono al Torrino (!). Dice aumenta la criminalità, grazie al C…o. Tre anni fa un mio amico riceve una visita dagli zingari, entrano in giardino, rubano una macchinina a pedali (sono giovani, devono allenarsi). L’amico sa che la ritroverà nel vicino accampamento, chiama prima i CC, poi la PS, passa mezz’ora, richiama tutti e due, passa altra mezz’ora, prende la macchina, scende al campo, ritrova la macchinina, la butta nel portabagagli, saluta i signori e se ne va.
    Storia vera: d’accordo, era un giocattolo, niente di grave, ma era IL SUO e si trovava nel SUO GIARDINO. Perchè nessuno di quelli che dovrebbero tutelarci si è fatto vivo ?
    La risposta ufficiale, che uno si da’ per consolarsi è “avranno avuto cose più importanti da fare”, quella vera purtroppo è “se venivano, dato che erano stati informati, avrebbero dovuto constatare la presenza di un campo illegale, con tutto ciò che ne consegue”.
    Fatto sta che il campo è ancora li’ (cresciuto a dismisura) e adesso oltre alle macchinine a pedali spariscono quelle vere, e sparisce il contenuto di interi appartamenti, oltre alla soffocante atmosfera di cui sopra.
    Ce n’è abbastanza per farsele girare ?

  6. Albert-one (ma anche altri), hai perfettamente ragione. Ma focalizziamoci sul nocciolo del problema: c’è stato un aumento della criminalità IMPRESSIONANTE. OK, sappiamo che i Rom (o Sinti, o quello che siano) sono dediti per cultura a non rispettare le nostre leggi (in un villaggio zingaro nell’est europa ho visto un bambino che “giocava” rubando da una bancarella dei pupazzetti, però stavolta la madre zingara li rimetteva a posto: rubarsi tra zingari non va), ma il problema è più vasto: a Palermo la polizia non ha benzina da mettere nelle automobili, come del resto i pompieri in tutto il Paese. Si tolgono soldi alle forze dell’ordine (diminuendone pure il personale) per fare incentivi sui decoder costruiti da una “fabrichètta” del proprio fratello, un tipo che in vita sua era solo riuscito a farsi una zoccoletta catalana dalle tette rifatte.
    Poi c’è la strategia di sottopagare le forze di polizia, secondo me anche per far sì che siano più “tentabili” da quell’arte cui i nostri politici si dedicano da sempre (la corruzione ed il doppio gioco). Il Sud America è l’obiettivo ideale dei nostri oppressori (politici ed economici): un Paese senza leggi dove l’emergenza regni sovrana, dove i poveri si facciano la guerra, ed i burattinai se la spassino.
    A proposito, guarda qui:
    http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Ballaro%5E24996,00.html
    Quindi ti dico: sono d’accordo con te, ma il primo passo da fare sarebbe militarizzare il Paese, nel senso di ristabilire l’ordine, il rispetto delle leggi. Ristabiliamo il controllo del territorio, le basi del vivere civile e poi si analizzino caso per caso i vari problemi. Una ricetta specifica per gli zingari non la ho (rimango del parere che siamo tutti uguali di fonte allo Stato, nei diritti e nei doveri), ma una cosa so con certezza: tutti noi italiani onesti e tutti gli immigrati (comunitari o meno) che vivono rispettando le regole (civili e penali) di questo sgangherato Paese avrebbero sicuramente vantaggi da una guerra massiccia alla criminalità da parte dello Stato.
    Io purtroppo resto del parere che a qualcuno nelle stanze dei bottoni le “eterne-emergenze” (italico ossimoro) facciano comodo per fare propagandistiche promesse e per distogliere l’attenzione dai proprio affari… e quindi il gioco, come vedi, è un altro, e si fa su un altro tavolo…

  7. per Daniele:

    L’originale mi arrivò per mail mesi fa, per vie traverse. Sul file c’è scritto che l’autore fu tale Cesare Cerri, ma poi c’ho abbondantemente rimesso mano io (ed è per questo che ho preferito renderlo anonimo), anche se il nocciolo del lavoro originario rimane intatto. Però non posso escludere che altri prima di me l’abbiano già modificato, quindi vedi un po’ tu…

  8. Albert1 said

    L’Esercito è una Soluzione.
    Se è per questo un bel colpo di stato risolverebbe un po’ tutti i problemi, anche quelli politici🙂
    Ma io dico, possibile che si debba giungere a tanto ?
    A me non è che vada tanto di veder girare gente coi manganelli ad ogni angolo di strada. Preferisco Polizia e Carabinieri che fanno il loro lavoro come si deve (inteso, con la benzina e tutto) piuttosto che divise verdi sparpagliate ovunque.
    Vero che, in casi estremi (tipo sgomberi di campi abusivi o situazioni particolarmente rognose) un bel battaglione in assetto di guerra, magari supportato da blindati ed elicotteri farebbe tutt’altro effetto. E almeno l’Esercito sarebbe impegnato in qualcosa di utile, visto che paghiamo pure quello e che non mi risulta che siamo in guerra.
    Il pericolo purtroppo è quello di abituarsi, l’Uomo per sua natura si abitua a tutto e prima o poi, se non manteniamo una coscienza salda, ci sembrerà normale quello che oggi ci fa inca..are come bestie. Già lo stesso gruppo di zingari che oggi appena percepiamo con la coda dell’occhio, trent’anni fa ci faceva rabbrividire, costringeva le mamme ad appiattirsi contro il muro tenendo stretti i bambini finchè non era passato.
    A questo fine ogni strumento è valido, la comunicazione, Internet che dio la benedica, il passaparola, i volantini, qualsiasi cosa: anche perchè dobbiamo aver chiaro che il momento in cui ci abitueremo a questo, chi ha interesse a favorire queste situazioni si inventerà qualcosa di peggio e quanto potremo resistere ancora ?
    Parlarne già aiuta. Grazie per questo Blog, RC!

  9. Andoram said

    Provocazione: (solo parziale)
    non ci sono i soldi per le forze dell’ordine (polizia carabinieri) però trovano i soldi per finanziare le varie operazioni di “pace” dei nostri soldati all’estero!!!

  10. daniele said

    Per Andoram:

    le forze di “pace” che mandiamo mi sanno tanto di operazione di “marketing”, non so se si coglie la mia provocazione🙂

  11. AlbertONE (1): grazie a voi tutti, ma per favore evitiamo di cadere in guerre fratricide ed inutili scontri destra-sinistra. Non lo dico per gli ultimi commenti ma per certe cose apparse in passato: non mi stancherò mai di ricordarlo. Vorrei che questo blog nel suo piccolo rappresentasse un inizio per risvegliare la intorpidita coscienza dei molti (troppi). Personalmente mi farei volentieri da parte e lascerei ad altri il compito di andare avanti: al contrario di ciò che pensa qualcuno in cerca di vanagloria (ma proprio sul mio modesto sito dove approdare con questo fine?) è lungi la me l’idea o l’obiettivo di pontificare ed arringare masse. Vorrei solo che le persone ricominciassero a riutilizzare i loro cervelli, magari anche avendo idee opposte alle mie (che io scriva delle castronerie ci sta tutto), ma che siano idee propositive, per il bene di Roma, della nostra società, e non banali e sterili attachi a questo o a quello.

    Per AlbertONE (2) e Andoram: certo, vista la situazione, forse un colpo di Stato non sarebbe neanche il male peggiore (dipende chi lo fa, però), ma quando parlo di utilizzare l’esercito non mi riferivo ad un putsch militare, bensì all’uso delle forze armate a supporto di Polizia e Carabinieri… sulla falsa riga di ciò che avvenne negli anni ’90 coi Vespri Siciliani, ma in forma più massiccia: per sgomberi, controllo di aree strategiche e obiettivi sensibili (aeroporti, ecc.), vigilanza di zone a rischio (quartieri ad alta criminalità, opere d’arte, ecc), scorta a persone da tutelare (non i politici o i preti, ma i magistrati).

    Per Daniele: le forze di pace all’estero secondo me rappresentano un ridicolo gonfiare il petto d’orgoglio di uno Stato che a livello mondiale vale meno di zero, ma da nanerottolo cerca di sgomitare tra giganti. Inoltre ci sono accordi che il Paese succube Italia deve rispettare nei confronti dei nostri invasori e attuali sovrani, gli U.S.A.

  12. Da oggi siamo al sicuro … hanno firmato il “Patto” .. !!! e poi entro 1 anno 4 nuovi campi Rom, e poi .. e poi …
    Ciao😀 Laura

  13. Per lo meno qualcosa s’è mosso: aspettiamo e vediamo se cambia qualcosa… già che (dicono che lo faranno) controllino i campi nomadi (io ci metterei dei militari, per evitare di distogliere le forze dell’ordine da altre incombenze) sembrerebbe un buon inizio. I precedenti sono poco rassicuranti, e ci sono tutte le premesse affinché il tutto degradi ancora una volta in una boutade elettoralistica, ma chissà…

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